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lunedì 16 novembre 2009

l'Angelo Mercurzio e il Clown Nanosecondo sulla via del cerchio...

Nanosecondo: Carissimo Mercurio sta storia però di eros… sapere e potere non mi convince. E poi che centrano le Rane? E, dai mi so fatto pure convincere e come un Gabbiano mi so andato a infilare con la testa in una busta della spazzature per soddisfare i miei bisogni di sopravvivenza. E, poi, per non far cadere la mia “fama” di clown ho continuato a viaggiare sui limiti dei confini umani (troppo umani) e mi so pure trasformato in Rana per cadere in una pozzanghera di merda più che di acqua torbida. Figurat... io che volevo nascere Principe, oggi mi sono pure adattato a star meglio come Ranocchio, anche se come Gabbiano mi sentivo meglio, a dirti il vero, mi sentivo più libero.

MERCURZIO: Aristofane che si dilettava come te nell’inventare favole allegre e ironiche per educare gli uomini del suo tempo quelli di potere in particolare ma anche il povero e pulcioso Socrate, pensava che le Rane (anfibi che sono in effetti rane-cigni dalla voce meravigliosa), simboleggiavano il valore della poesia e dei poeti e creativi come voi Clowns. C’è persino un incontro con il tuo amico Dioniso con le rane, che cantano il loro amore per la poesia, poiché proprio su questo è incentrato il loro canto e il loro breve dialogo con Dioniso. Ecco quindi che in questo modo il titolo della commedia appare alludere al potere della poesia, della fantasia e delle creatività, una cosa che, secondo la visione ideale di Aristofane può persino portare la salvezza alla città, alla comunità o al gruppo…….Euripide scriveva dei poeti “Il poeta deve nascondere il male, non rappresentarlo e insegnarlo. Come c’è il maestro per i ragazzi, così c’è il poeta per gli adulti. È del bene che bisogna parlare.”

NANOSECONDO: la storiella potrebbe essere per l’occasione quella dell’… “…uccellino era caduto da un albero e si era rotto un’ala. Un elefante passo di li, lo vide e gli fece una cacata addosso. All’inizio si rattristi ulteriormente ma quando si accorse che il calore lo aiutava a sopportare il dolore e quando dopo un po’ iniziarono a comparire i vermetti si rese conto che tutto sommato quella caccona gigante lo stava aiutando a guarire. Dopo qualche giorno passo di li un Leone che lo vide e con una zampata ne fece un solo boccone.”

MERCURZIO: Queste sono storielle un po volgari…..per il vulgus per intenderci….Sai noi arcangeli siamo un po’ aristocratici. ”Aristos” …..il meglio, per intelligenza contro la stupidità che pensiamo sia il male peggiore che gli uomini possono praticare nella loro vita terrena. Se dovessimo pensare a un nuovo patto con voi o a un possibile nuovo decalogo della ‘postmodernità’ se no al primo al massimo a terzo punto lo classsificheremo. Cosi anch’io ho imparato che non sempre chi ti mette nella merda ti vuole male e chi ti toglie ti vuole bene. Io ti voglio raccontare un’altra storiella di uno di voi che per avere usato troppo la ragione ha finito per perderla… ” Un uomo sedeva per terra e sembrava discorrere con le bestie, tanto che esse non avevano alcun timore di lui: un uomo pacifico, un predicatore della montagna, dai cui occhi parlava la bontà un persona. ”Che cerchi qui?” Gridò Zarathustra stupito. “Che cerco? Rispose quegli: la stessa cosa che tu cerchi, guastafeste! La felicità sulla terra. Ma per questo vorrei imparare da queste mucche (o rane)”

NANOSECONDO: Anche lui fa i “cerchi” di parole? Come la Rana fa i cerchi nello stagno. Beh! Mi so reso conto che tutta la società degli umani è basata sul controllo e sul potere, ma credo anche che il potere finirà sempre per essere il problema. Sai io penso che “...la liberazione incomincia proprio in un cerchio, ascoltandosi gli uni con gli altri,…” per questo faccio i cerchi del clown scemano.

MERCURZIO: Il “Cerchio” di cui tu continui a parlarmi va bene per voi mortali purchè sia per gioco e non diventi un mito come la coperta per Linus. Voi siete adusi ad inventare miti o simboli per dare un nome all’innominabile ma soprattutto per fronteggiare resistere alla paura dell’ “ assolutismo della realtà” e alla pretesa di un possibile controllo delle vostra esistenza, contenere le minacce, allontanare i pericoli, placare le ansie e esorcizzare le paure o la “ la paura” prima: la morte. Voi avete bisogno di creare simboli, sogni, utopie per dare un ordine alle cose, alle persone e perfino all’anima inventandolo irascibile, concupiscibile e razionale…

NANOSECONDO: Ma non nessun mito solo una “via” se vuoi per confrontarci con questa voglia innata nell’uomo di dominio su gli altri , ma fondamentalmente su se stessi che rendono la gente più stupida, non più intelligente. La competizione esiste per trarre il maggior vantaggio economico ma ciò che sta facendo è quello che gli uomini oggi vedono distruzione e rovine. E poi tu parli di sogni ed utopie come se fossero da maledire ma se forse è proprio l’utopia il sogno, l’immaginazione di vedere un nuovo mondo una nuova realtà che può salvare l’uomo? Manitonquant, un mio carissimo amico, nativo d’America mi dice sempre: “Sai Nanos…..ho sentito dire che la via del conflitto e della competizione, del dominio e della superiorità, rende le persone più forti e più intelligenti – la vecchia teoria della "selezione naturale". Penso che ciò sia totalmente sbagliato. E’ stata la cooperazione a creare la nostra intelligenza. Gli uomini non erano veloci come le gazzelle né forti come i leoni, e dovettero riunirsi in gruppi per sopravvivere. Dovettero imparare a comunicare per poter cooperare. Così si sviluppò il linguaggio, e l’intelligenza, grazie alla cooperazione - non la competizione - tra esseri umani. Quando mettiamo insieme le nostre menti e facciamo rimbalzare il nostro pensiero e la nostra creatività l’uno sull’altro, diventiamo brillanti. Il conflitto e ilriempire il mondo di immondizia e distruggere la terra, creando povertà e ineguaglianza. Promuove le guerre tra nazioni e fa progredire l’oppressione. Nutre il crimine, le droghe, e la disperazione. Ma tutto ciò e’ intelligente? "

MERCURZIO: Bisogna prima di tutto mettersi d’accordo sulla parola “intelligenza”. Il kaos, i conflitti , il disordine , il dolore vi inorridisce ed impaura. So che alimenta la poesia. Poièin per i greci è la parola che fa accadere. Che ordina la improbabilità e l’irreversibilità del mondo, del reale, delle esistenze individuali per dare senso, contenere, regolare le diversità, le irregolarità. Un poeta, un clown, un pazzo sono cari agli Dei: regolarizzano gli irregolari umani. La linea retta crea tensioni, ansie . Il futuro è sempre in avanti e va anticipato o profetizzato o incanalato in una possibile dialettica razionale: tesi, antitesi e sintesi. Che noia non c’è tensione, dinamismo ….vita. Il cerchio potrebbe diventare tranquillità, ordine e rassicurante e avvolgente come la sacca materna. Ma la vita umana è la fuoriuscita dall’utero materno e anche nel caso del “cerchio” è il ritorno alla vita, alle gioie, dolori di tutti i giorni.

NANOSECONDO: Ma, Tu mi parli ancora di eros, sapere e potere è questa è una vecchia storia quando il mondo ma io so pure che il mondo, la realtà che viviamo può cambiare, il problema è comprendere qual è la via migliore.

MERCURZIO: La via migliore è la vita per quella che è data agli uomini. Il mondo umano è enigmatico, ambiguo e la concretezza del vivere ci rende artefici e risolutori di enigmi. Noi stessi siamo “enigma” di noi stessi. Vi siete trastullati per secoli e secoli a cercare di seguire il detto “conosci te stesso”. E siete ancora punto e a capo. Siete ancora al punto dello sciocco che confonde la luna con il suo dito. Non esiste la via migliore. Ogni via è la migliore in quel momento e per quelle circostanze. Vi rendete conto che potete pensare, sentire e agire solo secondo una “etica del finito”? Ma perché pensate sempre a noi immortali o persino a Dio che avete per vostra comodità d’ordine voluto pensare persino “trino”. Basta “pizellacche e fanfaluche” fate i seri …… vuie “…appartenite a morte” diceva saggiamente il grande Totò,il saggio Totò.

NANOSECONDO: Tra cielo, mare e terra ci deve essere un’altra via….la via del cerchio secondo te potrebbe essere una strada. Dove gli uomini si siedono tutti alla pari, nel rispetto reciproco e iniziano cosi a confrontarsi fuori dalle logiche di potere. Sai ogni volta che faccio i cerchi del mio clown scemano “la biblioteca dell’anima” mi rendo sempre più conto di quanta magie ci sia in questa esperienza e come questa faccia bene alla salute.

MERCURZIO: Voi non dovete cercare vie d’uscita, dubbi, scuse. Oggi avete scelto di vivere la modernità (così la chiamate).Vivete una cultura incentrata sulla libertà individuale e la responsabilità in una “etica del finito”. Avete compiti di contrastare, capire destini avversi e paradossali sfide e dispute ma solo tra gli uomini. Lasciate perdere le contraddizioni di Edipo o i paradossi di Giobbe che pretendevano niente meno che contrastare il Destino o interrogare il Dio del patto e della promessa. Gli dei si divertono con gli uomini e come dicevo al massimo prediligono o sopportano i poeti, i pazzi o i clowns.

NANOSECONDO: Insomma faccia bene alle tre nostre anime: animale-eros; affettiva-il cuore (il sapere); lo spirito- quella che ci congiunge all’universo ed agli altri. Sai, tempo fa ero un po’ umano anch’io (ora un po’ tutti mi definiscono “disumano”) , ma quando sono andato in giro con la mia moto del tempo non sono "fuggito" dalla mia "realtà" ma dalla mia "verità" cercando attraverso la fuga come il mio amico Henry Laborit di recuperare quella parte autentica di me: la mia “realtà biologica” che non più in armonia mi faceva star male. Io non sono una creatura immaginaria del “se” - “se” senza accento, come “ponte” tra la nostra verità e la nostra realtà – ma creatura molto più reale della mia stessa fantasia, l’unica che mi permette di “navigare fuori dalle rotte abituali” per ricostruire anche una nuova comunità. E, si il clown “strumento sociale” per ricostruire una nuova comunità che non usi “eros …sapere e potere” nella sua esclusiva formula, ma che possa ripristinare il vero senso dell’amore a partire dal quotidiano, per far rivivere la stessa democrazia. Perché? Ma, il clown è l’unica creatura che può riuscire a far vivere le tre dimensioni dell’amore:

EROS ( Io > Altro ) : Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l’altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. "Voglio esclusivamente il mio bene". Desiderio sessuale del corpo;

FILIA ( Io = Altro ) : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. "Desidero il bene d’entrambi";

AGAPE ( Io <> altro) : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. "Per me il tuo bene è più importante del mio".

A Mercù…ogni tipologia d’amore genera una sua specifica modalità di relazione tra le persone coinvolte. Secondo questo schema, ogni persona dovrebbe saper vivere questi tre tipi di relazione a secondo della situazione. Purtroppo, in moltissimi casi non è così. Oggi, tutti riescono a vivere la dimensione della sensualità caratterizzata da un egoistico voler possedere o essere posseduti. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti d’amicizia senza chiedere niente in cambio. Ed è sempre più raro trovare chi vive la stessa carità (il vero senso del dono, non pietista) nella propria vita. Io scopro sempre più che il mio Clown è di per “se” la "mediazione" delle “pratiche” corporee, avendo coscienza che la materia, il nostro corpo, è “vuoto-vuoto” e l’unico che lo può riempire è lo spirito, per questo il Clown è: “uomo intero” la via del cerchio poi mi sembra una via giusta da riprendere come uomini.

MERCURZIO: A queste tue considerazioni degnamente umane ho già risposto anche se la tua formulazione è aggiornata e più complicata. Siete tra gli animali gli essere più deboli ed esposti a danno .Evitate le complicazioni, i paradossi vi espongono a seri rischi.

NANOSECONDO: Sempre più mi accorgo che non c’è motivo di conflitto all’interno del cerchio perché ogni umano ha bisogno delle stesse cose: essere riconosciuto, essere amato.

MERCURZIO: Ah vedo che ogni tanto la tua anima razionale fa capolino e comincia a mettere ordine .”Legèin” legare è la stessa radice di “lògos” ciò che voi mortali italiani avete tradotto con la parola “ragione”. Sappi però che la logica del “cerchio” è premoderna .E’ “olistica” come per i greci antichi “la singolarità è meno importante della totalità”. L’uomo singolo, pensatore o cittadino, è niente rispetto al gruppo,comunità,’pòlis’.

NANOSECONDO: Ma mi sono reso conto che per essere riconosciuto ti puoi solo riconoscere negli altri e nel cerchio questa cosa travalica anche la stessa dimensione del nostro spazio e del nostro tempo. Lo stesso clown non è ricettacolo di spazzature ma canale di energia vitale che ci mette a contatto con gli altri.

MERCURZIO: Non è possibile per voi mortali riconoscersi negli altri. Vedo che ancora vi trastullate con paralogismi o falsi discorsi. Ogni uomo è nel su spazio e nel suo tempo che può viverlo dall’interno o dall’esterno. Tanti vostri filosofi si sono trastullati sul concetto di tempo interiore. Vi ricordo Pascal, Bergson e tanti altri. E allora? Pensate che si scervellassero per riconoscersi negli “altri”? Ma era l’ultimo dei loro più reconditi dei problemi.

NANOSECONDO: Quando mi siedo di fronte ad un altro uomo vedo in ognuno la “santità” , l’essere unico e divino e quindi c’è solo motivo di amarlo per così com’è anche perché ha gli stessi miei bisogni.

MERCURZIO: Ecco ….il “mito” ritorna, insidioso e puttano. Ma di quale ‘santità’ vai parlando- o Nanos. Non sarai ancora sotto l’effetto di quell’altro giochino che voi chiamate ‘amore’ per non affrontarlo di petto come ‘forza’ tutta materiale, fisica e chimica ma che dalle nostre parti chiamano ‘eros’. Non ho mai visto due soli uomini con gli stessi bisogni. Che noia mortale una vita di questo tipo.

NANOSECONDO: Sai quel mio amico mi ha detto che “La via del cerchio fa parte delle Istruzioni Originali dell’umanità. Non è solo una via indigena, è una via umana, la via che aiutò gli esseri umani a divenire esseri umani - homo sapiens, l’uomo saggio. Diventammo umani quando formammo un cerchio e incominciammo ad ascoltarci l’un l’altro, e diventiamo ancora saggi quando ci riuniamo in quella maniera …”

MERCURZIO: Questo va già un pò meglio. Voi uomini avete inventato una cosa molto intelligente anche se dolorosa e difficile. Il senso tragico della vostra esistenza. La vita è bella e crudele, felice e dolorosa insomma “tragica”. Avete la possibilità di giocare tra il ‘caso’ (tyche) e la ‘necessità’ ( anànke). I greci sono stai i vostri maestri da seguire. I greci non sono stai tragici perché hanno inventato e scritte le tragedie ma perché era un popolo umanamente e precipuamente tragico. E questo gli dato senso,lustro e rispetto nella storia delle vostre culture. Lasciate stare i popoli primitivi, gli aborigeni e quant’altro. Essi non conoscono il gusto della sfida tragica con sé stessi , con gli altri e con gli dei come gioco “umano troppo umano” per dare senso alla vita e soprattutto alla morte.

