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lunedì 12 settembre 2011

FISICA UNIGRAVITAZIONALE: "L'AMORE E' UNA LEGGE UNICA!"

Chi ha la fortuna e il piacere di conoscere di persona Renato Palmieri, non si rende conto esattamente del dono, fino a quando, come me ora, non continua ad avere davanti agli occhi i suoi occhi, sperando e augurandosi di conservare, alla veneranda età di 87 anni, lo stesso luccichio, la stessa brillantezza, la stessa profondità e leggerezza, come il mare del Golfo di Napoli, che spettacolarmente si apre al nostro sguardo, dalla sua terrazza, di fronte alla certosa di San Martino: "alle porte del paradiso" ci conduce così Nanos.



Una serata indimenticabile, ieri, e amici cari, la cosa giusta al posto giusto al momento giusto. Renato, fisico unigravitazionale ed ex professore di latino, con una semplicità e dovizia uniche ci spiega come, dal geranio all'orchidea al corpo umano si riproponga la forma pentagonale nonché uno schema riassuntivo delle principali funzioni del corpo, il macrocosmo che si riflette nel microcosmo, secondo un ordine spiegabile dall'equazione a cui è giunto lui, l'equazione cosmologica. Ce la dettaglia, ritrovo le nozioni di coseno, arco coseno, di limite, di logaritmo. Rispolvero quanto ci ha passato il buon Pontillo al Liceo a Telese (ci diceva che la matematica è poesia), e seguo uno per uno i passaggi di Renato.


Poi lui si scusa se ogni tanto "scantona", allorché fa considerazioni sull'uomo (l'unica bestia feroce dell'universo, che cerca il male per il male), sull'impianto della scienza in occidente (una scienza che ha riproposto l'atteggiamento fideistico e dogmatico che a parole dice di combattere,ma che non accetta posizioni alternative o diverse, bollandole come "scienziaggini"), sulle lobby che dettano gli orientamenti di pensiero.


Renato ritorna allora alla sua fisica unigravitazionale, e ci mostra con due semplici calamite che la forza di repulsione non esiste, ma che a un certo punto della "repulsione" una delle calamite fa una sorta di rotazione, si gira, e riposiziona il polo contrario verso l'altra. La legge matematica della natura è la sezione aurea.


L'AMORE E' UNA LEGGE UNICA E NON C'E' REPULSIONE.


LA FORZA UNIGRAVITAZIONALE E' L'AMORE.


Che aggiungere, di Renato, più di quello che ti ho detto salutandoti?

Che sei un DONO, e per questo sei PRESENTE.

Che Dio ti porti sempre nel palmo della sua mano.

Clown Caramella

(Napoli, 30 agosto 2011)


rinnovato appuntamento


SABATO 17 SETTEMBRE

torneremo a casa di Renato (il gruppo è già chiuso vedi email comunitaria)

Info sulla sicurezza di volo:

Si consiglia bagaglio a mano e indumenti comodi in caso di emergenza seguire il sentiero luminoso e indossare le ali sotto i sedili, state tranquilli volerete da soli.

AVVERTENZE ASSICURATIVE:
“Non pretendo che la gioia non possa accompagnarsi alla bellezza;

ma dico che la gioia è uno degli ornamenti più volgari,

mentre la malinconia è della bellezza, per così dire, la nobile compagna,

al punto che non so concepire

un tipo di bellezza che non abbia in sé il dolore.”

(Charles Baudelaire, Opere postume) ……

...ma siccome che nell'universo come dice anche Renatino c'è solo una forza quella unigravitaionale che sempre più a me si dimostra… (e già).... noi siamo quello che pensiamo. Per questo dobbiamo sempre considerare che siamo noi il nostro dolore e quindi se stiamo nella paura siamo dolore ma se stiamo (pensiamo) nella bellezza possiamo essere amore, e cosi metteremo diamanti (di stelle) sotto le suole delle nostre scarpe e potremmo volare.
(Nanos opera seconda)

per chi intende approfondire su chi è Renato Palmieri e cosa per oltre 40 anni ha ricercato:



Nuovo appuntamento in programma per
MERCOLEDI 28 SETTEMBRE ore 17,00
a casa di Renato Palmieri

Gruppo di volo prenotarsi

lista d'imbarco : nanosecondo54@alice.it



lunedì 27 settembre 2010

KHESED (tenerezza di Clown)

Il clown non è un “guru” se non vogliamo farlo essere, anzi il clown è di per "se" il contrario del "guru".

Egli irride il “re”, ma in quest’epoca che i “re” non ci sono chi è il“re” se non io. E, già “io sono” !

Il Clown in questo caso può far chiudere gli occhi all’uomo (se stesso) sul suo mondo per fargliene vedere uno nuovo, e porlo oltre "se" stesso. "Trascendere": uscire dai suoi confini, attraverso una sana follia che si prende cura di “se”, quel "se" (senza accento) quel “se” congiunzione quel "se" che unifca senza nessuna affermazione di "se".

Un uomo quindi intero che non si pone di educare l'altro, ma semplicemente se stesso. Un uomo che unifica quindi il suo male per trasformarlo in bene. Il Clown è un essere che per sua natura si muove verso. Il Clown come stato di grazia verso "se" e verso gli altri.

Mio padre che faceva l’autista di camion mi diceva sempre: "quando il camion si guasta non è morto, deve solo essere ricoverato in officina" , e molte volte se lo aggiustava da solo.

Heidegger parlava di "cura autentica" ed di "cura inautentica" . Per cura autentica egli intendeva quando l’uomo riesce a prendersi cura di “se” (senza accento) senza delegare nessuno (fin dove è possibile). Per cura inautentica intendeva quando l’uomo delega alle “tecniche” e qui l’uomo diventa macchina.

Ora considerato che non sono un camion mi sono chiesto qual è l’officina migliore dove posso essere ricoverato per curare i miei mali? Dentro di me!

Gli stessi riferimenti di valori prestazionali oggi di un ospedale, in mancanza di un vero è proprio “governo clinico” che pone “sotto esame” l’efficienza e l’efficacia di un intervento di carattere sanitario hanno trasformato gli ospedali in “aziende”. L’azienda di per se è valida sé produce un bene, ma in questo caso il valore del bene è l’uomo, e l'uomo non è una macchina. Il clown cerca nella sostanza di promuovere un'azione che recupera "arte & scienza" due componenti che sono alla base di tutte le medicine.

In questo senso il clown attraverso il suo intervento nell’ambito della comico terapia prova a trascendere il corpo attraverso un sorriso, trasformando la macchina in persona, in essere umano intero. Il clown "solleva" il corpo fisico e cerca di riallienarlo ad una eperienza un pensiero positivo.

Il sorriso come scintilla che unisce al tutto, in cui tutto è possibile anche “volare” (qui il volare resta non solo metaforico, ma esperienza di percezione e di vita del mio essere clown nel momento in cui effettua un intervento in ospedale. Molte altre sono le possibilità e le "tecniche" di volo che si possono esperienziare). Il clown non è in questo caso il forzato della risata anzi in alcune condizioni aiuta a far piangere perchè lui sa che il dolore è come il nocciolo di un frutto, si deve rompere per essere esposto di nuovo ai raggi del sole e germogliare.

Ognuno di noi è istinti e spiritualità, d’altronde lo spirito mette a dura prova sempre il nostro corpo nella sua dualità. Un nascosto nella trascendenza come lo definiva Freud, ma egli si sbagliava, perché è nascosto dentro ognuno di noi, ed ognuno di noi è trascendenza. Ognuno di noi è spirito e corpo insieme e allora il problema rimane la scelta di andare verso qualcosa.

Ma dov’è oggi questo qualcosa?

Non è più nella tecnica ma nel senso e nell’alto, qui la metafora del “volo”. Se la materia è un vuoto l’unica cosa che la può riempire è lo spirito: l’eros, l’amore nel senso più antico del termine.

Hegel sostiene che l'amore supera il diritto, è qualcosa che va oltre ed è più importante. È pertanto auspicabile uno Stato, una Comunità società e famiglia centrate sull'amore piuttosto che sulle leggi. L'amore non ha i confini del diritto, fatto di opposizioni e bilanciamenti tra poteri e continue distinzioni; l’amore è antitesi a tutte le opposizioni e a tutte le molteplicità. È nell'essere la rinuncia a sè stessi per un altro che porta all'identificazione del soggetto in un’altra persona, e, ugualmente nel pensiero, al fatto che il soggetto perde la coscienza di sè e diventa cosciente di questa identità, di essere tutt'uno e di non poter vivere senza l'altro:

«L’amore esprime in generale la coscienza della mia unità con l’altro, per cui io, per me, non sono un isolato, ma la mia autocoscienza si afferma solo come rinuncia al mio essere per sé e come unità di me con l’altro » (Filosofia del diritto, pag. 158)


«La vera essenza dell’amore consiste nell’abbandonare la coscienza di sé, nell’obliarsi in un altro se stesso e tuttavia nel ritrovarsi e possedersi veramente in quest’oblio. Quindi è identificazione del soggetto in un’altra persona, è il sentimento per cui due esseri esistono solo in una unità perfetta e pongono in questa identità tutta la loro anima e il mondo intero » (Lezioni d'estetica)


Tutta la nostra scienza si è affidata alla tecnica considerando l’uomo una macchina. La medicina cosi ha fatto l’uomo a pezzi affidando ogni pezzo ad una tecnica, con tutto quello che ne è derivato, in questo ha rinunciato, la stessa medicina, ad una delle sue più potenti medicine: l’amore.

Le ultime scoperte nel campo della fisica quantistica e delle neuroscienze e della biologia, ci stanno facendo comprendere sempre più che la mente “ è un energia non localizzabile” e ciò non può interessare né la psicologia classica, ne tanto la biologia materialistica.

Purtroppo queste credenze attuali della scienza si sono rilevate palesemente errate in universo quantistico dove conta la percezione e l’intuito più che la tecnica.

Oggi ad esempio più che di effetto placebo bisognerebbe parlare di un “effetto percezione” o “effetto credenza”.

Insomma l’effetto placebo viene trattato in malo modo nelle facoltà di medicina affidando il tutto alla farmacopea e/o alla chirurgia, inserendo con ciò dei parametri “scientifici” di valutazione dei livelli di “produttività” (efficienza-efficacia delle prestazioni sanitarie) producendo nelle strutture come gli ospedali contraddizioni enormi anche di natura etica con aberranti conseguenze: il caso della Clinica Santa Rita di Milano di alcuni anni fa resta emblematico anche in assenza di strutture deputate al controllo del: “governo clinico”.

Un po’ come dire che il vigile del fuoco prende lo stipendio se spegne incendi.

Insomma una medicina non basata sull’evidenza ma sulla cocorrenza.

In questo si inserisce la responsabilità della "cura autentica" ed "inautentica" e quindi la malattia come metafora della vita e dell’essere e non come guasto di un pezzo della macchina.
Quando per spiegare un fenomeno, secondo la regola filosofica e scientifica di Occam “il rasoio di Occam” vengono proposte ipotesi diverse, quella più semplice è l’ipotesi più probabile, e va considerata per prima, quando la fisica quantistica unita ai principi spirituali di alcune antiche filosofie o le stesse diverse religioni offrono spiegazioni semplici non solo alla medicina allopatica, ma anche della stessa filosofia e delle pratiche alternative e delle guarigione spirituali, il tutto non viene affatto considerato.

Il problema è ora comprendere che noi siamo immortali, perchè siamo esseri spirituali che esistono (non) separatamente (non) localmente e che la morte fisica è solo l’inizio di una nuova vita.

Quando pensiamo che una tribù di 40 nativi della Colombia come gli U'WA vanno “accompagnati” e difesi nella loro unicità, siamo consapevoli del fatto che essi sono gli unici tra i popoli arcaici della terra che pensano che l’universo è uno.

Essi non fanno distinzioni tra le rocce, l’aria, le piante, l’acqua e gli esseri umani. La materia è l’energia sono in perfetta interconnessione.

C’è stato un momento che gli scienziati sono stati costretti a separarsi dallo spirito. Copernico ruppe questa separazione affermando coraggiosamente che non era la terra al centro dell’universo (conosciuto) ma era il sole. Giordano Bruno fu bruciato come eretico. Un secolo dopo Renè Descartes insistette sul metodo scientifico per esaminare la validità di tutte le “verità” precedenti, escludendo da queste però le forse invisibili del mondo spirituale. Quando poi alcuni scienziati furono incoraggiati a studiare il mondo naturale e le “verità” spirituali, gli stessi furono definiti “non scientifici” perché la loro verità non poteva essere dimostrata anche se era la più semplice.

Darwin poi diede il là ad una vita che avesse senso solo se si ha e non se si è. La competizione ed il merito hanno posto l’uomo nelle stesse condizione dell’animale nella giungla. Ma noi siamo fatti ad immagine e somiglianza dell’universo! E, allora?

Certo resta ancora difficile pensare ad un tempo in cui ogni uomo potrà decidere di guarire da solo, ma dobbiamo pur cominciare da qualche parte ed in questo la terra ci sta aiutando perchè adesso: la terra è incinta!

Per il momento, considerato che siamo tutti angeli caduti proviamo almeno ad imparare a volare. Credo nella sostanza che solo se riusciamo ad imparare a volare con qualsiasi altro espediente riusciremo a vedere e realizzare anche un mondo più pulito.

Nota di precisazione sul termine eros e amore:

Nel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto sia all'uso comune in italiano che in molte lingue moderne, per questo vi cito i significati in greco ed in ebraico, in particolare proprio Khesed "tenerezza" mi è sembrata la parola più giusta come titolo di questa mia nota:

Agape (αγάπη) è amore di ragione, incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli.
Philia (φιλία) è l'amore di affetto e piacere, di cui ci si aspetta un ritorno, ad esempio tra amici.
Eros (έρως) definisce l'amore sessuale.
Anteros (αντέρως) è l'amore corrisposto.
Himeros è la passione del momento, il desiderio fisico presente ed immediato che chiede di essere soddisfatto.
Pothos è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo.
Stοrge (στοργή) è l'amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei.
Thelema (θέλημα) è il piacere di fare qualcosa, il desiderio voler fare.

Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo “agapao” con lo stesso significato di “phileo” (come nell'antico testo greco della Bibbia).

L'ebraico contiene la parola “ahava” per "affetto" e "favore", ma la più importante è la parola “khesed” che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta tradotta con "tenerezza".

"Lo spirito è davvero come un alito di vento: soffia dove vuole, e tu ne senti la voce soltanto, ma la sua mente non arriverà mai a capire da dove viene e dove va. E da questo Spirito occorre che tu nasca , e che ti accorga che il tuo "io" (non noi) vero è della stessa natura dello spirito" ...."...Tu impara perciò ad ascoltare l'Io (te stesso/a), invece di farti maestro d'Israele , e maestro di un Noi..." ...."perchè quel che nell'uomo può salire in cielo (e volare) è soltanto quell'Io, (se stesso) quel figlio dell'uomo che dal cielo è disceso , e che apprtiene al cielo" . "Occorre adesso speigare cos'è l'Io (se stessi) , il figlio del Dio e dell'uomo, cosi che quando qualcuno comincerà a scoprirlo in se stesso , sappia cos'è e lo riconosca" ..."Ma in ogni caso , non è possibile che un Noi si coverta all'Io, nè che un uomo possa capire l'Io e sentirsi in pace con il Noi al quale vuole appartenere. Tu sei un maestro di Israele: se vuoi restare maestro d'Israele , ciò che ti sto dicendo non è per te" (Nicodemo 3,1-15; Numeri 21 e 9).

La nostra Comunità di Clown & Sognatori Pratici è fondata sulla libertà, perché ogni uomo o donna, clown e non, si decide di volta in volta per “se” e per la stessa Comunità.
Proprio in questa decisione si nasconde il fattore di libertà. Così tra questa libertà e la stessa Comunità nasce un rapporto autentico, di consolidamento, e non di semplice appartenenza o attaccamento.
Possiamo dire che la nostra Comunità garantisce il significato della individualità delle singole persone che vi partecipano perché solo la tutela della individualità delle persone garantisce la comunità.
Ciò distingue il senso della Comunità che vogliamo realizzare dalla "collettività" (qui la differenza tra “io sono” ed il “noi”) o dalla "massa", per promuovere proprio quella ricerca sull’io sono, non atomistico o asociale, ma fondamentalmente unico e per questo unitario perché và verso l’altro.
In questo senso l’occhio del clown riconosce sempre il “suo maestro” in tutte le persone che incontra, perché siamo tutti angeli caduti, e ciò è possibile perché davanti alla punta del suo naso c’è il paradiso.
Il percorso del Clown quindi è un "viaggio", un "percorso", e la stessa percezione del volo è una metafora per una ricerca del proprio “se”.
In questo senso l’io sono và “percepito” ed “intuito” perché così ci renderemo conto che siamo tutti maestri e che non abbiamo bisogno di nessun “guru”, anzi come dicevo all'inizio: siamo tutti angeli caduti.

