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giovedì 8 settembre 2011

Gli antichi insegnamenti dei nativi americani


Con estremo piacere ospitiamo la presentazione del nuovo libro di Story ai quali insegnamenti ci siamo ispirati come Comunità RNCD

Gli antichi insegnamenti dei nativi americanidi Manitonquat - Medicine Story
Terra Nuova Edizioni
cod. EA083 - pp. 220 - € 12,00
(per gli abbonati € 10,20)


L'autore si ispira agli insegnamenti degli anziani nativi d'America per proporre un percorso di riflessione e cambiamento che coinvolge la vita di tutti gli esseri umani e la salvaguardia del Pianeta. Dalle parole e dagli esempi degli anziani maestri emergono quelle Istruzioni Originarie che, benchè siano tra i principi innati, gli esseri umani hanno dimenticato. Manitonquat sostiene, con passione e devozione, la necessità di recuperare e praticare questi insegnamenti per ricostruire un mondo più giusto per tutte le specie che lo abitano. Un libro delicato e penetrante, gioioso e poetico, intriso di un profondo rispetto per l'Universo e per tutte le creature.

Un passo tratto da pagina 14 e seguenti del libro dal titolo "Gli esseri umani hanno dimenticato le Istruzioni Originarie"

Ho percorso tutto il Nord America per ascoltare le parole degli anziani nativi. Ciascuno di loro aveva immagini, storie e profezie diverse, ma il messaggio era lo stesso. Quando domandavo perchè gli uomini si comportano in maniera così tremenda verso la Terra e tra loro, mi rispondevano che gli esseri umani avevano dimenticato le Istruzioni Originarie.

Era un messaggio che non avevo mai sentito e che quindi non potei fare a meno di ascoltare attentamente. Ogni cosa nella creazione, dicevano, possiede uno spirito istruito dalla Sorgente, lo Spirito della Creazione. Quindi tutto ha lo stesso valore, tutto è sacro. Ciò significa, affermavano, che la creazione è buona e perfetta, affidabile e molto bella. Tutti gli spiriti sono collegati per mezzo dello Spirito della Creazione. Ciascuno funziona e si realizza seguendo le leggi naturali, note a molti popoli nativi come le "Istruzioni Originarie".

Sono queste Istruzioni che fanno in modo che l'erba sia erba e sia verde, gialla o bruna. Che il melo fiorisca e produca mele e non pigne o ghiande. Che in inverno le oche volino verso sud mentre il corvo e la ghiandaia le osservano andar via, ma restano. Il sole segue le sue Istruzioni per elargire luce, energia e calore. La luna, passando lealmente attraverso le sue fasi, permette di segnare il trascorrere del tempo; la Terra segue il suo percorso circolare che porta il rinnovamento delle stagioni.

Naturalmente questo non significa che tutto è qui per noi, che gli esseri umani sono la ragione e l'intenzione ultima della Creazione. Questo è un mistero che gli scienziati e i filosofi più saggi non sono in grado di sciogliere, ma se tu pensi di comprenderlo e di conoscere il suo segreto io rispetterò comunque la tua convinzione.

La vita in tutte le sue forme si sviluppa, si riproduce e decade. Si alimenta e si offre come nutrimento, trasformandosi in nuova vita. Tutto funziona alla perfezione. C'è equilibrio e armonia. Stando seduti su un'altura lontano da tutti potete percepire l'equilibrio, l'armonia, l'interdipendenza, la completezza e la perfezione della Creazione. A quel punto vi accorgerete di non essere un osservatore esterno ma una cosa sola con la Creazione, di esserne parte. Anche tu hai un posto e una funzione, anche tu sei completo e perfetto: sacro.

Lo stress domina le nostre giornate, l’inquinamento le avvelena. Possibile che non ci sia un altro modo di vivere? La ricerca di alternative al nostro sistema di vita è un tema che sta diventando sempre più attuale e condiviso. Diversi maestri spirituali e rappresentanti di culture minoritarie rispetto alla nostra, ci dicono che «si può fare».

Nel suo ultimo libro Gli antichi insegnamenti dei nativi americani, Manitonquat, detto anche Medicine Story, ci introduce ai principi fondamentali su cui il suo popolo basava la propria presenza nel mondo. Li definisce «Istruzioni Originarie», che sono presenti in ogni essere umano e lo orientano verso la cooperazione, la vita pacifica, rispettosa di tutti gli esseri, in armonia con l’ambiente naturale e libera da logiche di sopraffazione, violenza e paura. L’affermazione è affascinante e apre il cuore all’ottimismo e alla speranza nel futuro della nostra specie e del Pianeta.

Con questo atteggiamento interiore partiamo per andare a incontrare Story, in Italia per un ciclo di incontri e seminari. È l’inizio di un fine settimana lungo, sulle strade molte auto, molte persone che viaggiano verso i luoghi di villeggiatura dove concedersi finalmente l’agognato riposo per poi sottoporsi al massacrante ritorno in città, il tutto in poco più di quarantottore… un esempio del nostro stile di vita!

È una mattina ventosa, e Story ci riceve nella cucina della casa in campagna, dove è ospite, accanto a lui, Ellika Lindèn, sua moglie e compagna.
Story è un uomo di ottant’anni, alto, con lunghi capelli grigi. Il suo aspetto è fiero, i modi gentili e la risata pronta. Il viso, segnato dal tempo, esprime la bellezza della vita vissuta con convinzione, come quello di Ellika, che ci osserva con grandi occhi blu, dolci e sereni.

Le curiosità sono tante, e cominciamo con le domande. Story, nel tuo libro dici che gli anziani non davano insegnamenti diretti, ma erano esempi viventi. Oggi, nella nostra società, abbiamo pochi esempi da seguire. Cosa possiamo fare?


Penso che gli esempi positivi siano più numerosi di quello che generalmente si crede, e che tra la gente comune possiamo incontrare tante persone che vivono bene e a cuore aperto. Ammetto che è difficile, perché dobbiamo ricordare che per più di cinquemila anni la civiltà si è basata sulla dominazione mentre noi, come specie, siamo diventati umani attraverso la cooperazione e la collaborazione. Nessuno dominava, né sugli esseri umani né sugli animali, e nessuno possedeva la terra. Per collaborare tra noi avevamo necessità di comunicare sempre meglio e da qui è nato il linguaggio: alla collaborazione e alla comunicazione dobbiamo la nostra sopravvivenza. Poi, mentre ci distribuivamo nel mondo, abbiamo cominciato a vivere in piccole comunità di 150 elementi al massimo. Non dimentichiamo che un essere umano nel corso della sua vita può arrivare a conoscere bene più o meno 150 persone, oltre quel numero diventa difficile. Quando, a causa della pratica dell’agricoltura, la crescita della popolazione è esplosa, le piccole comunità sono scomparse e con loro il cerchio e il gruppo di sostegno. Prima le persone sapevano di essere protette dalla nascita alla morte, prendersi cura gli uni degli altri era la norma. All’improvvisohanno dovuto immaginarsi come sopravvivere circondati dalla paura anziché dalla fiducia reciproca. La paura fa emergere l’aggressività, così da allora in avanti la storia del mondo è diventata storia di aggressione, violenza e conquista. Gli imperi sono sorti e si sono disgregati e tutto quello che è venuto in seguito ha continuato a basarsi sullo schema della dominazione. Osserviamo il mondo in cui viviamo: i governi, il mondo degli affari, il sistema scolastico e quello sanitario, tutte le nostre istituzioni sono basate sulla dominazione.

Secondo te, è possibile vivere in questa società e mantenersi integri e con il cuore aperto?


È possibile, ne sono certo. Conosco molte persone che già vivono così. Ti voglio parlare di un cammino particolare, su cui ho impostato la mia comunità e cresciuto i miei figli, che è quello del co-counseling. Il co-couseling è una comunità internazionale, nata circa sessant’anni fa con la presa di coscienza del fatto che quello che non conosciamo di noi stessi è costituito da cose nascoste, che portiamo impresse dentro di noi da quando eravamo molto piccoli. Sono la conseguenza del modo in cui siamo stati ascoltati o ignorati, abusati o abbandonati.
Crescendo, portiamo dentro di noi senza saperlo tutta questa confusione, che ci impedisce di attingere all’intelligenza naturale, alla gioia per la vita, al pensiero indipendente e allo spirito di collaborazione che avevamo quando siamo nati. I sentimenti e le emozioni forti che affiorano, hanno origine nel passato e se riusciamo a esprimerli profondamente attraverso il corpo, piangendo, tremando, gridando, sentendoci scossi, arriviamo a liberarcene.
Più lo facciamo, più ci liberiamo e ci avviciniamo allo stato originario di apertura, rilassamento e godimento della vita. Sto parlando di persone che come me hanno seguito questa pratica per molto tempo. Questo è un metodo con cui ognuno potrebbe attrezzarsi per sopravvivere nel mondo attuale. Il co-counseling non aspira soltanto alla sopravvivenza, ma punta al cambiamento del sistema, a renderlo più umano, in modo che ci nutra e ci sostenga. A questo proposito sono stati creati i «gruppi di liberazione». Ce ne sono molti, uno per ogni tipo di oppressione, tutte con lo scopo di immaginare come uscire dalle diverse situazioni in cui restiamo bloccati.
Tutti noi siamo vittime di una comune oppressione, l’adultismo. Quando eravamo piccoli nessuno aveva rispetto dei nostri sentimenti, delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri, ed essendo cresciuti in quel sistema, tendiamo a perpetuarlo con le nuove generazioni, a meno che non cominciamo a cercare la nostra liberazione. La mia proposta per risanare la società - ma non dico che questo sia l’unico modo, è quello che va bene per me - è di ritirarsi e dare inizio a una società diversa su dimensioni ridotte, tornando al modello della tribù. Ricordate? Centocinquanta persone che vivono insieme conoscendosi veramente bene, con il cuore aperto gli uni verso gli altri, capaci di prendersi cura dei bambini e degli anziani. Piccole comunità che abitano la terra con lievità, producono la propria energia pulita, coltivano il proprio cibo biologico, vivono il più semplicemente possibile alla luce di valori autentici connessi alla profonda relazione che ci lega gli uni agli altri e con tutte le creature.

È vero, è importante lavorare per cambiare se stessi e costruire queste piccole comunità. Ma ci sono questioni ambientali e sociali così urgenti, che molte persone sentono la necessità di agire, prima che i danni diventino irrimediabili…


Sono completamente d’accordo. Non sto suggerendo di andare a vivere in un monastero o sulla cima di una montagna. Personalmente voto in tutte le elezioni, sottoscrivo migliaia di petizioni, appartengo a numerose associazioni ambientaliste e progressiste, insomma faccio tutto quello che posso. Anni fa ho partecipato a moltissime manifestazioni e marce contro gli impianti nucleari e per la pace. Bisogna continuare a insistere e sono grato a tutti quelli che si impegnano in quei settori. Allo stesso tempo però mi piace pensare di creare un modello di mondo diverso, secondo lo slogan: «Un altro mondo è possibile». Mi piace l’idea che ci siano luoghi dove si può vedere concretamente che è possibile vivere in modo diverso. In questa prospettiva, quando ho appreso dai miei anziani che dovremmo vivere in cerchio, ho cercato di creare un modello che integrasse il cerchio con il co-counseling. Il cerchio rappresenta un modo umano di stare al mondo, dove ognuno ha la stessa importanza. Il co-counsling permette di creare relazioni profonde, aiuta le persone a vincere l’isolamento e a darsi reciproco sostegno. Questo è il modello che propongo nei miei scritti, negli incontri e nei campi che conduco.

Che messaggio ti senti di inviare alle persone che cercano di creare comunità qui in Italia?


Le comunità che conosco si muovono generalmente nella direzione giusta, il cuore è al posto giusto. Queste persone comprendono, meglio del resto della popolazione, la relazione corretta con la terra e tutte le altre creature. Cercano di imparare a mangiare in maniera più sana e a prendersi cura di se stessi. L’aspetto su cui potrebbero riflettere un po’ di più o su cui potrebbero ancora fare delle scoperte è quello dei sentimenti, delle emozioni e delle relazioni con le persone che li circondano, partner, figli, genitori e collaboratori. Perfino in comunità come gli ecovillaggi, questo sembra essere l’aspetto che crea più difficoltà. Il fatto di essere cresciuti in un mondo caratterizzato dall’oppressione li influenza ancora, e quindi condiziona anche il modo di educare i bambini. È importante rispettare i sentimenti dei bambini, evitare di dir loro che sono sbagliati o cercare di allontanarli dalle loro emozioni. I bambini hanno delle opinioni, sono intelligenti, non sono dei piccoli esseri umani
ancora informi!

