martedì 31 maggio 2011

"ACCHIAPPO SOGNI"

La reciprocità è l’elemento essenziale della nostra esistenza.

Il nostro sistema emozionale e simile a quello degli alberi, se sono distanti tra loro, si fanno larghi… se stretti si fanno alti. La comunicazione tra cellule e recettori è la base della psicobiologia, la sintesi della cura mente-corpo.


“Il perché delle emozioni che proviamo” è un articolo apparso un po’ di tempo fa su Scienza e Conoscenza di Candace Pert Biologa statunitense:

http://www.aipro.info/drive/File/78.pdf

Pert cita sia nel suo libro "Biochimica delle Emozioni" che in questo suo articolo il Dr. E. Rossi (The Psicobiology of midi body healing - La Psicobiologia della guarigione mente-corpo).

Il processo dell’ipnosi e dei movimenti oculari come porta di accesso biochimico alla nostra memoria antica l’amigdala e al sistema libico. I movimenti oculari (EMDR – Shapiro) hanno storia più antica e si perdono nella notte dei tempi della cultura SUFI. Poi “PNL” (Programmazione Neuro Linguistica) e oggi E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Re processing). Ecco personalmente ritengo che l’accesso biochimico sono i movimenti oculari perché gli stessi agiscono direttamente sull’amigdala (cervello antica-memoria).

Ma come loro potrebbero agire? Candace Pert nella sua ricerca sulla “fissazione” degli oppi odi dice che nessuna droga agisce se non si fissa. Lo stesso cervello in alcuni fasi del sonno (Rem) ne produce per quaranta volte più potenti delle normali sostanze. Il sogno non è altro che una forma di “viaggio” allucinogeno, che di per sé è risolutrice di un conflitto. S. Freud ne ha spiegato il significato ma non la natura biochimica. Il sub coscio appartiene alla mente corpo o meglio al corpo mente nel quale sono iscritti i file della nostra esistenza, sia dal punto di vista evolutiva attraverso i foglietti embrionali che antropologici e culturali. Emozioni chiavi della malattia? Hamer afferma di si attraverso le sue 5 leggi biologiche. Il problema adesso è come accedere biochimicamente o psicobiologicamente alla memoria antiche?

Qui formulo un’equazione matematica

(Emozioni : corpo = anima : coscienza) = ?

Ora se il mediatore è il sistema libico del cervello: ipotalamo; ghiandola pituitaria; amigdala; e altri ci aggiunge la pineale (spiritualità) e la ghiandola coccigea (riguardante l’istinto) (…“..così in alto cosi in basso…”) il problema resta come accederci?

Ai monociti i nostri natural killer si attaccano i neuro peptide di oppioidi che sono chiamati da alcuni scienziati “polvere di angelo”. Le beta-endorfine che sono un oppioide endogeno sono prodotte dal nostro organismo anche attraverso una sana risata. Ma non sempre il buon umore o la stessa risata riescono da solo a produrre un sollievo, e allora?

Be la stessa Shapiro per il suo approccio puramente psicologico non parla assolutamente del perché i movimenti oculari riescono a “rimuovere” traumi e/o vissuti traumatici. Come agiscono i movimenti oculari nessuno lo dice. In verità alcune ricerche sembrano affermare che sarebbe solo un effetto “placebo” ma se pur fosse biochimicamente su quale organo, agirebbero per produrre una chimica al “rialzo” del buon umore? E, non al ribasso?

Pert nella sua ricerca dice che: “..queste cellule immuni producono sostanze chimiche endogene (beta-endorfine) che controllano lo stato d’animo." Uaoo!

Ciò potrebbe significare che lo stesso è fissato su un altro livello di coscienza. Nella fase “rem” si entra in un’altra fase di coscienza? E in quel momento quale chimica si produce? Ci sarebbe la possibilità di trasferire lo stesso su uno stato di coscienza non negativo. Ora com’è stato visto nello studio di E. Rossi (Discorso tra geni. Neuroscienza dell'ipnosi terapeutica e della psicoterapia di Rossi Ernest L.) sembrerebbe di si, e così la stessa ricerca di Pert darebbe validità psicobiologia alla ricerca della stessa Shapiro sui movimenti saccadici, in ogni caso di antica tradizione Sufi. La fase “rem” dura due ore, o meglio il ciclo di sonno che vede integrata la fase rem dura due ore. Falsa credenza come afferma B. Lipton quindi potrebbero essere “riscritte” biochimicamente attraverso questa porta di accesso al cervello antico. L’amigdala si sa che è la nostra memoria emozionale.

Adesso vi svelo il perche ci definiamo “sognatori pratici”, nella sostanza potremmo modificare le nostre false credenze attraverso la pratica di un sogno che ci vede protagonisti del nostro cambiamento.

Stimolando l’amigdala si attivano i recettori di oppiacei quaranta volte superiori ad altre regioni del cervello, questi diventano mediatori di processi. Se si fissa l’emozione in questa fase, attraverso l’immaginazione, effetto placebo? Sappiamo che l’immaginazione è più potente della volontà! E. Coué), fisso a quei recettori e peptidi che si trasferiscono in una nuova coscienza, il sogno diventa risolutore del conflitto o se volete della “credenza” o “schema”.

Lo stesso sogno risolutore di per sé reale e quindi in questo caso non dovrebbe indurre nella “risoluzione” del conflitto stesso di natura biologica (5 Leggi Hamer) se è vero che le nostre cellule vivono per la pace e che ogni giorno andiamo in risoluzione di conflitti senza neppure accorgerci ci sarà un meccanismo “naturale” di guarigione?

In verità qui potremmo spiegare lo stesso meccanismo del miracolo. Accedo in una nuova è più “alta” condizione di coscienza che presenta di, per se infinite possibilità e guarisco.

L’intelligenza delle cellule è in ogni organismo e ogni organismo ha memoria di un conflitto specifico. Qui l’intuizione di Hamer attraverso le sue cinque leggi biologiche.

I monociti sono i nostri natural killer e possiedono dei recettori che sono chiamati “polvere di angelo” e produrre oppioidi endogeni quaranta volte più potenti di quelli normali.

Il sogno è prodotto da queste sostanze? Ora il problema dell’uomo cosi come si chiede la stessa Candace Pert e se non provare a chiedersi di realizzare una nuova coscienza in grado di prendersi cura di tutte le nostre malattie.

Ora come mi chiedo anch’io se la mia coscienza sopravvive. La Pert in conclusione del suo libro dice che solo se l’uomo studierà una matematica della coscienza che ci farà unificare le forze gravitazionali http://xoomer.virgilio.it/repalmie/ potremmo comprendere che la coscienza potrà sopravvivere. In verità il mio carissimo e scienziatissimo Renato Palmieri ha già studiato questa matematica ed inventato addirittura un programma che si chiama “olopoiema” http://xoomer.virgilio.it/repalmie/strutraggia.htm

Egli non solo ha realizzato matematicamente la quadratura del cerchio ma anche unificato le leggi fisiche dandocene conferme attraverso i suoi studi sulla “fisica uni gravitazionale”.

Be a questo punto non ci resta che metterci all’opera, e prenderci cura dei nostri mali.

Uno più uno non fa due, ma uno più in un’altra sfera, o forse il cerchio “acchiappa sogni” simbolo di guarigione dei nativi d’America.


Uno commento:

Riprendo qui un bellissimo commento del Dr. Pasquale Aiese (Comitato Scientifico dell’Associazione ALBANM.it) che è stato fatto al testo di questo mio post pubblicato anche sul gruppo di facebook de LE 5 LEGGI BIOLOGICHE

http://www.facebook.com/home.php?sk=group_131853416870230


“QUEL CHE RESTA”


Quello che resta nella valutazione dei fenomeni biologici e nel tentativo di rappresentarli matematicamente, è il rapporto tra il cervello "antico" e le vibrazioni che esso raccoglie (con la sua velocità riflessa di tipo arcaico) e il cervello "nuovo" che oltre allo stile comportamentale relativo alla sopravvivenza è costretto a muoversi in percorsi "obbligati"...... credere all'invecchiamento, credere alla disfunzione, credere alla malattia e credere ancora che serva anche un sistema per prevenire il tutto o per curarlo....tutto questo sistema ("credenze") permette da lato l'appartenenza al branco del XXI secolo e la relativa tranquillità del sentirsi al sicuro (placebo), almeno fino al prossimo controllo (screening), protetti da ciò che può derivare da una qualsiasi terapeutica (alternativa o convenzionale?).

Il "progresso" nasconde però una "nemesi" poichè l'appartenenza al gruppo (branco) passa anche per il sacrificio che questo comporta,.... il divenire vittime sacrificali di un inevitabile destino di malattia definibile "incurabile" (effetto nocebo della diagnosi).....molte persone muoiono nell'angoscia e con il compito di non "pesare" sulle vite altrui e questo fa altrettanta buona coscienza e senso di appartenenza......in attesa che la prossima vittima sacrificale sia anche l'ultima in nome di una ricerca scientifica che ha bisogno del tuo 8 per mille......e donarlo permette ancora di credere che qualcosa guarisca e qualcosa no (protezione)....ma purtroppo nei codici arcaici (amigdala, lobo limbico, corpo striato) non è prevista la parola "guarigione" e nemmeno "malattia".....è prevista la paura del predatore (adrenalina)...l'ansia verso la preda..(dopamina).....il lavoro che tutto questo comporta (istamina e serotonina)...e la ricompensa che ci aspetta..(piacere endorfinico)....la Gioia esce fuori dal circuito della sopravvivenza quella è un po' più in alto ....in quell'area dove persino Hamer non ha mai trovato relè....la Porta dell'anima per Lui....la Shushmna per gli antichi e La relazione con l'infinito per Buddha .....riconquistare la direzione del nostro viaggio verso la Gioia......perchè la vita, nonostante i nostri tentativi di spiegarcela resta un miracolo!!! un abbraccio Pasquale Aiese.

Nessun commento: