giovedì 2 aprile 2009

"CLOWNBANDA"

“Clownbanda”
suonatori per suonati

Appassionati, dilettanti, musicisti, professionisti per il puro piacere di suonare, stare insieme allegri e divertirsi per la gioia di se stessi e di chi ci ascolta inventiamoci la “Clownbanda”.

Sono aperte le iscrizioni gratuite, nel segno del dono, ci mettiamo quello che teniamo, gioia e passione, che sono le uniche cose che ancora non si pagano.

“Clownbanda”
suonatori per suonati

Per le iscrizioni
Coordinamento Organizzazione

Generale RNCD Flumeri (AV)
Clown Nanosecondo
Al secolo Enzo Maddaloni 3384122630

Coordinamento Clownbanda
Ivana Coluccino 3492936029

www.radunonazionaleclowndottori.org

indirizzare a tutte e due le email:
info@radunonazionaleclowndottori.org
ivanacol@gmail.com

martedì 24 marzo 2009

Lalieva

Carissima Lalieva,
spaesata si affosca la mattonata
dentro il grembiule
del mio pigiama
che sognamare e
la scuoletta arrampicante,
suoi rami fin nell’ovo degli inaltri
e, fino al aldenanta de chiarocielo.

Così i tuoi,
allunghi di gazzella,
montano alvalle del re,
dove sta andando lento,
ancòra e si appoia
la mia speranza.

Aspettando lobuscuola,
per divvertare una cassetta,
piena di accalori,
con partenza dal mio naso,
rosso al tramonto
specchiato nel rame.

Adesso pero che l’albero,
e lo spero dalle nostre sviste,
possa riabbraccirvi
senza schiamazzarvi ,
ma agli piangenti alleviarti,
nella allieva del regolo.

Questa mia passologia,
più che camminolla vacua
e spaesata e anche danzante,
speranto con amanda
ti addobbarti il naso,
sensa salza e senso,
ma con colore!

Nanos

venerdì 20 marzo 2009

"Ed il Paese delle Meraviglie nacque così,...."


Uaooo...Elduccia, sai? Una volta in uno dei miei viaggi, l’ho incontrata!

Si specchiava su un vecchio vetro da una poltrona del suo salotto. Come te qui, anche se ti nascondi per paura che ti catturi.

Lei si chiedeva: "....cosa c’è dall’altra parte dello specchio?"


La cosa più intrigante è che lo attraversò, tirando dietro anche me con tutta la mia moto,...aveva una forza incredibile...e d'incanto tutti i nostri personaggi fantastici presero vita in limiti che solo all'apparenza potevano sembrare assurdi ma, ti posso assicurare erano veri, bastava volerlo. E, così.....

Incontrammo un Tricheco e il Carpentiere ma ad un tratto il Tricheco si trasformo in farfalla. Ma, quello che più mi stupì, fu il fatto che Alice vide un’Ape con una parrucca bionda, che si lamentava della perdita dei suoi capelli,.....invidiava la capigliatura di Alice.

E, qui ormai ancora più folle dalla gioia - come un mio vecchio amico di Rotterdam - mi chiesi anch’io: "...che c’è di più felice o mirabile delle api?"

Uaooo…..! Ma come, le Api? Mi chiese Alice,…..e, si Si! Proprio le Api! - risposi io -: “….non hanno neppure tutti i sensi e meglio di un “architetto” realizzano qualcosa di simile alle loro costruzioni?

"Quale filosofo mai fondò una Repubblica come la loro?" E, poi i filosofi diventano pericolosissimi se si lasciano parlare da soli perché rischiano di non farti capire niente.

Sai Alice, ti devo raccontare anch’io una storia fantastica: L’altro giorno sulla “Terra del Sorriso” guardavo il prato e le numerose specie di fiori che vi fioriscono. Era un esplosione di colori!.

Ad un tratto la mia attenzione rimase affascinata da un’ape che in volo radente succhiava, in un lavoro instancabile, misurato e delicato tutti i piccolissimi fiori del campo. Pensai come è felice, si vedeva che era “mirabilmente felice”.

Quasi come se mi leggesse nel pensiero mi guardò incuriosita per questo mio “filosofeggiamento” e rivolgendosi a me mi chiese: "Ti chiedi come è possibile lavorare in questo modo ed essere felici?"
No risposi io! E, così gli raccontai la storia di quando un giorno stavo sulla terra del sorriso e mentre viaggiavo anch’io in specchi incantati, arrivò il figlio di un amico che incominciò a correre per il prato e più correva, da una parte all’altra e più somigliava ad un Ape.

Pensai ...possibile che l’ape sia come un bambino? E, “…chi non vivrebbe come mostro un bambino con la saggezza di un uomo?"

Lo conferma il diffuso proverbio: “Odio il bambino di precoce saggezza.".... E chi, d’altra parte, vorrebbe rapporti e legami di familiarità con un vecchio che alla lunga esperienza di vita unisse pari forza d’animo e acutezza di giudizio?" Mi diceva sempre il mio folle amico di Rotterdam.

Eppure in quel momento nel bambino e nell’ape scorgevo nettamente questa similitudine. Questa immagine chiara di gioco, gioia infantile e di “antica saggezza" dell’Ape.

Più pensavo a queste cose, e più mi sembrava che i due si rincorressero, giocando insieme, in quel prato. E, già... “..perché il dio spinge sempre il simile verso il simile..” e come fosse verosimile che la natura, così sollecita nei confronti, perfino delle erbette e dei fiorellini, in questo caso mi avesse obbligato solo a me ad essere serio, grande, maturo e dotto, rendendomi necessario studiare questo fenomeno che si verificava sotto i miei occhi.

In verità la cosa mi fece un po’ preoccupare, ricordandomi che sempre il mio carissimo e folle amico di Rotterdam una volta mi mise in guardia “..le scienze dunque sono penetrate fra gli uomini, insieme alle altre calamità della vita mortale…"....per fortuna, pensai subito io, che la vita è mortale, figurati se fosse immortale si morirebbe di noia immortale ....," …per opera di coloro da cui partono tutti i malanni, i demoni che ne hanno anche derivato il nome, in greco Daemones, "coloro che sanno"….(che)….i teologi fanno la fame, i fisici soffrono il freddo, gli astrologi sono derisi, i dialettici non contano nulla, mentre un solo medico vale quanto molti uomini. In questa professione quanto più uno è ignorante, avventato, leggero, tanto più è considerato dagli stessi prìncipi con tanto di corona in testa. La medicina, infatti, specialmente come viene esercitata oggi dai più, si riduce, come la retorica, a una forma di adulazione.”

Mi consolai subito perchè io da grande voglio fare il medico.......di quelli che curano i ciliegi perchè rossi dalle ferite del mondo....ricordando anche a questo punto che “… fra le varie specie animali se la passano meglio di tutte sono proprio quelle più lontane dalle arti, quelle che hanno per unica maestra e guida la natura? Ma, questo, è un dono che gli Dei hanno elargito solo ai bambini alle api ed ai folli.”

Riflettendo su queste considerazioni, pensai sempre più, che non c’era nessuna differenza tra il bambino e l’ape. Tutte e due incarnavano “mirabilmente la naturale folle e libera felicità (nella loro azione) proprio attraverso l’inutilità del gioco, che a noi in parte appare come un lavoro ma non può essere lavoro.

Carissima Alice, gli dissi a questo punto: "...più il nostro corpo si allontana da sé (il bambino che diventa ape o l’ape che diventa bambino) tanto più gode, e cosi ho cambiato la mia opinione (punto di vista) sulle Api: Basta! non le dobbiamo chiamare più Ape Operaia!

D’ora in poi chiamiamola “ape gioiosa”!

Lo so, in questo caso ritorna (qui) il rischio di essere scambiato per pazzo per un folle ma qui mi difendo chiamando a testimone della cosa sempre il mio amico di Rotterdam: “….chi vedendo una zucca la scambia per la moglie, viene chiamato pazzo perché la cosa succede a pochissimi. Chi invece, avendo la moglie in comune con molti, giura che è più virtuosa di Penelope, e, felice del suo errore, è orgoglioso di sé, nessuno lo chiama pazzo, perché la cosa accade spesso e dovunque.”

Ecco sarà stata (forse) la mia naturale predisposizione ad osservare e viaggiare con la fantasia che ho visto ciò e mi sono anche accorto, che quando più il mio animo in quel momento si proponeva di uscire anche dal mio corpo attraverso gli specchi ..... che mettono alla prova la nostra fantasia difronte la vita, come un'occasione per prendere coraggio per trasformarci in Ape o Leopardo, o……, tanto più grande era la mia percezione di benessere e di felicità che provavo insieme all’Ape ed al Bambino ...ed anch'io a quel punto volavo con loro.

La cosa stranissima che già come Clown qualcuno mi dice: “sta for” (dall’inglese “stai per...”) - ed in quel caso ancora di più….. - quell’attimo vissuto nello specchio, in compagnia di Alice, con un piccolo “ritorno” sulla terra del sorriso, mi sembrò essere durato una vita, avevo la consapevolezza “….di aver appena pregustato la felicità futura” di viverci con voi sulla “Terra del Sorriso” tutta rifiorita, che dun tratto mi ritrovai scaraventato di forza sulla poltrona.

E, cosi uscii dallo spechio incatato....in quell'attimo che mi è sembrata un'eternità il creduto, il vissuto e l’agente si erano trasformati..."fusi", non c’era più nessuna differenza tra il sogno, la fantasia e la realtà ...l'avevo vissuta d'avvero quella gioia .....mi ero trasformato in Ape, ed oggi continuo a giocare con quel bambino ed a volare sui fiori.