Se tu volessi spiegare a queste persone quanto è importante avere un cerchio?


Per prima cosa, se non hai un cerchio lasci sempre fuori qualcuno. Lo lasci fuori dal tuo cuore, dalla tua comprensione, dalla relazione, dal processo decisionale. Il cerchio include tutti. Come non mi stanco mai di ripetere, nel cerchio tutti hanno la stessa importanza, ognuno ha qualche esperienza particolare, un modo speciale di vedere le cose che è utile all’intera comunità. Quando non c’è il cerchio si ritorna al sistema di dominazione, anche senza averne l’intenzione. Se ci sono delle persone in gamba in cui si accentrano tutte le responsabilità, si crea sempre un sistema in cui c’è oppressione.

Perché una persona dovrebbe leggere il tuo libro, cosa può imparare?


Queste lezioni vengono da un tempo antico ormai passato. Una volta un carcerato mi ha detto: «Tu sei l’unico anziano che mi è rimasto e non ti resta molto… e io non ho altri anziani con cui rimanere in contatto». È stato così che ho deciso di scrivere questo libro, per chi è interessato a sapere che in passato ci sono state delle persone che vivevano in modo migliore di come viviamo noi oggi.
Leggendo questo libro si può conoscere il punto di vista dei miei anziani e anche il mio, che ho attraversato tutti i cambiamenti dagli anni ‘60, quando ho cominciato il mio apprendistato presso gli anziani, fino a oggi. Penso che sia importante fare propria l’idea di vivere in cerchio secondo l’istruzione del rispetto, oltre a praticare l’apprezzamento e il ringraziamento. Già da sole queste istruzioni basterebbero a portare tanto bene nel mondo. Insisto ancora sul cerchio: se lo accetti non puoi uccidere un’altra persona, non puoi andare in guerra perché tutti intorno a te sono parte del cerchio. Allo stesso modo non opprimerai i tuoi simili, non cercherai di usarli per ricavarne profitto economico. Offrirai loro i servizi e i prodotti che hai creato o coltivato a partire dal tuo cuore, non perché vuoi ottenere, ma perché desideri condividere, e questo fa riferimento all’istruzione della generosità.

Un’ultima domanda, più personale. Tu ed Ellika non siete più giovani e siete delle persone molto belle e vitali. Ci vuoi dire qualcosa sull’invecchiare?


La vecchiaia è una fase della vita che spero tocchi a molte persone. Accadono un mucchio di cose buffe. Al tuo corpo succedono cose che non avevi mai provato prima, e ti chiedi: «Ma cos’è questo dolore che sento qua?». A suo modo è una faccenda interessante. È difficile parlare a nome di tutti gli anziani, specialmente perché in passato mi è capitato di visitare delle case di riposo dove le persone avevano più o meno la mia età e la maggior parte erano piuttosto malandate, immobili di fronte alla tv. Mi è capitato di suonare il pianoforte per loro, anche perché le canzoni che conosco e con cui sono cresciuto sono le stesse della loro gioventù. Ricordo una volta in Danimarca, quando mi sono messo al piano c’era un uomo immobile, seduto lì accanto. Tutti insieme abbiamo cominciato a cantare vecchie melodie e lui sempre immobile. Poi quando ho sollevato lo sguardo mi sono accorto che una lacrima gli solcava il viso. La vecchiaia non è divertente per tutti. Una cosa che non mi piace delle attività per gli anziani è che fanno sempre tutto tra loro. Di solito abitano in residenze riservate a persone della stessa età e classe sociale. Lo stesso vale per le gite e gli alberghi. Non incontrano mai altre persone, soprattutto bambini, e questo è veramente sbagliato. Si può parlare di vera vita comunitaria, solo quando persone di età diverse stanno insieme, compresi i bambini.
Per me la vita si mantiene molto interessante, continuo a leggere, studiare, imparare, seguendo quelle che chiamo avventure della mente, poi vado in posti nuovi e mi occupo di cose che non avevo mai fatto prima. Mi piace viaggiare con la mia compagna, insieme ci divertiamo un mondo. È importante apprezzare le stesse cose. Cos’è, che ci aveva divertito così tanto l’altro giorno, Ellika? Ellika ridendo: «Ce lo siamo dimenticato!».
Anche questo è parte del divertimento ma qualche volta mi fa un po’ paura… è necessario molto senso dell’umorismo e a me piace ridere di
me stesso. Occuparmi delle mie dimenticanze significa anche riderci sopra. Ecco una storiella su tre anziane sorelle che vivevano insieme. La prima va in bagno e da lì grida alle sorelle: «Stavo entrando o uscendo?». La seconda risponde: «Non lo so, vengo a vedere». Comincia a salire le scale e si domanda ad alta voce: « Stavo salendo o scendendo?». La terza che è in cucina a prendere un tè, dice tra sé: «Non sono mica come quelle due rimbambite. Tocca legno!». Picchia sul tavolo, toc toc, e subito: «Chi è?». Diventando vecchi si è più rilassati, si è obbligati a rallentare e si notano di più i dettagli. C’è una profonda relazione tra l’anziano e il bambino piccolo che si agita molto, corre e poi all’improvviso si ferma a osservare. Anche l’anziano, muovendosi lentamente, fa una pausa e si guarda attorno. Entrambi si prendono il loro tempo, si divertono e vivono nel momento presente, senza preoccuparsi di dove corre il resto del mondo».

Chi è Manitonquat – Medicine Story
Manitonquat è scrittore, poeta e contastorie. È stato Capo delle cerimonie degli Assonet Wampanoag. Ha collaborato con le riviste di cultura dei nativi Heritage e Akwesasne Notes ed è editore della pubblicazione Talking Stick. Ha preso parte al Movimento per l’unità spirituale degli indiani nordamericani ed è cofondatore del Consiglio di guarigione tribale. Da tempo dirige un programma per portare la realtà del Cerchio tra i detenuti di diverse carceri statunitensi, dove è anche insegnante di co-counseling. Con la moglie Ellika Lindèn conduce incontri e campi estivi in molti paesi del mondo per far sperimentare la vita tribale, la condivisione e la cura reciproca tra persone di tutte le età. Ha pubblicato innumerevoli libri. Sono stati tradotti in italiano: Ritorno alla creazione, Urra Edizioni e Cambiare il mondo, Spirito Libero.

Fonti:
L'INTERVISTA DI STORY ..MANITONQUANT



giovedì 18 febbraio 2010

Introduzione all'edizione Italiana di CAMBIARE IL MONDO

Era il 1993 e stavo viaggiando in Australia in cerca di una “terra promessa” un luogo dove poter vivere la mia vita in un modo più semplice, umano, più vicino a persone che volevano vivere come noi e in comunione con una natura ancora intatta.

La Rainbow area nel New South Wales, mi sembrava il posto più adatto. In realtà quello che stavo cercando era “la mia tribù”....ma sarebbero dovuti passare ancora diversi anni prima che lo realizzassi. Avevo deciso di visitare anche la Nuova Zelanda e passando da una libreria di Auckland venni attratto, fra i tanti libri di New Age e di Nativi Americani che erano nei diversi scaffali, da una copertina ad acquarello che mi dava un senso di simpatia, gioia e nostalgia allo stesso tempo.

Era “Ritorno alla creazione” di Manitonquat ed in seguito avrei scoperto che la copertina l'aveva disegnata lui stesso. Divorai il libro in poche ore. E lo rilessi più volte come un piccolo Vangelo durante i giorni seguenti, su una spiaggia sperduta dell'isola di Vanuatu.

Quando tornai in Italia, la primavera seguente, venni invitato da un vecchio amico che viveva ormai da molti anni a Christiania, una delle comunità urbane più vecchia d'Europa, ad un seminario con un Nativo Americano, un certo “Story”.

Il seminario fu stupendo...Solo l'ultimo giorno quando Story mise su un tavolo di cucina i suoi libri, vidi il libro che avevo comprato ad Auckland, e capii che Story, come lo chiamano gli amici, era Manitonquat.

Da quel giorno ci siamo visti almeno una volta l'anno, ho organizzato seminari, summer-camp ed ho tradotto per lui. Ho vissuto a casa sua, nella sua casettina nel New Hampshire, e lui ha vissuto nelle mie innumerevoli dimore da eterno viandante ogni volta che veniva in Italia. Siamo diventati più che amici.

Dividiamo la stessa visione del Mondo e lo stesso sogno di creare una comunità fondata sulla Via del Cerchio, dove l'Amore, la consapevolezza, la fratellanza, il rispetto per ogni essere vivente, siano sempre Vivi e presenti.

Ma se dovessi dire qualcosa su di lui, qualcosa di speciale.....Bene, dovrei dire che è l'unica persona al mondo che non mi ha mai giudicato. E per un “fuori-legge”, un eterno ribelle come me, non è cosa da poco.

E' Un sognatore, come ormai ne sono rimasti pochi, ma non sogna e basta: Nonostante abbia già compiuto 80 anni, dedica ancora tutta la sua vita e le sue risorse a realizzare il suo Sogno. Il nostro.

A Story con tutto il mio affetto e riconoscenza.

Luca De Santis

mercoledì 17 febbraio 2010

CAMBIARE IL MONDO

Manitonquat (Story Teller)
Cambiare il Mondo
Guarire noi stessi, le nostre famiglie, le nostre comunità, la nostra terra. Una visione per la libertà, la pace, la felicità e l’amore. E una vera società umana



Ed. Spirito Libero





La Visione di piccole comunità fondate sulla Via del Cerchio, attraverso un coinvolgente viaggio immaginario di forte impatto psicologico e spirituale. Dopo una lunga sperimentazione l’autore dichiara che è venuto il tempo per iniziare la trasformazione della società.


E' stato pubblicato in questi giorni il nuovo libro di Story CAMBIARE IL MONDO (Manitonquant "uomo di medicina").


Oggi ho parlato a telefono con Luca De Santis (Luca ha fatto la traduzione del testo e scritto la presentazione del libro). Luca vive attualmente a Livorno e segue già dal 1993 la via del cerchio.

Da qualche anno stiamo provando anche A contattare una casa editrice che possa pubblicare anche il libro (ancora inedito) "LA VIA DEL CERCHIO".

In questi giorni siamo stati contattati e speriamo a breve possa essere pubblicato anche quest'altro bellissimo libro di Manitonquant. In questo libro cercheremo inserire anche alcune pagine sull'esperienza dei cerchi che si tengono in Italia, tra i quali anche l'esperienza dei nostri "Appuntamenti fuori rotta: la Biblioteca dell'Anima".


La via del cerchio è una delle vie per "CAMBIARE IL MONDO" ed è uno degli "strumenti" per ricostruire la nostra "Comunità RNCD" e per andare "Alla ricerca del tuo clown ...... ma se trovi qualcos'altro va bene lo stesso" e diventare tutti "uomini di medicina" per prenderci cura di noi stessi e delle nostre comunità.

Insomma come dice Story: "Guarire noi stessi, le nostre famiglie, le nostre comunità, la nostra Terra." Si una visione per la libertà, la pace, la felicità e l'amore. E una vera società umana.


Qui Manitonquant risponde direttamente ad un giornalista:


"La visione che ho condiviso qui, di un Villaggio fondato sulla Via del Cerchio in un mondo futuro e connesso con altri villaggi simili, è frutto di tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi trenta anni col lavoro dei nostri Cerchi nella nostra comunità ed in altre in cui abbiamo vissuto o che abbiamo visitato, nei nostri Campi e nelle prigioni. Credo che sia stato sperimentato abbastanza e che sia arrivato il tempo di iniziare la nostra trasformazione della società, ritirando le nostre energie dal sistema e creandone uno alternativo che valorizzi la nostra umanità, il nostro amore, la compassione e la gioia in ognuno di noi, che abbia i suoi principi nel creare, lavorare e giocare insieme.

Ci sono state e ci sono tuttora molte comunità che lavorano per cambiare il mondo; noi vogliamo unirci e collaborare con loro. Molte sono fondate su qualche specifico scopo o cammino, spirituale, politico, ecologico e così via. In questo libro cerco di descrivere una comunità che possa offrire qualsiasi cosa ognuno di noi abbia bisogno e accogliere qualsiasi persona che voglia realizzare il sogno in cui crede.

Dobbiamo chiedere a noi stessi e l'un l'altro: “Com'è una vita piena? Che cosa ti realizza? Cosa è che ti dà gioia?” Sono sicuro che la maggior parte di noi vuole le stesse cose: pace, sicurezza, libertà dalla paura, che i nostri bambini siano al sicuro, felici e sani, vogliamo poter amare e manifestare il nostro amore, stare con persone che ci sostengono e ci apprezzano, vogliamo poter dedicarci a qualche attività creativa che ci assorba, vogliamo giocare e divertirci, e vogliamo essere circondati da un ambiente bello e sano e prendere dalla natura il nutrimento per le nostre anime.

Non ho una ricetta per cambiare il mondo, ma so che l'idea deve venire da tutti noi. La forma che useremo deve provvedere ad avvicinarci l'un l'altro, come eguali, ad ascoltarci e sostenerci, a cooperare e creare insieme il nostro sogno comune.

Possibile?

Come dico sempre: “INSIEME NON C'E' NIENTE CHE NON POSSIAMO FARE”.

Vorrei aggiungere un'altra frase che lui usa spesso:
(tratta dal discorso tenuto alle Nazioni Unite nel 1998 in occasione del 50° anniversario della morte di Gandhi.): "E' chiaro che la via per guarire la società della sua violenza e la mancanza di amore è quella di sostituire la piramide di dominio con il cerchio dell'uguaglianza e del rispetto."

MANITONQUAT
Manitonquat, “Uomo che racconta Storie di Medicina”, e? Uomo Medicina e Story Teller della tribu? degli Assonet-Wampanoag del Massachusetts. Scrittore e poeta, ha collaborato con la rivista Akwesasne Notes e tutt'ora editore di Talking Stick, ha preso parte al Movimento di Unita? Spirituale degli Indiani Nordamericani, e? stato cofondatore del consiglio di guarigione tribale e membro dell’Associazione di psicologia umanistica. Insegnante di co-counseling in sei prigioni degli Stati Uniti e persona di riferimento per la liberazione dei Nativi della costa orientale. Autore di numerosi libri.


Vi suggeriamo nel frattempo di leggervi sia:

  • CAMBIARE IL MONDO
che il suo precedente libro
  • RITORNO ALLA CREAZIONE
in attesa della pubblicazione de
  • LA VIA DEL CERCHIO



P.S.
La via del cerchio è "la via del cuore". Recenti studi nel campo delle neuroscienze e della piscobiologia (epigenetica) stanno confermando come non è (solo) il cervello, il mezzo con il quale il nostro corpo umano raccoglie "informazioni", le memorizza, ed analizza, ecc. ma è anche il cuore.
Anzi sempre più conferme anche nel campo della fisica quantica ci arrivano sul fatto che è il cuore, attraverso i campi morfogenitici (campi energetici) comunica e raccoglie informazioni fondamentali dall'ambiente (emozionale e fisico) e regola i flussi energetici vitali del nostro benessere e della nostra salute.
La terra è incinta. Batte sempre più forte e sempre più all'unisono ed in armonia con il battito del nostro cuore e del nostro cervello.
Il XXI secolo sarà il secolo del cambio del paradigma. Un nuovo uomo (uomo intero: clown? mah!), sarà l'erede del vecchio uomo per costruire nuove comunità nel segno dell'amore e non della paura: sognatori pratici.

Clown "Dottore" Nanosecondo

giovedì 7 maggio 2009

MEDICINE STORY (MANITONQUANT) & ELLIKA

Siamo onorati e felicissimi di annunciarvi quest'altro immaginifico evento
da non perdere:

"IL SENTIERO DEL CUORE"

12-13-14 GIUGNO 2009

a Celleno (Viterbo)



Vivremo l’indimenticabile esperienza della Sweat Lodge (capanna del sudore)antico rito di preghiera e purificazione che ci riportera’ nel grembo della Madre Terra per la guarigione della mente, del corpo e dello SpiritoIn questi giorni vivremo insieme la familiarita’ della tribu’, dando a noi stessi l’opportunita’ di conoscerci e di aprirci grazie al Cerchio e ai metodi di comunicazione e ascolto (co_ counseling) suggeriti da Manitonquat.
Esploreremo insieme la natura piu’ profonda delle nostre emozioni diventando le guide di noi stessi sul sentiero del cuore. Apprenderemo le tecniche per trattare con la paura , la rabbia , il dolore , i conflitti nelle relazioni , le dipendenze e tutti quei sentimenti che ci impediscono di sentire fino in fondo la vera Bellezza della Vita.
Impareremo a guarire le relazioni con i nostri genitori, i nostri bambini , amanti e amici. Entreremo in una nuova dimensione e troveremo una maggiore profondita’ e forza nel nostro Amore, unico valido strumento di guarigione .Manitonquat, “ Uomo che racconta Storie di Medicina”, e’ Uomo Medicina e Story Teller della tribu’ degli Assonet-Wampanoag del Massachusetts.
Scrittore, poeta ha collaborato con la rivista Akwesasne Notes e tuttora editore di Talking Stick, ha preso parte al Movimento di Unita’Spirituale degli Indiani Nordamericani, e’ stato cofondatore del consiglio di guarigione tribale e membro dell’Associazione di psicologia umanistica.
Insegnante di co_ counseling in sei prigioni degli Stati Uniti e persona di riferimento per la liberazione dei Nativi della costa orientaleCerchio significa incontro alla pari, senza qualcuno che sta in alto o in basso, che sta davanti o dietro. Non competizione, ma collaborazione, cooperazione, sostegno, supporto e soprattutto Cuore.Manitonquat è un anziano della nazione Wampanoag (america nord orientale).
Il suo nome significa "Colui che racconta storie che guariscono", per questo lo chiamiamo affettuosamente "Story". Lavora con i carcerati e li incontra col metodo del coascolto e del cerchio, ottenendo risultati inimmaginabili...Egli indica una strada che è stata percorsa dalla sua gente per migliaia di anni e ha sempre funzionato in armonia, nella semplicità e sacralità della loro vita: la via del cerchio, dell'incontro e del sostegno reciproco, della condivisione e del grande rispetto verso tutti gli esseri viventi e Madre Terra che offre loro ospitalità...
Dalle sue parole di genuina gratitudine verso la vita e tutti gli esseri ho appreso la grandezza e la saggezza di un popolo profondamente amante della vita. Ho anche capito che quella saggezza non appartiene a quel popolo, ma al genere umano. E' profondamente radicata in noi stessi, solo gliene dessimo spazio...
Qui ne avremo l'opportunità!Manitonquat conduce capanne del sudore secondo la tradizione della sua gente.
In questo seminario, fra le varie esperienze, vivremo tutte le fasi di preparazione, costruzione e conduzione della capanna del sudore, che ci aiuterà a rivivere momenti importanti della nostra vita prenatale.
Per informazioni piu’ dettagliate si possono contattare:
LORENZA tel. 348/ 22 61 999 e-mail : lorenza.boiti@iol.it
MAURIZIO tel 347/4479437 e-mail : msangul@tin.it
Videointervista a Story:
In versione trascritta:

martedì 16 dicembre 2008

E' tempo......


"E' tempo per noi di andare oltre. E' tempo d'andare oltre la colpa e il biasimo. Non sono d'aiuto. Non ci guariscono. Ci siamo dentro tutti, e dobbiamo avere cura gli uni degli altri e di noi stessi. E' tempo di andare oltre le nostre prospettive individuali. E' tempo di rimuovere i ceppi delle nostre storie personali, di essere liberi e di ricreare noi stessi."

(brano tratto da Ritorno alla Creazione di Manitonquant)