mercoledì 28 ottobre 2009

CLOWN, PAGLIACCI, BECCHINI, ANGELI e DEMONI...

Sottitolo
Storia immaginifica e riadattata di
"AMLETO AVVISATO MEZZO SALVATO!"

I Clown, i Pagliacci, sono gli unici che riescono a parlare con gli Angeli e con i Demoni, a volte si fanno aiutare dai becchini al cimitero.

Clown, colonus: contadino; lo zotico, l’inurbano, colui che sta fuori la logica perbenista. Il Clown, il Pagliaccio, è colui che si rotola nella terra e ri-nasce dalla terra. Si sporca per ri-emergere e trasformarsi. Ricicla, nel contempo, tutte le sostanze tossiche e nocive, acide e velenose. Insomma, come il pesce Pagliaccio è in simbiosi con l’Anemone Velenosa per sopravvivere.

I Clown essi stessi Angeli e Demoni? Per questo a volte fanno così tanta paura i bambini. Come, i contadini riescono ad utilizzare tutti i residui per concimare la terra. La stessa merda per concimare i campi e renderli fertili.

La stessa merda pietra filosofale di tutta la satira clownesca?

Certo i clown devono fare molte acrobazie per riusciere a "mangiarsi la merda" e per questo è facile che cadono spesso con la faccia nel pagliericcio fetente dove i cavalli da poco hanno fatto i loro bisogni.

Nel teatro dell’incantamento il Clown assume su di s
e la merda del mondo come Yorick, il giullare di corte, manipola anche lui il teschio con cui Amleto si chiede “essere o non essere...(?)".

Yorick è il protagonista di una bellissima re-interpretazione dell’Amleto di Shakespeare e, in compagnia come fantasma di se stesso e di due Becchini del cimitero, che ritrovano il suo teschio, si pone anche lui la domanda: “....questo è il problema?”.

Due Becchini un po’ come gli spazzini (Ops..Operatori Ecologici), che si pongono il problema, in qualche modo, di essere custodi della vita, della morte e dell'arte dell’essere clown.

Anche Yorick cercherà di sventare la tragedia danese, svelando delitti, scandagliando pensieri e ritraendo anime e corpi di tutti i personaggi che hanno vissuto le ultime esperienze di vita di merda, in questa drammatica farsa che è la vita, con un Amleto, anche in questo caso, ormai sacrificato alla vendetta, e/o dall’altra, nell’ironica possibilità di salvarlo, in ogni caso da morte sicura.

E, chi potrebbe compiere questa missione impossibile se non due Clown Becchini ed un Fantasma Giullare come lo stesso Yorick?

E, così in ossa e calzamaglie, con assi e nasi rossi, anche noi gettarci a capofitto nell'impresa?

Poiché di ardua impresa si tratta. La loro arte, infatti, si gioca su una scommessa: salvare Amleto, o almeno avvertirlo in tempo di ciò che sta per scatenare per evitare il male! Semmai tentando anche di parlare con qualche Angelo e Demone per aquietarli entrambi delle loro voglie di perdono o di punizione infernale evitando di trafigerlo con la loro spada di fuoco, molto più dolorosa del veleno, prima del tempo.

Il tentativo anche qui è quello di cambiare la storia.

"Amleto va salvato e non ammazzato!"

D’altronde questo è sempre stato il compito di ogni Clown?

Il naso del Clown può toccar nel segno più della lama avvelenata della spada dello stesso Amleto, o quella degli Angeli e Demoni!

Per questo ora posso ordinare, come la regia di questo spettacolo teatrale ordina (Amleto avvisato mezzo salvato): "...nessuna parodia, ma solo arte comica pura, per riusciere a ridere di se".

E, così come vuole Yorick, spirito del teatro, "...memore del fatto che una verità imparata da un buffone si ricorda per tutta la vita..." bisogna cercare di trasformare anche questo delfino del re in pesce, ed ogni pesce in delfino del nuovo re più giusto e meno traditore del primo!

Come riuscire in questa impresa?

"Come Yorick uccidere Ofelia? Uccidere Polonio? Uccidere lo “zione” cattivo? Rapire il principe danese per tre mesi? O farlo fuori direttamente, tanto è insalvabile?" ....

"Amleto, pur di rimanere in scena, nel caso descritto, prolunga all’inverosimile la scena della sua morte!" ....

E, questa potrebbe essere un’idea.

Insomma, anche qui dobbiamo inventarci qualcosa per tentare di cambiare la storia.

Pensavo a come il pesce Pagliaccio si lega al suo territorio, e di come resta aggressivo. Se avesse le dimensione di un Delfino o di uno Squalo, il pesce Pagliaccio sarebbe un predatore pericolosissimo.

Non abbandona mai il suo territorio e la sua preda, se non per formare una nuova famiglia.

Per fortuna che il suo raggio di azione, essendo piccolo, piccolo, è di pochi metri e quindi se pur nella difesa dei suoi confini è piuttosto aggressivo, è in ogni caso limitato è rimasto piccolo nonostante la sua aggressività, ma nun ci’arriv?

L'essere rimasto piccolo, pare che sia anche la fortuna dei subacquei. Figuratevi se fossero stati grandi come i Delfini o gli Squali, i mari sarebbero stati interdetti dalle immersioni, e la stessa Protezione Civile sarebbe stata allertata! Berlusconi sarebbe arrivato con le tende e gli scout! Figurat?

Credo che anche voi avrete potuto ammirare le loro piroette, che segnalano il nervosismo quando vi avvicinate al loro territorio, sono molto divertenti, anche se un pò invandenti.

Vivono in simbiosi con gli anemoni. Infatti, erano anche chiamati pesci anemone. Sazz'ecchano chuoll!

Sono di una bellezza folgorante, si possono trascorrere immersioni intere a fare macrofotografie con il rischio che vi riportate a casa migliaia di souvenir - in quantità industriale - e non sapete neppure dove metterli e/o esporli.

Insomma, bisogna stare attenti hai tentacoli urticanti e letali anche degli anemoni nei quali si rifugiano, perchè come la spada di Amleto, le punte sono intrise di veleno e sono molto viscidi.

Loro si proteggono con uno strato di muco appiccicoso, che rende inefficace il veleno, restando al sicuro dagli attacchi di altri pesci, proprio nascondendosi tra i tentacoli, mentre voi rischiate di essere feriti a morte, se solo vi sfiorano.

Ora la questione è delicatissima!

L’anemone protegge il pesce Pagliaccio, e quest’ultimo, come dicevamo prima, protegge l’anemone dai possibili predatori, che inoltre lo pulisce dai residui di cibo sul mantello. Questa è la loro esistenza in simbiosi, e più in specifico di ‘simbiosi mutualistica’: entrambi gli esseri ricavano vantaggi dalla loro vita in comune. Un pò come i becchini e le ossa, come gli angeli e i demoni, come i clown e la merda.

Eppure c'è una cosa che li rende unici e divini. Sono esseri ermafroditi proteroandri.
Si lo so pochi lo sanno! Ma, i piccoli pesci Pagliacci, nati dalle uova deposte tra i tentacoli dell’anemone, sono di sesso maschile, solo in seguito si trasformano in femmine.

Questo processo però è influenzato dalla femmina della colonia, che è l’individuo più grande. L’anemone, con il pesce pagliaccio femmina, come ‘capofamiglia’, impedirà agli altri esemplari di cambiare sesso, e così si potrebbero salvare, dalle aggressioni dei propri simili.

Ecco credo che questa potrebbe essere una strada. Trasformare il Delfino cattivo del Re in un pesce Pagliaccio e farlo diventare all’occorrenza, femmina o maschio per evitar di far danni.

Spero che questo tentativo non resti inutile e questa storia non finisca in maniera tragica come nel caso di Amleto che muore comunque trafitto dalla spada, cadendo con la faccia nella merda di un cavallo, mentre duella con Orazio che gli annuncia l'arrivo di Fortebraccio il Re buono che disporrà grandi funerali per il defunto principe, suo Delfino.

Nel frattempo che vi raccontavo questa storia immaginifica ho parlato con il mio angelo Mercuzio che mi ha detto:
"... non mi sento ancora un Becchino...ma, credo di poterti dare una mano...in questa storia di merda".


"ESSERE O NON ESSERE Clown: QUESTO E' IL PROBLEMA!"


Nota Bibliografica:
Scritto in un momento di turbolenza religiosa e al risveglio di uno scisma perchè come Amleto non mi sento meglio del peccatore che ogni Clown deve in ogni caso punire, travolto anch'io dal non aver soddisfatto quell'amore che a volte porta all'oblio della follia. Lo spettacolo "Amleto avvisato mezzo Salvato" è di Giampiero Pizzol, della Filarmonica Clown e di Renato Sarti, che cura anche la regia.


Nanos

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