Nanos

lunedì 16 marzo 2009

Appuntamenti fuori rotta: LA TERAPIA VERBALE


Appuntamenti fuori rotta:
LA TERAPIA VERBALE
con Gabriella Mereu*


l'incontro è realizzato in collaborazione con:
Il Forum i Cantieri della Salute di Salerno

Giovedì , 19 marzo 2009
ore 19.00
presso la sede Sinistra Democratica
Via Dei Principati, 66 Salerno
Info: Nanos (Enzodiqua) 3384122630 - Enzodila 3489165715

La Risata
“La risposta terapeutica più bella è la risata del paziente dopo che gli traduco la sua metafora. Quasi sempre so che guarirà. Con il riso mi dice tante cose: che si è sentito compreso e che ha capito nel profondo del suo animo la terapia, che ha preso le distanze dall'afflizione che l'ha portato alla malattia, che la vede come una rappresentazione, che non ha più paura, ma soprattutto, finalmente, paziente che si diverte mentre viene curato.”

(*) Gabriella Mereu è nata a Quartu Sant'Elena (Cagliari) il 3 maggio del 1954. Si è laureata in Medicina e chirurgia a Sassari nel 1983. E' diplomata in Medicina olistica ad Urbino, nella scuola diretta da Corrado Bornoroni. Sempre ad Urbino, nel 1992, si è diplomata in Grafologia. Ha seguito il corso di Medicina omeopatica tenuto a Roma dal Prof. Antonio Negro. Risiede ed esercita a Cagliari. Nel 2000 ha pubblicato La Terapia Verbale, nel 2005 La Malattia: trappola dell'eros.


http://www.terapiaverbale.it/i_frame.htm

mercoledì 11 marzo 2009

La Banda di Nano che è arrivato Secondo e una Scimmietta.....

Cosa sta succedendo a Flumeri?
Ragazze e ragazzi si aggirano per il paese tramando qualcosa. In realtà sotto quell'aspetto normale si camuffano dei rappresentanti della banda dei clown in incognito. Ma forse i cittadini di Flumeri sospettano già cosa sccadrà nelle loro piazze, nelle loro strade e nelle loro case dal 25 al 28 giugno.
Hanno iniziato a capirlo sabato pomeriggio per un'irruzione nella scuola elementare di due strani personaggi, che a poco a poco lasciavano le loro sembianze di persone per svelare la loro vera identità. E così dalla valigia dei sogni cosa esce?
Una moto del tempo vera, con la luce del faro, la trombetta del clacson e il rumore dell'acceleratore. Dopo la partenza chiassosa Nanosecondo, che la guidava, ha trasportato tutti sulla neve e nel futuro...Poi c'era Scimmietta che rideva dei bambini che ridevano di Scimmietta che rideva dei bambini...Così quell'aula seria e silenziosa è diventata una risata e una canzone e poi pure un balletto strano che faceva su e giù oppure a mezza via...Poi i due personaggi sono tornati in incognito sotto due nomi qualsiasi, mi pare Enzo e Simone, ma ormai tutti sapevano che in realtà erano Nanosecondo e Scimmietta.

Quando tutti sono andati via hanno riunito le ragazze e i ragazzi della loro banda, una si faceva chiamare Angela, ma ancora non ha svelato chi sia veramente, e insieme hanno creato il piano per invadere Flumeri. E, si, proprio così, ormai lo sanno pure i vecchi muri delle case!

Dal 25 al 28 giugno ormai tutti ci sperano che arriveranno rinforzi da tutta Italia e anche più lontano, clown, clown dottori, clown musicisti, e ancora clown per continuare quella festa nelle case, nelle strade e nelle piazze dei flumeresi.
(dal nostro inviato Ivana Coluccino)

Ci serve una nave!...per gli appuntamenti fuori rotta.

“Se vuoi costruire una nave
non richiamare prima di tutto gente
che procuri la legna,
che prepari gli attrezzi necessari,
non distribuire compiti,
non organizzare lavoro.

Prima risveglia invece negli uomini
la nostalgia del mare lontano e sconfinato.

Appena si sarà svegliata in loro questa sete
gli uomini si metteranno subito al lavoro
per costruire la nave.”


(Antoine de Saint Exupéry)

domenica 8 marzo 2009

Elisir d'amore un pomeriggio di una giornata umoristica, comica o satirica o grottesca, il nostro incontro nell'Acropoli dei templi di Paestum e..!

Il cielo, il mare, le nuvole al tramonto infuocato con del rosso del naso di sera del sole al tramonto, Mercurzio .....e poi c'era la Edda, l'amico clown "nanos", l'Acropoli, la spiaggia di Paestum, e il resto dell'allegra, bella e folle compagnia, fuori campo!

Elisir d'amore? Ma, in fin dei conti vivere con umorismo solidale e amorevole la nostra situazione ci ha imposto di non procedere con la nostra fredda ragione ad un’armonizzazione dei contrasti, degli assurdi, dei frizzi, dei lazzi ma anzi cercare di far radicare la nostra esperienza proprio sulla dissonanza, sulla scissione.

Un clown…..... ha "lo spirito di chi rispetta il dolore ma ha gran voglia di vivere intensamente, con emozione e gioia la propria vita!” e per il suo intimo, specioso, essenziale processo scompone, disordina, discorda.

Un particolare processo psicologico sta alla base della sua performance di vita: la contraddizione, la perplessità, la presenza irrisolta di opposizione; è un uomo “fuori di chiave(….)di violino e contrabbasso (…) un uomo a cui un pensiero non può nascere, che subito dopo non glie ne nasca un altro opposto, contrario:.... “ Due anime in una , si compiace dei contrasti stridenti e dei travestimenti impreveduti. .....“Para la follia con gli abiti della ragione e la ragione con gli abiti della follia”.....piange e ride nello stesso tempo.


La nostra non è stata una giornata comica!

Anche nel comico agisce l’opposizione ma il comico è solo l’avvertimento del contrario. Esso scaturisce infatti dall’accorgersi superficiale ed epidermico che una persona o una situazione si allontanano dalla normalità o addirittura sono contrarie a ciò che secondo la prevedibilità ,la razionalità essa dovrebbe essere. La riflessione umoristica invece mette in dubbio, scompone la situazione comica, scorgendone la nascosta radice tragica, fa nascere un sorriso pieno di amarezza e dolore secondo il passaggio dall’avvertimento al sentimento del contrario riproponendo la diversità del comico dall' umorismo.

Il personaggio umoristico nella sua interiorità sente e soffre. E, non a caso il personaggio per eccellenza umoristico è Don Chisciotte, che “non finge di credere (…..) a quel mondo meraviglioso delle leggende cavalleresche: ci crede sul serio; lo porta, lo ha in sé quel mondo,”, che si troverà in contrasto, in urto doloroso con il presente.

E Cervantes, autore umoristico, “sentirà viva e vera entro di sé questa creatura e soffrirà con essa dei contrasti e degli urti ".

Quanto è tenue la linea di confine tra “la cosiddetta normalità e la follia” ce lo ha ricordato Basaglia frequentando i disumani luoghi della soffrenza folle, uscendo dal chiuso di uno studio confortevole e al riparo di una assortita biblioteca e del conforto familiare ! ”Non esiste storia della follia che non sia storia della ragione in fondo” diceva.

E, con amore e scienza ha seguito il sogno incompreso e l’itinerario impervio della parola e del silenzio del folle non solo come semplice ricerca dell’interpretazione di quel silenzio o parola ma nella scoperta e nel recupero dell’uomo che si nascondeva imprigionato dietro quelle doloranti parole o silenzi.

Scriveva con tragica e lucida consapevolezza Pirandello: “L'UMORISMO AFFONDA LE SUE RADICI NON NELLA COMICITA’ , MA NELLA SOFFERENZA ( KIRKEGAARD )
E LO AVVICINA ALLA SFERA RELIGIOSA PERCHE’ LA SOFFERENZA NON E’ UN ACCIDENTE CASUALE MA LA DIMENSIONE ESSENZIALE DELL’ESISTENZA”.

Ci ha divertito seguire Giulio (un'altro Clown?) con autentico e incredulo interesse mentre con arguzia e conoscenza ci ha raccontato l'itinerario keinesiano, folle e felliniano, dei 50 euro della Edda .... dallo Stato Italiano munifico erogatore del dopoguerra, allo Stato cinico esattore degli anni ottanta e la splendida idea borgesiana di incarcerare "i presunti onesti" per preservarli per "i tempi migliori dopo i nostri inverni dello scontento".

E, poi l'incontro crepuscolare con il poeta-stilista-folletto (...anche lui clown per caso?) "Armando" che ci ha letteralmente sommerso in una dolce tempesta di parole in piena, fisica e leggera libertà dell'arte del cucire parole d'amore e di sostanza come ricette o preghiere che ti nutrono il cuore!

Mercurzio, ........ la Edda, che ha raccolto fiori e piante grasse, con l'amico clown "nanos", e....il resto dell'allegra, bella e folle compagnia, fuori campo, un pomeriggio di marzo si sono incontrati ulla spiaggia di paestum al tramonto! Mercurzio Elisir d'amore.

P.S. Che bello Mercurzio, l'angelo mio, ha visto finalmente il mare.

http://elisiramore.blogspot.com/?zx=24d34e0260c7255c