martedì 12 gennaio 2010

LA BIBLIOTECA DELL'ANIMA: appuntamento fuori rotta

Un viaggio nel tempo ....fino alla soglia del vostro cuore.

domenica 17 gennaio 2010

ORE 18,00



LA BIBLIOTECA DELL'ANIMA

a casa di Linda Iurato

ARIANO IRPINIO (AV)

Contrada San Tommaso, 19

info/conferma di partecipazione:

la padrona di casa ha il cellulare rotto
chiamatela a casa la sera dopo le 21.00
numero di casa 0825824398!!!!








poesia paesologica .....mente immaginifica

poesia paesologica..

al Clown Nanosecondo

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/01/09/9-gennaio-2/#comments


"guardatevi negli occhi ha detto
mentre leggeva l’infinito di leopardi
nella stanza scura.
pure l’infinito ha le sua mura…."

di Franco Arminio


La questione è: PRENDERSI CURA

http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/01/la-questione-e-prendersi-cura.html

lunedì 11 gennaio 2010

YOGA DELLA RISATA

La Compagnia del Sorriso
di Chieti





ci invita a partecipare

AGLI APPUNTAMENTI di
DI YOGA DELLA RISATA





A PARTIRE DA MERCOLEDI' 13 GENNAIO,
TUTTI I MERCOLEDI' ALLE ORE 21.00
C/O LA LUDOTECA COMUNALE DI VIA AMITERNO a CHIETI SCALO

VI ASPETTANO E VI AUGURANO UN BUON VIAGGIO
IN QUESTO 2010...

"...Anche se a volte di ridere non ne abbiamo...non importa...porta il tuo corpo allo yoga della risata e la tua mente prima o poi lo seguirà..."

INFO:
ASSOCIAZIONE LA COMPAGNIA DEL SORRISO ONLUS
392-8240421/338-9042824

info@lacompagniadelsorriso.org
http://www.lacompagniadelsorriso.org/
http://www.yogadellarisata.it/
http://www.laughteryoga.org/

La questione è: "PRENDERSI CURA! "

Una delle questioni che abbiamo discusso molto in questi giorni di confronto e discussione tra i soci fondatori sui principi e scopi della nostra associazione è stata la questione della “presa in cura” o “meglio del “prendersi cura”.

“Prendersi e cura” è una questione antica quanto il mondo.

L’occasione però è importante e non va tralasciata ad una riflessione anche sui valori educativi, ciò che abbiamo imparato e/o ci hanno insegnato fino adesso, e cosa possiamo fare, o meglio come lo possiamo fare, come clown “dottori” per individuare - nella nostra azione - le modalità di “intervento”, individuata nella nostra “relazione d’aiuto”.

Nel pomeriggio di sabato 10 gennaio 2010 a Grottaminarda (AV) ho partecipato al "1° Seminario sulla Paesologia" organizzato dalla Comunità Provvisoria (Comunità alla quale aderisco e partecipo fin dalla sua costituzione avvenuta due anni fa) http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/01/09/9-gennaio-2/
per cercare anche di spiegare a tutti i "Comunitari Provissori" che centra la figura del Clown "Dottore" nella “presa in cura dei paesi” e con "la paesologia" nuova scienza (?).

Dopo aver spiegato in maniera molto sintetica le origini del Clown (il nome deriva da colonus, clunni: contadino, lo zotico, l’inurbano) colui che pensa sempre di vacche. O il significato di Pagliaccio, colui che cade con la faccia nella paglia e rischia così sempre di fare figure di merda, ho proposto alla platea dei partecipanti un breve esercizio invitando tutti a formare delle coppie e guardarsi negli occhi, nel mentre leggevo la poesia di Leopardi “L’Infinito” (provateci pure voi mentre leggete il testo della poesia):

« Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. »
(Giacomo Leopardi, L'infinito)

…a conclusione della lettura ho chiesto loro di spiegare, con poche parole, cosa avevano provato.

Un signore "provvisorio" mi ha risposto ho: "... pensato a Recanati"; un altro amico - sempre molto "provvisorio" - mi ha risposto: "..ho immaginato uno specchio".

Ora dietro ai versi di questa poesia c’è una presa in cura di sé.

Per Leopardi il desiderio di piacere è destinato a rinnovarsi; ricercando sempre nuove sensazioni, scontrandosi inevitabilmente con il carattere provvisorio della realtà, per terminare al momento della morte.

Secondo questa teoria (teoria del piacere), espressa pure nello Zibaldone, l'uomo non si può appagare di piaceri finiti, ma ha necessità di piaceri infiniti nel numero, nella durata e nell'estensione: tali piaceri, però, non sono possibili nell'esperienza umana. Questo limite, tuttavia, non persiste nel campo dell'immaginazione, che diventa una via d'accesso ad un sentimento di piacere (espresso nell'ultimo verso della poesia di Leopardi) nella fusione con l'infinità del mare dell'essere.

Nella sostanza il piacere avviene attraverso un movimento dell’anima uno specchiarsi nella siepe vedendo al di la di essa, oltre i confini stessi, della realtà e dell’immaginazione. L'Infinito, nella visione leopardiana, non è un infinito reale, ma è frutto dell'immaginazione dell'uomo e, quindi, da trattare in senso metafisico, e non solo. Oggi possiamo anche dire (in maniera scientifica) che può cambiare davvero la realtà.

“Non è la volontà che può mettere in moto le enormi forze che sono dentro di noi, ma la nostra immaginazione”.

Emile Coué, farmacista francese, così ci indicava una strada, molto più potente di una medicina o della stessa volontà, ed oggi sappiamo che la stessa immaginazione può “prendersi cura”, come ogni cambiamento di pensiero può agire sul livello biologico, sulla chimica del nsotro corpo.

Se cambio il mio punto di vista cambia la mia realtà (?).

Dietro queste tecniche ci sono oltre diecimila anni di storia: dai Maya, alle tecniche di meditazione orientali, o le filosofie e nella stessa religione islamiche le varie anime come nel caso dei Sufisti, o dagli Egizi agli Esseni, ecc.

E, già gli specchi (Esseni).

Oggi persino ricerche nel campo delle neuroscienze stanno dimostrando di quanto sia vero è possibile vivere quello che ha vissuto "Alice nel paese delle meraviglia" è incantati anche noi dagli specchi, o dallo specchiarci in un laghetto, possiamo anche immaginarci un infanzia felice, così come lo stesso Leopardi fece quando si specchiò nella siepe. Egli separò il passato dal futuro, come Mosè separò le acque perchè solo "nel mezzo del cammin di nostra vita" posso realizzare un immaginario ed infinito presente.

E copsì dopo aver parlato, parlato, parlato e poi parlato ancora di sogni ad occhi aperti e di come praticare questi sogni, alla fine abbiamo almeno convenuto che uno degli strumenti cardini è l'utopia e che certamente la stessa l’immaginazione può cambiare la realtà e quindi, si può definire un metodo che è nel suo insieme "fuga e lotta".

Tutto l’universo e noi siamo energia, tutto è in movimento.

Una recente ricerca di alcuni scienziati Russi hanno accertato che le parole e le frequenze ( i colori della voce) possono influenzare e riprogrammare il DNA umano che è un Internet biologico, superiore sotto molti aspetti a quello artificiale, e spiegano quindi anche indirettamente l'influenza della mente su di noi e sulla natura in cui siamo immersi.

Attualmente la nostra scienza pensa che solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine, mentre l'altro 90% è considerato “DNA rottame”, i ricercatori russi sono convinti invece che tutto il DNA è utilizzato dalla natura, sia come memorie per la costruzione del nostro corpo e sia come magazzino di informazioni e per la comunicazione dentro e fuori dal nostro corpo.

La struttura del DNA vivente reagisce sempre ai linguaggi codificati trasmessi tramite onde di vario genere, che non sono altro che un codice espresso in frequenze, naturalmente tutto questo funziona solo se si utilizzano le frequenze appropriate, nel senso che bisogna sapere “sintonizzarsi”.

Tale fatto risaputo da millenni, come dicevamo prima, (avendo coscienza che le forme priomordiali della natura sono il cerchio e le spirali), ora può essere provato e spiegato anche scientificamente e ci spiega anche perché l'educazione autogena, l'ipnosi o ad esempio i movimenti oculari (antica filosofia SUFI e/o cose simili), possono avere forti effetti su di noi non solo sul campo psicologico ma anche biologico: eliminando le false credenze.

Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo “cunicoli magnetizzati”. Insomma anche da questa ricerca si evince il fatto su come funziona e comunica tutto l’universo: a pulsazioni che producono onde, vibrazioni, frequenze, armonici, assonanze, dissonanze, ed ancora dell’importanza della componente geometrica come traccia di base per la comprensione della struttura fine della materia (i campi morfogentici di Schaldrake).

Qui il nostro amichissimo Renato Palmieri di Napoli ci ha aiutato anche a fare la "quadratura del cerchio" con la matematica e geometria Pitagorica, trasformando in teorema il V postulato di Euclide.......

..tu forse intendi , questo viver terreno
E tu certo comprendi
Il perché delle cose
Dico tra me pensando:
a che tante facelle?
Che fa l’aria infinita e quel profondo
Infinito sereno? Che vuol dire questa solitudine immensa?
Ed io chi sono?


...E, qui mi faccio aiutare ancora da Leopardi.

Ora leggendo anche questi versi mi chiedo, sul nostro senso dell’agire oggi (ruoli e funzioni) e sugli obiettivi e le strategie della cura, da quale punto di vista scientifica vediamo questo assunto ?

Ripeto: l’oggetto della discussione è il “prendersi cura”.

Dal punto di vista dell’amico che mi ha risposto "..ho visto Recanati"; o dal punto di vista dell’altro amico che mi ha risposto: "..ho immaginato ..uno specchio." (?)

Lo stesso Clown è uno specchio dell'anima? E, se il corpo è lo spirito perchè in esso si è fatto carne la nostra realtà è il corpo e il nostro pensiero è illusione?

Dico ciò avendo coscienza che ci sono ancora altri e tanti diversi punti di vista o livelli di approcci (di pensiero) rispetto al concetto di "prendersi cura" e che in via di principio sono pure tutelati dalla nostra Costituzione.

Quindi nel “prenderci cura” di noi stessi come Clown “Dottori” e come “uomini di medicina” dobbiamo essere coscienti che abbiamo bisogno di comprendere di cosa abbiamo bisogno veramente per vivere meglio e se per fare ciò, abbiamo bisogno ancora di sapere. Se abbiamo bisogno di sapere significa che dobbiamo imparare e per imparare significa che non sappiamo ancora e quindi ci dobbiamo porre in maniera aperta rispetto al desiderio di imparare cio vuoti.

Solo da qui nasce un sapere (tecnico), alrimenti il rischio insito in questa cosa è di farci solo portavoci di un sapere che si trasforma in egemonia di potere quel potere di cui parlava Foucault, e di come esso può essere utilizzato. Cero questo è ruolo dei professionisti: medici e psicoterapeuti, infermieri e terapisti vari e di tutti gli operatori socio sanitari, ma essi sono stati "educati" sulla base di alcune conoscenze questo anche è risaputo.

Ora, avendo coscienza che l’arte e la scienza sono due componenti dello stesso Clown “Dottore”, le stesse sono il frutto dell’osservazione della natura che già le contiene e che i diversi punti di vista possono portarci a considerazioni diverse opzioni come nel caso prima dei due amici.

Quindi l’augurio che faccio a noi stessi, più che invito, resta qeullo che dovremmo tutti essere capaci di interrogarci sugli obiettivi e le strategie di cura del XXI secolo, alla luce anche di nuove ed importanti osservazioni scientifiche: dalla PNEI, alla Biologia Totale e nel campo delle neuroscienze.

In proposito curare oggi significa fare un percorso all’interno dell’approccio ad un “senso di cura” che è radicata nella “esistenza”, considerato che "la malattia è una metafora della vita".

Quindi la cura è radica anche nell’esistenza, degli stessi ruoli e percorsi professionali che hanno dato al senso di cura “uno stare tra…limiti e confini ben definiti” nel mentre oggi ci si affaccia sempre più ad osservare la necessità (naturale) di andare oltre la siepe, avendo coscienza che il campo delle medicine integrate resta il futuro della "presa in cura" delle persone in rapporto ai diversi sistemi terapeutici che se pur antichi come il mondo, andrebbero riscoperti ed osservati da un altro punto di vista, anche alla luce delle nuove conoscenze.

E, quindi c’è necessità di uscire fuori dai confini, fuori dalle rotte abituali, di affidarsi di più agli specchi dell’immaginazione e dei saperi e degli stessi interventi realizzati con modalità anche "non scientificamente" provate. La leggittimità del dubbio.

"Contro il metodo" Paul Feyrabend spiegava qual'era la sua "visione": "la scienza beneficerebbe maggiormente da una tendenza all'anarchismo epistemologico" ma qui è richiesta anche una capacità di confrontarsi con il dubbio (che non tutti hanno) e quindi semmai della possibilità di sperimentarsi, mettersi in gioco.

Il senso del "prendersi cura" quindi può assumere significati diversi da chi lo uso o da chi lo legge.

Il termine anglossassone “to cure” e “to care” dove il primo significa “curare” (guarire una malattia) ed il secondo (therapeiuen) che significa “prendersi cura” della persona nella sua interezza , si concentra e valorizza le capacità attive della persona.

Lo stesso approccio “terapeutico” dell’attività del Clown “Dottore” che per un dato momento si “prende cura” della persona, in una corsia di ospedale o in altri contesti del disagio sociale, si pone di fronte alla persona non come se essa fosse una persona malata, ma come ad una persona e basta, cioè si pone difronte alla sua parte sana. Ovvero privilegiando ciò che uno ha e non ciò che manca.

Ecco il Clown "Dottore" come Leopardi, attraverso la sua immaginazione svolge lo sguardo oltre siepe e non ha paura, in quei luoghi dove infiniti spazi ed universi si possono aprire alla nostra vista.

Alla “cura preventiva”?

Qui ricorro alla filosofia di Heidegger, per intendere la cura come apertura verso se stessi, gli altri e verso il mondo, avendo cura di se , del mondo e degli altri.

Lo stesso Heidegger suggeriva la differenza tra “cura autentica” e “cura inautentica”, dove nella “cura autentica” il soggetto si assume direttamente la “propria cura” e per quanto possibile non la delega agli operatori, se non per capacità o funzioni totalmente compromesse (casi emergenza urgenza).
La “cura inautentica” invece Heidegger considerava il totale abbandono dell’autonomia della cura e la delega ad operatori e professionisti della cura.

Ecco spero che tutti noi siamo sul “prenderci cura” e curare nella visione più corretta e in questo senso sperimentare anche nuove vie, la via del cerchio o del clown scemano.

Nanos

Ops..dimenticavo il clown è certamente un essere che spesso si siede su una pachina ad ammirare il paesaggio....e dialoga con i poeti ed i bambini =(:0)

DIALOGO TRA IL POETA E I BAMBINI

I bambini:
Perchè te ne vai così lontano dalla piazzetta?
Il poeta:
Vado in cerca di maghi
E principesse.
I bambini:
Chi ti Insegnò la strada
Dei poeti?
Il poeta:
La fonte e il ruscello
Della canzone antica.
I bambini:
Te ne vai lontano
Dal mare e dalla terra?
Il poeta:
S’è riempito di luci
il mio cuore di seta,
di campane perdute
di gigli e di api,
e me ne andrò tanto lontano,
più in là dei mari,
accanto alle stelle,
accanto alle stelle,
per chiedere a Cristo
Signore che mi ridoni
la mia anima antica di bambino,
matura di leggende,
con il berretto di piume
e la sciabola di legno.
(Federico Garzia Lorca)


giovedì 7 gennaio 2010

UN AIUTO PER L'EMERGENZA CONGO. DONA ORA!


Aderiamo all'appello:


Anche quest’anno For a Smile Onlus, realizzerà una speciale raccolta fondi per la costruzione di Talitha Cum”, Centro di Accoglienza per bambine di strada di Kinshasa (Congo RdC).

L’azione umanitaria sarà supportata da una capillare campagna di comunicazione sociale a livello nazionale con l’iniziativa “SMS SOLIDALE – 48.5.84” (attivo dal 21 dicembre al 9 gennaio 2010), così doni un euro con il sostegno dei gestori di telefonia mobile e fissa Tim, Vodafone, 3, Wind, e Telecom Italia.

Un ulteriore aiuto dal media partner RTL 102.5 e dall’autorevole testimonial d’eccezione Paola Rivetta, nota giornalista del Tg5.
Quella delle “bambine di strada ” in Congo è una realtà che pochi conoscono fino in fondo, una storia di emarginazione e sevizie, una realtà che For a Smile è stata chiamata ad aiutare, per accogliere, alloggiare e crescere le bambine di strada dai 0 ai 16 anni, figlie della povertà e di una società lacerata. Bambine che hanno perso la famiglia o sono in fuga dalla guerra, bambine senza un posto dove andare. Al Centro di Accoglienza “Talitha Cum” le bambine troveranno accoglienza, speranza e futuro.

Fotoreporter d’eccezione Piero Pomponi inviato speciale di For a Smile Onlus in Congo che ha donato le immagini e i video degli spot.

mercoledì 6 gennaio 2010

Cari Clown Dottori,

tra gli incontri che più in me hanno preso corpo e significato, nel corso di questo anno appena finito, c’è sicuramente quello con voi ( a Flumeri).

Con voi come coscienza gruppale (di sapere, di energia, di movimento).


E con qualcuno di voi, come singolo individuo, frequentato nel breve ed intenso percorso di una giornata d’estate.

Un incontro con voi porta dritti ad ascoltare la risonanza che immediatamente ti si produce dentro. Ed allora, se si ha solo un po’ a cuore la propria emotività, si è obbligati a visitarsi dentro. Non si scampa.

Così, si prende confidenza con molte parti di sé, specie quelle meno controllate, che sono, poi, quelle meno spese. Ed anche più conservate: per chi o per che cosa, non si sa.

L’aspetto più interessante di questo processo di presa di coscienza di sé è che tutto avviene con molta leggerezza e, al tempo stesso, con evidente profondità.

La leggerezza non è tanto quella della piuma, che svolazza civettuola ed a volte inconcludente (va bene anche l’inconcludenza), ma è la leggerezza dell’anima stessa.

L’anima non ama per niente appesantirsi ed affannarsi. Per soddisfare i suoi bisogni di amore e conoscenza si affida allo spazio, al movimento, al volo.

E questa leggerezza, che è la vostra leggerezza di clown, contiene, al tempo stesso, i caratteri della dirompenza.

E’ dirompente, perché distrugge le cose più pericolose e deleterie.

Le cose più pericolose e deleterie sono le cose inutili: i pensieri ripetitivi e sterili, quelli che girano intorno a sé stessi, perché qualcuno li ha convinti che è meglio non andare a visitarsi dentro e a visitare il mondo.

La vostra dirompenza possiede un pregio assai apprezzabile: quando annienta le cose inutili, riesce a saperlo fare con grazia, senza che in giro se ne vedano i cocci o i frammenti.

E’ una deflagrazione potente, ma dolce e gentile, che non lascia strascichi di macerie. Che tutto converte, tutto trasforma incessantemente. Assecondando, molto naturalmente, quello che, poi, è il gioco di trasformazione della vita stessa.

Un secondo aspetto significativo del vostro progetto è quello di sapervi muovere tra ciò che è abituale e certo e ciò che è nuovo ed insicuro.

Il vostro stile di vita diventa un serio ed affidabile generatore di certezze, proprio quando và ad esplorare il nuovo. Per ricavarvi, sempre, elementi da poter innestare nel proprio percorso di vita: indipendentemente se si sceglie di soggiornare ancora un po’ nel “vecchio”, più rassicurante, o di aderire subito al cambiamento, al “nuovo”, più rischioso.

L’importante che nessun nuovo sia quello definitivo. Altrimenti, non si scoprono nuove terre.

E’ vero che le abitudini sono rassicuranti, ma sono quelle che contengono un più concreto potenziale di invecchiamento per l’animo.

Un ultimo, breve, aspetto significativo della vostra filosofia è la vostra pratica del doppio, che ribadisce il convincimento di come in ogni verità sia vero anche il contrario.

Non è il manifesto dell’incoerenza, che a svilire la serietà di un credo umano -religioso etico politico- ma il convincimento che una sola verità di pensiero limiti l’accesso al campo, necessariamente esteso, del sapere e del sentire.

E che una persona, e pure un fatto, contengono dentro di loro, con molta naturalezza, più di una qualità del mondo.

Più ne contengono, più sono ricchi, come un diamante che è tanto più ricco quante più facce contiene.

Mentre scrivo tutto questo, mi accorgo che sto approfittando troppo della vostra compiacenza, seppur così squisitamente dichiarata nel vostro “è stato fantastico incontrarvi” .

Spero, allora, che da questo incontro possano nascere altri più appaganti percorsi. Ed altri più appaganti vissuti.

E, dietro l’angolo, ci sia in agguato per noi un mostro: il meglio.

E spero che questo nuovo anno sia lunghissimo, per farci provare la gioia di abitarlo veramente.

Per pensare, per sorridere, per amare.

Fausto Russo

(Psichiatra, Psicoterapeuta, Professore Università di Tor Vergata,

Presidente della Scuola triennale di Musicoterapia C. Gesualdo (AV))

AUGURI ANCHE A LEI CARISSIMO PROFESSORE E GRAZIE PER LA SUA BELLISSIMA LETTERA.

NEWS MISSIONE "TERABITHIA" in Albania

Come già vi abbiamo annunciato la missione "Terabithia" in Albania è stata momentaneamente sospesa per motivi tecnico - burocratici.

Si sta lavorando su più fronti per far si che possa partire quanto prima ma con una durata maggiore rispetto ai tempi previsti, ossia 5giorni invece di un giorno solo.

Continua comunque la raccolta di materiale da portare ai bambini albanesi.

L'equipe di clownterapia Naukleros ringrazia con tutto il cuore il Comitato Raduno Nazionale Clown Dottori città di Flumeri (SA) e le associazione che hanno già aderito alla missione con i propri clown dottori per l'appoggio e il forte aiuto, i singoli cittadini di Brindisi che si stanno dando da fare per aiutarci a procurare tutto il materiale necessario per la missione, la Nostra Famiglia di Brindisi, la scuola materna S. Francesco di Brindisi, i genitori dei piccoli pazienti dell'U.O. di Pediatria del P.O. "A. Perrino" di Brindisi.

La missione ha ottenuto ufficialmente i seguenti patrocini ad oggi 3gennaio 2010.

- ASL di Brindisi
- CSV Centro Servizi per il Volontariato - Brindisi
- Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale dello Stato - sezione di Brindisi

Clown Stellina da Brindisi (Cristiana Zongoli)