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martedì 27 settembre 2011

Presentazione del libro LA FISICA UNIGRAVITAZIONALE di Renato Palmieri

La prima volta che m’imbattei, o meglio mi scontrai, con Renato Palmieri fu nel lontano 1971, quando, di buon mattino, un mio carissimo amico, il cui nome mi piace qui ricordare, Quinto Quinzii, mi riscosse dal sonno all’improvviso apostrofandomi in tal modo: “Luciano, non ti alzi fino a quando non hai letto questo libriccino!”.

I molti interessi in comune, il tono perentorio, il titolo “Introduzione alla Fisica Unigravitazionale” ed il fatto che anche il mio amico fosse un fisico mi indussero a scorrerne le poche pagine. Dopo circa un’ora il libro era tornato al portatore con un lancio perfetto.

Passarono alcuni giorni e quel senso di malessere che deriva inesorabilmente dalle reazioni spropositate mi riportarono sul luogo del delitto: effettivamente nella formula newtoniana della gravitazione universale non era presente il parametro densità!

“Ok, Tino, fammi conoscere l’uomo nato due volte”.

Fu un’esperienza appagante sul piano dell’intelligenza e della logica perché il mio interlocutore usava quelle stesse capacità di sintesi che mi avevano sempre fatto preferire Leonardo a Galileo.

Iniziò, allora, un duello che nel corso di più di trent’anni ha avuto come scenari conferenze, incontri con esponenti della fisica ufficiale, apparizioni sui media (Costanzo show), pubblicazioni ed ovviamente Internet.

Esporre qui, anche per sommi capi, la teoria della propagazione ondulatoria eccentrica sarebbe come derubare il lettore del godimento visivo di una successione di albe e tramonti che, in maniera gaia ed ironica, si lasciano esplodere come fuochi d’artificio; più opportuno è giocare ai dadi lanciando sul tappeto una serie di informazioni atte a suscitare la curiosità dei sacri e dei profani (il libro è alla portata di tutti) e che troveranno la loro completa esplicitazione sulle pagine del WEB.

Insomma, se da una parte era vero che il piccolo professore si era fatto ampiamente notare, dall’altra nessuno resisteva alla sua incalzante dialettica che costringeva oppositori, qualificati e no, a repentine chiusure mentali con la conveniente scusa di non aver tempo da perdere; ma la perversa politica dell’incuranza a volte presentava qualche falla: nell’edizione della EST Mondadori del 1964 alla voce “Meteorite” si legge, a proposito dei frammenti di uno stesso meteorite, “... quelli di massa maggiore continuano a velocità maggiore e perciò hanno un percorso più lungo” (vol. VI, pag. 731); nella riedizione del 1970, dopo una lettera di contestazione da parte di Palmieri, si legge invece “… quelli di massa maggiore hanno un percorso più lungo” (vol. VIII, pag. 368). Veniva silenziosamente omessa la spiegazione in base alla velocità, ovviamente non più soddisfacente, rendendo il tutto ancor più nebuloso e lasciando, poi, completamente insoddisfatti gli spettatori televisivi che nel luglio del 1994 osservarono i frammenti più piccoli della cometa Shoemaker-Levy schiantarsi per primi su Giove.

Si riapriva il discorso della caduta dei gravi di Eötvös e si rivalutavano i dubbi espressi dallo stesso onesto Galilei : in caduta, nel vuoto, il corpo dotato di minor massa arriva prima.

Intanto la messa a punto dell’ “equazione cosmologica” e del programma Olopoiema aveva aperto nuovi orizzonti di ricerca: se la fisica è anche filosofia, cioè sforzo interpretativo della realtà che ci circonda, il modello unigravitazionale non poteva ignorare le applicazioni della mente umana nei settori cosiddetti non scientifici.

Il messaggio esoterico degli artisti del passato, da Piero della Francesca a Dalì, il codice geometrico delle Piramidi e delle Cattedrali, l’interpretazione matematica delle misure della Bibbia, diventavano trasparenti nell’applicazione di un'unica formula che contemplava le caratteristiche del numero d’oro j e del suo apparente antagonista p.

