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martedì 31 maggio 2011

"ACCHIAPPO SOGNI"

La reciprocità è l’elemento essenziale della nostra esistenza.

Il nostro sistema emozionale e simile a quello degli alberi, se sono distanti tra loro, si fanno larghi… se stretti si fanno alti. La comunicazione tra cellule e recettori è la base della psicobiologia, la sintesi della cura mente-corpo.


“Il perché delle emozioni che proviamo” è un articolo apparso un po’ di tempo fa su Scienza e Conoscenza di Candace Pert Biologa statunitense:

http://www.aipro.info/drive/File/78.pdf

Pert cita sia nel suo libro "Biochimica delle Emozioni" che in questo suo articolo il Dr. E. Rossi (The Psicobiology of midi body healing - La Psicobiologia della guarigione mente-corpo).

Il processo dell’ipnosi e dei movimenti oculari come porta di accesso biochimico alla nostra memoria antica l’amigdala e al sistema libico. I movimenti oculari (EMDR – Shapiro) hanno storia più antica e si perdono nella notte dei tempi della cultura SUFI. Poi “PNL” (Programmazione Neuro Linguistica) e oggi E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Re processing). Ecco personalmente ritengo che l’accesso biochimico sono i movimenti oculari perché gli stessi agiscono direttamente sull’amigdala (cervello antica-memoria).

Ma come loro potrebbero agire? Candace Pert nella sua ricerca sulla “fissazione” degli oppi odi dice che nessuna droga agisce se non si fissa. Lo stesso cervello in alcuni fasi del sonno (Rem) ne produce per quaranta volte più potenti delle normali sostanze. Il sogno non è altro che una forma di “viaggio” allucinogeno, che di per sé è risolutrice di un conflitto. S. Freud ne ha spiegato il significato ma non la natura biochimica. Il sub coscio appartiene alla mente corpo o meglio al corpo mente nel quale sono iscritti i file della nostra esistenza, sia dal punto di vista evolutiva attraverso i foglietti embrionali che antropologici e culturali. Emozioni chiavi della malattia? Hamer afferma di si attraverso le sue 5 leggi biologiche. Il problema adesso è come accedere biochimicamente o psicobiologicamente alla memoria antiche?

Qui formulo un’equazione matematica

(Emozioni : corpo = anima : coscienza) = ?

Ora se il mediatore è il sistema libico del cervello: ipotalamo; ghiandola pituitaria; amigdala; e altri ci aggiunge la pineale (spiritualità) e la ghiandola coccigea (riguardante l’istinto) (…“..così in alto cosi in basso…”) il problema resta come accederci?

Ai monociti i nostri natural killer si attaccano i neuro peptide di oppioidi che sono chiamati da alcuni scienziati “polvere di angelo”. Le beta-endorfine che sono un oppioide endogeno sono prodotte dal nostro organismo anche attraverso una sana risata. Ma non sempre il buon umore o la stessa risata riescono da solo a produrre un sollievo, e allora?

Be la stessa Shapiro per il suo approccio puramente psicologico non parla assolutamente del perché i movimenti oculari riescono a “rimuovere” traumi e/o vissuti traumatici. Come agiscono i movimenti oculari nessuno lo dice. In verità alcune ricerche sembrano affermare che sarebbe solo un effetto “placebo” ma se pur fosse biochimicamente su quale organo, agirebbero per produrre una chimica al “rialzo” del buon umore? E, non al ribasso?

Pert nella sua ricerca dice che: “..queste cellule immuni producono sostanze chimiche endogene (beta-endorfine) che controllano lo stato d’animo." Uaoo!

Ciò potrebbe significare che lo stesso è fissato su un altro livello di coscienza. Nella fase “rem” si entra in un’altra fase di coscienza? E in quel momento quale chimica si produce? Ci sarebbe la possibilità di trasferire lo stesso su uno stato di coscienza non negativo. Ora com’è stato visto nello studio di E. Rossi (Discorso tra geni. Neuroscienza dell'ipnosi terapeutica e della psicoterapia di Rossi Ernest L.) sembrerebbe di si, e così la stessa ricerca di Pert darebbe validità psicobiologia alla ricerca della stessa Shapiro sui movimenti saccadici, in ogni caso di antica tradizione Sufi. La fase “rem” dura due ore, o meglio il ciclo di sonno che vede integrata la fase rem dura due ore. Falsa credenza come afferma B. Lipton quindi potrebbero essere “riscritte” biochimicamente attraverso questa porta di accesso al cervello antico. L’amigdala si sa che è la nostra memoria emozionale.

Adesso vi svelo il perche ci definiamo “sognatori pratici”, nella sostanza potremmo modificare le nostre false credenze attraverso la pratica di un sogno che ci vede protagonisti del nostro cambiamento.

Stimolando l’amigdala si attivano i recettori di oppiacei quaranta volte superiori ad altre regioni del cervello, questi diventano mediatori di processi. Se si fissa l’emozione in questa fase, attraverso l’immaginazione, effetto placebo? Sappiamo che l’immaginazione è più potente della volontà! E. Coué), fisso a quei recettori e peptidi che si trasferiscono in una nuova coscienza, il sogno diventa risolutore del conflitto o se volete della “credenza” o “schema”.

Lo stesso sogno risolutore di per sé reale e quindi in questo caso non dovrebbe indurre nella “risoluzione” del conflitto stesso di natura biologica (5 Leggi Hamer) se è vero che le nostre cellule vivono per la pace e che ogni giorno andiamo in risoluzione di conflitti senza neppure accorgerci ci sarà un meccanismo “naturale” di guarigione?

In verità qui potremmo spiegare lo stesso meccanismo del miracolo. Accedo in una nuova è più “alta” condizione di coscienza che presenta di, per se infinite possibilità e guarisco.

L’intelligenza delle cellule è in ogni organismo e ogni organismo ha memoria di un conflitto specifico. Qui l’intuizione di Hamer attraverso le sue cinque leggi biologiche.

I monociti sono i nostri natural killer e possiedono dei recettori che sono chiamati “polvere di angelo” e produrre oppioidi endogeni quaranta volte più potenti di quelli normali.

Il sogno è prodotto da queste sostanze? Ora il problema dell’uomo cosi come si chiede la stessa Candace Pert e se non provare a chiedersi di realizzare una nuova coscienza in grado di prendersi cura di tutte le nostre malattie.

Ora come mi chiedo anch’io se la mia coscienza sopravvive. La Pert in conclusione del suo libro dice che solo se l’uomo studierà una matematica della coscienza che ci farà unificare le forze gravitazionali http://xoomer.virgilio.it/repalmie/ potremmo comprendere che la coscienza potrà sopravvivere. In verità il mio carissimo e scienziatissimo Renato Palmieri ha già studiato questa matematica ed inventato addirittura un programma che si chiama “olopoiema” http://xoomer.virgilio.it/repalmie/strutraggia.htm

Egli non solo ha realizzato matematicamente la quadratura del cerchio ma anche unificato le leggi fisiche dandocene conferme attraverso i suoi studi sulla “fisica uni gravitazionale”.