NANOSECONDO: Insomma sta storia dell’eros, sapere e potere appartiene al vecchio paradigma il nuovo paradigma non può che essere altro e per questo bisogno continuare a viaggiare per vie fuori dai confini abituali in cui ci ha relegato questo modello di società umana. C’è bisogno che ci siano molti più clown, molti più esploratori di nuovi sentieri…insomma ….. mo, dimmi che ne pensi Mercù….

MERCURZIO: Il clown, il poeta, il folle hanno ben altri compiti e funzioni nell’economia della vita terrena. Essi non devono esplorare nuovi sentieri, indicare vie, essi stessi sono il sentiero e la via. Non riconoscono confini perché sono insensati e irresponsabili come i bambini che invitano Zarathustra a guardarsi allo specchio per vedere il suo vero volto “con un ghigno deforme di un demonio”. Voi potete in un modo o nell’altro aiutare i sofferenti umani a imparare a meglio gioire, a disimparare a fare male agli altri o a escogitare cose che fanno male agli altri. Ad essere oltre la compassione insomma lavando per prima la propria anima dall’orgoglio o dalla vergogna. Praticare l’amore che superi anche il perdono e la compassione. Tenendo fermo il proprio cuore che non si porti via troppo lontano anche la ragione, “guai a coloro che amano, se non hanno una elevatezza che sia superiore alla loro compassione”…..così parlò Zarathustra uno dei mortali che meglio vi sia riuscito umanamente.

NANOSECONDO: Sai dopo che mi hai detto sta storia dello specchio per vedere il vero volto mi convinco sempre di più che il cerchio può essere una via. Sedersi nel cerchio in silenzio e guardarsi semplicemente negli occhi può aiutarci a specchiarci con se stessi e con gli altri e farci ritrovare quel armonia e la bellezza del poter rinascere, da quel utero materno nel quale ognuno di noi prima o poi dovrà ritornare, ed una volta “usciti fuori”, confrontarsi con la bellezza degli angeli e dei demoni che vivono in ogni essere umano. Sai Mercù il mio Clown, mi sta aiutando anche a fare questo.

Dialogo immaginifico tra l’Angelo Mercurzio - Mauro Orlando,

http://elisiramore.blogspot.com/?zx=8a7c56e3d7a2fcf7

ed il Clown Nanosecondo - Enzo Maddaloni




lunedì 2 novembre 2009

EROS....ECONDO? (dialogo immaginifico tra il Clown Nanosecondo ed il Suo Angelo custode Mercurzio)

Nanosecondo: Carissimo Mercurzio te l'ho detto un sacco di volte...i Clown, i Pagliacci, sono gli unici che riescono a parlare con gli Angeli e con i Demoni, a volte si fanno aiutare dai becchini al cimitero. Clown, colonus: contadino; lo zotico, l’inurbano, colui che sta fuori la logica perbenista. Il Clown, il Pagliaccio, è colui che si rotola nella terra e ri-nasce dalla terra. Si sporca per ri-emergere e trasformarsi. Ricicla, nel contempo, tutte le sostanze tossiche e nocive, acide e velenose. Insomma, come il pesce Pagliaccio è in simbiosi con l’Anemone Velenosa per sopravvivere, per questo t'ho detto di aiutarmi a salvare Amleto, anche perché credo che anche lui fosse un clown ed i Clown e poi in fondo sono essi stessi un po’ Angeli ed un po’ Demoni? Per questo a volte facciamo così tanta paura ai bambini. Però come, i contadini riusciamo anche ad utilizzare tutti i residui, gli escrementi, per concimare la terra e far ri-nascere nuovi frutti. Lo sai anche tu che la merda è una benidizione del cielo. Ci aiuta a farci eliminare le cose inutili a noi ma anche utile a noi stessi per concimare i campi e renderli fertili. Anche voi Angeli vi confrontate ogni giorno con il male ma anche tu sai che non puoi eliminare la zizzania se non il grano non cresce. Per questo non siete pronti ad uccidere, nonostante armato anche tu con la spada. Tu lo sai, perchè sono un po’ agnostico, ed oggi anche un pò angosciato ma penso che non si dovrebbe mai uccidere nessun essere umano, animale o vegetale perchè se no uccidiamo un pezzo di noi e del nostro amore per la vita. Qua però na cosa te la devo dire perchè la tengo proprio sul groppone e non "mezze parole": "Il Cristianesimo dette da bere ad Eros del veleno. Costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio". Così scrisse anche un famoso filosofo - che credo che tu conosca molto bene. Annunciò un giorno la morte di Dio, si chiamava Nietzsche, ma io lo so "LUI" si fece una grande risata e disse che poi tutto sommato gli piaceva sto filosofo perchè era uno dei più spregiudicati e radicali pensatori tra gli umani. Dio rise di sè! Anche lui un pò Clown.

Mercuzio: Caro Nanos, sta storia che mo pure Dio è Clown tienitela per te se non ti becchi una scoumunica ...anche se ti dico che LUI quendo sente ste cose si diverte un universo.....ma per tornare a noi ....ti dico che come il riso.....anche l’eros l'esperienza più ignota per l'uomo, anche quando più esibita o mal praticata, della vostra cultura e della vostra storia, che vi offre al contempo una sorta di specchio delle radici più remote e cancellate della logica dei vostri odierni comportamenti sessuali. E’ la storia dell' “uomo del desiderio” che dovresti riscrivere.

Nanosecondo: Ma che dici Mercù io sta storia - almeno per me - ci sto provando a riscriverla almeno da sei anni. Ma, più che una storia è un viaggio nel tempo che sto realizzando con l’aiuto della mia moto. Una cosa però l’ho capita: solo se riusciamo a trasformare tutte le nostre paure in desidero di libertà e di rispetto possiamo riscrivere la nostra storia. Ma, poi come faccio a riscriverla da solo sta storia se ci sono tanti protagonisti ed io non posso condizionare nessun per il rispetto del "libero arbitrio"? Per questo ho preso a prestito la storia “riadattata di “Amleto avvisato mezzo salvato”. Se vuoi è una metafora. Le metafore aiutano a superare le paure e trasformarle in desideri un pò come le fiabe. Non credi?

Mercurio: Questa storia di trasformare tutte le paure in desiderio mi sembra che possa essere un rischio. E, poi stai ancora appresso le Fiabe? Faccio un esempio: se l'uomo trasforma le paure della concupiscenza o della libido in desiderio, rischia di mettere in atto come uomo solo le sue voglie e non si sofferma nell’analisi delle pratiche attraverso cui ogni individuo è stato spinto a fermare l'attenzione su se stesso, a decifrarsi, riconoscersi e dichiararsi soggetto di desiderio, mettendo in gioco gli uni con gli altri un certo rapporto che permette loro di scoprire nel desiderio la verità del loro essere, (per questo hanno paura?) sia esso naturale o viziato.

Nanosecondo: Ma dai per te è facile tu sei asessuato e non puoi provare emozioni, per te è facile “non sei umano”, sei un angelo. E, poi lo sai che proprio Voi avete inventato la “morale”. Ma ogni morale, in senso lato, comporta due aspetti, quello dei codici di comportamento e quello delle forme di soggettivazione, nel senso di un possibile dominio di sé o alla formazione di uno stile di vita. Non in riferimento ai divieti e alle prescrizioni ma all'implicazione potere-piacere-sapere. Il "soggetto del desiderio" appare come soggetto capace di organizzare la sua vita a partire dall'esperienza corporea che noi, in termini del tutto moderni, chiamiamo sessualità. Ma la sessualità mica l’ho inventata io? L’ha creata Dio, solo per metterci alla prova per farla diventare violenza e paura o per farla diventare strumento d'amore (?). Tu lo sai meglio di me che la centralità del corpo ha una funzione decisiva nella formazione dell’uomo, quel "se" ……(che spesso uso senza accento)... nel senso dell’andare verso l’altro nel rispetto…(un se non condizionato) ..ma anche senza paure ma solo con amorevole desiderio. E’ proprio attraverso la pratica del “se” …..che nel viaggio …il corpo può emerge come soggetto morale. Per questo vorrei salvare anch’io Amleto!

Mercurio: Ma si hai ragione a salvare Amleto, perché credo che il tuo obiettivo dominante come Clown sia quello di aggirare l'ipotesi repressiva o, più propriamente, di chiarire quello strano complesso di colpa della civiltà contemporanea rispetto alla repressione sessuale come colpa storica, che vi ha preceduto e che ancora vi pesa. La sessualità così intesa mette capo all'individualità, al fatto che ognuno di in ogni caso è esso stesso unico e divino e quindi in quanto tale degno di rispetto.

Nanosecondo: E, poi lo sai anche tu, così come vuole Yorick, spirito del teatro, "...memore del fatto che una verità imparata da un buffone si ricorda per tutta la vita...". Ecco penso che bisogna sforzarsi per cercare di trasformare anche il più malefico delfino del re in pesce, ed ogni pesce in delfino del nuovo re più giusto e meno traditore del primo! E, poi lo stesso "soggetto del desiderio" appare come soggetto capace di organizzare la sua vita, a partire dall'esperienza corporea che ogni umano, in termini del tutto moderni, chiama sessualità. A Mercù… cu sta cosa della morale ci avete detto un sacco di fesserie…. lo sapete benissimo che la centralità del corpo ha una funzione decisiva nella formazione del “se….” (andare verso), poiché è proprio attraverso la pratica di "se corporeo" che la materia vuota .. può riempirsi e colmare con lo spirito i suoi vuoti….e così l'uomo può emergere anche come soggetto “morale”, comprendendo il vero senso della sessualità come nascita e rinascita dell’uomo stesso. Non più nella PAURA ma nel desiderio e nell’amore, senza più paura che produce violenza.

Mercuzio: Uaoo, beh! Deo "confessarti" a Nanos che sono contento di te la tua esperienza di clown mi fà comprendere anche a me a volte che dobbiamo andare tutti a cercare “il difetto” non solo del pensare al peccato, ma del vivere questa vostra forza naturale, questa energia universale della sessualità con amore infinito. Normalmente gli umani (in verità non so cosa pensaere a volte se tu sei umano oppure no!) praticano quattro grandi assi d'esperienza: il rapporto con il corpo, il rapporto con la sposa, il rapporto con gli altri in generale, il rapporto con la verità di voi stessi e della vostra vita mentale e sociale. Forse non lo sai ma già i greci, uomini saggi che vi hanno preceduto sulla vostra terra intorno al Mediterraneo, hanno caratterizzato la loro vita in merito alla sessualità su tre dimensioni: l'aphrodisia che denota l'ambito materiale dell'esperienza del piacere; la chrésis che riguarda le modalità d'uso dei piaceri e la possibilità di procurarseli e di evitarne i danni; l'enkrateia che riguarda la misura, la giusta proporzione nella fruizione e nel godimento. I greci non avevano nozione della sessualità nel senso vostro attuale. Per loro la personalità morale con-cresce e si dispiega con le potenze stesse della corporeità, che bisogna saper bene amministrare e ben investire per essere felici. Da qui la centralità dell'enkrateia che si caratterizza appunto "come una forma attiva di padronanza di sé, che permette di resistere lottare e assicurare il proprio dominio nell'ambito dei desideri e dei piaceri". La sessualità presso i greci si svolge tra il dominio di sé ( mi va bene sta cosa che dici del “se” senza accento nel senso dell’andare verso…..) e il dominio degli altri: possibile il secondo solo se si realizza il primo.

Nanosecondo: Azz! Finalmente su una cosa ci ritroviamo a Mercù….la corporietà è un dato fisico-naturale secondo l'ordine della natura di Dio (?); il corpo è costituito secondo un regime naturale che deve rispettare, per conservare la sua forza ed il suo equilibrio, e la sessualità è relazione di piacere e di amore, è atto di elezione, solo nel rispetto dell’altro. Allora che dici? Lo possiamo salvare ad Amleto?

Mercurio: Beh! Te l’ho già detto. Non mi sento un Becchino..., e credo di poterti dare una mano comunque, anche se ho capito che, come al solito, per non negare il tuo essere Clown, Pagliaccio ti vai ad infilare sempre in storie di merda. Uaooo! A Nanos , mi stai facendo diventare Clown come te! Queste parole non sono certo degne di un Angelo (?) …anzi ormai quasi arcangelo come me!

Nanosecondo: Azz a Mercù!....finalmente una volta che anche tu dubiti del tuo “se……..”?

Mercurio: Beh ,dal momento che parli del mio “sé”, ti voglio confidare che uno dei vostri umani difetti è quello di non sapere che voi giocate sulla triade sessualità-sapere-potere sempre in nome del vostro esuberante “io”. Voi uomini dovreste avere il coraggio una buona volta di esercitare verso voi stessi lo sguardo sovversivo del genealogista. E, dunque, ribaltare la prospettiva dalla quale guardare al potere. Sostituire cioè la “prospettiva a volo d’uccello”, propria dei filosofi che pretendono di dare, dall’alto, una visione globale della sovranità e del potere, con la “prospettiva della rana”, che, da una posizione decentrata, de-angolata, segue la vita reale nelle sue piccolezze, nelle sue apparentemente irrilevanti casualità. È un’analisi dal basso, che deve portare alla luce ciò che si nasconde sotto la superficie dei fenomeni, che si esaminano non il potere sovrano che promana dall’alto e si esercita verso il basso ma i micro poteri (anche e soprattutto individuali) che sono diffusi e in atto a livello del quotidiano, gli effetti che il potere genera nella società, nelle forme della cultura e del sapere. Il potere ,quello vero ,non localizzato solo nelle mani dei governi, parlamenti, aule giudiziarie o delle istituzioni particolari amministrazioni locali, polizie, eserciti che sembrano fatte per trasmettere ordini, farli rispettare e punire chi non obbedisse. Il potere si può esercitare anche da parte di ognuno di noi verso l’altro da “sé”, uomo o donna che siano.

Nanosecondo: A Mercù questa è la cosa che più mi cruccia in questo momento. Lo sai è da un po’ di tempo che con la mia moto del tempo stavo viaggiando sulla via del cerchio...quella che arriva alla soglia del cuore....e dove ho incontrato anche un sacco di persone bellissime, con tutte le sofferenze ed amori. E, quando mi sono trovato difronte a questo problema del eros, del sapere e del potere che dici tu mi sono sognato che mi ero trasformato in Gabbiano e così ho iniziato a vedere il mondo da quella prospettiva. Ora tu mi dici che lo devo vedere con gli occhi di una Rana? ......Sai che ti dico ...che forse hgai ragione adesso ci provo: ...kRA, Cra ,Kra, Cra!

martedì 20 ottobre 2009

CONFLITTO-BELLEZZA-AMORE


(Dialogo immaginifico tra un Angelo ed un Clown---)


Carissimo Mercurzio Angelo mio, mi sono chiesto ma gli uomini sono amanti della luce o sono figli dell’oscuro o dell’ombra?

Mercurzio: Gli umani sono tra la luce e le tenebre tra la vita e la morte. L’uomo è un ‘atopos’ assurdo…desituato o insituabile. L’assurdità sta nel fatto che all’uomo insegnano a definire o avere nostalgia di un luogo che lo identifichi o gli dà identità, anche se poi è costretto per caso o necessità in un luogo…. “nascere è un caso”… dice un vostro detto popolare.

Nanosecondo: Ma dai lo sai che l’uomo non è costretto a nascere ma e lui che decide di nascere e si sceglie pure i propri genitori ed il luogo dove nascere? L’uomo semmai poi viene costretto dagli eventi dalle sue scelte da destino a scrivere storie. Storie fatte di vittorie e di sconfitte basate sul niente che è lo scontro tra l’oscurità reale della sensibilità, della percezione degli altri, nostra e la chiarezza fittizia o presunta della ragione di esistere o resistere alla sua infinita grandezza e potenza.

Mercurizo : Ma cosa sono queste visioni o fantasmi che l’uomo sceglie di nascere e si ritrova in una luce che chiama interiore, intuizioni, sogni, fantasie e luoghi? Sono il niente ed il niente è parte dell’uomo. L’uomo deve riempirei i suoi vuoti e solo lo spirito lo può riempire.

Nanosecondo : Ma dai, anche tu ti ci metti adesso con la classica opposizione tra verita–nonverità, tra ragione-sensibilità, tra essere e nulla, tra vero-non vero. La liberazione dell’uomo non consiste nel distruggere l’ideale della bellezza che è in ogni uomo ma la muraglia delle paure che la circondano e che gli hanno costruito intorno, con l’arte dell’amore. Su una cosa sono d’accordo con te che il vuoto dell’uomo non può che essere riempito dallo spirito.

Mercurzio: Ma che dici Nanos? Lo sai anche tu che sei un Clown, che non è così semplice spiegare agli uomini perché sono educati a ragionare in modo bipolare per contraddizioni A- non A. La spiegazione è nella contesa tra i due momenti, nel conflitto … nella tensione che si crea fra le differenze tra vero e non vero, bello e brutto, buono e cattivo, bianco e nero e così via.

Nanosecondo: Gli uomini non sanno ancora che possono essere tutto ciò che immaginano di essere non malgrado il loro corpo e la loro storia, ma viceversa “essendo” questo corpo e “questa” storia. Si perdono così le sfumature dei colori della vita. Ci vuole solo una parola, un concetto, un’idea che gli possa immediatamente far capire questa loro pretesa di spiegare il tutto solo nella logica del bene e del male. E, tu come Angelo ce la potresti pure mettere questa buona parola. Il Logos.

Mercurzio: Beh! La parola è quella che i greci chiamavano ‘tò kalòn’ il bello o la bellezza che dir si voglia.

Nanosecondo: Beh! Mi accorgo che anche a voi angeli piace giocare con le parole come spesso capita a me fare con i bambini. Ma tu così non rischi di apparire come un mio amico filosofo? Cioè ‘amante della saggezza’ e del logos, per la sola purezza dell’uso della stessa, senza che la stessa faccia sintesi, si proponga come cura per l’uomo. Lo sai io studio la logos ed i cerchi che faccio con la “biblioteca dell’anima” ormai sono diventati e riconosciuti terapeutici anche da illustri scienziati. L’uomo è un corpo, con esigenze biologiche quali bere, mangiare, riprodursi, appartenere, evitare i pericoli, trovare riparo. Siamo anche “psiche”, attraverso la quale elaboriamo le impressioni sensoriali ricevute dal mondo esterno, formuliamo obiettivi, definiamo priorità. Siamo essenza, scintilla divina, Energia della Sorgente che abbraccia ed interpreta tutto ciò che è. Siamo essenza oltre il tempo e lo spazio, come molte tradizioni spirituali suggeriscono da migliaia di anni. L'essenza è ciò che ci anima, che guida la nostra intenzione creativa e che arriva sulla Terra con uno scopo. Quando la connessione con l'essenza viene ridotta o disturbata e ci distacchiamo dallo scopo che da un senso al nostro vivere, sperimentiamo la sofferenza. Sai oggi molti uomini soffrono per questo. Incontro sempre più persone che non riescono ad elaborare la loro esperienza nel mondo, e non c'è nessuno che le sostiene davvero in questo viaggio, reagiscono solo attraverso due fenomeni reciprocamente collegati e non riescono ad uscire fuori da questo schema dualistico. Semmai usano espressioni che sono strettamente legate alla ‘estetica’ ad una loro immagine accattivante, suggestive, variopinte, ammaliata da parola poetiche che hanno buon gioco con il ragionamento, la logica e il sapere scientifico, ma ispirano la loro azione ad una logica di potere e di attaccamento senza amore.

Mercurzio: Io ho evocato una parola e non ho voluto proporre un assioma, un concetto, una idea. Mi avvarrò di un grande scrittore per anticipare una spiegazione. Dostoevskij scriveva che la bellezza “… è una cosa terribile e paurosa, perché è indefinibile e definirla non si può, perché Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due vie si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono”..

Nanosecondo: Mi meraviglia che un Angelo continui a propormi una via di uscita suggestiva ed estetica, invece di propormi parole divini va a pescare un letterato squattrinato che ci ha proposto per anni solo immagine oscure di sottosuoli tenebrosi. Come può un uomo delle tenebre comprendere la luce? Mi chiedo! Lui ha proposto come il ‘classico coniglio’ la soluzione tra realtà e finzione con la parola bellezza in cui coesistono ibridamene l’essere e il nulla in una sfida agonistica tutta estetica interna alla nostre anime? Ah, Mercù veramente non ti capisco! Tu mi dovresti insegnare la bellezza. La liberazione che non consiste distruggere un ideale, una fede, una storia, un corpo, ma semmai le muraglie della paura che la circondano con l’arte dell’amore, e mi dici che a te interessa il piano etico dei comportamenti consapevoli e responsabili tra uomini? Ma, lo sai meglio di me che gli umani sono stati insegnati alla morale rinnegando il corpo e le loro storie e non renderle umane si proprio umane con tutti i loro limiti nel bene e nel male perché essi non esistono se non fuori dalla morale, dell’etica di cui è intrisa la loro società così ipocritamente perbenista? Per non parlare di diversi e plurali …. per non parlare poi del pretesa del piano politico a voler costruire polis democraticamente governate e comunità provvisorie identitariamente auto centrate e non aperte ……dove la stessa democrazia è andata a macero perché a rinnegato l’amore e la bellezza del corpo e della storie umane?

Mercuzio: Ma, vedo che tu pure stai diventando prigioniero del ‘logos’ e pensare che prioritario e privilegiato per l’uomo è il ragionare filosoficamente. Ma prima di Eraclito che ci ha spiegato l’unità contenuta nella differenza del divenire continuo della realtà che è la essenza stessa della bellezza …non c’era nessuna filosofia che potesse arrogarsi questo nome…….I guai sono cominciati dopo con la laica trinità : Socrate, Platone ed Aristotele. Ma i cosiddetti presocratici alla fin fine erano dei poeti con suggestioni e pretese razionalizzanti. Noi siamo partiti non da un semplice nuovo processo alla filosofia che nella storia del pensiero occidentale è stato una “la croce e la delizia” un po’ inconcludente ed anche un po’ snob. Quel che non mi convince è comunque la sua via di fuga poetica, letteraria e quindi ‘estetica’ che non è poi così originale e convincente .

Nanosecondo: AVRAH KA DABRA (origine etimologica della formula magica più conosciuta al mondo, ABRACADABRA) è aramaico e significa IO CREO MENTRE PARLO, la bellezza di cui io parlo è scandalo, mistero, ed è osceno e sacrilego e tu la vuoi ridurre ad un mero approccio “estetico o peggio estetizzante” o ancora peggio etico, …. non è metafisica classica ma “oltranza “ non un semplice oltrepassamento … oltre le cose così come sono o le vediamo o sentiamo ma verso ciò che possono essere. Il se senza accento. Le cose, le persone , la realtà non si esauriscono nel presente sono nascoste non dette in grandissima parte future ma cos’è il futuro se non il qui ed ora? Il sentimento della bellezza autentico si conquista attraverso la percezione dell’altro nel momento presente. Ciò è possibile solo attraverso una “riflessione simpatica”, una “magia gentile” come le chiamo io, se vuoi il privilegio poetico dell’immaginazione della bellezza del mio clown, la bellezza che circonda e può circondare tutti i clown: uomini interi… che racchiudono in essi i sei archetipi fondamentali dell’equilibrio della bellezza: l’innocente, l’orfano, il martire, il viandante, il guerriero ed il mago (appunto).
Tutti spiriti mobilitati verso una direzione nuova, in ogni caso pratica: la gioia e l’amore senza nessuno attaccamento.

Mercurzio : Caspita Nanos stavolta sto rischiando come Angelo di diventare io il filosofo della situazione e tu il vero divino: l’angelo con il naso rosso! Non credi di rischiare di essere presuntuoso provando anche a tirarmi d’orecchia per la “Ragione e Logos”, che pretende di unificare, analizzare e ordinare il reale per la morte e la bellezza che lo vuole contenere e promuovere come forza , conflitto per la vita. D’ora in poi cercherò di utilizzare anch’io la tua parola magica : AVRAH KA DABRA.

Nanosecondo: Carissimo Mercurzio io è un po’ di tempo che penso che Logos ed Eros sono un tutt’uno ordinato anche rispetto a un disordine e caos. Non si può costringere il tutto plurale e diverso ad un “se”. Non è nella testa dell’uomo. Se proprio vogliamo parlare di filosofia è Polemos padre di tutte le cose visibili ed invisibili che governa il corpo e la storia (la vita) degli uomini. E’ da polemos che nasce la parola ‘politica’ come sede e occasione del conflitto nell’ordine della legge (nomos). Tetrarca commentando Eraclito ha scritto “omnia secundum litem fieri”. E’ solo nella contesa tra le cose che le idee possono emergere, le differenze trasformarsi nel sale della terra. Il mondo è in‘fieri’, diventa, non si annienta, unificandolo astrattamente. Eros è conflitto non violento che unifica profondante due o più diversità , dividendo, non unificando come pretendono alcuni dogmi di fede monoteirtiche . Il mondo si forma e si sviluppò solo nella divisione unificante ma dinamica, differenziale e conflittuale dell’eros. Eros è fluido e prende le forme delle circostanze e delle persone che lo vivono. Pensare all’eros e alla bellezza in questo modo dinamico e conflittuale ci fa capire anche le grandi contraddizione del tempo inquieto in cui si l'uomo pensa di risolvere i conflitti e le diversità con la forza, l’ordine e il nomos o il logos …penso che l'uomo abbia sempre più bisogno di un logos, ibrido, mutevole e plurale. Così come ibrida, mutevole e plurale è la bellezza. Adesso più di te sento il grande spirito che riempie tutte le parti anche del mio corpo vuote. Anzi ti dico che le vedo e ci sono seduto di fronte. E, si! E’ il mio mare che tu li non hai. E’, il mio mare della tranquillità di clown che mi pervade tutto il corpo stasera e mi fa assaporare come goccia d’acqua la bellezza infinita dell’essere uno. E, si! Adesso ho immaginato semplicemente di essere infinito amore e cosi: AVRAH KA DABRA. Mi sono trasformato in goccia. Uaooo