L’associazione dell’ altare degli olocausti agli anelli di Newton o allo scudo del Centurione nella Deposizione di Antelami , la costruzione astronomica di Orléans e di Napoli, l’accostamento dell’icosaedro di Holyrood ai virus, non sono voli pindarici ma espressione della stessa rete viaria che secondo un disegno teleonomico ha costruito il cosmo.

Ad un fisico non si può chiedere chi ha costruito l’universo, gli si può soltanto chiedere come è stato costruito: alla seconda domanda Renato Palmieri potrebbe aver già risposto, alla prima il pensiero non può che andare al “Giardino delle Delizie”, al “soffiatore” di Bosch, al Primo ed Immobile Motore.

Luciano Cattaneo

Fisico Ricercatore


Fonte:

dalla Presentazione del Libro

"La fisica unigravitazionale"

di Renato Palmieri

l'immagine del post è la prima pagina di un quaderno dove Renato Palmieri

prese il suo primo appunto per la sua ricerca 37 anni fà

http://xoomer.virgilio.it/cid12/


sabato 24 settembre 2011

PIU' VELOCI DELLA LUCE?: "LA FISICA UNIGRAVITAZIONALE" di Renato Palmieri

Richard Bach nel suo libro "IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON" si soffermava su alcuni principi di fisica:

"Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri." ...."Scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che noi apprendiamo in questo. Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, con le stesse limitazioni.",

ma ciò restava limitato nel gioco dell’immaginazione e della fantasia di uno scrittore anche se secondo me anche lui era un’angelo caduto.

Il nucleo creativo della ricerca sulla fisica unigravitazionale di Renato Palmieri (professore di latino e greco antico di Napoli) viene descritta più che come metafore o meglio opera, in un libro o trattato di 356 pagine pubblicato nel 2006 dall’Istituto Italiano per Gli Studi Filosofici di Napoli, studi i suoi che risalgono a circa 37 anni fa.

Ultimamente a seguito di alcune sue conferenze tenute agli inizi del 2011 presso l’Istituto degli Studi Filosofici di Napoli, un giornalaio ops scusate un giornalista di Roma scriveva su “IL FATTO QUOTIDIANO” un articolo

http://www.girodivite.it/Il-Fatto-Quotidiano-ovvero-la.html

definendo le sue tesi "sciempiaggini". Ora speriamo che possa ricredersi delle sue e fargli pubbliche scuse.

Questo scriveva alcuni anni fà Renato nel suo libro (ripeto pubblicato nel 2006):

“L’esperimento dei fisici di Ginevra ha dunque dimostrato , senza che essi ne siano consapevoli, la realtà di una telepatia fotonico, che è fenomeno ordinario di tutta la natura e che si riscontra, in modo meravigliosamente estetico, nelle manifestazioni sensibili di quel miracolo che si chiama AMORE.”

Che sia stato anche chiarovegente?

Ha anticipato il risultato anche dell’esperimento, telepatico?

No il fatto è che lui poteva viaggiare ad una velocità superiore a quella delle luce già anni fà e quindi la sua macchina del tempo gli ha permesso di arrivare anche prima di noi a questa notizia dell’ANSA.IT pubblicata solo il 23 settembre 2011

http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2011/09/23/visualizza_new.html_699325134.html

Lo dicevo io che quando andavo a casa sua a trovarlo lui mi apriva le porte del paradiso!

http://www.girodivite.it/Renato-Palmieri-ci-apre-una-porta.html

‎"Muoversi l’amante per la cos’amata come il senso e la sensibile e con seco s’unisce e fassi una cosa medesima. L’opera è la prima cosa che nasce dall’unione. Se la cosa amata è vile, l’amante si fà vile. Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita dilettazione e piacere e sodisfazione. Quando l’amante è giunto all’amato, li si riposa. Quando il peso è posato, li si riposa. La cosa cognusciuta con nostro intelletto" (Leonardo Da Vinci).

