venerdì 20 novembre 2009

Appuntamento fuori rotta: LEONARDO legge DANTE ed un PARADOSSO MATEMATICO

CONFERENZA di RENATO PALMIERI
presso
l’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

P.zzo Serredicassano
Via Monte di Dio, 14 - 80132 NAPOLI


Mercoledì 9 dicembre 2009, ore 17,00
“Leonardo legge Dante”

Martedì 15 dicembre 2009, ore 17,00
“Un paradosso matematico…. la quadratura del cerchio”

Il prof. Renato Palmieri è nato 85 anni fa a Napoli. Cosi egli scrive nel sul libro “LA FISICA UNIGRAVITAZIONALE E L’EQUAZIONE COSMOLOGICA” Ed. Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli:

“Il 18 marzo del 1969 scribacchiavo, sul tavolo dove facevo colazione, su una pagina di un quaderno che conservo ancora e che perciò risulta in qualche parte palesemente unta. Vi si trovano abbozzate le prime confuse idee di un tentativo di ricerca su moti e propagazioni gravitazionali, che sarebbero sfociate trentasette anni dopo nella pubblicazione del libro presentato più oltre. Quella pagina, appunto, stava aprendo "un nuovo mondo". Formidabili interessi sono oggi coalizzati per la conservazione di un mondo parkinsoniano di tecnica senza scienza, incapace persino di "vedere" - letteralmente - che la gravitazione non è a simmetria sferica e isotropa, come la descrive Newton, ma è polarizzata e anisotropa, come la più ovvia delle calamite. Su questa cecità si svolgono dibattiti simili alla "dotta disputa" che accalora gli ospiti del quinto capitolo dei Promessi Sposi.” (Renato Palmieri)

NON VI PERDETE QUESTO APPUNTAMENTO

martedì 17 novembre 2009

STO PROVANDO A FARE SINTESI....

Il clown è come una "plastica" spirituale, ti può solo far sentire più giovane di quello che adesso dimostri. Il clown ti può aiutare a far spianare le "rughe" dell'anima e del tuo volto. Cosa vuoi che ti dica (?) il clown se non: qual'è il tuo problema?

Il clown può mettere solo una scintilla negli occhi di coloro che sono protesi nel futuro e si aspettano serenamente ancora molte cose. Ecco noi tutti abbiamo due possibilità o la "fuga" o la "lotta".

A volte consiglio la "fuga" ma sempre se sei capace di costruirti una "moto del tempo", altrimenti consiglio di presentarti al "pubblico" come se fossi su un "ring" davanti al "tuo avversario", facendo la/lo spaccona/e .... e menargli di brutto.

Il naso del tuo clown ti può solo aiutare ad attutire i colpi, anche perchè alla sua punta c'è... il tuo paradiso.

La pratica del clown è una "mediazione" corporea, che può essere considerata "fuga" o "lotta" allo stesso momento come un pugile che arretra e/o attacca. E, come la box puo sembrare uno degli sport più folli, quando sei clown preparati a prenderle di brutte. Il clown affida alla sua follia l'uscita e l'entrata di scena per vincere tutte le sue paure, ma anche recuperare i suoi bisogni di libertà.

Cosi il clown riesce a soddisfare quelle espressioni più belle della nostra umanità: la rabbia, la tenerezza, la tristezza, la gioia e l'amore.

lunedì 16 novembre 2009

l'Angelo Mercurzio e il Clown Nanosecondo sulla via del cerchio...

Nanosecondo: Carissimo Mercurio sta storia però di eros… sapere e potere non mi convince. E poi che centrano le Rane? E, dai mi so fatto pure convincere e come un Gabbiano mi so andato a infilare con la testa in una busta della spazzature per soddisfare i miei bisogni di sopravvivenza. E, poi, per non far cadere la mia “fama” di clown ho continuato a viaggiare sui limiti dei confini umani (troppo umani) e mi so pure trasformato in Rana per cadere in una pozzanghera di merda più che di acqua torbida. Figurat... io che volevo nascere Principe, oggi mi sono pure adattato a star meglio come Ranocchio, anche se come Gabbiano mi sentivo meglio, a dirti il vero, mi sentivo più libero.

MERCURZIO: Aristofane che si dilettava come te nell’inventare favole allegre e ironiche per educare gli uomini del suo tempo quelli di potere in particolare ma anche il povero e pulcioso Socrate, pensava che le Rane (anfibi che sono in effetti rane-cigni dalla voce meravigliosa), simboleggiavano il valore della poesia e dei poeti e creativi come voi Clowns. C’è persino un incontro con il tuo amico Dioniso con le rane, che cantano il loro amore per la poesia, poiché proprio su questo è incentrato il loro canto e il loro breve dialogo con Dioniso. Ecco quindi che in questo modo il titolo della commedia appare alludere al potere della poesia, della fantasia e delle creatività, una cosa che, secondo la visione ideale di Aristofane può persino portare la salvezza alla città, alla comunità o al gruppo…….Euripide scriveva dei poeti “Il poeta deve nascondere il male, non rappresentarlo e insegnarlo. Come c’è il maestro per i ragazzi, così c’è il poeta per gli adulti. È del bene che bisogna parlare.”

NANOSECONDO: la storiella potrebbe essere per l’occasione quella dell’… “…uccellino era caduto da un albero e si era rotto un’ala. Un elefante passo di li, lo vide e gli fece una cacata addosso. All’inizio si rattristi ulteriormente ma quando si accorse che il calore lo aiutava a sopportare il dolore e quando dopo un po’ iniziarono a comparire i vermetti si rese conto che tutto sommato quella caccona gigante lo stava aiutando a guarire. Dopo qualche giorno passo di li un Leone che lo vide e con una zampata ne fece un solo boccone.”

MERCURZIO: Queste sono storielle un po volgari…..per il vulgus per intenderci….Sai noi arcangeli siamo un po’ aristocratici. ”Aristos” …..il meglio, per intelligenza contro la stupidità che pensiamo sia il male peggiore che gli uomini possono praticare nella loro vita terrena. Se dovessimo pensare a un nuovo patto con voi o a un possibile nuovo decalogo della ‘postmodernità’ se no al primo al massimo a terzo punto lo classsificheremo. Cosi anch’io ho imparato che non sempre chi ti mette nella merda ti vuole male e chi ti toglie ti vuole bene. Io ti voglio raccontare un’altra storiella di uno di voi che per avere usato troppo la ragione ha finito per perderla… ” Un uomo sedeva per terra e sembrava discorrere con le bestie, tanto che esse non avevano alcun timore di lui: un uomo pacifico, un predicatore della montagna, dai cui occhi parlava la bontà un persona. ”Che cerchi qui?” Gridò Zarathustra stupito. “Che cerco? Rispose quegli: la stessa cosa che tu cerchi, guastafeste! La felicità sulla terra. Ma per questo vorrei imparare da queste mucche (o rane)”

NANOSECONDO: Anche lui fa i “cerchi” di parole? Come la Rana fa i cerchi nello stagno. Beh! Mi so reso conto che tutta la società degli umani è basata sul controllo e sul potere, ma credo anche che il potere finirà sempre per essere il problema. Sai io penso che “...la liberazione incomincia proprio in un cerchio, ascoltandosi gli uni con gli altri,…” per questo faccio i cerchi del clown scemano.

MERCURZIO: Il “Cerchio” di cui tu continui a parlarmi va bene per voi mortali purchè sia per gioco e non diventi un mito come la coperta per Linus. Voi siete adusi ad inventare miti o simboli per dare un nome all’innominabile ma soprattutto per fronteggiare resistere alla paura dell’ “ assolutismo della realtà” e alla pretesa di un possibile controllo delle vostra esistenza, contenere le minacce, allontanare i pericoli, placare le ansie e esorcizzare le paure o la “ la paura” prima: la morte. Voi avete bisogno di creare simboli, sogni, utopie per dare un ordine alle cose, alle persone e perfino all’anima inventandolo irascibile, concupiscibile e razionale…

NANOSECONDO: Ma non nessun mito solo una “via” se vuoi per confrontarci con questa voglia innata nell’uomo di dominio su gli altri , ma fondamentalmente su se stessi che rendono la gente più stupida, non più intelligente. La competizione esiste per trarre il maggior vantaggio economico ma ciò che sta facendo è quello che gli uomini oggi vedono distruzione e rovine. E poi tu parli di sogni ed utopie come se fossero da maledire ma se forse è proprio l’utopia il sogno, l’immaginazione di vedere un nuovo mondo una nuova realtà che può salvare l’uomo? Manitonquant, un mio carissimo amico, nativo d’America mi dice sempre: “Sai Nanos…..ho sentito dire che la via del conflitto e della competizione, del dominio e della superiorità, rende le persone più forti e più intelligenti – la vecchia teoria della "selezione naturale". Penso che ciò sia totalmente sbagliato. E’ stata la cooperazione a creare la nostra intelligenza. Gli uomini non erano veloci come le gazzelle né forti come i leoni, e dovettero riunirsi in gruppi per sopravvivere. Dovettero imparare a comunicare per poter cooperare. Così si sviluppò il linguaggio, e l’intelligenza, grazie alla cooperazione - non la competizione - tra esseri umani. Quando mettiamo insieme le nostre menti e facciamo rimbalzare il nostro pensiero e la nostra creatività l’uno sull’altro, diventiamo brillanti. Il conflitto e ilriempire il mondo di immondizia e distruggere la terra, creando povertà e ineguaglianza. Promuove le guerre tra nazioni e fa progredire l’oppressione. Nutre il crimine, le droghe, e la disperazione. Ma tutto ciò e’ intelligente? "

MERCURZIO: Bisogna prima di tutto mettersi d’accordo sulla parola “intelligenza”. Il kaos, i conflitti , il disordine , il dolore vi inorridisce ed impaura. So che alimenta la poesia. Poièin per i greci è la parola che fa accadere. Che ordina la improbabilità e l’irreversibilità del mondo, del reale, delle esistenze individuali per dare senso, contenere, regolare le diversità, le irregolarità. Un poeta, un clown, un pazzo sono cari agli Dei: regolarizzano gli irregolari umani. La linea retta crea tensioni, ansie . Il futuro è sempre in avanti e va anticipato o profetizzato o incanalato in una possibile dialettica razionale: tesi, antitesi e sintesi. Che noia non c’è tensione, dinamismo ….vita. Il cerchio potrebbe diventare tranquillità, ordine e rassicurante e avvolgente come la sacca materna. Ma la vita umana è la fuoriuscita dall’utero materno e anche nel caso del “cerchio” è il ritorno alla vita, alle gioie, dolori di tutti i giorni.

NANOSECONDO: Ma, Tu mi parli ancora di eros, sapere e potere è questa è una vecchia storia quando il mondo ma io so pure che il mondo, la realtà che viviamo può cambiare, il problema è comprendere qual è la via migliore.

MERCURZIO: La via migliore è la vita per quella che è data agli uomini. Il mondo umano è enigmatico, ambiguo e la concretezza del vivere ci rende artefici e risolutori di enigmi. Noi stessi siamo “enigma” di noi stessi. Vi siete trastullati per secoli e secoli a cercare di seguire il detto “conosci te stesso”. E siete ancora punto e a capo. Siete ancora al punto dello sciocco che confonde la luna con il suo dito. Non esiste la via migliore. Ogni via è la migliore in quel momento e per quelle circostanze. Vi rendete conto che potete pensare, sentire e agire solo secondo una “etica del finito”? Ma perché pensate sempre a noi immortali o persino a Dio che avete per vostra comodità d’ordine voluto pensare persino “trino”. Basta “pizellacche e fanfaluche” fate i seri …… vuie “…appartenite a morte” diceva saggiamente il grande Totò,il saggio Totò.

NANOSECONDO: Tra cielo, mare e terra ci deve essere un’altra via….la via del cerchio secondo te potrebbe essere una strada. Dove gli uomini si siedono tutti alla pari, nel rispetto reciproco e iniziano cosi a confrontarsi fuori dalle logiche di potere. Sai ogni volta che faccio i cerchi del mio clown scemano “la biblioteca dell’anima” mi rendo sempre più conto di quanta magie ci sia in questa esperienza e come questa faccia bene alla salute.

MERCURZIO: Voi non dovete cercare vie d’uscita, dubbi, scuse. Oggi avete scelto di vivere la modernità (così la chiamate).Vivete una cultura incentrata sulla libertà individuale e la responsabilità in una “etica del finito”. Avete compiti di contrastare, capire destini avversi e paradossali sfide e dispute ma solo tra gli uomini. Lasciate perdere le contraddizioni di Edipo o i paradossi di Giobbe che pretendevano niente meno che contrastare il Destino o interrogare il Dio del patto e della promessa. Gli dei si divertono con gli uomini e come dicevo al massimo prediligono o sopportano i poeti, i pazzi o i clowns.

NANOSECONDO: Insomma faccia bene alle tre nostre anime: animale-eros; affettiva-il cuore (il sapere); lo spirito- quella che ci congiunge all’universo ed agli altri. Sai, tempo fa ero un po’ umano anch’io (ora un po’ tutti mi definiscono “disumano”) , ma quando sono andato in giro con la mia moto del tempo non sono "fuggito" dalla mia "realtà" ma dalla mia "verità" cercando attraverso la fuga come il mio amico Henry Laborit di recuperare quella parte autentica di me: la mia “realtà biologica” che non più in armonia mi faceva star male. Io non sono una creatura immaginaria del “se” - “se” senza accento, come “ponte” tra la nostra verità e la nostra realtà – ma creatura molto più reale della mia stessa fantasia, l’unica che mi permette di “navigare fuori dalle rotte abituali” per ricostruire anche una nuova comunità. E, si il clown “strumento sociale” per ricostruire una nuova comunità che non usi “eros …sapere e potere” nella sua esclusiva formula, ma che possa ripristinare il vero senso dell’amore a partire dal quotidiano, per far rivivere la stessa democrazia. Perché? Ma, il clown è l’unica creatura che può riuscire a far vivere le tre dimensioni dell’amore:

EROS ( Io > Altro ) : Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l’altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. "Voglio esclusivamente il mio bene". Desiderio sessuale del corpo;

FILIA ( Io = Altro ) : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. "Desidero il bene d’entrambi";

AGAPE ( Io <> altro) : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. "Per me il tuo bene è più importante del mio".

A Mercù…ogni tipologia d’amore genera una sua specifica modalità di relazione tra le persone coinvolte. Secondo questo schema, ogni persona dovrebbe saper vivere questi tre tipi di relazione a secondo della situazione. Purtroppo, in moltissimi casi non è così. Oggi, tutti riescono a vivere la dimensione della sensualità caratterizzata da un egoistico voler possedere o essere posseduti. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti d’amicizia senza chiedere niente in cambio. Ed è sempre più raro trovare chi vive la stessa carità (il vero senso del dono, non pietista) nella propria vita. Io scopro sempre più che il mio Clown è di per “se” la "mediazione" delle “pratiche” corporee, avendo coscienza che la materia, il nostro corpo, è “vuoto-vuoto” e l’unico che lo può riempire è lo spirito, per questo il Clown è: “uomo intero” la via del cerchio poi mi sembra una via giusta da riprendere come uomini.

MERCURZIO: A queste tue considerazioni degnamente umane ho già risposto anche se la tua formulazione è aggiornata e più complicata. Siete tra gli animali gli essere più deboli ed esposti a danno .Evitate le complicazioni, i paradossi vi espongono a seri rischi.

NANOSECONDO: Sempre più mi accorgo che non c’è motivo di conflitto all’interno del cerchio perché ogni umano ha bisogno delle stesse cose: essere riconosciuto, essere amato.

MERCURZIO: Ah vedo che ogni tanto la tua anima razionale fa capolino e comincia a mettere ordine .”Legèin” legare è la stessa radice di “lògos” ciò che voi mortali italiani avete tradotto con la parola “ragione”. Sappi però che la logica del “cerchio” è premoderna .E’ “olistica” come per i greci antichi “la singolarità è meno importante della totalità”. L’uomo singolo, pensatore o cittadino, è niente rispetto al gruppo,comunità,’pòlis’.

NANOSECONDO: Ma mi sono reso conto che per essere riconosciuto ti puoi solo riconoscere negli altri e nel cerchio questa cosa travalica anche la stessa dimensione del nostro spazio e del nostro tempo. Lo stesso clown non è ricettacolo di spazzature ma canale di energia vitale che ci mette a contatto con gli altri.

MERCURZIO: Non è possibile per voi mortali riconoscersi negli altri. Vedo che ancora vi trastullate con paralogismi o falsi discorsi. Ogni uomo è nel su spazio e nel suo tempo che può viverlo dall’interno o dall’esterno. Tanti vostri filosofi si sono trastullati sul concetto di tempo interiore. Vi ricordo Pascal, Bergson e tanti altri. E allora? Pensate che si scervellassero per riconoscersi negli “altri”? Ma era l’ultimo dei loro più reconditi dei problemi.

NANOSECONDO: Quando mi siedo di fronte ad un altro uomo vedo in ognuno la “santità” , l’essere unico e divino e quindi c’è solo motivo di amarlo per così com’è anche perché ha gli stessi miei bisogni.

MERCURZIO: Ecco ….il “mito” ritorna, insidioso e puttano. Ma di quale ‘santità’ vai parlando- o Nanos. Non sarai ancora sotto l’effetto di quell’altro giochino che voi chiamate ‘amore’ per non affrontarlo di petto come ‘forza’ tutta materiale, fisica e chimica ma che dalle nostre parti chiamano ‘eros’. Non ho mai visto due soli uomini con gli stessi bisogni. Che noia mortale una vita di questo tipo.

NANOSECONDO: Sai quel mio amico mi ha detto che “La via del cerchio fa parte delle Istruzioni Originali dell’umanità. Non è solo una via indigena, è una via umana, la via che aiutò gli esseri umani a divenire esseri umani - homo sapiens, l’uomo saggio. Diventammo umani quando formammo un cerchio e incominciammo ad ascoltarci l’un l’altro, e diventiamo ancora saggi quando ci riuniamo in quella maniera …”

MERCURZIO: Questo va già un pò meglio. Voi uomini avete inventato una cosa molto intelligente anche se dolorosa e difficile. Il senso tragico della vostra esistenza. La vita è bella e crudele, felice e dolorosa insomma “tragica”. Avete la possibilità di giocare tra il ‘caso’ (tyche) e la ‘necessità’ ( anànke). I greci sono stai i vostri maestri da seguire. I greci non sono stai tragici perché hanno inventato e scritte le tragedie ma perché era un popolo umanamente e precipuamente tragico. E questo gli dato senso,lustro e rispetto nella storia delle vostre culture. Lasciate stare i popoli primitivi, gli aborigeni e quant’altro. Essi non conoscono il gusto della sfida tragica con sé stessi , con gli altri e con gli dei come gioco “umano troppo umano” per dare senso alla vita e soprattutto alla morte.

NANOSECONDO: Insomma sta storia dell’eros, sapere e potere appartiene al vecchio paradigma il nuovo paradigma non può che essere altro e per questo bisogno continuare a viaggiare per vie fuori dai confini abituali in cui ci ha relegato questo modello di società umana. C’è bisogno che ci siano molti più clown, molti più esploratori di nuovi sentieri…insomma ….. mo, dimmi che ne pensi Mercù….

MERCURZIO: Il clown, il poeta, il folle hanno ben altri compiti e funzioni nell’economia della vita terrena. Essi non devono esplorare nuovi sentieri, indicare vie, essi stessi sono il sentiero e la via. Non riconoscono confini perché sono insensati e irresponsabili come i bambini che invitano Zarathustra a guardarsi allo specchio per vedere il suo vero volto “con un ghigno deforme di un demonio”. Voi potete in un modo o nell’altro aiutare i sofferenti umani a imparare a meglio gioire, a disimparare a fare male agli altri o a escogitare cose che fanno male agli altri. Ad essere oltre la compassione insomma lavando per prima la propria anima dall’orgoglio o dalla vergogna. Praticare l’amore che superi anche il perdono e la compassione. Tenendo fermo il proprio cuore che non si porti via troppo lontano anche la ragione, “guai a coloro che amano, se non hanno una elevatezza che sia superiore alla loro compassione”…..così parlò Zarathustra uno dei mortali che meglio vi sia riuscito umanamente.

NANOSECONDO: Sai dopo che mi hai detto sta storia dello specchio per vedere il vero volto mi convinco sempre di più che il cerchio può essere una via. Sedersi nel cerchio in silenzio e guardarsi semplicemente negli occhi può aiutarci a specchiarci con se stessi e con gli altri e farci ritrovare quel armonia e la bellezza del poter rinascere, da quel utero materno nel quale ognuno di noi prima o poi dovrà ritornare, ed una volta “usciti fuori”, confrontarsi con la bellezza degli angeli e dei demoni che vivono in ogni essere umano. Sai Mercù il mio Clown, mi sta aiutando anche a fare questo.

Dialogo immaginifico tra l’Angelo Mercurzio - Mauro Orlando,

http://elisiramore.blogspot.com/?zx=8a7c56e3d7a2fcf7

ed il Clown Nanosecondo - Enzo Maddaloni




La domanda infinita: "se" io sono ...clown?

La pratica del Clown è una mediazione corporea che può essere considerata “fuga e/o lotta” (Henmry Laborit) allo stesso momento è certamente un affidare al Clown (alla sua follia) l’uscita dagli schemi, (il fuori dalle rotte abitauali) per recuperare i bisogni di libertà (il cerchio) e il mistero (la biblioteca dell'anima) dello stesso senso della vita per ognuno di noi.

Il Clown risponde alla “domanda infinita”: "se" io sono? E, cerca di aiutarci a dare una risposta: Mi Chiamo….. , Mi presento....

Il Clown cerca di rispondere così a quei bisogni di libertà, per soddisfare quelle espressioni più belle della nostra umanità: la rabbia, la tenerezza, la tristezza, la gioia, l’amore.

Le nostre stesse preoccupazioni, in fin dei conti, ci tengono compagnia, se provassimo a sbarazzacene , ci sentiremo vuoti lo spirito del clown è l’unico che può trasformarle e canalizzarle.
Noi non siamo ricettacoli di spazzatura ma veri canali di energia che il clown riesce ad utilizzare, riciclando tutte le nostre preoccupazioni in “elain vitale”.

Il clown quindi come trattamento di bellezza. Una “plastica facciale e spirituale”che vi farà apparire e sentire più giovani per fare onore così alla grande intuizione di un grande uomo come Mandela: “c’è sempre tempo per avere un infanzia felice”.

Il vostro Clown vi farà spianare le vostre “rughe” dell’anima e del volto. Il volto, la maschera che ci accompagna per tutta la vita e che a volte non riconosciamo, perchè non ci piace neppure o non sappiamo vedere dietro la sua apprenza di bruttezza anche la sua autenticità. Il clown per questo diventa scintilla negli occhi di coloro che sono protesi nel futuro e si aspettano serenamente ancora molte cose. Gli occhi arrivano dopo il vostro naso, perchè è alla sua punta che potrete trovare il paradiso.

Il Clown così vi potrà prendervi per mano ed accompagnare nel luogo più bello della vostra vita, neutralizzando il vostro pensiero (le vostre verità) e potrà farvi contattare il vostro corpo e farvi toccare la vostra realtà: il vostro paradiso nel qui ed ora.

Ora non riconoscere che la biologia è strutturata secondo archetipi, che la catena della vita è formata da 21 aminoacidi, che molti dei cicli vitali si ordinano sulle energie. Che la nostra memoria biologica rappresenta la realtà, mentre i nostri pensieri - come accennavo in un precedente post - sono solo la nostra verità; che bisogna porre più attenzione alla nostra "realtà biologica" più che alla nostra "verità di pensiero", potremmo dire che la "realtà biologica" e la stessa "realtà spirituale" e tutte e solo queste due raccontano la stessa storia reale e che il resto “la nostra verità” il nostro pensiero è pura illusione.

Il corpo la materia è un vuoto-vuoto solo lo spirito lo/la può riempire.

Quindi ogni volta che ci raccontiamo la "nostra verità" che è composta di pensieri, apprendimenti, credenze, cultura, dovremmo comprendere che tutto ciò non è vero, reale, non è l'IO SONO ma siamo noi (cioè l'ego) le maschere che ci siamo costruite e che ci hanno costretto a costruire per difenderci e per questo rischiamo di “essere illusione”. L'IO SONO invece è reale, è la nostra realtà biologica ed evolutiva e nel Clown la si può ritrovare. Il clown non è una maschera, è la maschera.

Perché è importante ritrovare la nostra realtà biologica? Ogni volta che noi non riusciamo a nominare la nostra realtà allora siamo malati. Ma quando si può nominare la realtà? Quando siamo in grado di dire “IO SONO” abbandonando l’ego, neutralizzando il pensiero e trasformando il sentimento o il ri-sentimento, nella sostanza riscrivendo le nostre “false credenze”.
Nel laboratorio Clown che propongo “Alla ricerca del tuo clown … se trovi qualcos’altro và bene lo stesso” c’è un esercizio incentrato proprio su questa frase e quando "IO SONO" parlo e si inizia a parlare del “se”. La parola prende contatto con la “realtà”, che non è più pensiero ma è “memoria biologica” essenza della nostra realtà. E' un pò una parola magica nel mentre "io sono", io creo. Il pensiero, la "credenza" controlla la percezione; la percezione controlla il comportamento ed i geni; La percezione riscrive i geni ed il comportamento. Riscrivere la credenza da la possibilità di riscrivere la percezione. Riscrivere la percezione significa poter riscrivere i geni ed i comportamenti.

E, se mi accade quello che mi accade è perché “IO SONO” perché quella memoria biologica è la sola che nominandola mi fa vivere la mia realtà. Solo così, “nominandola” è possibile cambiare la “realtà” che non mi piace. E ciò può avvenire solo, immaginandone una diversa, senza volontà semplicemente immaginandola.

Nella sostanza attraverso il mio clown Nanosecondo non sono "fuggito" dalla mia "realtà" ma dalla mia "verità" cercando attraverso la fuga (Elogio alla Fuga di Henry Laborit) di recuperare quella parte autentica di me: la mia “realtà biologica” che non più in armonia mi faceva star male.
Il clown creatura immaginaria del “se” - “se” senza accento, come “ponte” tra la nostra verità e la nostra realtà - creatura molto più reale che di fantasia, l’unica che ci può permettere di “navigare fuori dalle rotte abituali” per ricostruire anche una nuova comunità. E, si il clown “strumento0 sociale” per ricostruire una nuova comunità che non usi “eros …sapere e potere” nella sua esclusiva formula ma che possa ripristinare il vero senso dell’amore a partire dal quotidiano, per far rivivere la stessa democrazia. Perché? Ma, il clown è l’unica creatura che può riuscire a far vivere le tre dimensioni dell’amore:

EROS ( Io > Altro ) : Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l'altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. "Voglio esclusivamente il mio bene". Desiderio sessuale del corpo;

FILIA ( Io = Altro ) : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. "Desidero il bene d'entrambi".

AGAPE ( Io < Altro ) : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. "Per me il tuo bene è più importante del mio".

Ogni tipologia d'amore sopra descritto genera una sua specifica modalità relazionale tra le persone coinvolte. Secondo questo schema, ogni persona dovrebbe saper vivere questi tre tipi di relazione a secondo della situazione.

Purtroppo, in moltissimi casi non è così. Tutti riescono a vivere la dimensione della sensualità caratterizzata da un egoistico voler possedere o essere posseduti. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti d'amicizia senza chiedere niente in cambio.

Ed è sempre più raro trovare chi vive la stessa carità (il ero senso del dona, non pietista) nella propria vita. Il Clown è di per “se” la mediazione delle “pratiche” corporee, avendo coscienza che la materia, il nostro corpo, è “vuoto-vuoto” e l’unico che lo può riempire è lo spirito, per questo il Clown è: “uomo intero”.

Il Clown è colui che vi può accompagnare e guidare nel viaggio avendo coscienza che: “Mio Padre che faceva l’autista di camion mi diceva sempre: non andare di fretta tanto quando arrivi sei già li che ti aspetti da un pezzo.”

Clown "Dottore" Nanosecondo

CLOWuNESCO





...SIAMO FINITI PURE NELLA GAZZETTA...

ma no ..erano calzini...






http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=8091



I cLOWN SONO bio

la sostenibile leggerezza dei clown

un dono per chi dona.......






BENEVENTO 14 NOVEMBRE
un dono per chi dona
quelli del Comitato
RADUNO NAZIONALE CLOWN DOTTORI



INCONTRO

CLOunesco

ci hanno fatto pure la foto di gruppo con il fotografo....
















non vi preocupate si sparano le pose......





LA BANDA.....







..bandissima









...salire o scendere questo è il dilemma?


Uaooooo!!!!

alla fine ci sIAMO STATI e pure fermati a Benevento per la Festa del Volontariato organizzata da CESVOB (Centro Servizi al Volontariato) nel corso della settimana UNESCO a titolo Città e Cittadinanza, nell'ambito del DESS (Decennio di Educazione allo Sviluppo Sostenibile).


I clown HANNO rianimATO il pomeriggio, facendo spolveratine di cdr emotivo, riciclando calzini vecchi che sono diventati magici draghi e affascinanti desdemone, scrivendo anche su un librone magico i desideri di grandi e piccini, e cosa ognuno è disposto a donare, appendendo idee e speranze all'albero dei beni comuni.

I clown vengono come è noto dalla polvere, dalla paglia dell'arena e dalla terra, e nessuno quanto loro sa come è difficile vivere, e nessuno quanto loro sa come è difficile ridere e solo se lo immaginiamo insieme un altro mondo è possibile.

a cura dei Clown Dottori RNCD


domenica 15 novembre 2009

Siamo SBARCati in CANADA...















"C'era una casetta piccolina in canadà, con tanti pesciolini e tanti fiori di lilla e tutte le ragazze che passavano di là dicevano che bella la casetta in Canadà......"
La mostra fotografica di:
Valerio Ancona – Cecilia Guzzo – Andrea Paolini
è SBARCAta in CANADA.........uaoooo.

MISSIONE TERABITHIA in Albania dal 5 al 7 gennaio 2010

La Naukleros www.naukleros.com , assieme all'Associazione multietnica di Volontariato Anelli Mancanti www.anellimancanti.it , seborga nel mondo ONLUS sta organizzando una spedizione in quel di Valona (ALBANIA) dal 5 al 7 gennaio 2010.

Partecipazione: max 15 operatori, tra cui un interprete e un responsabile RSPP safety and security e 8 clownterapeuti.




Partenza: giorno 5 gennaio 2010 da Brindisi con traghetto e in cuccetta;

Obiettivo: giorno 6 gennaio 2010 mattina "casa di accoglienza/orfanotrofio" di Valona - Pomeriggio U.O. di Pediatria Ospedale di Valona;

Ritorno: giorno 7 gennaio 2010 da Valona con traghetto e in cuccetta.

Carico a seguito:
occorre procurare cancelleria per i bambini (priorità assoluta) - coperte (priorità assoluta) - giocattoli (evitare peluches o cmq pochi)- bolle di sapone e palloncini.
Naukleros di Brindisi sta cercando finanziamenti e sponsor per coprire le spese di viaggio in modo da non gravare su nessuno dei partecipanti. Se anche dalla vostra sponda riuscite a procurarvi uno sponsor comunicatecelo che vi spediremo tutta la documentazione!

Il costo di andata e ritorno a persona (traghetto con cuccetta) è di 85 euro procapite comprensivo di diritti portuali. Per dormire e mangiare lì considerate 30 euro a persona.

Coordinamento
Responsabile Missione : Cristiana Zongoli (Dott. Stelllina)

Coordinamento aggiunto Comitato RNCD: Enzo Maddaloni (Nanosecondo)
Operatori clown: Angelo Cofano (Dott. Birimbao - Equipe Naukleros)Domenico Chirico (Dott. Panzetta - Equipe Naukleros) Andrea Rubino Responsabile RSPP, Safety and security: Davide Cafarella (RSPP Naukleros) ; Enzo Maddaloni Clown Nanosecondo;

Al momento 20/novembre/2009 la lista passeggeri, clown che hanno già dato la loro disponibilità per la missione è bloccata per questo:

E' APERTA una LISTA D'ATTESA per L'IMBARCO.
I Clown delle Associazioni della Campania e del "resto del mondo" che vogliono comunicare la loro disponibilità invino la richiesta al Comitato RNCD - Nanosecondo 3384122630 info@radunonazionaleclowndottori.org

Interprete: risorsa in attesa di comunicazione.
Documentazione necessaria per l'ingresso nel Paese:
Passaporto/carta d'identità valida per l'espatrio. E' necessario viaggiare con uno dei due documenti che abbia una scadenza superiore di almeno tre mesi alla data di rientro dall'Albania.


Potete scaricare tutte le info su www.viaggiaresicuri.it/index.php?albania

Coordinamento Generale Missione:
Dr.ssa Cristiana Zongoli
Amministratore e Rappresentante Legale
Società Coop. NAUKLEROS a.r.l.
Sede Legale: Piazza delle Gardenie, 172100 Brindisi

P.I.02008070746
Mobile: 328.9482029

E-mail: czongoli@naukleros.com
Website: http://www.naukleros.com/
Website naukleros nel sociale: http://ridichetipassa.naukleros.com/
Attività nel sociale: clownterapia

COMITATO RNCD

info@radunonazionaleclowndottori.org