"Se siamo uniti tutto si risolverà....."

lunedì 8 marzo 2010

Amore, amore....



Quacapala




Paccotta









Gli amori perduti










Joelaser








Drapula













gli amori ritrovati






Ornaus







Sabato e domenica Nanos era partito con la sua moto del tempo per Roma ed era andato come al solito nella riserva indiana del suo fraterno amico Sidney, ancora una volta, alla ricerca di clown.

Qui ha trovato: Paccotta, Ornaus, Joelaser, Drapula, Quacapala, Primo, Scarabacca e Smorfitta.

E' poi ritornato a mezzanotte da Roma - ora locale di casa - c'era aria di festa e di magie gentili, anche se la notte ha dovuto assistire Enzo che ha vomitato e poi gli si è gonfiata anche la mascella come ad un ranocchio.

Era stanchissimo del viaggio e così si è girato dall'altra parte facendosi ancora abbracciare da Morfeo.

E, ha sognato che stava con Sidney e che stavano facendo un viaggio in una macchina del tempo con suo padre, fino ad arrivare alla sua scuola e alle diverse prigioni che ha vissuto fino ad allora e delle quali stava cercando di liberarsi perchè un sacco di volte anche lui aveva tradito l'amore rischiando di perdere l'autobus.

Certo, sapeva anche il perchè, gli era venuto il vomito, e perchè gli si era gonfiata la mascella ad Enzo. Enzo, aveva qualcosa che voleva dire in punta di lingua e che non riusciva a dire da parecchio, ma c'è anche il "non poter mangiare" un boccone, il "non averne il diritto" o di "non volerlo fare".

Ci vorrebbe un miracolo pensò Nanos per guarire Enzo da tutte queste malattie? Ma, no! Ci penso su un attimo e disse: "basta raccontarsi nuove storie d'amore" o meglio costruire "una nuova strategia d'amore".

E, mentre pensava nel suo sogno a quale poteva essere una nuova storia d'amore o una nuova "strategia d'amore" squillo il telefono. Era Clown Ornaus da Roma che stava in compagnia delle Clownesse Scarabacca e Smorfitta, e nonostante il dolore ed il gonfiore alla mascella sinistra si fece una scorbacciata di risate.

Scarabacca e Smorfitta al termine del laboratorio, per mettersi un pò alla prova ma che dici "in gioco" si erano andate a mettere ferme, immobili, ad una fermata di autobus di Roma.

Aspettavano che arrivasse un fantomatico N.14568, nel mentre il loro Cappello ed il loro Fiore, che le fanno sempre compagnia, disperati, vivevano il loro fine amore, tra l'incredulità della persone che stavano lì. E, già cerano un sacco di persone, che avevano perso e stavano aspettando il loro autobus che non passava mai come al solito.

E tra un amore ed un autobus perduto si straziavano frasi d'amore e rimproveri per non essere stati capaci d'amarsi..... un dialogo che ha coinvolto tutte le persone che stavano li in attesa del loro autobus (del desiderio) ma anche del loro amore....perduto (?).

Alcuni di loro, per assistere... altri per vedere come sarebbe andata a finire....qulla storia d'amore....e nel frattempo qualcuno di loro si è per davvero l'autobus e qualche appuntamento....

Ad un tratto un signore un pò maldestro, sopraggiunto in auto, voleva parcheggiare proprio lì. Si, lì dove il loro Cappello ed il loro Fiore stavano vivendo l'ultimo attimo della loro struggente storia d'amore, in attesa sempre che arrivasse l'autobus n. 14568.

E, a quel punto, certamente, se quel signore parcheggiava li la sua auto, non sarebbero riusciti a prenderlo, e quella, poteva davvero essere l'ultima occasione, speranza, per loro di far riappacificare il Fiore ed il Cappello.

E, così all'insistenza del signore di parcheggiare lì la proprio auto, Scarabacca e Smorfitta si sono messe a piangere come delle disperate, facendo presente a costui che era senza cuore, perchè li si stava vivendo un dramma d'amore, tra il loro Cappello ed il Fiore, e certamente non poteva parcheggiare li la macchina con il rischio che il loro autobus non si sarebbe potuto fermare e loro non avrebbero avuto la possibilità di ricucire la storia d'amore tra Cappello e Fiore.

Lui per un attimo è rimasto un pò interdetto, ma poi vedendo loro piangere di brutto, nel mentre il Cappello ed il Fiore facevano dispetti a tutti compreso l'automobilista.....e, ricevendo, a quel punto, anche la disapprovazione di tutte le persone, in attesa del proprio autobus,.....e, rattristati ancora di più della sua maleducazione, ...il signore si è scusato con tutti e se ne andò via mortificato di poter essere causa di una mancata riconciliazione.

Tutte le persone che aspettavano alla fermata e che avevano seguito la scena a quel punto fecero un grande applauso al signore quando è andò via, e così il Cappello ed il Fiore si sono riappacificati, anche prima che arrivasse l'autobus n. 14568.... avviando cosi un gioco da monelli con tutte le persone che erano li, tanto che una di loro gli ha offerto un lavoro in pub. Oh che cose immaginifiche di una serata ad una fermata di autobus a Roma.

Quando, ha chiuso la telefonata con Sidney, è entrato in cucina. C'era Gilda in casa che stava stirando i panni, doveva fare il turno di notte in ospedale. Ascoltava un LP di Roberto Vecchione, che gli aveva regalato Mercuzio (il mio angelo) un giorno che era venuto a casa. Una raccolta delle sue più belle canzoni , amore, amore... era quella che stava cantando in quel momento.

Non so cosa è successo ma ad un tratto Gilda gli ha rivolto la parola. .."vorrei andare a trovare a Chiara a Siena .....mi accompagni?" .... "certo!" , gli ha risposto.

"Potremmo partire anche domani e ritornare per giovedì pomeriggio o la massimo per mercoledi. Giovedì, devo andare in provincia di Benevento a fare una riunione a casa di amici per un progetto clown per l'Asl di Benevento, e poi sabato e domenica devo andare con Nanos ancora alla ricerca di altri Clown.

E, così gli ha raccontato l'esperienza di Roma e dell'ultima telefonata di Scarabacca e Smorfitta. E , cosi Gilda si è messa a ridere. Non lo faceva da tanto tempo, ha pensato.

E, così che lei gli ha chiesto: "ma che fai in questi laboratori clown?"..... uaoo, la domanda infinita ...è arrivata ....e si la domanda che ti aspetti per una vita.... (?).

E Lui ...subitissimo....."Beh! Se vuoi puoi provare qualche volta anche tu a seguirci, ti faccio dare un passaggio con la moto del tempo da Nanos...e già perchè no, se ti va puoi venire anche con noi giovedi e restiamo anche per sabato e domenica ....cosi vedi cosa facciamo nei nostri laboratori clown e se vuoi puoi metterti in gioco anche tu un pò."

E, lei...."ma dove dormiamo?......" ....."sotto le stelle!" gli ha risposto Nanos.

E , così lei gli ha riso, ancora......

O Amore, amore....





mercoledì 31 dicembre 2008

Un anno di infiniti cieli azzurri

C’è bisogno di perdere l’idea della nostra vita di dolore e liberare la mente dal suo potere. Solo così si può rinascere veramente ed abbracciare il mondo. Come?
Desiderando di entrare nella sfera dell’amore incondizionato dove si potrà essere in perfetta pace e libertà. Haniel è l’Arcangelo dell’innamoramento, ha il compito di togliere agli uomini il peso del loro passato. L’innamoramento è un’esperienza di liberazione del passato e di rinascita. Per questo auguro a tutti di vedere sempre in chi sembra ostile un altro aspetto di se, per questo auguro amore per scoprire e creare un anno d’infiniti cieli azzurri e colorare insieme il nostro mondo. Nanosecondo
(La Foto è di Antonio Luongo - il fornaio di Cairano: "l'isola che non c'è"! http://cairano.wordpress.com/ )