Renato Palmieri non disdegna, anzi gradisce autodefinirsi un "eretico" e considerato che lui è stato professore di latino e greco antico e ben consapevole del fatto che l’etimologia di questo termine deriva dal verbo greco "AIERO"= scelgo, preferisco, approvo un’opinione, eleggo una parte; quindi "ERESIA" = aireis = "scelta"!

Lui è un estimatore di Feyrabend ed in particolare del suo notevolissimo saggio "CONTRO IL METODO" .

Avendo fatto gli studi classici lui nel suo libro cita dell’Eneide Anchise che parlando ad Enea della dottrina pitagorica dell’anima universale (che lui prende a base di riferimento per i calcoli sull’espressione cosmologica) cita:

"U/n soffio alimenta da dentro (le cose) ed una mente diffusa per le membra muove la massa universale e si mescola al grande corpo".

Oggi, così la stessa "Biologia delle credenze", con queste nuove conferme alle tesi di Renato Palmieri, cambierà l’approccio della presa in cura dei malati, attraverso l’amore. Be si adesso lo avete compreso anche voi perchè tento di stupidirmi anch’io per diventare clown dottore.

Insomma il "cambio del paradigma" era già nell’aria da tempo, io come patafisico e scienziatissimo inventore della Moto del Tempo me ne ero accorto, che il XXI secolo sarà la conferma e la realizzazione di un nuovo uomo.

Nell’ambito della biologia lui si chiedeva già 37 anni fa: "..come mai il Bruco ha gli stessi geni di una farfalla?

Renato è uomo di dubbi permanenti e come un bambino di 88 anni quando ha nuovi ospiti a casa sua, oltre ad offrire sempre una pizza ed una birra a testa alla fine della sua lezione, la prima cosa che gli dice, appena seduti sul tavolo in cucina, forse suggerito anche da Benedetto Croce:

"La maggior parte dei professori hanno definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita; da ogni minimo accenno di dubbio...diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di diverso ripensare il già pensato e doversi mettere al lavoro".‎...

”ecco (aggiunge)… io non vorrei essere portato ne in processione da voi come a San Gennaro, ma neppure essere ascoltato per le cose nuove che vi dirò come cose non possibili. Ecco ora che state qui un po’ con me, donatevi per almeno qualche ora di tempo, la libertà di avere dei dubbi su quel che conoscete già ed aprite il vostro cuore alle cose che vi comunicherò, della mia ricerca”.



I neutrini del CERN: ovvero, il trionfo del Fotone Unigravitazionale

di Renato Palmieri

"Nessuno poteva immaginare che una notizia diramata da fisici sperimentali, dopo tre anni di prove (ieri, 22 settembre 2011), fornisse l'assoluta prova matematica della parte più difficile di questa opera: la sezione IV riguardante le dimensioni e le funzioni del fotone, la particella unica e fondamentale della materia. Diamo qui una sintesi molto ridotta del problema, sull'onda del suo carattere sconvolgente e dell'urgenza di offrirne un'informazione corretta nel mare di commenti suscitati.


La chiave del mistero fisico-matematico sta nei §§14-16 di quella sezione (essendo necessaria a rigore l'intera lettura di essa). Indichiamo col solito c il valore empirico della velocità della luce nel vuoto di circa 300000 km/s (propriamente 299792,458 km/s). Ma tale simbolo ha tre versioni differenti: relativistica, tradizionale, unigravitazionale.

La prima è nata dalla erronea lettura dell'esperimento Michelson-Morley (come dimostriamo tante volte: v. NOTA a "Bilancio storico") ed ha l'incredibile caratteristica della cosiddetta "costanza", puramente dommatica. E', quindi, la prima insanabile vittima dei neutrini più veloci della luce.

La seconda, più ragionevole, ma senza spiegazione del limite, presenta giustamente la componibilità (al posto della costanza), come per l' "aberrazione siderea". Ma, a causa del limite, viene anch'essa spazzata via dai neutrini superveloci.

