sabato 7 gennaio 2012
RENATO PALMIERI: STUDI UNIGRAVITAZIONALI 2012
RENATO PALMIERI: STUDI UNIGRAVITAZIONALI 2012Lunedì 30 Gennaio 2012, ore 17.30
Gli ultimi eventi scientifici
Martedì 28 Febbraio 2012, ore 17.30
DNA naturale DNA di Olopòiema
Un riepilogo della fisica unigravitazionale

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
Via Monte di Dio, 14 - Palazzo Serra di
Cassano – Napoli
Renato Palmieri
STUDI UNIGRAVITAZIONALI 2012
Inquadramento nella storia della scienza moderna: Piergiorgio Fusco, fisico delle
particelle presso l’Università di Bari, Relazione sul libro di Renato Palmieri “La
fisica unigravitazionale e l’equazione cosmologica”, SCHERIA, Rivista
30-31, 2005-2006, pp. 45-50.dell’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI, anni XIV-XV, nn.

"........IN DEFINITIVA ANIMALI E PIANTE, OSSIA TUTTA LA VITA, HANNO TROVATO CON NOI IL LORO COMUNE ATTO DI NASCITA NEL GREMBO FECONDO DELLA PRIMEVA PANTHALASSA. SE INFINE SUL VOSTRO TERRAZZO AVETE UN'AGAVE O UN ALOE, DI CUI ABBIAMO DESCRITTO PRECEDENTEMENTE IL TRACCIATO IN RAPPORTO ALLA "STELLA FOTONICA" (P.217) , SIETE IN PRESENZA DI UN ANGIOSPERMA, CIOE' AL CULMINE DELL'EVOLUZIONE VEGETALE. SEGUITE QUINDI IL PERCORSO PENTAGONALE ALLORA INDICATOVI, PARTENDO DALLA BASE DELLA PIANTA: LO VEDRETE ANCORA AVVITARSI "VERSO LE STELLE", CIOE' VERSO DI VOI, SEMPRE IN SENSO ORARIO, DALLE FOGLIE PIù GRANDI E PIù ANTICHE FIN SU ALLE PIù GIOVANI. NON POTRETE, ALLORA, AVERE PIù DUBBI SULL'ATTRAZIONE AMOROSA DELL'INTERO UNIVERSO SULLA VITA CHE CI CIRCONDA."
(brano tratto dal libro di Renato Palmieri p.354/355 "la fisica unigravitazionale e l'equazione cosmologica")
domenica 1 gennaio 2012
…NUDITA' E POVERTA' PAESOLOGICA.
"La nudità non è la verità. Ne è insieme l’inquietudine, l’attesa, la cura e l’appello. Forse anche lo svestimento:tolta la veste, occorre comprendere che tutto resta da scoprire. Può darsi che
si scopra alla fine che non c’era niente da svelare, ma ciò stesso diventa
scoperta e lezione. La nudità non è l’esito, ma l’esordio di una iniziazione,
un’apertura propedeutica alla ricerca della verità attraverso il lume naturale, come direbbe un trattato classico di metafisica” . (J.L. Nancy)
“Derobé” il gesto di lasciar cadere, togliersi la robe di un pensiero solido che non ama gli slanci, le inquietudini, le incertezze …le nudità. Difficile per noi in tempi di crisi ‘epocali’ non solo economiche, sociali, antropologiche, direbbe Pasolini, spogliarsi di un sapere che ordina e dà
sicurezza per destrutturare un pensiero nella sua funzione di mostrarsi nel suo carattere di tensione, di mobilità, provvisorietà, di agitazione che lo avvicina ad un sentimento, una passione più che ad un atto teorico o etico che lo sovverte e lo rivoluzioni dall’interno e non solo nel linguaggio.
Nel pensiero in origine c’era un senso di passione, di sensibilità e di sessualità (eros) che lo vedeva legato all’amore come rapporto all’altro non solo singolo e nel genere. Rapporto che non è finalizzato o idealizzato a fusione e reductio ad unum’ ma ad un aprirsi conflittualmente alla differenza, un esporsi ad un’alterità che come Proteo non si lascia afferrare, ma a inquietare e sconvolgere la stessa identità. La tensione del sentimento e della passione non parte da una esigenza del legèin razionale del legare assieme le diversità come esigenza di compimento e di riempimento rispetto ad una mancanza ma ad una esigenza e finalità di relazione all’altro, differire da sé.
Svestirsi del suo ‘abitus’ razionale, occidentale è soprattutto piacere personale insieme ad un senso di privazione e di sofferenza. Educarsi ad uno sguardo paesologico “arreso” non è solo esposizione piena, “nuda e cruda” nella carne, come eliminazione di qualsiasi nascondimento autistico, poetico, letterario o filosofico individuale o corale, che nella sua esposizione ed esteriorità comunitaria si mostra meglio nella sua complessità, precarietà, provvisorietà e fragilità. E in questo modo dare senso alla sua ‘imprendibilità ed omologazione attraverso la sua ritrosia verso tutte le forme superficiali e comuni di sottomissioni al flusso necessario della modernità nelle sue facili etichettature o schematizzazioni.
Il nostro uscire da sé nel rapporto con gli altri sembrerebbe più facile e comodo nelle indicazione della paesologia a riscoprire “la grande vita nascosta nei piccoli paesi”,”un vedere senza guardare… abbassarsi all’altezza del cane, lo sguardo tipico del paesologo, e non annusare niente….una disciplina non fatta di protocolli, ogni volta si comincia da zero, non basta attraversare un luogo, ci vuole che il luogo ti attraversi. E questa è una cosa che non riesce sempre. A volte ci vuole un’infiammazione, altre volte ci vuole un senso di estraneazione.Quello
che dà vita alla scrittura paesologica non è sapere tutto di un paese, non è informarsi su di esso, non è rimanerci per poco o per tanto”.
Paesologia è imparare in continuazione a vivere e pensare nella modernità non con la “passione per frammenti oggetti, relitti di un passato ormai privo di contesto, rovine della storia ormai perdute per la storia…..nuovi silenzi “ e non si esaurisce nel recuperare un linguaggio ‘denudato e povero’ capace ancora di parlare di esperienze originali ed autentiche e di persone e cose con un vissuto motivazionale ed esistenziale nuovo ed insieme.
E’ “un sapere arreso” nel senso che non coltiva la presunzione di descrivere gli altri, le cose, la natura come una cultura, una sociologia, una antropologia, una storia ….un sapere e una paideia oggettiva e prescrittiva e nemmeno come “avanzi di un mondo di sogno” perduto e da “utopie” da reinventare o da ricercare.
La paesologia è “nudità e povertà” esposta e non politica del compimento. E’ un uscire da sé che non comporti uno svelamento, un rendersi pienamente trasparente, ma un abbandonarsi semplice e tragico all’esistenza, al suo differire da sé, e quindi al rapporto comunitario con gli altri in cui ci tocchiamo, ci parliamo, ci incontriamo senza poterci mai afferrare rinchiudendoci in una identità stabile, unitaria e definitiva.
Ogni nostro incontro o evento deve conservare necessariamente in sé la dimensione della sorpresa, del dubbio e del sospetto per una pienezza che non nasce dalla mancanza ma dalla sua
eccedenza di finito che non ha compimento e assenza di “un finale” che tutti i ‘totalitarismi’ politici ed identitari che vogliono riempire di senso il presente per trascenderlo.
A noi la presunzione e la fatica di “vivere completamente il presente” nelle sue difficoltà, complessità e varietà. Questo il ‘buon e difficile viatico” per il prossimo anno paesologico e comunitario.
Mauro orlando
domenica 25 dicembre 2011
SOGGETTI SMARRITI: CINISMO (Lettera ai vivi) del Prof. Mauro Orlando
SOGGETTI SMARRITI...,lo abbiamo definito un "viaggio... alla ricerca" (anche in questo) nel significato delle parole curato dal Prof. Mauro Orlando. Con questa "lettera ai vivi" si chiude ma spero che possa riprendere a breve il ciclo della ricerca sul significato possibile delle "parole".Il Prof. Mauro Orlando è il Presidente Onorario della nostra Comunità RNCD.
Indice
1. IL VIAGGIO
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/11/soggetti-smarriti-il-viaggio.html
2. COMUNITAS
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/11/soggetti-smarriti-comunitas-di-mauro.html
3. “IMMUNITAS”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-immunitas.htm l
4. La comunità …inoperosa”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-la-comunita-inoperosa.html
5. La terra
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-la-terra-di-mauro.html
6. IDENTITA’
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-identita-di-mauro.html
7. POESIA per.. “l’IO”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-poesia-dellio-di.html
8. RESPONSABILITA'-POTERE
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-responsabilita-potere.html
9. Poesia per “gli altri”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-poesia-per-gli-altri.html
10. PAESOLOGIA
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/02/soggetti-smarriti-paesologia.html
11. La Politica
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/03/soggetti-smarriti-la-politica-di-mauro.html
12. Maliconia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/03/soggetti-smarriti-maliconia-di-mauro.html
13. Festa
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/04/s-oggetti-smarriti.html
14. Amicizia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/05/soggetti-smarriti-amicizia.html
15. Nostalgia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/06/soggetti-smarriti-la-nostalgia-di-mauro.html
16. Della comunità o della “consapevolezza” provvisoria
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/09/soggetti-smarriti-della-comunita-o.html
17. Sapere-politico
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/10/soggetti-smarriti-sapere-politica.html
18. Il dono
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/12/il-dono.html
19. Cinismo (lettere per i vivi)
CINISMO: (LETTERA AI VIVI)
Uscendo dal bar ho sbagliato strada. Il vento era fortissimo e nevicava. Il cuore si è gelato sotto il cappotto.
Scriveva la Rochefoucauld “chi vive senza follie, non è così savio quanto crede”. Sacrosanta verità per demarcare un confine tra vita normale subita e vita impegnata per scelta a saper affrontare “venti fortissimi e nevicate”.
Un lento e inconsapevole morire per un “un cuore gelato sotto il cappotto” parla di noi quando accettiamo supinamente di smarrire il gusto e il senso di una esperienza comunitaria rassegnati alla insensibilità del senso comune, alla rassegnazione del “così va il mondo”, alla connivenza con l’insensatezza della banalità, alla ingenua o consapevole disponibilità a farsi complice di qualunque cosa a qualunque prezzo.
Uno spettro inquietante si aggira come un “venticello” per le nostre terre sopraffacendo la nobilitata e propulsiva “ipocondria” arminiana: il cinismo.
Il cinico contemporaneo non ha come punto di arrivo la classica botte di Diogene ma una ordinata e riconosciuta carriera spesso segnata da frustrazione, rassegnazione e avvilimento morale. Il ‘cinicus’ antico era una forma estrema di affermazione della dignità, una riproposizione coerente di distanza dalle pochezze umane e dai pressappochismi e interessi pratici, della cura di una estrema padronanza e sovranità su se stesso e i propri difetti pubblici e attivazione del governo dei propri demoni interiori negativi come la “razionale auriga” platonica.
Il neocinico cura e ostenta una “falsa coscienza illuminata” con un discreto vocabolario polimorfo e una forma malcelata di “disincanto” che li rende molto efficienti e accettati sul piano pratico.
Qualcuno autorevolmente in modo cattivo ha scritto che il neocinico è “ un caso limite di melanconico che riesce a controllare i suoi sintomi depressivi conservando una certa capacità di lavorare” che mal sopporta “avvisi ai naviganti” disinteressati o venati di ironia e peggio di benevole commiserazione perché “intellettuali e …quindi inutili”.
Bisognerebbe imparare dal “cinismo classico “ dei morti di Franco Arminio ("Cartoline dai Morti" e un libro di Franco Arminio Ed. Nottetempo) che ci regalano una morale fatta di libertà ed autonomia e non “coperte di linus” come alibi pseudopsicologici ma soprattutto con il compito “etico” di riscaldare quotidianamente, profondamente e continuamente il nostro “cuore” infreddolito e debole.
Nella “pòlis” greca il primo atto cinico contro la costruzione di “una comunità” libera e consapevole, avvenne con un atto violento formalmente e simbolicamente reale e tragico.
La restaurata democrazia ateniese aveva bisogno della condanna a morte di Socrate nel 399 a.c. e la promozione sul campo degli “Antistene, Diogene di Sinope, Cratete e Ipparchia” come fatto consequenziale, illuminante e normalizzante.
Con quell’atto si condannava la ragione, il sogno, il sentimento, la fantasia, la democrazia che presume farsi “comunità” di un sapere non commerciale e commerciabile che ha solo il compito di difendersi per smascherare, responsabilità, inadempienze , ostilità, rancori latenti e combattere quelle palesi e praticate. Le ragioni del cuore non possono mai entrare in un orizzonte limitato che gli è estraneo per statuto.
Non vive di pensieri corti, di i rapporti di forza, della pratica o l’ aspirazione dei poteri a tutti i livelli.
Ritornando in metafora : “sbagliare strada” affrontare un ”vento fortissimo e una nevicata” è ancora parte possibile e integrante del vivere umano. Ma evitare sempre e comunque “Il cuore gelato sotto il cappotto” che è il vero e tragico morire sia personale che comunitario anche della limitata vita umana troppo umana …..e per questo…….
“Merita il nome di sapere soltanto ciò che conferisce il giusto ordine all’anima”.
di Mauro Orlando(*)
RINGRAZIAMENTI:
Con questa “LETTERA AI VIVI di Mauro Orlando (Presidente Onorario della nostra Comunità RNCD) si chiude questo “viaggio …nel sapere” attraverso il significato delle parole o meglio dei suoi possibili e diversi significati. La parola scritta ma anche parlata. La parola che affidiamo al cerchio o ad un pezzo di carta o come messaggio di naufraghi in una bottiglia abbandonata alle correnti.
Per questo ringrazio con affetto e stima infinita il Professor Mauro Orlando per aver “curato” questa rubrica di “SOGGETTI SMARRITI”. Personalmente in questi ultimi 10 anni della mia vita (e fino ad oggi) mi sono messo in testa di praticare un sogno: realizzare una comunità di clown e sognatori pratici, dando un nuovo e più giusto significato alle parole e cambiando me stesso.
La terra è incinta e noi tutti possiamo aiutarla a partorire il nuovo, molto umano.
La mia esperienza di Clown mi ha portato a “viaggiare” spesso con la mia moto del tempo nello spazio tempo ops…nel regno del tempo all’incontrario dove ancora oggi provo a conferire il giusto ordine alla mia anima.
Grazie di cuore, angelo Mercuzio(*), dal tuo custodito
Clown Nanosencodo
Al secolo Enzo Maddaloni
Presidente (provvisorio) Comunità RNCD
mercoledì 21 dicembre 2011
SOGGETTI SMARRITI: IL DONO di Mauro Orlando
SOGGETTI SMARRITI...,lo possiamo definire un"viaggio... alla ricerca" (anche in questo) nel significato delle
parole curato dal Prof. Mauro Orlando.
Il Prof. Mauro Orlando è il Presidente Onorario della nostra
Comunità RNCD.
di mauro orlando
Indice
1. IL VIAGGIO
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/11/soggetti-smarriti-il-viaggio.html
2. COMUNITAS
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/11/soggetti-smarriti-comunitas-di-mauro.html
3. “IMMUNITAS”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-immunitas.htm l
4. La comunità …inoperosa”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-la-comunita-inoperosa.html
5. La terra
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-la-terra-di-mauro.html
6. IDENTITA’
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/12/soggetti-smarriti-identita-di-mauro.html
7. POESIA per.. “l’IO”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-poesia-dellio-di.html
8. RESPONSABILITA'-POTERE
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-responsabilita-potere.html
9. Poesia per “gli altri”
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/01/soggetti-smarriti-poesia-per-gli-altri.html
10. PAESOLOGIA
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/02/soggetti-smarriti-paesologia.html
11. La Politica
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/03/soggetti-smarriti-la-politica-di-mauro.html
12. Maliconia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/03/soggetti-smarriti-maliconia-di-mauro.html
13. Festa
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/04/s-oggetti-smarriti.html
14. Amicizia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/05/soggetti-smarriti-amicizia.html
15. Nostalgia
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/06/soggetti-smarriti-la-nostalgia-di-mauro.html
16. Della comunità o della “consapevolezza” provvisoria
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/09/soggetti-smarriti-della-comunita-o.html
17. Sapere-politico
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2011/10/soggetti-smarriti-sapere-politica.html
18. Il dono
19. Cinismo (lettere per i vivi)
IL DONO
«Nacqui a legami di amore non di odio» (Antigone, v. 523).