Be a questo punto non ci resta che metterci all’opera, e prenderci cura dei nostri mali.

Uno più uno non fa due, ma uno più in un’altra sfera, o forse il cerchio “acchiappa sogni” simbolo di guarigione dei nativi d’America.


Uno commento:

Riprendo qui un bellissimo commento del Dr. Pasquale Aiese (Comitato Scientifico dell’Associazione ALBANM.it) che è stato fatto al testo di questo mio post pubblicato anche sul gruppo di facebook de LE 5 LEGGI BIOLOGICHE

http://www.facebook.com/home.php?sk=group_131853416870230


“QUEL CHE RESTA”


Quello che resta nella valutazione dei fenomeni biologici e nel tentativo di rappresentarli matematicamente, è il rapporto tra il cervello "antico" e le vibrazioni che esso raccoglie (con la sua velocità riflessa di tipo arcaico) e il cervello "nuovo" che oltre allo stile comportamentale relativo alla sopravvivenza è costretto a muoversi in percorsi "obbligati"...... credere all'invecchiamento, credere alla disfunzione, credere alla malattia e credere ancora che serva anche un sistema per prevenire il tutto o per curarlo....tutto questo sistema ("credenze") permette da lato l'appartenenza al branco del XXI secolo e la relativa tranquillità del sentirsi al sicuro (placebo), almeno fino al prossimo controllo (screening), protetti da ciò che può derivare da una qualsiasi terapeutica (alternativa o convenzionale?).

Il "progresso" nasconde però una "nemesi" poichè l'appartenenza al gruppo (branco) passa anche per il sacrificio che questo comporta,.... il divenire vittime sacrificali di un inevitabile destino di malattia definibile "incurabile" (effetto nocebo della diagnosi).....molte persone muoiono nell'angoscia e con il compito di non "pesare" sulle vite altrui e questo fa altrettanta buona coscienza e senso di appartenenza......in attesa che la prossima vittima sacrificale sia anche l'ultima in nome di una ricerca scientifica che ha bisogno del tuo 8 per mille......e donarlo permette ancora di credere che qualcosa guarisca e qualcosa no (protezione)....ma purtroppo nei codici arcaici (amigdala, lobo limbico, corpo striato) non è prevista la parola "guarigione" e nemmeno "malattia".....è prevista la paura del predatore (adrenalina)...l'ansia verso la preda..(dopamina).....il lavoro che tutto questo comporta (istamina e serotonina)...e la ricompensa che ci aspetta..(piacere endorfinico)....la Gioia esce fuori dal circuito della sopravvivenza quella è un po' più in alto ....in quell'area dove persino Hamer non ha mai trovato relè....la Porta dell'anima per Lui....la Shushmna per gli antichi e La relazione con l'infinito per Buddha .....riconquistare la direzione del nostro viaggio verso la Gioia......perchè la vita, nonostante i nostri tentativi di spiegarcela resta un miracolo!!! un abbraccio Pasquale Aiese.

lunedì 12 aprile 2010

BIOLOGIA TOTALE: le "nuove vie" per la cura del cancro


“Nature”, la più importante rivista scientifica mondiale, ha pubblicato sul suo sito online del 14 gennaio 2010 la notizia che il genetista Tian Xu dell’università di Yale ha scoperto che i tumori possono anche essere causati dallo stress emotivo e fisico.

Lo stress - o meglio uno schok drammatico, improvviso ed inaspettato - è in grado di innescare la formazione di neoplasie. La ricerca descrive un nuovo modo del cancro di svilupparsi, e suggerisce nuovi modi di trattare la malattia, dando conferme alle intuizioni di altri ricercatori come Hamer , Lipton, Dispenza, Pert e tanti altri.

Fino ad oggi, gli studi sull`argomento hanno portato ad affermare che affinché si sviluppi un tumore all`interno di un organismo è necessario che in un`unica cellula occorrano più mutazioni cancerogene contemporaneamente. Questo studio, dimostra che la formazione del tumore è più semplice: sono infatti sufficienti due mutazioni cancerogene all`interno di uno stesso tessuto, anche se non all`interno della medesima cellula, per far sviluppare una neoplasia. "È una cattiva notizia - spiega Tian Xu - perché è molto più facile che un tessuto accumuli più mutazioni cancerogene in cellule diverse, piuttosto che nella stessa cellula".

Gli studi sono stati eseguiti sui moscerini della frutta per capire più a fondo l`attività di due geni già noti per essere coinvolti nello sviluppo dei tumori nell`organismo umano (RAS, coinvolto nel 30% dei tumori umani e Scribble, in italiano Scarabocchio, che inibisce la formazione delle neoplasie ma che, se mutato, le favorisce).

Fino a oggi si riteneva che nessuna mutazione di RAS o Scribble, da sola, fosse in grado di far sviluppare un tumore, e che solo se sono presenti contemporaneamente nella stessa cellula potessero provocare un tumore maligno. Tian Xu e colleghi hanno scoperto invece che le mutazioni di RAS o Scribble non devono necessariamente coesistere in una stessa cellula per dar vita a un cancro: è sufficiente che siano all`interno dello stesso tessuto. E non solo: il tumore maligno ha maggiori possibilità di svilupparsi se all`interno della cellula è presente una mutazione di uno dei due geni, e se contemporaneamente la cellula è sottoposta a uno stress. In entrambi i casi il colpevole è JNK, un fattore che si attiva in condizioni di stress ambientale. "Sono diversi gli eventi che possono scatenare lo stress: affaticamento fisico, stress emotivo, infezioni, infiammazioni - spiega Xu -. Un`altra cattiva notizia per il cancro".

Anche se queste le possiamo annoverare come cattive notizie ce ne anche una buona, però, c`è - dice Tian XU: "Una migliore comprensione del meccanismo di fondo che causa il cancro - conclude Xu - offre sempre nuovi strumenti per combattere la malattia".

Ma vediamo un po’ nel dettaglio che cosa significa questa cosa con l’aiuto di altri ricercatori dal punto di vista della “biologia totale”. E’ la prima volta che viene collegato, dalla medicina convenzionale, lo stato emotivo all’insorgere di una patologia.

Importante anche che lo abbia dichiarato un genetista. Si precisa subito che la parola stress non deve indurre nell’errore di pensare agli stress che investono il quotidiano di quasi tutte le persone. L’insorgere di patologie è dovuto a traumi psico-emotivi acuti, drammatici. E, sempre per evitare paure inutili (questi articoli si prefiggono proprio il contrario) ripetiamo ancora che non tutti gli shock si trasformano in malattia; dipende dall’intensità del conflitto e dalla durata. In base a quanto intenso e a quanto lungo è stato il conflitto la fase di riparazione sarà altrettanto intensa e impegnativa con sintomi rilevanti.

Se il conflitto si risolve in breve tempo il corpo non avrà tempo per lavorare a livello tissutale e conseguentemente anche la fase riparativa sarà irrilevante. Si susseguono in questi ultimi tempi, sorprendendo numerosi ricercatori, le notizie che più scienziati scoprono correlazioni simili a quella del genetista Tian Xu. Ripetiamo, data l’importanza, le recenti dichiarazioni del premio Nobel 2008 in medicina Luc Montagnier : “I fattori psicologi sono di vitale importanza per sostenere il sistema immunitario. E se eliminiamo questo sostegno dicendo a chi è malato che è condannato a morire, basteranno queste parole a condannarlo. (vedi articolo pag. 12 n.ro 13/2009 del “Faro del Fenera”) Nell’articolo precedente pubblicato sul n. 1/2010 si è evidenziata la necessità di etica nella ricerca per evitare percorsi e paure inutili con conseguente enorme dispendio di energie intellettuali e finanziarie (si pensi alla recente presunta pandemia).

Si ritiene utile riportare anche le notizie pubblicate dalla ricerca convenzionale per facilitare, attraverso la comparazione, la comprensione delle difficoltà delle ricerche se prescindono dall’aspetto psico-emotivo delle persone e i conseguenti errori. A tale scopo trascriviamo un articolo pubblicato da “Il sole24ore”dell’ 8 luglio 2007: “Genoma di donna – Le ultime sui tumori”: “Sono più importanti il gene o l’ambiente nel causare il cancro? Una risposta netta sarebbe attraente e se la scienza non è in grado di darla può sembrare che non abbiano le idee chiare; o che vi sia in corso una diatriba che non giova all’immagine della scienza e soprattutto è nell’interesse dei potenziali pazienti che vuol poi dire poi noi tutti. Eppure non è difficile capire che la genetica e l’ambiente sono entrambi importanti. La controversia potrebbe essere rinfocolata da due lavori recentemente pubblicati su “Nature” e “Nature Genetics”. Che ci siano persone ad alto rischio genetico per il cancro del seno si sa da tempo e nel 1995 sono stati identificati due geni chiamati BRCA1 e BRCA2. Ma non in tutte le famiglie con eccesso di tumori del seno si trovano mutazioni di questi geni e da allora si cerca un ipotetico gene “BRCA3”:

ebbene si sono trovati ora cinque geni che aumentano, di poco, il rischio di cancro del seno. Ma dal punto di vista pratico a che cosa serve conoscere i nomi di qualche gene in più.? Il BRCA3, se esiste, è molto dubbio e ancora ci elude. Per il momento è molto dubbio che trovare in una donna una di queste varianti possa arrecarle un beneficio superiore dell’ansia che inevitabilmente comporterebbe: ed è temibile che i rispettivi test vengano commercializzati e propugnati come screening su vasta scala. Dobbiamo tornare allora alla questione di partenza. Il cancro del seno insorge a causa di mutazioni del Dna che avvengono a caso: per questo siamo tutti a rischio. Ad aumentare il rischio di base concorrono fattori genetici e fattori ambientali non possiamo pretendere che i progressi della genetica superino rischi che da questa non dipendono questo nuovo modo di identificare i fattori genetici di rischio verrà esteso ad altri tipi di tumori e con il tempo farci inventare nuove terapie e forse anche nuove misure preventive”.


Nessun accenno dunque ai fattori emotivi scoperti dal dr. Hamer, dal biologo-genetista Bruce Lipton ed ora anche dal genetista Tian Xu citato da “Nature”. Quest’ultima notizia fa quindi ben sperare in una ricerca più “olistica” che tenga conto, oltre che dei fattori genetici e ambientali, anche di quelli psico-emotivi. E’ solo questa la strada che potrà aiutare i ricercatori a navigare in quel mare genetico senza fine che potrebbe portare l’umanità a credere di essere nata “per caso” così come le malattie.


Pertanto riportiamo la seguente comparazione fra le scoperte del dr. R.G. Hamer e quelle del dr. Bruce Lipton: “Le cinque leggi biologiche e la nuova biologia americana – Il capovolgimento diagnostico della medicina e la demolizione del programma del genoma umano: due scoperte scientifiche diverse per un traguardo comune”(1)

“Spesso nel percorso delle scoperte scientifiche abbiamo assistito al raggiungimento di risultati similari e complementari ottenuti, quasi contemporaneamente, da scienziati diversi, oltre che per nazionalità, anche per metodo di ricerca. Se questo ci fornisce da un lato la garanzia della scientificità delle scoperte, in quanto reciprocamente comprovabili, dall’altro ci conferma che quelle scoperte sono storicamente pronte per l’umanità. Kahlil Gibran scrisse che non si può insegnare nulla che non sonnecchi già nell’alba della nostra conoscenza. In questo senso possiamo dire che, grazie a due scienziati, il dr. R.G. Hamer e il dr. Bruce Lipton, stiamo assistendo al raggiungimento di uno straordinario traguardo comune: la definitiva prova scientifica del coinvolgimento della psiche umana nei processi patologici e nei processi biochimici del corpo umano.

Le conseguenze delle loro ricerche sono sconvolgenti, perchè con le scoperte del dr. Hamer viene ribaltata la diagnostica della medicina, mentre con la nuova biologia americana del dr. B. Lipton viene annullato il determinismo meccanico cellulare. I risultati raggiunti, l’uno in medicina, il secondo in biologia, si avallano reciprocamente e soprattutto aprono la strada ad uno straordinario percorso di rivalutazione dell’individuo e della sua componente psichica. Le due scoperte nascono sulle ceneri di un metodo scientifico di ricerca giunto ormai al capolinea.

Ci riferiamo al sistema di indagine riduzionistica sinora adottata da quasi tutti i settori della ricerca. Possiamo convenire che, con l’Illuminismo e il Rinascimento, l’uomo si sia dato delle nuove linee guida per lo studio della natura e dei fenomeni biochimici. Venne abbandonata ogni connessione di indagine riferita a contenuti interpretativi esoterici e religiosi, adottando invece i criteri della verificabilità e riproducibilità dei fenomeni per la classificazione di leggi certe e quindi ritenute scientifiche. Questa missione, del tutto condivisibile ed encomiabile, trova la sua massina identificazione nella frase pronunciata da Francis Bacon nel 1543: “L’uomo dovrà dominare la natura”.

Da allora ad oggi la ricerca non ha più arrestato questo sistema di indagine cercando di analizzare sempre più a fondo ogni fenomeno e reperto, avvalendosi di strumentazioni sempre più sofisticate. Questo sistema di indagine riduzionistica, ribadiamo validissima ed efficiente nello scopo e nel merito, ha trovato però il suo limite e capolinea proprio nel metodo della strumentazione adottata. Infatti sia che si riferisca al primo rudimentale microscopio sia che ci si avvalga dei recenti e modernissimi sistemi (TAC, PET, scintigrafia, microscopi elettronici) questo metodo di indagine non può riguardare ciò che non si vede. Mentre solo ciò che si vede viene considerato e quindi connesso ad una causa o ad un evento.

Ed è proprio sulla scorta di questo metodo che stiamo assistendo a tutte le ipotesi di connessione tra eventi del corpo umano e strutture del DNA, secondo il programma del genoma umano. La conseguenza inevitabile è l’attuale concezione del determinismo meccanico della cellula. E’ un po’ come se considerassimo le cellule del corpo umano del tutto avulse dalla nostra volontà e dal nostro agire, rimanendo noi impotenti ad osservare il loro comportamento. Per cui, quali vittime predestinate dal destino, quasi per fortuna o sfortuna, non ci resta che attendere e osservare l’evoluzione decisa dalle nostre 53 trilioni di cellule. Per converso tutto ciò che non trova posto in un vetrino di laboratorio, e quindi in primo luogo la psiche umana, non viene in alcun modo messo in relazione con l’evento organico.


Si comprende quindi perchè lo studio dell’individuo in quanto recettore ed effettore di momenti emozionali e psichici sia stato oggetto di materie scientifiche definite psicologia o psichiatria, staccate dal mondo clinico della medicina o della biologia. Un riferimento vago ad una connessione tra le differenti discipline lo ritroviamo solo quando sentiamo dire dalla medicina ufficiale che “lo stress” in qualche modo incide sulla nostra salute, ammettendo velatamente che quella “cellula”, pur nel suo programma predeterminato da una sequenza dei nucleotidi del suo DNA cambia …..in qualcosa! Credo che mai parola e mai connessione più vaghe siano state dette in un panorama di ricerca scientifica. Quale persona al giorno d’oggi può dichiararsi non stressata dalla vita moderna? Non per questo ci si ammala e non basta certo andare a ricercare qualche ultracentenario tra i contadini di qualche paese remoto sulla terra per ricollegare una situazione di longevità al non-stress. E’ pur vero che sino ad oggi si è cercato, in diversi modi e attraverso vari settori della ricerca, una possibile connessione tra la psiche e l’organo, vedi ad esempio la psicosomatica, la PNL, la Medicina Cinese, la Metamedicina.Ma nessuno aveva trovato la riproducibilità e la verificabilità propri di una connessione scientifica.

“Ma tanto tuonò finchè piovve”. Il dr. Bruce Lipton, scienziato biologo, ormai di fama internazionale, sta portando avanti in America la divulgazione della sua scoperta. Come tutti gli scienziati che si sono occupati del programma del genoma umano, per cui tutto viene ricondotto alla struttura del DNA, è partito dalla considerazione base del dogma scientifico elaborato dopo la scoperta del DNA da parte di Watson e Crick nel 1953: DNA – gene fisso – RNA – riproduzione del gene nel citoplasma -proteine – sintesi riproduttiva. Secondo questo schema il DNA dunque sarebbe le fonte di ogni segnale da cui si origina il comportamento e la riproduzione della cellula. Questa conclusione è in effetti l’unica consentita da un sistema di indagine che, pur nella sua valenza scientifica presenta il grosso limite, nella ricerca del rapporto causa-effetto, proprio nell’impostazione riduzionistica. Mentre l’attribuzione di un’attività propria del gene del DNA è solo una deduzione della visione di un determinismo meccanico autonomo della cellula. E’ come se un extraterrestre che volendo sapere la causa dell’incendio delle case sulla terra si limitasse ad osservare chi sta intorno ad una casa che brucia.

Dopo aver analizzato a supporto del valore statistico circa 100 incendi ed aver visto sempre la presenza dei pompieri, mentre cambiano proprietari e curiosi, si vedrebbe costretto a sostenere che la causa degli incendi sono appunto i pompieri. Allo stesso modo sostenere che il 25% dei carcinomi al seno può essere attribuito alla mutazione di due geni autosomici (BRCA1 e BRCA2) non può ritenersi una prova scientifica del tumore al seno. In primo luogo perchè una percentualizzazione di un evento non ci fornisce alcuna prova di riproducibilità scientifica, ma soprattutto perchè, come rileva il dr. Lipton, siamo in effetti di fronte ad una mutazione del gene causata da un altro evento, sinora mai considerato: il segnale esterno alla cellula. Le osservazioni del biologo americano nascono da un diversa, ma quanto mai semplice, osservazione del fenomeno biochimico. Una cellula trova ogni fonte di sostentamento e di vita non dal nucleo centrale, ma dalla membrana esterna. Infatti è risaputo che se ad una cellula viene tolto il suo nucleo, essa continua a sopravvivere. Mentre se vogliamo la morte di una cellula dobbiamo operare sulla lisi della doppia membrana fosfolipidica.

Inoltre, e soprattutto, il dr. Lipton osserva che proprio sulla membrana esterna di ogni cellula troviamo la PIM (proteine integrali di membrana) veri e propri canali recettori ed effettori per l’entrata e l’uscita di segnali. La sequenza dei nucleotidi di un DNA dunque viene a subire delle varianti e delle modificazioni proprio dai segnali esterni. Questi segnali non si riducono solo a molecole biochimiche, ma comprendono anche tutte quelle immissioni di energia determinate dalle sinapsi dei neuroni, che se vogliamo possiamo ancora ricondurre a reazioni biochimiche, ma che in effetti possiamo più facilmente ricollegare alle emozioni e stati psichici provati dall’individuo. In sostanza la sequenza del processo biochimico del DNA non vede quest’ultimo l’artefice primo dei meccanismi cellulari, ma semplicemente un raccoglitore ed elaboratore di informazioni esterne. Un po’ come l’hardware di un computer che, in base ai dati ricevuti, immagazzina ed elabora i programmi futuri.

Le conseguenze sono di tutta evidenza: il DNA non è un “signore” che regola in modo predeterminato, a suo piacimento e a nostra insaputa, il divenire delle nostre cellule, ma è una meravigliosa struttura atta a regolare e mediare i segnali esterni, il tutto in un perfetto coordinamento con la vera centrale del nostro corpo: il cervello. Per capire come questa fenomenologia biochimica si traduca in un processo fisiologico, definito salute o malattia, troviamo la risposta negli studi del Dr. Hamer. Il dr. Hamer, dopo la morte violenta e improvvisa del figlio, non si accontentò di sentirsi dire che a causa dello “stress” subito, una “cellula impazzita” avrebbe deciso di scatenare un tumore al suo testicolo. Dopo continui riscontri nello studio di TAC cerebrali trovò la presenza dei focolai nel cervello che dimostravano la connessione tra evento psichico e organo. Da questa scoperta la sua ricerca ricevette un impulso del tutto nuovo, ma il metodo d’indagine era del tutto diverso rispetto a quello di un esame con un microscopio: occorreva chiedere al paziente cosa gli fosse accaduto.

Ci vollero pochi anni per mettere insieme il mosaico, ma dallo studio sinergico dell’embriologia e della filogenesi il dr. Hamer arrivò a dimostrare scientificamente la causa vera (il dr. Lipton direbbe il segnale esterno) che determina un cambiamento cellulare: il collegamento psiche-cervello-organo. Le scoperte del dr. Hamer confermano quindi la correlazione tra evento-segnale esterno e riflesso organico, ma il vero significato e portata di questa scoperta vanno al di là della semplice osservazione delle cause psichiche. La vera rivoluzione epocale che consegue alle leggi biologiche scoperte dal medico tedesco è la nuova accezione del significato del termine malattia. Da sempre la malattia è stata intesa come un errore della natura, al quale l’uomo-medicina deve porvi rimedio e i rimedi sinora proposti sono stati infiniti, ma tutti e comunque impostati sul principio suddetto del “brutto male”. Inoltre ogni sintomo del male, che sia proliferazione o riduzione cellulare, dolore o gonfiore, febbre o infiammazione viene trattato come “sbaglio” della cellula e allora l’obbiettivo sinora ricercato non può che essere unico: eliminare il sintomo. Dalla nuova accezione del rapporto causa-effetto scoperta e convalidata dalle ricerche citate ne consegue il nuovo modo di intendere il termine malattia: un Programma Speciale Biologico Sensato. Per un’esposizione migliore del concetto rimandiamo il lettore più esigente ai testi di Hamer .

Il Programma Speciale viene attivato da un evento shock, che ci coglie impreparati, acuto, drammatico e vissuto con un senso di isolamento. Questo momento è stato definito dal dr. Hamer DHS (Sindrome di Dirk Hamer) che ci porta immediatamente in uno stato di simpaticotonia, per lo più asintomatico, ma caratterizzato da una fase fredda: mani e piedi freddi, con difficoltà di dormire la notte. Dopo la soluzione del conflitto psichico si manifesta la fase successiva, proporzionale per intensità e durata alla precedente, e definita vagotonica, con evidenti sintomi di dolori, gonfiori e febbre. Questa seconda fase è intervallata da un momento di ritorno alla fase di simpaticotonia, determinata da una necessità di riequilibrio del corpo umano, prima di attuare la fase ultima di vagotonia e riportarci in carreggiata. Si resta attoniti quando l’applicazione di queste scoperte diventa oggetto di continue verifiche le cui conclusioni portano il ricercatore a riconoscere la loro validità dimostrando ed avvalorando così il termine di Leggi Biologiche. La storia ci insegna che le rivoluzioni non passano indolori ma alla fine il tempo e la forza degli uomini liberi hanno sempre avuto ragione.”

L'articolo del “Il sole 24 ore” evidenzia che, per ora, si pensa che “il cancro del seno sia dovuto a mutazioni del DNA che avvengono per caso” Le scoperte del dr. Hamer invece rilevano che il tumore del seno è quasi sempre dovuto ad un trauma psichico. Nel caso di tumore della ghiandola mammaria si tratta generalmente di un conflitto madre/figli, verso partner, verso il “nido”: Essendo la ghiandola mammaria legata al foglietto embrionale del mesoderma antico il tumore prolifera in conflitto psichico attivo e, cessato il conflitto psichico, si arresta la proliferazione e viene ridotto dai micobatteri o si incista. L’immaginazione scatenata dal conflitto psichico dà ordine al cervello di attivare la ghiandola mammaria per produrre più latte utile a salvare la vita delle persone che si avvertono in pericolo.

Nel caso invece di carcinoma duttale, ovvero carcinoma dei dotti galattofori (dei dotti dove passa il latte) durante il conflitto psichico attivo i dotti si ulcerano e riparano dopo la cessazione del conflitto . In questo caso i noduli si trovano solo nella fase di riparazione. Si tratta generalmente di conflitti di separazione dal partner, dai figli, genitori, parenti o persone vicine. L’ulcerazione dei dotti si produce allorchè l’immaginazione scatenata dal trauma psichico ordina al cervello di ulcerarli per lasciar scorrere quel latte che non serve più ad alimentare quel partner, quel figlio,quella persona a cui si è legati (si sono riscontrati casi in cui il conflitto psichico è stato scatenato dalla morte di un animale a cui la persona era molto legata). Il cervello non distingue tra realtà e immaginazione. Pertanto, come già spiegato nei capitoli precedenti, nelle persone, a differenza degli animali, quasi tutti questi traumi sono dovuti a fatti immaginativi, ovvero virtuali.

Le terapie possono essere infinite ma se si attua una corretta diagnostica la medesima diventa già di per sé parte importante dell’atto terapeutico.

Ora, inserisco qui questo commento al presente post del Dr. Pasquale Aiese che fa parte del comitato scientifico dell'associazione http://www.albanm.com/ :

"Il modello genetista di Tian Xu prevederebbe comunque l'attivazione di un "cancro" (qualcosa che scaturisce da una cellula "deviata", "mutata") vale a dire di un difetto genetico che risulta da un "corto circuito" relativo ad uno stress (nella sua valutazione sembra mettere insieme lo stess generico psicologico ad uno choc emotivo non meglio specificato).

L'idea del "corto circuito" del "difetto" causato da un trauma, è per gli studi di Hamer po' antesignana rispetto al modello che poi sviluppò successivamente alla sua prima uscita "La legge ferrea del cancro", vecchia forse di una ventina di anni. Il successivo modello e le sue scoperte ulteriori che lo hanno condotto alle 5 LB, hanno previsto poi una posizione scientifica che prevedesse l'ontogenesi, l'embriogenesi e poi la filogenesi quindi una biologia più fenomenologica, questo è secondo me ciò che maggiormente mette in risalto la Quintessenza di queste Leggi Biologiche. Ed è proprio quest'ulteriore aspetto che ci fa dire che la MALATTIA E' UN'ALTRA COSA!!...non più "alterazioni cancerogene genetiche e maligne" ma tessuti del nostro corpo che si modificano per raggiungere uno scopo biologico nel tempo, un qualcosa che ci serve per superare l'ostacolo (senso biologico).

Lo stare persistentemente in conflitto fa poi dell'individuo una componente non più utile del "branco", ESSERE POI MESSO DA PARTE IN UN SANATORIO PER INCURABILI fa il resto....in angoscia e nel profugo (ultimo tentativo biologico di un corpo che implora acqua perchè fuori habitat) non permette di "guarire" il precedente conflitto biologico.

Questo è un punto imprescindibile che poco ha a che fare con un concetto di "guasto" che è ancora molto "seguito" e che rende le impostazioni mediche "alternative" alquanto simili a quelle "convenzionali".

Con le 5 Legge Biologica abbiamo oggi la possibilità di colmare quel "buco nero" che nessuna medicina è riuscita sin ora a chiarire, perché ci si ammala? ma soprattutto COS'E' LA MALATTIA?"

Qui mi fa piacere richiamare alcuni dei principi su cui poggia l'azione e gli scopi della nostra associazione "prendersi cura" legato al concetto di "comunità" che qui riprendo dal testo del nostro statuto: "il clown è un individuo non atomistico o immateriale, isolato o asociale, o privo di legami ed identità, è uno “stato di grazia”, un essere “umano intero” attivo, libero e consapevole, definito nella sua “singolarità” plurale dentro una “con-vivenza” o “Koinonia” che nel suo significato originario (greco) designava il concetto di “ciò che si ha in comune (Koiné) nella diversità” (venendo poi assorbito dal latino attraverso la parola “communio”, cioè società/comunità."

FONTI:

stilidivita1 in SCIENZA E SPIRITUALITA’

a cura di Paola Botta Beltramo

http://www.blogger.com/a%20cura%20di%20Paola%20Botta%20Beltramo%20%20http://ilblogdistilidivita.myblog.it/tag/bruce+lipton

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5875

questo l’articolo in lingua inglese su “Nature” Del 14/01/2010

http://www.nature.com/nature/journal/v463/n7280/full/nature08702.html


questo l'articolo di 24 ore salute:
http://salute24.ilsole24ore.com/salute/oncologia/3675_Studio_Nature:la_doppia_facciadel_gene__scarabocchio_.php

Bibliografia: La biologia delle Credenze - Bruce Lipton;

Biochimica delle Emozione - Candace Pert;

Il Cervello - Joe Dispensa;

E se Hamer avesse ragione - Mambretti;

C. Trupiano – Rivista scientifica Psiche-Cervelli-Organi n.1 /2006

martedì 4 agosto 2009

IL MALE HA DETTO

Dovrei in questo caso citare i nomi di molti ricercatori ma mi soffermo solo ad alcuni che già in passato ho citato.

Con Lipton, Hamer, Sabbah si sono sviluppati nel campo della biologia altri concetti che per certi versi integrano e superano anche la stessa PsicoNeuroEndocrinoImmulogia PNEI o la completano.

Bisogna comprendere che noi siamo la somma di molte altre vite prima noi. Ma come in fisica quantica non si conta uno + uno = due anche noi non siamo che uno+ .

Siamo un essere, che nel corso dei millenni si è evoluto fino ad arrivare ai nostri giorni.

La stessa genesi che ha visto nascere la donna dalla costola di un uomo - Adamo fa nascere Eva - sembra che abbia sbagliato il verso. Non è Eva che è nata da Adamo ma pare che sia il contrario.

Gli stessi testi sacri andrebbero riletti da un punto di vista diverso di come ci sono stati letti fin’ora.

"Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno."
(Vangelo di San Tommaso)

In questo nuovo millennio la terra ci sta aiutando a comprendere, batte più forte e all’unisono anche il nostro cervello (risonanza di schuman). Il salto del paradigma per andare verso una nuova comprensione, un nuovo senso di noi stessi e del nostro rapporto con la creazione è più vicino.
Ora se dessimo tutti per scontato quello che già nei miti Egiziani (NUN), e che oggi ci viene confermato anche da recenti ricerche scientifiche, (con la differenza che gli Egizi lo sapevano già 3000 anni prima di Cristo), comprenderemo come questo "mare buio" che rappresentava l’alto (che non era rappresentato dal maschio ed il basso dal femminile), ma nella sostanza il cielo (l'universo-mare) era la donna e la terra il maschio e l’aria era il soffio che divise il cielo e la terra - perché altrimenti non potevano procreare (nella sostanza non c’era ne basso ne alto) - si potrebbe comprendere da quale punto di vista va osservata la realtà (o meglio quella che pensiamo sia la realtà) e, come lo stesso approccio alle scienze ai sistemi andrebbe assunto proprio da un punto di vista integrato e non separato "un approccio di sistemi" biostemico.


C’è una storiella che racconta di un uomo che muore e bussa alle porte dell’aldilà. Gli apre il portiere e gli chiede: "cosa desideri fare qui?". E lui gli risponde: "Beh! Sono molto stanco, e vorrei riposarmi un pò, ecco, vorrei non far niente."

Fu subito accontentato. Fu mandato in un posto bellissimo. C’era una spiaggia, il mare, gli ombrelloni sedie a sdraio, e tutto quello che poteva servire per una bellissima e serena vacanza.

Dopo 50 anni che stava li ripassò il portiere che lo vide e gli chiese: "tutto a posto? Come và?


"Una noia mortale!" Rispose l’uomo ...e lui "Beh, consolati, sei solo all’inizio... questo è l’inferno!"

In medicina il capovolgimento diagnostico va fatto alla luce di questa comprensione, non esiste il male e il bene separato, non esiste il sopra e il sotto, ma solo "trame d’amore" che si intrecciano a diversi livelli di coscienza e di consapevolezza. La stessa parobala del grano e della zizzania giusto per stare ad una parabola più canonica ci ricorda ciò.

Oggi possiamo comprendere anche meglio, perchè ne siamo più coscienti, di quali sono gli interessi in gioco, anche di natura economici, e perché tutto ciò ancora non può realizzarsi.

Quindi il cambiamento non può avvenire attraverso una rivoluzione!

Quando si parla di rivoluzione non si è ancora compreso che un attitudine passiva e dolce non è prova di bontà o debolezza, la rivolta vera non è mai un atto selvaggio.

Per questo dico oggi a differenza di prima se proprio dovete occupare un ufficio fatelo con i vostri animali: mucche, capre, porci e galline: se dovete organizzare un sit in organizzate una danza , una festa per riprenderci gli spazi "ludici"; se poi dobbiamo testimoniare un aggressione o una violenza , marchiamo le case degli aggressori con della vernice rossa (atossica) per allertare i cittadini ed impediremo la loro impunità; se ancora dobbiamo marciare in corteo facciamolo truccandoci la faccia bianca di morti viventi che camminano, con lanternini in mano, bare, un vero è proprio corteo funebre "basta ci avete già uccisi!" ; se poi pensiamo che possono partecipare i bambini per insegnare loro a praticare la non violenza vestiamoli colorati e diamo ad ognuno un fiore nelle mani, non per metterli sulle nostre bare, ma per donarli ai nostri "nemici"; anche gli anziani possono fare scudo e frenare la repressione...ma facciamoli suonare e ballare sempre....nel rispetto della natura e dei nostri costumi.

Ecco è solo attraverso la presa di coscienza dei singoli individui che può manifestarsi il cambiamento e questo può avvenire vivendo non nella paura ma, nell’amore e nella gioia.

Pensiamo alle vicende politiche che negli ultimi anni hanno interessato il mondo dall’11 settembre in poi e comprenderemo meglio questo aspetto.


I gruppi farmaceutici più importanti non solo hanno e possono condizionare ancora i governi, ma sono stati al governo stesso del mondo, attraverso utilizzando la stessa paura della malattia e la paura dello sconosciuto. Il consumo di farmaci (antidepressivi in particolare) hanno aumentato i loro introiti considerevolmente e la stessa condizione di dipendenza dalla malattia delle persone.

Oggi conosciamo il concetto "suscettibile" di dare risposte sull’origine, l’évoluzione e la regressione delle disfunzioni biologiche (male-ha-detto) inerente al mondo vivente, che sia vegetale, animale o umano.

Uno studio fatto in Spagna di recente sui tumori ha posto in evidenza, su due gruppi controllati di fumatori e non, che la malattia aveva maggiore terreno di coltura in persone che avevano perso il posto di lavoro negli ultimi anni al di la dell'essere fumatori incallati o no.


Pasteur non ha scoperto niente ma ha rubato la teoria ad un altro scienziato: Antoine Bechamp (medico), distorcendo la teoria di questo scienziato. Bechamp infatti ha scoperto che i germi non sono la causa della malattia ma si occupano solo di decomporre i tessuti in degrado e sono prodotti dall'organismo. Lo stesso Pasteur in punto di morte disse ad un suo assistente: "Claude Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla".

Lo studio, la ricerca, lo scopo e l’obiettivo nel campo della biologia totale che alcuni ma isolati ricercatori stanno portando avanti senza le fanfare della pubblicità progresso o con il sostegno di fondi per la ricerca, sia di nazioni che di associazioni umanitarie, dove oggi la stessa solidarietà, delegata dai potenti, rischia di essere una violenza, perchè così comprano tutto (per fortuna che l’unica cosa che non possono comprare sotto i sette colori dell’arcobaleno) ci permette di capire già oggi molte cose:

1. di capire meglio le funzioni biologici normali (fisiologici) o anormali (patologici) e del come esse si relazionano nel rapporto pensiero-emozioni-organi e qual è il senso biologico della stessa malattia, insegnandoci a curare più che l’organo il conflitto biologico che ha scatenato la malattia e quindi intervenendo sulla causa e non sul sintomo. Nel campo dei tumori (o cancro) si sta scoprendo ad esempio che non esistono le metastasi ma solo nuovi e diversi conflitti biologici che si manifestano, ed ognuno ha un preciso e diverso senso biologico rispetto al primo; così come pure che la malatia quando si manifesta può essere un processo di guarigione e risoluzione del conflitto stesso e quindi se la "cura" nel modo classico è come se intervinissi su una ferita che sta guarendo riaprendola di nuovo;

2. stanno contribuendo a mettere in evidenza dei denominatori comuni e delle leggi che sono alla base della salute e del “male-ha-detto” ricostruendo il senso biologico della malattia e quindi una diversa comprensione all’approccio terapeutico della presa in cura, anche come atto "evolutivo";

3. queste ricerche sulla biologia totale ci faciliterà ad ottenere un “meglio-essere”, conservando un intera libertà di credenze e di giudizio, semmai riscrivendo le false credenze che abbiamo acquisito nel corso dei millenni, solo ed esclusivamente perché il mondo veniva osservato nella maniera sbagliata e più che vedere bisogna saper "ascoltare" o meglio "sentire". anche perchè "le apparenze ingannano";

4. ci aiuteranno a gestire meglio il nostro capitale salute producendo un economia di scala.

Secondo questi ricercatori il "male-ha-detto" che esso costituisce una soluzione perfetta per il cervello al fine di assicurare, a breve termine, la sopravvivenza dell’organismo. La crisi, la malattia come processo evolutivo della specie in positivo.

All’orgine della Biologia Totale degli esseri viventi c’è quindi più che il vedere – con gli occhi di bambino - (famosa frase di Einstein) il sentire (oggi) come un bambino.

La Biologia Totale, i Conflitti Biologici, la “malattia come un evento sensato della natura” degli esseri viventi trova le sue più forti espressione nei lavori di diversi ricercatori e qui, a mia opinione uno dei più grossi scienziati pure messo da parte dalla "scienza ufficiale" è Jacques Benveniste che ci ha fatto conoscere la memoria dell’acqua.


Masaru Emoto ricercatore giapponese con le immagini dei suoi cristalli d’acqua, ci ha fatto comprendere come l’acqua interagisce e si relazione non solo con l’ambiente fisico ma addirittura anche con l'ambiente “emotivo”.

Oppure come ristabilendo "gli ordini dell’amore" come dice Hellinger o ascoltando il proprio corpo, come dice Gendellin, o anche come ci insegna Shapiro con il metodo EMDR - per la rimozione dei traumi - e confortati anche dalle stesse teorie di Sheldrake sull’Indeterminatezza Quantica e Campi Morfogenetici questi studi pur non avendo ricevuto finora quell’attenzione che meriterebbero, considerando la mole di dati e informazioni accumulate, ci fanno comprendere meglio come siamo un un insieme di sistemi collegati al tutto.

Una cosa è certa - e ciò lo dico in ragione dell'esperienza e pratica del council (nella tradizione dei Nativi d’America) - è che mi rendo sempre più conto dell’unità delle nostre esistenze e delle trame infinite che si intrecciano tra di noi.


E, come una persona che ti sta difronte seduta nel cerchio - semmai mai vista prima - in quel momento presente, può farti da specchio e parlarti come se tu stessi parlando ad un’altra persona semmai lontana ma a te conosciuta e cara che ti svela suoi segreti o che ti comunica sue preoccupazioni o dubbi o che ti fà comprendere delle cose rispetto ad un vissuto preciso che hai (per ovvie ragioni) la possibilità di riscontrare perchè è vero.

La causa principale di questa "non voluta" comprensione di ciò, resta nell’ostinata resistenza del “mondo scientifico” a qualsiasi ontologia diversa dal materialismo, o a una certa concezione dualista che pone ogni studio del mondo non-materiale fuori dai confini della scienza, come se la stessa scienza oggi non fosse in molti casi essa stessa un dogma o magia alchemica. La stessa prova scientifica può essere falsificata dal punto di vista o dal condizionamento dell'osservatore. In Fisica quantica si identifica ciò nella non località (paradosso EPR).

ll lavoro di tutti questi ricercatori nel campo della biologia totale, in particolare anche del dottore Claude Sabbah, ispirato dal lavoro del dottore Ryke Geerd Hamer e da altri ricercatori, hanno prodotto pratiche interessati alla dimensione non solo psicosomatiche delle infezioni organici (superando per certi versi lo stesso approccio psicosomatico) per diventare appunto: psicobiologico, psicosistemico, psicotraspersonale, delle medicine integrate o meglio della medicina migliore nel caso.

Claude Sabbah insieme a tutti questi ricercatori ha portato un alto livello di precisioni nelle relazioni che esistono tra il "male-ha-detto", lo stress o meglio conflitti biologici, i comportamenti, le memorie cellulare evolutiva della nostra specie ed il potere programmante del cervello nel rapproto emozioni-pensiero-organo aggiungo anche spiritualità (l'anima).

Da alcuni anni, Claude Sabbah come Hamer e tanti altri hanno studiato ed esplorato con diversi collaboratori l’origine, l’evoluzione e la regressione dei disfunzioni biologici inerenti al mondo vivente vegetale, animale o umano.

Con la Biologia Totale degli esseri viventi, hanno messo in evidenza i denominatori comuni e le leggi (Hamer ne ha individuato cinque di natura biologica) che sono alla base della salute e dei "male-ha-detto" e/o conflitti biologici.

Queste ricerche e studi permettono oggi di mettere in corrispondenza in modo preciso e costante i diversi disturbi di salute e di comportamento e gli invarianti biologici o tipi di conflitti associati, definendo con estrema precisione il rapporto tra conflitto e specifico organo.

Nel modo di pensare della Biologia Totale degli esseri viventi, il "male-ha-detto" costituisce una soluzione perfetta per il cervello al fine di assicurare, a breve termine, la sopravivenza del organismo.

Il "male-ha-detto" traspone in modo molto preciso a livello del corpo un conflitto non risolto, cosciente o inatteso.

I "male-ha-detto", i disturbi di salute ed anche i disturbi di comportamento appaiono quando la mente (il nostro sesto senso) non puo trovare la soluzione ad un conflitto che è o intenso o che dura (da tempo) e che, di fatto provoca uno stress (meglio dire conflitto biologico) che agisce su tutto il corpo.

Dal più benigno al più grave, il cervello rinvia lo stress (in verità per comprensione uso il termine stress, ma in effetti come già detto bisognerebbe utilizzare il termine "conflitti biologici" o "evento sensato della natura") minacciando la parte del corpo o la funzione del corpo corrispondente al conflitto stesso e con estrema precisione ed in ragione degli foglietti dei tessuti embroniali colpisce l'organo che richiama nella memoria cellulare la funzione scatenante il conflitto. Nella sostanza gli stessi studi attuali istologici andrebbero rivisti alla luce di queste nuove conoscenze. In poche parole ogni tessuto umano ha un senso preciso e corrisponde ha conflitti psicobiologici precisi.

Il conflitto, quando è risolto, si traduce nell’assenza del "male-ha-detto", ma quando non lo è, il cervello si incarica di trasportarlo (per modo di dire) nel corpo e comanda le mutazioni delle cellule che producono lo stato di "male-ha-detto" in un preciso organo ed in preciso processo degenerativo e come dicevo prima proprio in ordine ai foglietti embroniali che rappresentano il percorso evolutivo arcaico della nostra specie e dove sono racchiusi nella memoria tutti gli stessi conflitti evolutivi: conflitti di svalutazione, paura della morte, conflitti di territorio, madre bambino; ecc.

E' una traduzione epigenitica evolutiva delle credenze in precisi conflitti bioogici che rappresentano le nostre malattie e quindi sono associati anche alla nostra evoluzione e memoria emotiva cellulare.

Nella biologia di un conflitto non-risolto nella sostanza si ha un transfert in una zona precisa del cervello che corrisponde ad una zona precisa del corpo, trasformando il conflitto non risolto in malattia di un organo preciso.

Da questa comprensione dei legami invariabili tra il corpo ed il cervello, (qui ci aggiungerei l’anima o meglio il senso generale della spiritualità per un uomo, non in termine dogmatici così come la possiamo intendere nel comune sentire, ma - rispettando profondamente il credere in Dio, in Maometto o altri Dio o in Cristo come il mio carissimo amico medico e scienziato Paolo Lissoni, ospite del nostro raduno clown di giugno a Flumeri, che ci ha parlato della medicina del piacere e della gioia, insieme alla sua collaboratrice Jusy Messina - Psicoterapeuta), la traduzione del "male-ha-detto" diventa possibile e la persona affetta dalla malattia può essere orientata verso la comprensione di quello che gli dice il suo corpo, ricercando ed ascoltandolo aiutandolo nella sostanza a farlo rientrare in armonia. Solo cosi può scoprirne il senso e guarire.

La malattia il "male ha detto" può allora essere supportata da uno speciale processo di "presa in cura" proprio dal punto vista più olistico, attraverso sistemi integrati, e non di un solo sistema, nella risoluzione o nel superamento del conflitto stesso e generatore di questo disturbo di salute.


Nella Biologia Totale degli esseri Viventi il senso del "male-ha-detto" deve essere ritrovato nella coscienza avendo anche consapevolezza che la coscienza non ci appartiene che è legata all'esistenza che è fuori di noi, perchè il corpo possa guarire.

Nessuna scienza è mai completamente in grado di spiegare il mondo, né viene mai sviluppata fino in fondo. Il massimo che possiamo fare è indicare quei punti in cui riteniamo che occorrono chiarimenti e unificazioni, e tentare di offrirli noi stessi laddove è possibile.


Alcuni giorni fà mi ha scritto un mio amico medico allarmato perchè in un'ospedale della Campania si stava intervenendo su un paziente ricoverato in ospedale con un "esorcista" e lui scandalizzato della cosa mi sottolineava il suo disappunto "stiamo ritornando al medioevo?". Al che ho risposto alla sua preoccupazione e domanda. Dobbiamo essere conspevoli di un fatto oggi che non esiste la medicina che va bene per tutti ma il rimedio che va bene a quel paziente. Se per tanto nel caso "l'esorcista" può aiutare quella persona a guarire ben venga "l'esorcista".

Anche per questo mi sono messo a studiare insieme ad un sacco di amici medici e non di queste cose, perchè come ho già più volte detto in passato il mondo è malato e per curarlo dobbiamo anche noi essere dei bravi dottori di noi stessi.


Per questo sto studiano per essere più stupito e trovo che la stessa comico terapia può aiutare a prendersi cura. Utilizza la medicina del piacere e della gioia che è portentosa.


Clown "Dottore" un pò Scemano - Nanosecondo