Ed ecco la terza, quella unigravitazionale, il cui limite empirico - lo stesso delle altre due, ma spiegato con una debole resistenza dell'etere - è però flessibile!, fino a un limite teorico superiore, di carattere ondulatorio, indicato nel §14: precisamente 1,035288c (la notazione greca, in dimensioni fotoniche ε/τ, equivale a c: v. fine di §15). In questo modo, tra il comune limite empirico di 1c e quello solo ondulatorio di 1,035288c trova posto una lieve superabilità del primo, che le altre due versioni della velocità della luce non consentono, oltre a non possedere una qualche reale spiegazione del limite.

Questo limite più ampio alle velocità corpuscolari è sfruttato dalle particelle neutriniche, in particolari condizioni, per correre a una velocità superiore a c. Ebbene, gli esperimenti del CERN danno un risultato di circa 300006/300000 km/s=1,00002c, in perfetto accordo col ragionamento unigravitazionale.

Napoli, 23 settembre 2011

E qui a volte cita anche Feyerbend ".. la condizione della coerenza, la quale richiede che le nuove ipotesi siano in accordo con teorie accettate, è irragionevole, in quanto preserva la teoria anteriore, non la teoria migliore".

E, già citazioni per citazione adesso ve ne dico anch’io una che mi ha scritto tempo fa il mio Angelo custode Mercuzio:

“Merita il nome di sapere soltanto ciò che conferisce il giusto ordine all’anima”.

Be devo confessarvi una cosa io credo che pure Renato sia un angelo ma non lo dice.

Ogni volta che vado a casa sua a trovarlo vedo sempre un anima infinita....che viaggia nello spazio tempo ad una velocità superiore a quella della luce.

Ma questa è un’altra storia, che appena potrò vi racconterò.


NOTA BENE: APPUNTAMENTO A CASA DI RENATO E' PER MERCOLEDI 28 SETT. ORE 17,00 max 7 partecipanti
INFO:
SMS +393384122630

nanosecondo54@alice.it

lunedì 12 settembre 2011

FISICA UNIGRAVITAZIONALE: "L'AMORE E' UNA LEGGE UNICA!"

Chi ha la fortuna e il piacere di conoscere di persona Renato Palmieri, non si rende conto esattamente del dono, fino a quando, come me ora, non continua ad avere davanti agli occhi i suoi occhi, sperando e augurandosi di conservare, alla veneranda età di 87 anni, lo stesso luccichio, la stessa brillantezza, la stessa profondità e leggerezza, come il mare del Golfo di Napoli, che spettacolarmente si apre al nostro sguardo, dalla sua terrazza, di fronte alla certosa di San Martino: "alle porte del paradiso" ci conduce così Nanos.



Una serata indimenticabile, ieri, e amici cari, la cosa giusta al posto giusto al momento giusto. Renato, fisico unigravitazionale ed ex professore di latino, con una semplicità e dovizia uniche ci spiega come, dal geranio all'orchidea al corpo umano si riproponga la forma pentagonale nonché uno schema riassuntivo delle principali funzioni del corpo, il macrocosmo che si riflette nel microcosmo, secondo un ordine spiegabile dall'equazione a cui è giunto lui, l'equazione cosmologica. Ce la dettaglia, ritrovo le nozioni di coseno, arco coseno, di limite, di logaritmo. Rispolvero quanto ci ha passato il buon Pontillo al Liceo a Telese (ci diceva che la matematica è poesia), e seguo uno per uno i passaggi di Renato.


Poi lui si scusa se ogni tanto "scantona", allorché fa considerazioni sull'uomo (l'unica bestia feroce dell'universo, che cerca il male per il male), sull'impianto della scienza in occidente (una scienza che ha riproposto l'atteggiamento fideistico e dogmatico che a parole dice di combattere,ma che non accetta posizioni alternative o diverse, bollandole come "scienziaggini"), sulle lobby che dettano gli orientamenti di pensiero.


Renato ritorna allora alla sua fisica unigravitazionale, e ci mostra con due semplici calamite che la forza di repulsione non esiste, ma che a un certo punto della "repulsione" una delle calamite fa una sorta di rotazione, si gira, e riposiziona il polo contrario verso l'altra. La legge matematica della natura è la sezione aurea.


