martedì 10 novembre 2009

Un po di cose fatte......e che dovremo fare....nel 2010


RADUNO GIUGNO 2009

missione abruzzo http://www.youtube.com/watch?v=-cu5S7lfEkM&feature=related


La biblioteca dell'anima

Il cerchio del council


Mercurzio il mio angelo....







la banda .....









3 novembre







a pomezia

c'erano



















pure i Disonauri ...che pavura.......






















....e si è venuto Scimmietta al posto di Muffin

lei è dovuta andare in Grecia a cucinare












e poi Goccia cià fatto pure un film in cinemascope&stracci
ma quando parliamo del prossimo Raduno?

Ci sono due candidature al momento Chieti e Brindisi. Bisogna decidere il da farsi.




AMBULATORIO DI COCCOLE

Inoltre, è in allestimento una Missione per l'Albania curata dalla Dottoressa Stellina e Dottor Birimbao che parte con i gommoni da Brindisi per sbarcare il 5 o 6 Gennaio 2010 a Valona.

Obiettivo della missione è conquistare un orfanatofio a Valona e riempirlo di quaderni , penne, insomma cosa utili per la scuola e qualche giocattolo....semmai se c'è servirebbe anche una Befana.....e pure i Clown, ce ne servono una decina ...ne mancano ancora tre o quattro espertissimi.....affrettatevi a prenotare il posto sul gommone.......uaoooo
BILANCIO E SBILANCI!
Con il 31 dicembre 2009 il comitato si scioglierà e presenterà il bilancio economico e sociale dell'attività fatta in questi due anni dal 2008 al 2009.

Con La Principessa Naiza (Angela Stanco) ci siamo conosciuti ad agosto del 2007 a Taurasi in occasione di una manifestazione. Successivamente un pomeriggio degli inizi del 2008, quando tutto sembrava che ci crollasse addosso (per la crisi che il mondo stava attraversando), ci incontrammo ad Eboli in un Bar e mentre sorseggiammo un Tè (...nel deserto) .....decidemmo di costituire il Comitato RNCD a Flumeri (suo paese nativo) con gli scopi che conoscete scegliendo una strada difficile: "La via del Cerchio".
Costituimmo anche "La Biblioteca dell'Anima" e attraverso i cerchi costruimmo delle prime cellule che iniziarono a confrontarsi con questa modalità, dove i confini sono rispettati ma per certi versi anche superati proprio perchè fuori dalle logiche di potere e sapere. Sedersi nel cerchio significa abituarsi a perdere i confini che la società ci ha imposto.

Quando ci lasciammo quel giorno, Lei per ritornare a Flumeri, ed io a Pontecagnano, Angela mi richiamò e mi disse per telefono..."Ehi Nanos sto volando....".

Un bilancio sociale dell'attività svolta non può che essere fatto con il cuore e se dovessi farlo adesso da solo dovrei dire che sono triste e felice nello stesso tempo.

Per quello che mi riguarda io ricerco la “perfezione” e la "bellezza". Questa non è dentro i nostri confini o i limiti che ci hanno imposti, ma "fuori".
"La nostra paura peggiore non è sentirci mediocri, ma potenti al di la di ogni misura." (Mandela)
Vi ho detto anche dove la potete trovare questa potenza: alla punta del vostro naso. Questa strada così breve però non è una strada che tutti possono percorrere. Ieri sera parlavo con la mia Principessa Naiza e, rispetto a quello che si è verificato negli ultimi tempi, mi sono chiesto se è vero (per me) che abbiamo cercato di costruire "la via del cerchio",... del rispetto, della fiducia, del gruppo, del singolo e della sua identità, ...di un quotidiano diverso dove non si esprimono più semplicemente logiche di: "potere, sapere, eros" (per dirla alla Focault) in maniera da uccidere la stessa passione per la l'amore e la stessa democrazia – se riflettiamo possiamo accorgerci di come oggi è gestito il messaggio politico in Italia. Un messaggio politico scaduto ad una logica duale "eros-potere" che per sintesi esprimo attraverso una formula essa stessa duale: destra = maschio ; sinistra = omo-trans (?).
Ebbene basterebbe ciò per comprendere che il potere vero (non solo quello istituzionale) matura nel nostro agire quotidiano, all'interno delle nostre famiglie, scuole , paesi, proprio utilizzando la stessa logica e lo stesso paradigma da millenni che non regge più: la competizione, l'attaccamento, il possesso, il potere , il sapere, l'eros. Lo stesso groiglio di emozioni crea dipendenza se non riusciamo a riformularle nell'equilibrio e nella consapevolezza dell'essere "se":
  • gioia + paura = senso di colpa
  • tristezza + paura = risentimento
    paura + sorpresa = allarme
    gioia + accettazione = amore
Libertà dai sentimenti, libertà dal sesso, libertà ad un amare senza attaccamento e senza potere dove non c'è nessun rancore e risentimento per non uccidere l'entusiasmo dell'agire quotidiano che uccide la stessa democrazia. Noi non abbiamo oggi un problema di sopravivenza ma un problema di superfluo da eliminare. La crisi che stiamo attraversando non è di natura economica perchè ci sono anche altri uomini come noi che hanno diritto di sopravivere. Personalemente la crisi era che sto vivendo non mi sta ponendo limiti alla mia sopravivenza ma solo limiti alla mia capacità di amare veramente senza nessun attaccamento e potere. L'amore e la democrazia contengono in se atti di responsabilità e di grande rispetto verso l’altro, non so se ci riesco ma mi sto sforzando per riuscirci.

Ora mi chiedo su quali (?) "nuove" basi "condivise" a gennaio 2010 possiamo ricostruire una visione del Clown.
Proviamo nel frattempo a chiederci cosè il clown per noi (per me "uomo intero").
In verità non so neppure se ci può essere una visione del Clown "condivisa". Se partiamo dal presupposto condiviso che ognuno di noi è unico e lo stesso clown è di unico e non condivisibile.
Qual'è l'elemento di base che ci può più che renderci uguali, simili? La via del Cerchio credo sia capace di farci vedere rispecchiandoci l'un l'altro, nel rispetto di quei confini condivisi, che non uccidono la possibilità di ricerca o che bloccano il viaggio che insieme possiamo continuare a fare, solo se c'è sostegno a vicenda e non ci si vive come "nemici" come "avversari" , come qualcosa da dominare o sopprimere. Ci sono delle verità nasconte di ognuno che non ci appartengono, ma nel cerchio che sostiene il gruppo, possono essere condivise per essere affrontate nella chiarezza. Chi pensa di far del bene , sta costruendo dall'altra parte del mondo il male. Personalemente non ho mai pensato di costruire un "bene slegato dal male" perchè il bene può essere sorretto solo dal male. Il problema non è eliminare il male ma renderlo consapevole nella sua necessità trasformondolo in desiderio.
Proviamo a chiederci cos'è il nostro clown. Questo ci può aiutare anche a verificare meglio che tipo di formazione possiamo proporre? Quali sono i suoi confini e se ve ne sono individuare quali devono essere? Quali sono i termini dell'uso del potere, del sapere, dell’eros o altri…..che lo stesso clown può esprimere. Certo mi direte a Nanos ma che dici queste sono cose già scritte! Il problema è che noi dovremmo superare la morale e la stessa etica perchè la stessa di oggi è stata scritta su parametri e culture che ci hanno costretto ad agire come fino ad oggi abbiamo agito.
Tutti sentono la necessità di riscrivere queste cose ed il nuovo paradigma è ormai vicino la terra è incinta e non la possiamo vedere più con la stessa visione del bene e del male ma dell'universalità dell'essere "se" oggi e domani tra cielo , mare e quello che c'è in mezzo.
Per il 2010 da dove ripartiamo?

Ecco credo che tutti noi abbiamo bisogno di qualche “flebo di entusiasmo” e della necessità di condividere meglio insieme il nostro percorso.

Abbiamo già condiviso l’idea che a metà Gennaio 2010 faremo un assemblea nazionale “ricostituente” del nostro comitato RNCD che spero possa trasformarsi in associazione. La bozza di statuto la potete consultare sul HOME PAGE del nostro sito.
Quello che voglio condividere oggi con voi tutti e su quali basi e su quali valori ri-condivisi la nostra azione potrà continuare, per costruire una vera “comunità di uomini interi: clown dottori” che si prendono cura gli uni degli altri?
Spero che questo blog possa essere utilizzato meglio da tutti per una riflessione più approfondita su questi temi.
Nanos
P.s ...LA MIA è UNA GRAMMATICA INTERIORE,....

giovedì 5 novembre 2009

Perdersi......per riconoscersi












Perdersi



vuol


dire



abbandonare



il sentiero


certo,

per prendere


quello incerto.


Ma è solo



l’incerto che


si dà al nostro


conoscere,


solo nell’incerto


io posso


far crescere


la mia


CONOSCENZA.......

perdersi.. vuol dire

lasciarsi andare a se stesso..

con la fiducia incondizionata

che solo ciò che hai dentro...

potrà un giorno portarti ad

essere il meglio di ciò che puoi essere...

Mecala


Mi chiamo: Samalisa, .........arrivederci.


“Ebbene si…è arrivata l’ora…c’ho il foglio, non go più scuse, sono sola, sono annoiata..ho tutto il tempo per mettermi di buona lena a disegnare la mia sagoma..allora apro il pc e metto un po di musica.. dannato pc k quando mi serve la musica non parte mai…ci mancava lui a smorzare la mia buona volontà!”
È iniziata così la prima volta..il primo giorno che ho deciso di mettere su carta Samalisa lo stavo facendo xk andava fatto, xk dovevo e non xk VOLEVO..sarà stato proprio il “dannato pc” che mi ha salvato della finzione quel giorno, dall’ipocrisia k sentivo dentro quando ho aperto il foglio, xk non lo volevo fare, dovevo metter su carte me stessa, il mio clown, la mia parte bambina, quella reale e sincera, quando poi mi stavo mentendo da sola?? Noooo! N’è cosa proprio!

Chiudiamo baracca e baracchiell e rimandiamo x l’ennesima volta questo difficile compito.. a quando?

Non lo so..non lo voglio decidere..lo farò quando sono pronta, quando mi va, quando avrò la forza di buttare nel famoso stagno tutti questi orribili sassolini k invece ammasso sulla riva fino a farne un muro. Un muro. Un muro si sentimenti, un muro di emozioni, un muro di parole, un muro di sguardi, un muro di bugie e di verità, un muro da cui non deve uscire nulla, dove è meglio che tutto resti chiuso.

E, lascio chiuso anke il foglio della sagoma, non è il tuo tempo ora Samalisa, mi sa che ti tocca aspettare un po…

E poi..non lo so cos’è cambiato.. so solo che dopo aver passato mezzo pomeriggio a studiare della noiosissima letteratura spagnola, senza pensarci, senza dire mezza parola, sono salita in camera, ho chiuso lo stereo, messo la musica e ho fissato x bene un contorno viola fatto nella stanza di un’amica in una noiosa domenica pomeriggio.

Ho guardato quei tratti incerti ed irregolari e ho visto tutto quello che dovevo, tutto quello che andava fatto, tutto quello che ero, che sono, che sarei tornata ad essere…

Ho preso le tempere che non usavo più dalle scuole medie, un contenitore di acquerelli abbandonati da chissà quanto tempo sul frigo di casa, ho cercato i pennarelli, i colori a dita, l’acqua, i tovaglioli, e tutto quello che poteva servirmi xk, una volta sdraiata sul pavimento niente mi avrebbe più mossa di lì.

Disegnavo, coloravo, sorridevo..le canzoni che scandivano il mio tempo erano messe a caso, e invece sembravano dirmi tutto, a partire da quelle di Amelie fino ad arrivare a quelle ordinarie, e a quelle che non sentivo più da anni..e intanto prendevo vita, e stavolta ero io per davvero, così come mi ero immaginata.

Avevo i capelli castani, le codine che amo farmi quando sto con i bambini, avevo la salopette che assomiglia a quella che usava mio nonno quando faceva il benzinaio, avevo una maglia gialla vivo con larcobaleno, un paio di calze a strisce colorate pazientemente a 4 mani di chi mi ha sopportato e Supportato con amicizia e buona volontà, avevo delle palline vicino alle scarpe perché mentre le coloravo avevo accanto un amico che continuava a ripetermi “che palle!” e mi era sembrato giusto accontentarlo, avevo gli elastici dei capelli incollati con un filo colorato che per me sa di amicizia e di legami, x tanti motivi, che mi ricorda volti e persone e attimi che colorano la mia vita di reale, avevo dei disegni poco fantasiosi sul blu della salopette, ma c’è anche l’unico disegno k x me conta davvero…

E, più di tutto c’erano gli occhi. Quando li ho disegnati mi hanno detto “... xk non li fai come quelli dei cartoni animati?”. No!

Gli occhi sono la parte più sincera di me, quella reale, con cui non si può mentire, da cui non posso scappare, e che solo in pochi sono in grado di leggere. Gli occhi devono essere reali.

Io mi sento reale!

La sera prima di tornare al laboratorio mi scocciava andare a dormire. Mi scocciava farlo da sola. Sentivo uno strano bisogno di vuoto e compagnia. Ma entrando in camera ad ora tarda, ho visto il mio disegno che mi sorrideva da terra, che mi diceva che mancavano poche ore ad un nuovo bagaglio di emozioni…e allora ho sorriso anche io, ho aperto i colori a dita, mi sono fatta il naso rosso e mi sono augurata la buonanotte lasciando il disegno aperto accanto al letto, così, per compagnia…ed ho dormito felice…


Mi Chiamo: Samalisa, ...........arrivederci...
:0)

La Rana e il paradiso alla punta del suo naso..

Il vento s’alzò e lei volò via trascinata dal suo aquilone. Aveva una missione trascinare via le nuvole nere della tempesta. Il Gabbiano le aveva insegnato a volare. Il sole uscì e l’arcobaleno riempì quel pezzo di cielo sullo scoglio dove si erano rifugiati dalla tempesta. Il sole riscaldò i loro cuori e lei iniziò a cantare un canto fatto con parole da sogno, musica di speranza e gocce di mare tranquillo. Questo canto lo udì in lontananza un Pinguino che vagava nei giochi dell’onda della risacca.

Il Pinguino gli parlò di Poeti depressi, di Clown impazziti, di Sirene ferite, di Delfini gioiosi, che volevano solo trovare un po’ di compagnia, di Foche Monache che avevano abbandonato il vestito sulla spiaggia, per farsi un tuffo nel mare profondo, ma che non riuscivano più a cantare il furore delle stelle e l’armonia dei cicli della luna.
Il Gabbiano la seguì dall’alto mentre giocava con il Pinguino e gli disse: “..prova adesso a guardare sulla punta del tuo naso lì c’è il tuo paradiso.”
“Ma che sciocchezze dici….”
le rispose Lei “…. dai non è possibile!"

Il Gabbiano allora le disse: “..se non lo vedi il paradiso sulla punta del naso, prova a trasformati nella stessa sostanza dei tuoi sogni."

“Ma come?” Rispose la Sirena.

“Ma Come? Non conosci la parola magica?” ...rispose il Gabbiano che nel frattempo era planato sulla spiaggia dell’isola dell’incanto.......“...è la parola magica che solo le Rane conoscono. Loro abitano gli stagni e lì è concentrata la memoria del tempo. La memoria dell’acqua che fluisce e ristagna, filtrata dalle foglie e dalle radici degli alberi dei boschi. “Pensa…” disse il Gabbiano a Seirà “…. a quanta saggezza è riversata nell’acqua degli stagni?”

“Dai dimmi qual’é la parola magica!” Le chiese Seirà, mentre la coda sbatteva di meraviglia nell’acqua.

La parola magica è: Kra, Kra, Kra!”

Come Seirà la pronunciò, si trasformò da Sirena in Ranocchia.

Spaventata da quella trasmutazione istantanea, si rese conto però, in quel nuovo stato, che riusciva a vedere cose mai viste prima. Vide Lei stessa quando prima stava sullo scoglio e davanti al suo naso ora c’era un paese fantastico, che prima non vedeva …: boschi, fiumi, uccelli coloratissimi e cascate d’acqua inimmaginabili e montagne immense e mari e due lune e due soli, che davano una luce immensa e soffusa e cascate di polvere di stelle scendevano giu dal cielo.

Davanti al suo naso come d’incanto, da un piccolissimo punto, si proiettava davanti a se tutto questo immenso e nuovo mondo. C’erano uomini e donne che vivevano e giocavano insieme e non si sentiva che profumi di serenità e gioia. Questo panorama si perdeva a vista d’occhio.
Ad un tratto non resistette al prurito. Si gratto il naso, e tutto scomparve così com’era apparso. Si ritrovò sullo scoglio nella tempesta, in attesa che uscisse il sole.

Smarrita di nuovo riflettè. Aveva imparato a trasformarsi nella sostanza dei suoi sogni. Adesso conosceva la parola magica: “Kra, Kra, Kra,..”.
Così guardò la punta del suo naso. Prese una foglia che galleggiava su un onda e la trasformò in aquilone e provò a volare in alto per trascinare vie tutte le nuvole nere.
Il Gabbiano volò in alto anche lui alla ricerca del suo ….....Kra, Kra, Kra!

mercoledì 4 novembre 2009

NO COMMENT: virus e vaccini

Il dr. Leonard Horowitz parla delle implicazione da parte dei governi, delle case farmaceutiche e dell'OMS per la creazione di nuovi virus in laboratorio usati per la ricerca e sviluppo dei vaccini.....

prima parte :
http://www.youtube.com/watch?v=EqVx1aEm3uY&NR=1

seconda parte:
http://www.youtube.com/watch?v=wa_4sHlkb-I&feature=related

terza parte :
http://www.youtube.com/watch?v=diEpc_wQhlE&feature=related

agenzia ANSIA.....
In questi giorni è evidente a tutti un'enorme propaganda mediatica a favore dei vaccini, in aperto contrasto con le dichiarazioni di medici, politici, personale preposto alle strutture sanitarie, esperti competenti. Il rischio per la salute pubblica che il vaccino comporta è enorme, a tal proposito giunge al momento propizio una lettera aperta della dottoressa Claudia Rainville che vi invito a leggere con molta attenzione. Vi esorto a divulgare immediatamente, con cura e rapidità, queste informazioni ovunque, anche fuori dal web dove ci sono milioni di persone del tutto ignare e disinformate, che rischiano la propria salute e quella dei propri figli a causa della terribile azione di disinformazione mediatica.

"IMPEGNIAMOCI TUTTI INSIEME A CONTRASTARE QUEST'ASSURDA IMPOSIZIONE MEDIATICA CHE CI VUOL FAR STARE NELLA PAURA. LA GUERRA PSICOLOGICA CONTRO L'UMANITA' PUò ESSERE SCONFITTA SOLO CREANDO UNA CATENA PLANETARIA DI AMORE E DI VERITA' ".

Leggi QUI la lettera aperta della dottoressa Rainville
http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3261

lunedì 2 novembre 2009

EROS....ECONDO? (dialogo immaginifico tra il Clown Nanosecondo ed il Suo Angelo custode Mercurzio)

Nanosecondo: Carissimo Mercurzio te l'ho detto un sacco di volte...i Clown, i Pagliacci, sono gli unici che riescono a parlare con gli Angeli e con i Demoni, a volte si fanno aiutare dai becchini al cimitero. Clown, colonus: contadino; lo zotico, l’inurbano, colui che sta fuori la logica perbenista. Il Clown, il Pagliaccio, è colui che si rotola nella terra e ri-nasce dalla terra. Si sporca per ri-emergere e trasformarsi. Ricicla, nel contempo, tutte le sostanze tossiche e nocive, acide e velenose. Insomma, come il pesce Pagliaccio è in simbiosi con l’Anemone Velenosa per sopravvivere, per questo t'ho detto di aiutarmi a salvare Amleto, anche perché credo che anche lui fosse un clown ed i Clown e poi in fondo sono essi stessi un po’ Angeli ed un po’ Demoni? Per questo a volte facciamo così tanta paura ai bambini. Però come, i contadini riusciamo anche ad utilizzare tutti i residui, gli escrementi, per concimare la terra e far ri-nascere nuovi frutti. Lo sai anche tu che la merda è una benidizione del cielo. Ci aiuta a farci eliminare le cose inutili a noi ma anche utile a noi stessi per concimare i campi e renderli fertili. Anche voi Angeli vi confrontate ogni giorno con il male ma anche tu sai che non puoi eliminare la zizzania se non il grano non cresce. Per questo non siete pronti ad uccidere, nonostante armato anche tu con la spada. Tu lo sai, perchè sono un po’ agnostico, ed oggi anche un pò angosciato ma penso che non si dovrebbe mai uccidere nessun essere umano, animale o vegetale perchè se no uccidiamo un pezzo di noi e del nostro amore per la vita. Qua però na cosa te la devo dire perchè la tengo proprio sul groppone e non "mezze parole": "Il Cristianesimo dette da bere ad Eros del veleno. Costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio". Così scrisse anche un famoso filosofo - che credo che tu conosca molto bene. Annunciò un giorno la morte di Dio, si chiamava Nietzsche, ma io lo so "LUI" si fece una grande risata e disse che poi tutto sommato gli piaceva sto filosofo perchè era uno dei più spregiudicati e radicali pensatori tra gli umani. Dio rise di sè! Anche lui un pò Clown.

Mercuzio: Caro Nanos, sta storia che mo pure Dio è Clown tienitela per te se non ti becchi una scoumunica ...anche se ti dico che LUI quendo sente ste cose si diverte un universo.....ma per tornare a noi ....ti dico che come il riso.....anche l’eros l'esperienza più ignota per l'uomo, anche quando più esibita o mal praticata, della vostra cultura e della vostra storia, che vi offre al contempo una sorta di specchio delle radici più remote e cancellate della logica dei vostri odierni comportamenti sessuali. E’ la storia dell' “uomo del desiderio” che dovresti riscrivere.

Nanosecondo: Ma che dici Mercù io sta storia - almeno per me - ci sto provando a riscriverla almeno da sei anni. Ma, più che una storia è un viaggio nel tempo che sto realizzando con l’aiuto della mia moto. Una cosa però l’ho capita: solo se riusciamo a trasformare tutte le nostre paure in desidero di libertà e di rispetto possiamo riscrivere la nostra storia. Ma, poi come faccio a riscriverla da solo sta storia se ci sono tanti protagonisti ed io non posso condizionare nessun per il rispetto del "libero arbitrio"? Per questo ho preso a prestito la storia “riadattata di “Amleto avvisato mezzo salvato”. Se vuoi è una metafora. Le metafore aiutano a superare le paure e trasformarle in desideri un pò come le fiabe. Non credi?

Mercurio: Questa storia di trasformare tutte le paure in desiderio mi sembra che possa essere un rischio. E, poi stai ancora appresso le Fiabe? Faccio un esempio: se l'uomo trasforma le paure della concupiscenza o della libido in desiderio, rischia di mettere in atto come uomo solo le sue voglie e non si sofferma nell’analisi delle pratiche attraverso cui ogni individuo è stato spinto a fermare l'attenzione su se stesso, a decifrarsi, riconoscersi e dichiararsi soggetto di desiderio, mettendo in gioco gli uni con gli altri un certo rapporto che permette loro di scoprire nel desiderio la verità del loro essere, (per questo hanno paura?) sia esso naturale o viziato.

Nanosecondo: Ma dai per te è facile tu sei asessuato e non puoi provare emozioni, per te è facile “non sei umano”, sei un angelo. E, poi lo sai che proprio Voi avete inventato la “morale”. Ma ogni morale, in senso lato, comporta due aspetti, quello dei codici di comportamento e quello delle forme di soggettivazione, nel senso di un possibile dominio di sé o alla formazione di uno stile di vita. Non in riferimento ai divieti e alle prescrizioni ma all'implicazione potere-piacere-sapere. Il "soggetto del desiderio" appare come soggetto capace di organizzare la sua vita a partire dall'esperienza corporea che noi, in termini del tutto moderni, chiamiamo sessualità. Ma la sessualità mica l’ho inventata io? L’ha creata Dio, solo per metterci alla prova per farla diventare violenza e paura o per farla diventare strumento d'amore (?). Tu lo sai meglio di me che la centralità del corpo ha una funzione decisiva nella formazione dell’uomo, quel "se" ……(che spesso uso senza accento)... nel senso dell’andare verso l’altro nel rispetto…(un se non condizionato) ..ma anche senza paure ma solo con amorevole desiderio. E’ proprio attraverso la pratica del “se” …..che nel viaggio …il corpo può emerge come soggetto morale. Per questo vorrei salvare anch’io Amleto!

Mercurio: Ma si hai ragione a salvare Amleto, perché credo che il tuo obiettivo dominante come Clown sia quello di aggirare l'ipotesi repressiva o, più propriamente, di chiarire quello strano complesso di colpa della civiltà contemporanea rispetto alla repressione sessuale come colpa storica, che vi ha preceduto e che ancora vi pesa. La sessualità così intesa mette capo all'individualità, al fatto che ognuno di in ogni caso è esso stesso unico e divino e quindi in quanto tale degno di rispetto.

Nanosecondo: E, poi lo sai anche tu, così come vuole Yorick, spirito del teatro, "...memore del fatto che una verità imparata da un buffone si ricorda per tutta la vita...". Ecco penso che bisogna sforzarsi per cercare di trasformare anche il più malefico delfino del re in pesce, ed ogni pesce in delfino del nuovo re più giusto e meno traditore del primo! E, poi lo stesso "soggetto del desiderio" appare come soggetto capace di organizzare la sua vita, a partire dall'esperienza corporea che ogni umano, in termini del tutto moderni, chiama sessualità. A Mercù… cu sta cosa della morale ci avete detto un sacco di fesserie…. lo sapete benissimo che la centralità del corpo ha una funzione decisiva nella formazione del “se….” (andare verso), poiché è proprio attraverso la pratica di "se corporeo" che la materia vuota .. può riempirsi e colmare con lo spirito i suoi vuoti….e così l'uomo può emergere anche come soggetto “morale”, comprendendo il vero senso della sessualità come nascita e rinascita dell’uomo stesso. Non più nella PAURA ma nel desiderio e nell’amore, senza più paura che produce violenza.

Mercuzio: Uaoo, beh! Deo "confessarti" a Nanos che sono contento di te la tua esperienza di clown mi fà comprendere anche a me a volte che dobbiamo andare tutti a cercare “il difetto” non solo del pensare al peccato, ma del vivere questa vostra forza naturale, questa energia universale della sessualità con amore infinito. Normalmente gli umani (in verità non so cosa pensaere a volte se tu sei umano oppure no!) praticano quattro grandi assi d'esperienza: il rapporto con il corpo, il rapporto con la sposa, il rapporto con gli altri in generale, il rapporto con la verità di voi stessi e della vostra vita mentale e sociale. Forse non lo sai ma già i greci, uomini saggi che vi hanno preceduto sulla vostra terra intorno al Mediterraneo, hanno caratterizzato la loro vita in merito alla sessualità su tre dimensioni: l'aphrodisia che denota l'ambito materiale dell'esperienza del piacere; la chrésis che riguarda le modalità d'uso dei piaceri e la possibilità di procurarseli e di evitarne i danni; l'enkrateia che riguarda la misura, la giusta proporzione nella fruizione e nel godimento. I greci non avevano nozione della sessualità nel senso vostro attuale. Per loro la personalità morale con-cresce e si dispiega con le potenze stesse della corporeità, che bisogna saper bene amministrare e ben investire per essere felici. Da qui la centralità dell'enkrateia che si caratterizza appunto "come una forma attiva di padronanza di sé, che permette di resistere lottare e assicurare il proprio dominio nell'ambito dei desideri e dei piaceri". La sessualità presso i greci si svolge tra il dominio di sé ( mi va bene sta cosa che dici del “se” senza accento nel senso dell’andare verso…..) e il dominio degli altri: possibile il secondo solo se si realizza il primo.

Nanosecondo: Azz! Finalmente su una cosa ci ritroviamo a Mercù….la corporietà è un dato fisico-naturale secondo l'ordine della natura di Dio (?); il corpo è costituito secondo un regime naturale che deve rispettare, per conservare la sua forza ed il suo equilibrio, e la sessualità è relazione di piacere e di amore, è atto di elezione, solo nel rispetto dell’altro. Allora che dici? Lo possiamo salvare ad Amleto?

Mercurio: Beh! Te l’ho già detto. Non mi sento un Becchino..., e credo di poterti dare una mano comunque, anche se ho capito che, come al solito, per non negare il tuo essere Clown, Pagliaccio ti vai ad infilare sempre in storie di merda. Uaooo! A Nanos , mi stai facendo diventare Clown come te! Queste parole non sono certo degne di un Angelo (?) …anzi ormai quasi arcangelo come me!

Nanosecondo: Azz a Mercù!....finalmente una volta che anche tu dubiti del tuo “se……..”?

Mercurio: Beh ,dal momento che parli del mio “sé”, ti voglio confidare che uno dei vostri umani difetti è quello di non sapere che voi giocate sulla triade sessualità-sapere-potere sempre in nome del vostro esuberante “io”. Voi uomini dovreste avere il coraggio una buona volta di esercitare verso voi stessi lo sguardo sovversivo del genealogista. E, dunque, ribaltare la prospettiva dalla quale guardare al potere. Sostituire cioè la “prospettiva a volo d’uccello”, propria dei filosofi che pretendono di dare, dall’alto, una visione globale della sovranità e del potere, con la “prospettiva della rana”, che, da una posizione decentrata, de-angolata, segue la vita reale nelle sue piccolezze, nelle sue apparentemente irrilevanti casualità. È un’analisi dal basso, che deve portare alla luce ciò che si nasconde sotto la superficie dei fenomeni, che si esaminano non il potere sovrano che promana dall’alto e si esercita verso il basso ma i micro poteri (anche e soprattutto individuali) che sono diffusi e in atto a livello del quotidiano, gli effetti che il potere genera nella società, nelle forme della cultura e del sapere. Il potere ,quello vero ,non localizzato solo nelle mani dei governi, parlamenti, aule giudiziarie o delle istituzioni particolari amministrazioni locali, polizie, eserciti che sembrano fatte per trasmettere ordini, farli rispettare e punire chi non obbedisse. Il potere si può esercitare anche da parte di ognuno di noi verso l’altro da “sé”, uomo o donna che siano.

Nanosecondo: A Mercù questa è la cosa che più mi cruccia in questo momento. Lo sai è da un po’ di tempo che con la mia moto del tempo stavo viaggiando sulla via del cerchio...quella che arriva alla soglia del cuore....e dove ho incontrato anche un sacco di persone bellissime, con tutte le sofferenze ed amori. E, quando mi sono trovato difronte a questo problema del eros, del sapere e del potere che dici tu mi sono sognato che mi ero trasformato in Gabbiano e così ho iniziato a vedere il mondo da quella prospettiva. Ora tu mi dici che lo devo vedere con gli occhi di una Rana? ......Sai che ti dico ...che forse hgai ragione adesso ci provo: ...kRA, Cra ,Kra, Cra!

Clown Goccia "spacciatore" di felicità.......

Venerdì sera, il council a cui sono stato invitato da Linda stava finendo nel migliore dei modi, e già avevo il presagio di trascorrere una bella serata.

Linda per venirmi a recuperare, nonostante le sue indicazioni dettagliate, aveva fatto una bella scarpinata a piedi ma questo non le aveva per niente smorzato il gusto di parlare e sorridere ai suoi ospiti.

C'erano, il mio caro vecchio amico Enzo, Simone e Carmelina e avrei conosciuto Luciana, Agostino, Sergio e Laura.

Ci si immerge poi tutti insieme anche in una ricca cena condita da risate e riflessioni fin quanto ci viene a trovare Michele. Recuperato lo svantaggio alimentare e ascoltate un paio di mie barzellette, Michele ci inizia a paventare un pericolo serio per i prossimi anni, lui un medico quindi sa di cosa sta parlando.

Parla della costruzione di un medicinale che permetterà alla nostra mente di migliorare memoria e apprendimento, una sorta di panacea per il genere umano con un solo grande problema, questo medicinale sarà troppo costoso per la gran parte della popolazione, solo pochi aristocratici potranno permettersi questo "viagra" per la mente.

Una considerazione mi salta subito alla mente, come ho fatto io a raggiungere un ottimo stato di equilibrio della mia mente senza mai assumere nessun medicinale, solo con le continue riflessioni, azioni e parole che mi sono dedicato negli ultimi mesi?

A questo punto intervengo alla fine delle considerazioni di Michele: "la risposta più immediata che possiamo dare a questo pericolo, per non precludere al genere umano il piacere di godere della propria mente e consapevolezza, è nutrirli costantemente con degli integratori della mente, meno costosi di qualunque altro medicinale ma, con l'efficacia di ottenere un risultato duraturo e costante nel tempo, ovvio che questo richieda un esercizio continuo mediante l'assunzione di pillole di senso per far accrescere nelle persone la consapevolezza e la autostima necessaria per inseguire le proprie passioni e realizzare i propri sogni."

Ecco che rispunta il mio Clown Goccia!

I mezzi per farlo ce li abbiamo già, le nostre parole e le nostre vite possono essere da esempio alle persone che vogliono seguire questa scelta di vita per non trovarsi un giorno a doversi sentire inferiori a nessuno soprattutto per un disequilibrio economico.

La qual cosa viene condivisa da tutti i presenti alla cena e quindi la serata si chiude consapevoli di aver gettato un bel sassolino nel mare che darà origine sicuramente a qualcosa di interessante e con la massima del buon Confucio: "un lungo viaggio inizia sempre con un piccolo passo."

Clown Goccia
(al secolo Kosta - Costantino Lo Conte)
"Spacciatore di Felicità"

Biografia di un Sorriso, breve quanto una parola giusta detta nel momento giusto" su http://www.iohounsogno.it