In un momento epocale del crollo dell’economia di mercato e del relativo modello di scambio sociale è opportuno e d’obbligo una ricerca e una pratica di “umanesimo delle montagne” come inizio di ripensamento di una conoscenza, di una politica e di una etica possibile. In tale considerazione si impone l’importanza delle tensioni emotive nella riflessione filosofica ed esistenziale della modernità, non solo ricostruendo la fitta rete di riflessioni che hanno impegnato assiduamente diversi pensatori riguardo i caratteri apparentemente più costanti della dimensione umana.
Preliminare è “smentire la presunta razionalità dell’individuo moderno, avvalorata dalla tradizione liberale”, non solo per mettere in evidenza i limiti e le aporie del paradigma dell’homo economicus, quanto piuttosto di riconoscere nelle esperienze paesologiche nei piccoli paesi l’importanza e la persistenza delle passioni, dei sentimenti e dei sogni nella modernità. Si impone la scelta di un “sapere arreso” nella logica del “dono” che si pone in antitesi concettuale ed etico della logica dell’ utile e del profitto.
Richiamavo all’inizio le parole di Antigone non per connotare la categoria di dono come attributo naturale e di genere passivamente subito e portatore di rinuncia ed esclusione ma come strumento umanistico attivo di cura e definizione di sé e come soggetto eminentemente relazionale ed ospitale. Una ospitalità ed una accoglienza non circoscritte e limitate alla sfera privata autogratificante ma naturalmente razionali, votate e orientate alla sfera pubblica e comunitaria.
Una scelta di cura e di dono come autentico desiderio o passione come fedeltà e coerenza a se stessi in una ineludibile relazione e dipendenza dall’altro. Una scelta libera, consapevole e responsabile di un “io” plurale-comunitario autonomo nella dipendenza contro un individuo auto sufficiente e compiuto in se stesso, chiuso alla dimensione dell’alterità e della differenza.
Abbiamo scelto la poesia come strumento di “cura di sé” comunicativo e non come mezzo personale di un modello eroico-aristocratico dell’individuo che spinge ad abbandonare “vita, salute e quiete” a favore di una gloria che si rileva “puro desiderio di plauso e di approvazione altrui che rende gli uomini dipendenti dal giudizio della moltitudine e li fa agire unicamente in funzione della visibilità e del riconoscimento esteriore”.
La poesia ha il privilegio e lo schermo di essere intellettualmente apolide e libera e non abita la contraddizione ” umana, troppo umana” della scelta tra l’ideale della Bellezza e del significato del Reale, tra la centralità dell’uomo o della sovranità di Dio. Il poeta vive l’esperienza della possibilità dell’estraneità o sudditanza dell’uomo alla “terracarne” fidando e usando il potere del linguaggio e si permette di irridere la ragione quando si fa astratta, universale ed autoritaria e di portare pur il silenzio della natura e della morte alla trasparenza della parola e al formalismo mortuario del significato.
La poesia di oggi, resa esperta, dalla più recente storia, della catastrofe dell’umano e dallo scacco della ragione, cerca altro nelle macerie del linguaggio, del sentimento, delle passioni e delle idee: non nuovi ‘significati’, ma un più antico suono, non l’armonia dell’universo ma il silenzio dello spirito e il respiro del corpo-carne.
Accostandosi premurosamente alla natura e driblando con estro la Verità astratta e consolatoria, questa poesia ridà alla parola significante il peso e l’umore della terra, delle erbe, delle pietre, degli animali e anche dell’uomo. Una “ragione poetante” , alleggerita dalla egemonia della logica pura, dello scientismo dissacrante e materialistico o delle metafisiche camuffate da fedi militanti, ha appreso, e ci ha appreso che, oltre lo stare-insieme nella ‘polis’, v’è, anche per l’uomo, la possibilità di un più aperto, ospitale stare-accanto nella ‘comunità’, anche nell’esperienza del sacro e non adagiarsi comodamente seduta su “sedie” immobili e ‘ferme’ o peggio “mute” e appese decorative come “quadri alle pareti” .“…….stare qui, animarsi, rianimare l’amore, la bellezza…. stare qui mentre nel mondo accadono tante cose…”.
La condizione umana generalmente è saper stare al mondo e saperci stare bene …..da soli o in gruppi umani…per necessità o per caso poco importa…..ma stare al mondo è anche muoversi in esso, vivere in esso in uno spazio-tempo particolare, limitato, essendo figli e padri della sua e propria cultura.
Noi vogliamo stare in questo modo nel nostro spazio-tempo che determina il territorio chiamato Irpinia ognuno con la propria disposizione percorrendo curiosi le vie che ci hanno tracciato gli altri e inventandone dubbiosi di nuove per inesplorati sentieri …nel presente che si radica continuamente e proviene dalle radici di un passato che fa fatica a passare e sempre per costruire un futuro che comunque inquieta ma carica il presente di dubbi, sospetti ma sopra tutto di responsabilità……che sia questo un pensare e un donare “paesologico”?
Il dono è capace di sviluppare una passione in grado di rinsaldare il legame sociale, in quanto non pura gratuità, a determinarlo non è tanto il modello dell’amore cristiano, l’agape, ma la philia, amicizia vicina al modello dell’eros come “desiderio dell’altro”, del legame dell’altro in quanto fine a se stesso”. Il dono guadagna la dimensione di “evento simbolico che permea la realtà concreta degli individui”, in quanto “simbolo della incompiutezza dell’io”.
Il legame sociale che ne risulta è condivisione della comune insufficienza, mozione della sfera affettiva e rottura dell’autosufficienza narcisistica dell’io.
“Merita il nome di sapere soltanto ciò che conferisce il
giusto ordine all’anima”.
domenica 18 dicembre 2011
TANTE ANGURIE A TUTTI
DISCORSO DEL PRESIDENTE DI FINE ANNO 2011
Io sono uno.... i ricordi con voi tanti e tutti indimenticabili.
Spero presto di poter inaugurare nella nostra comunità libertaria di clown & sognatori pratici una Squola Guida per PILOTI di "MOTO DEL TEMPO".
Per il momento spero che il nostro viaggio possa continuare sui binari delle ferrovie anche se a volte dimenticati.
Più che camminare nella bellezza, proviamo a danzare,
Presidente (provvisorio)
Comunità RNCD
Nanosecondo
a presto, Nanosecondo
venerdì 9 dicembre 2011
LA VIA DEL CERCHIO di Manitonquant

“La Creazione è un Cerchio. Un Cerchio formato da tanti Cerchi. Sfere, spirali, ellissi, anelli. Lo spazio si curva, le galassie girano, le stelle e i pianeti ruotano seguendo delle orbite. Dalla nostra Terra che ruota guardiamo un universo che gira. Giriamo e giriamo, nella nostra danza circolare senza fine. I nostri anziani ci hanno insegnato che per essere in armonia con la Creazione dobbiamo pensare e agire in modo circolare. Quando ci ritroviamo insieme in un cerchio ci sentiamo nel posto giusto e in armonia con la nostra natura.
Quando invece ci ritroviamo in un auditorio e tutta la nostra attenzione è rivolta verso un punto di fronte a noi, un palco, una piattaforma o una tribuna, si percepisce un senso di costrizione, di artificio. Si ha la sensazione che viene richiesta la nostra attenzione ma che non siamo veramente presenti. A parte quelli che stanno sul palco, non vediamo nessun volto ma solo le spalle delle altre persone e nessuno vede noi.
Quando siamo in cerchio è come tornare a casa e quando cominciamo a farne esperienza, a relazionarci in cerchio, condividendo i pensieri, le emozioni, i sogni, le decisioni, il lavoro, il gioco e la creatività, ci rendiamo conto che rende la nostra vita più ricca, appagante, piena.
L’essenza di un Cerchio è l’eguaglianza, non c’è alto e basso, nessuna gerarchia di potere o ricchezza. Le azioni di un Cerchio non sono coercitive, ma prese di comune accordo, la modalità è la cooperazione, non il dominio. Dato che è naturale per gli esseri umani essere affettuosi e premurosi quando sono liberi dalla coercizione e dal dominio, l’energia che anima il cerchio è l’amore.”
PUBBLICATO ANCHE IN ITALIA IL LIBRO "LA VIA DEL CERCHIO"
http://www.lameridiana.it/Default.aspx?TabId=61&isbn=9788861532403