L'AMORE E' UNA LEGGE UNICA E NON C'E' REPULSIONE.


LA FORZA UNIGRAVITAZIONALE E' L'AMORE.


Che aggiungere, di Renato, più di quello che ti ho detto salutandoti?

Che sei un DONO, e per questo sei PRESENTE.

Che Dio ti porti sempre nel palmo della sua mano.

Clown Caramella

(Napoli, 30 agosto 2011)


rinnovato appuntamento


SABATO 17 SETTEMBRE

torneremo a casa di Renato (il gruppo è già chiuso vedi email comunitaria)

Info sulla sicurezza di volo:

Si consiglia bagaglio a mano e indumenti comodi in caso di emergenza seguire il sentiero luminoso e indossare le ali sotto i sedili, state tranquilli volerete da soli.

AVVERTENZE ASSICURATIVE:
“Non pretendo che la gioia non possa accompagnarsi alla bellezza;

ma dico che la gioia è uno degli ornamenti più volgari,

mentre la malinconia è della bellezza, per così dire, la nobile compagna,

al punto che non so concepire

un tipo di bellezza che non abbia in sé il dolore.”

(Charles Baudelaire, Opere postume) ……

...ma siccome che nell'universo come dice anche Renatino c'è solo una forza quella unigravitaionale che sempre più a me si dimostra… (e già).... noi siamo quello che pensiamo. Per questo dobbiamo sempre considerare che siamo noi il nostro dolore e quindi se stiamo nella paura siamo dolore ma se stiamo (pensiamo) nella bellezza possiamo essere amore, e cosi metteremo diamanti (di stelle) sotto le suole delle nostre scarpe e potremmo volare.
(Nanos opera seconda)

per chi intende approfondire su chi è Renato Palmieri e cosa per oltre 40 anni ha ricercato:



Nuovo appuntamento in programma per
MERCOLEDI 28 SETTEMBRE ore 17,00
a casa di Renato Palmieri

Gruppo di volo prenotarsi

lista d'imbarco : nanosecondo54@alice.it



venerdì 20 novembre 2009

Appuntamento fuori rotta: LEONARDO legge DANTE e... UN PARADOSSO MATEMATICO

CONFERENZA di RENATO PALMIERI
presso
l’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

P.zzo Serredicassano
Via Monte di Dio, 14 - 80132 NAPOLI


Mercoledì 9 dicembre 2009, ore 17,00
“Leonardo legge Dante”

Martedì 15 dicembre 2009, ore 17,00
“Un paradosso matematico…. la quadratura del cerchio”


Il prof. Renato Palmieri è nato 85 anni fa a Napoli. Cosi egli scrive nel sul libro “LA FISICA UNIGRAVITAZIONALE E L’EQUAZIONE COSMOLOGICA” Ed. Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli:

“Il 18 marzo del 1969 scribacchiavo, sul tavolo dove facevo colazione, su una pagina di un quaderno http://xoomer.virgilio.it/cid12/coper.htm che conservo ancora e che perciò risulta in qualche parte palesemente unta. Vi si trovano abbozzate le prime confuse idee di un tentativo di ricerca su moti e propagazioni gravitazionali, che sarebbero sfociate trentasette anni dopo nella pubblicazione del libro presentato più oltre. Quella pagina, appunto, stava aprendo "un nuovo mondo". Formidabili interessi sono oggi coalizzati per la conservazione di un mondo parkinsoniano di tecnica senza scienza, incapace persino di "vedere" - letteralmente - che la gravitazione non è a simmetria sferica e isotropa, come la descrive Newton, ma è polarizzata e anisotropa, come la più ovvia delle calamite. Su questa cecità si svolgono dibattiti simili alla "dotta disputa" che accalora gli ospiti del quinto capitolo dei Promessi Sposi.” (Renato Palmieri)

NON VI PERDETE QUESTO APPUNTAMENTO
INFO: