sabato 5 settembre 2009

Clown Sospiranda

caro nanos,

al termine del mio primo giorno da clown ho poi scritto alcune cose, che sono incapace di pubblicare su facebook o sul blog del radunonazionaleclowndottori, che ho visitato, perchè diciamo che l'uso delle tecnologie non mi viene naturale. ad ogni modo ho pensato, quindi, di mandare a te, mio "battezzatore clown", quel flusso di pensieri tradotti in scritto:


mi abbassai e mi alzai: il mio viso, arrivato dal basso, era lì riflesso; era il mio viso, ma era anche un' immagine. questa aveva un'anima, abbiamo incrociato gli sguardi, io e l'anima dell'immagine, e ci siamo sorrise. il sorriso che mi rivolgeva non era quello cordiale di chi è già contenuto dalla conoscenza della buona educazione; era quello di chi è corto, ma la sa lunga la canzone; era animato dallo sguardo di chi non conosce il male, ma neanche il bene, perchè tutto è nuovo, uno sguardo che esprimeva la vispa irrequietudine della scoperta e dell'immaginazione. a dire il vero il sorriso rammentava un pò quello di quando ero piccola. io, quando ero piccola, avevo i boccoli candidi e gli occhi azzurri,che rimandavano alla figura convenzionalmente riconosciuta della serena bontà,già rivoluzionata dallo sguardo di vispa irrequietudine,che rammentava un pò quello dell' l'immagine con l'anima.io, quando ero piccola,dall'interno delle mie inconsapevoli sembianze angeliche, da sempre termine di un vivace ossimoro, nascondevo le mani dietro la schiena, fisciettando passegiavo e...sorridevo, interrogando con uno sguardo pieno di certezze.

alla fine mi riappropriai del mio riflesso e presi a cancellare, almeno nell'apparenza + esteriore, il naso rosso che aveva dato inizio alla mia prima giornata da clown. la notte osservai lo zainetto, ai piedi del mio letto,e mi sembrava, dunque, una valigia da clown, la mia personale.

ed ero clown. lo ero mentre scrutavo le stelle dondolandomi e camminavo senza percepire l'avanti e l'indietro,alcuna direzione o meta,perchè senza rifletterci l'avevo imparato che l'importante è il viaggio, non raggiungere la meta. in quel momento il mio viaggio era fissare sopra di me e tutta me stessa viveva quegli attimi solo per ciò che aveva catturato la sua attenzione; esistevo per intero in quella meraviglia senza riserve.

ero clown mentre guardavo talmente in alto da rischiare di cadere in basso, ero clown in bilico tra cielo e terra, a morsicarmi il labbro, sgranando gli occhi.
ed ero io, quel clown che non ha saputo far altro che racchiudere tutto quanto in un sospiro.

grazie per avermi dedicato la tua attenzione, a presto,
Clown Sospiranda

venerdì 4 settembre 2009

IL COUNCIL DELLA LUNA PIENA

Raffaela: "Nanos vieni stasera c'è la luna piena? Ci sono anche i miei amici. Vogliamo fare un cerchio con te."

Nanos: "Certo che vengo, a stasera amica mia."


p.s. lo abbiamo dedicato, magicamente, al silenzio.

"A voi (clown) temerari della ricerca e del tentativo, e a chiunque si sia mai imbarcato (su una zattera) con ingengnose vele su mari terribili (fuori rotta), - a voi, ebbri di enigmi e lieti alla luce del crepuscolo, a voi le cui anime suoni di flauto indicono a perdersi in baratri labirintici....(in una biblioteca dove posso solo custodirvi nel mio cuore...)......"
(intercalari di Nanos da Friederich Nietzsche)

"tutto il resto è silenzio....."

(George Bataille)

Dialogo immaginifico che ...vuole farsi realista tra Nanosecondo e Mercurzio il suo angelo

Carissimo Mercurzio....angelo mio,
te l'ho detto un sacco di volte di non lasciarmi incustodito. specialmente quando sono costretto a viaggiare con la mia moto del tempo.


- Ma la libertà è stata una tua scelta, umana troppo umana ,caro Nanos. Dov'è finito il Clown che è dentro di te? Io non sono un custode ....sono un immortale o un personaggio da tragedia letteraria se preferisci.Sono Mercuzio e le mie parole volano come il vento di primavera e non sono solide come le tue. Ma raccontami di questo tua esperienza tutta umana.

- Sono tronato ieri sera da Civita di Bagno, frazione dell'aquila in abbruzzo. La situazione li è drammatica. Ho trovato una situazione peggiore dei due interventi di aprile, a quattro giorni dal terremoto e di maggio. Le macerie ormai le hanno anche nel cuore. Tra gli stessi abitanti si sono create situazioni di risentimenti e rancori antichi (forse). Per cui chi abita nelle tendopoli per certi versi viene visto come uno straniero rispetto a chi vive in casa perchè non danneggiata.

- Vedo che il vecchio vizio della politica e della sociologia riesce ancora a condizionare la tua fantasia, le tue emozioni.E i sogni dove sono finiti ?Un soffio di luce e un soffio 'aria e....via !? Sento che sta facendo capolino nell tuo cuore anche il vecchio vizio logico dei filosofi che tanto mi sono stati di compagnia nella mia gioventù.Finiremo di riprendere il vizio di continuare a torturarci con le domande impegnative: cosè la vita, la morte, il mistero della felicità ,dell'amore .No ,per carità di Dio...Ma continua il tuo racconto ...mi intriga molto.

- Tra gli stessi abitanti delle tendopoli si sono acuite più che le paure, la rassegnazione, la non speranza e quindi i risentimenti e l'aggressività è aumentata. Spesso succedono litigi. I bambini rischiano di essere dimenticati.

---Ah ,ah anche la psicologia ....non c'è rimedio al peggio....speriamo solo che non tiri fuori l'etica....sarebbe la fine della clowneria non solo come professione ma anche come speranza.

- Va bene ma io ho bisogno comunque di raccontare... Quando siamo arrivati nel campo con 40° all'ombra ci siamo resi conto che non c'era neppure una doccia all'aperto. Per questo ci siamo inventati come clown una piscina di fortuna per far giocare i bambini coinvolgendo anche gli adulti a partecipare alla costruzione. Dopo un pò sono uscite due piccole piscine gonfiabili che alcuni genitori tenevono a casa ma si era dimenticati di andarle a prendere. Alla fine abbiamo trasformato il campo in un piccolo villaggio valtour con bagnini clown e rianimatori per il risveglio muscolare. Certo con tutti i problemi che hanno l'ultimo pensiero per loro era fare una piscina per far giocare i bambini, ma anche per giocare loro insieme ai loro bambini. Un bambino mi ha pure detto che andavano a fianco in un'altro campo, ma li si era creata una situazione ai confini del paradosso; venivano visti e vissuti come stranieri.

- Ecco il moralista o l'educatore...attento, Nanos, sei su una brutta china. Avevo notato negli ultimi tempi che il tuo vecchio "io" solido e logico voleva prendersi delle rivincite su un presunto e troppo veloce annichilimento. Forse abbiamo perso anche noi il vero senso tragico del comico!Ma "adelante , Nanos, con juicio"!

- Be speriamo ,ho pensato, solo che alla fine siamo riusciti a spezzare questi schemi che si sono creati, certo non per colpa loro. Il clima è pesante. Spero che presto possano ritornare ognuno nelle loro case. Bisogna fare presto però. Per questo la sera prima del nostro ritorno abbiamo fatto un gioco: costruire insieme una macchina speciale per costruire? Una casa! Ha risposto una signora. E, cosi abbiamo chiamato le persone ed ognuna di lor faceva un pezzo della casa, mimando un gesto attinente ed un rumore con la bocca. Chi le fondamenta antisismiche, chi la stanza da letto matrimoniale, la stanza dei bimbi piccoli e degli adolescenti, la cucina la sala da pranzo ed il soggiorno, doppio servizio ed alla fine due piccoli bambini hanno fatto i fiori. Ecco le cose che noi viviamo qui mi sembrano piccola cosa, ma come queste che ti ho detto hanno bisogno di chiarezza e garanzie per il futuro tutto qui. Noi come clown ci possiamo mettere solo la nostra immaginazione più che la volontà.

- A parte il pistolotto finale come 'morale della favola' sento che il clown che è in te non è del tutto vinto da i mortali con i loro problemi di sempre che comunque credono ancora alla politica, alla sociologia, alla psicologia e peggio alla etica .

A tale proposito chiudo con un ricordo di un mio vecchio amico 'angelo' che doveva custodire gli uomini sopra Berlino in un momento molto più tragico della loro storia nzionale di quello che state vivendo voi in Italia........in modo farsesco con quel vostro buffo e ridicolo Presidente del consiglio.

http://www.youtube.com/watch?v=YdVsOresZHk

Auguri comunque perchè per il futuro avrete molto da lavorare e noi angeli siamo impegnati in situazioni e problemi più serie e tragici........

Ma cosa c'è di più serio e tragico di tutto questo? L'amore.





DIFFERENZIAMOCI COSI' SENZA INCENERITOR

Mpia, GRAZIE e GRATTATINE DI SCHIENA!

I clown hanno a che fare MOLTO ANCHE LORO con la FOLLIA DEGLI INCENERITORI: eliminano il CDR emozionale, i rifiuti tossici emotivi, rifiuti atavici speciali, e dissolvono i cattivi pensieri con microrganismi di cacca, puzze e rutti liberi! e, TANTE BOLLE DI SAPONE.

Qualche volta mi sono fatta i microrganismi con le caccole di nAso e oRecCHio!

FUNZIONANO CHE E' UNA MERAVIGLIA!!!!

nANOS ....sTA BREVETTANDO QUELLI DI OMBELICO....ma vi lascio immaginare.... è un romanticone mo sì è messo pure a cantare strane canzoni.....

Clown Caramella


comitato civico per la differenziata
Prezzo:
completamente gratuito ma immensamente gratificante
Inizio:
venerdì 4 settembre 2009 alle ore 20.00
Fine:
domenica 6 settembre 2009 alle ore 23.00
Luogo:
Festa dell strupp'l
Indirizzo:
piazza
Città/Paese:
San Salvatore Telesino, Italy
Guarda la mappa di Google
Google
Telefono:
3332923228
E-mail:
mapia_c@libero.it

Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas..
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas....

Ne pas faut s’oublier
Stu sacchett.....
Ne pas faut s’oublier
Stu sacchett....

Le long des routes,
Dans les prés
Ou dans la mer,
Ma chimie
est puissante
et peut vous
laisser mourir
laisser mourir
lentement...lentement

Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas...
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas....
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Nous avons inventé des mots
que même les plus idiotes clown ...
comprendra.


Arrangiament director orchestRa Nanos
cantano&filano i Clown ........
Banda Suonatori per Suonati

UN MONUMENTO AL CLOWN KIRIKIRIKI A CAPUA

Il testo della petizione da inviare al SINDACO DI CAPUA ed al Consiglio Comunale dovrebbe essere semplicemente:

Pregiatissimo Primo Cittadino di Capua e Consiglieri,

abbiamo conosciuto un vostro illustre concittadino, era un uomo intero: clown e perfino dottore.

Lui camminava e viaggiava fuori dalle rotte abituali, eppure aveva i piedi ben piantati per terra.

Lo vorremo ricordare insieme a voi così com'era, semplicemente clown dottore.

Nel prendersi cura dei mali del mondo non si è ricordato dei suoi.

Grazie per la vostra attenzione.

Firmato Le associazioni Clown Dottori, i soci ed i concittadini

giovedì 3 settembre 2009

Gli angeli sono immortali..perchè tengono la moto del tempo!

Siamo tornati tutti con le macerie nel cuore dall’ultima missione in Abruzzo. Questa mattina mentre scendevo le scale di casa un altra scossa: ore 7,35 del 03/08/2009.

Appena accendo il cellulare per andare in ospedale, un messaggio da Clown Tigrotta (Tiziana Iervolino - Presidente dell’Associazione Arcobaleno Marco Iagulli di Battipaglia-SA) :





“2 AGOSTO E’ MORTO UN ANGELO ENZIX..CLOWN DOTTORE KIRIKI RIKI".
(Clown KIRIKi RIki al secolo Pontillo Consiglio detto Enzix).
Una botta al cuore, me la sono sentita tutta. Cuore, occhi e lacrime ormai hanno via diretta. Le lacrime mi scendevano a fiume. Non le controllavo più. Non avevo fazzolettini in tasca. A piedi mi sono fatto i duecento metri da casa fino alla fermata dell’autobus. Ho la macchina dal meccanico in questi giorni, ad averla avrei potuto piangere senza sforzarmi per trattenerle. Cosa peggiore non tenevo manco i miei occhiali da sole. Continuavo a piangere. Veniva tutto giù come un torrente in piena, non potevo farci niente. Ho solo comprato i biglietti per l’autobus ed i fazzolettini dal tabaccaio li vicino. Tutti mi guardavano ma io non vedevo più nessuno. Era più forte di me non riuscivo a nascondere il mio dolore. Non mi sento più capace da anni di nascondere il mio dolore, ormai Nanosecondo, il mio clown, mi ha fatto superare anche la paura peggiore per un uomo: la vergogna di piangere.

Pensavo a quando, sei anni fa, insieme a lui provammo per la prima volta la mia moto del tempo.

Con mille altri ricordi sono finalmente riuscito salire sull’autobus almeno qui mi sarei riuscito a nascondere.

Ma che! Mi ha salutato una signora che non avevo neppure riconosciuto in quel momento.


Era Anna, una collega. Lavora con me in farmacia. Mi ha visto piangere e mi ha chiesto: “Enzo che ti è successo?” Ho pensato che diamine non riesco a sfuggire a nessuno stamattina ...e, così gli ho risposto… “E’ morto un Clown….si chiamava KiriKiriki.”

KirikiriKi è stato il mio primo coopilota collaudatore della mia moto del tempo…il primo giro di prova l’ho fatto con lui.

E’ stato lui che mi disse: “Nanos t’arraccumann nun’vulà chiù dell’angelo”; ed io: “che ti cachi sotto? Dai mettiti il casco questo è speciale è ad effetto memoria solo se sbatti si fa duro…". Con una botta alla leva della messa in moto ed un accellarata del motore vibrazione emozionale celebrale specchiandoci simultaneamente ci SCONFIGURAMMO nello SPAZIO TEMPO per la prima volta….uaooooo
(era il primo anno di Taurasi a destra nella foto lui era il mio coopilota collaudatore)
UAOO! Fu bellissimo, uno sballo!

La gente che era rimasta nella piazza ad assistere alla nostra partenza, li vedemmo al nostro ritorno, che si stavano schiattavano sotto dalle risate, gli prestammo i pannolini.

Dopo alcuni giorni mi chiamò a telefono e mi disse: "..a Nanos ti dispiace se me la faccio anch’io la moto del tempo? Ed io "aho! Ma, si scem?" E, lui: "lo sapevo che ti dispiaceva! Nel gioco degli equivoci gli diedi corda: lo sai l’ho dovuta brevettare ho speso un sacco di soldi." E lui: “adesso non tengo una lira per pagarti il brevetto.. però se mi dai un po di tempo, potrò pagarti. Sai pensavo di fare degli spettacoli a cappello per strada e guadagnare un po’ di soldi (stava sempre al verde)". Ed io, "..e, va bé! Me li dai quando li tieni". E, lui: “mi hai fatto l’uomo più felice del mondo.”

“Non esageriamo adesso però!” gli risposi... e, così ci mettemmo a ridere come forsennati!

La mia bastardaggine e la sua disarmante semplicità mi diedero modo in seguito di assistere alla scena clown più bella che ho mai visto fatta da lui.

Un giorno mi chiamò e mi disse: “Nanos posso venire a casa tua? Ho trovato i pezzi per farmi la moto del tempo anch’io, ma non ho capito ancora come metterli insieme…e poi il primo giro me lo voglio fare con te."

"Uaoo!!!… - gli risposi - per me è un onore costruirti la tua moto del tempo."

Arrivò alle 15,00 puntualissimo alla stazione di Salerno. Faceva dei giri impensabili per venire da Capua in treno fino a Salerno. Era un viaggio vero il suo...per non parlare del ritorno: ai confini della realtà.

In verità ero arrivato anche io puntuale. Ero uscito dal lavoro in ospedale in tempo utile. Lo andai a prendere alla stazione, ma la scena che mi si parò davanti al parabrezza fu di una comicità estrema, e così mi trattenni dal chiamarlo.

Stava fermo sul marciapiedi con una valigia di cartone. Teneva un cappotto (normale) esageratamente clown. La sua figura veniva fuori in quella situazione come un clown a prescindere, ma che dico lui era un uomo senza tempo e per questo clown.
Non vedevo nessuna distinzione tra lui persona e il suo clown. Aveva un cappotto di misure spropositate per la sua statura, scarpe del nonno e una cravatta inverosimile del simil elegante. Valige e sacchi con ferri che venivano fuori in malo modo. Un faro di una vecchia moto ed altri attrezzi strani.

Al solo guardalo fermo sul quel marciappiedi sotto la stazione, con tutti gli accessori clown, con la gente intorno che lo guardava incuriosito, mi tenne li mezz’ora inchiodato, mentre lui non mi vedeva …a godermi quella scena di un estrema e struggente comicità. Nessuna foto potrebbe darvi l'immagine e le sensazioni che provai quel giorno. Era un turbino tra tristezza, pietà, ironia e gioia immensa.

E, si lo ammetto si tratta proprio di essere bastardi a farlo aspettare in quel modo, ma che volete era troppo bella quella situazione per non poterne approfittare. Ridevo ed anche quella volta mi vennero le lacrime agli occhi ma ero seduto in macchina e solo come uno scemo, ridevo e piaggevo.
La gente che gli stava intorno o che passava di li in tutta fretta si fermava di botto e se lo contemplava con una faccia che cambiava emozione ogni tre secondi: seriosa, sorridente, curiosa, impacciata, incazzata, insomma alla fine ridevano. Ma la cosa che mi accorsi subito che lui era veramente capace di ridere di se, si stava divertendo davvero tanto anche lui.

Li mi accorsi che lui era un clown vero. Non costruito. Non c’era bisogno che si vestisse da clown, lui era clown e basta. Con qualsiasi abito che indossava. La gente lo guardava e rideva e lui rideva con loro della sua goffaggine. Lui rideva di se.

Da lontano godetti, con il mio margine di bastardaggine ormai al limite della creanza, di questa scena, senza nessuna aspettativa, se non la sua di me. Era troppo bella per interrompermela. E, quando mi resi conto che non era così solo per me, prolungai la mia attesa anche per il suo divertimento.

C’è un esercizio che faccio fare nel mio laboratorio alla ricerca del tuo clown che si chiama la metropolitana ….e li nacque anche questa riflessione sulla figura della neutralità del clown. Il non fare niente ma, semplicemente aspettare che accada e semmai o passi la metropolitana o che qualcuno passa a prenderti, come nel caso io allora.

Anche i tassisti in questo gioco degli equivoci pensavano che avesse bisogno di loro e lui gentile faceva cenno di no ed i clienti si dovevano districare tra i suoi bagagli inverosimili accatastati li sul marciapiede che intralciavano anche un pò l’uscita dalla stazione ferroviaria di Salerno.

Lui non faceva assolutamente niente, eppure era proprio questa sua assurda dimensione di naturalezza seriosa e di neutralità che dava un immagine grandiosa della forza del suo clown. Lui non doveva far niente per far ridere, bastava solo che fosse lì, con tutto se stesso e la voglia di costruirsi la sua moto del tempo questo era il suo alto ideale!

Per questo ho pensato stamattina che gli dei non lo possono uccidere: lui era già un angelo prima; angelo con il naso rosso.

E, fu così che il suo spettacolo inconsapevole, ma non so fino a che punto perché ad un certo punto incominciò con la sua imbranatezza ad interagire con la gente che rideva di questa scena, sorridendo anche lui e consapevole della sua coffaggine e della situazione strana che si era creata, rideva divertito anche lui.

Quando misi fine a questa situazione, avvicinandomi a lui gli dissi: “Scusami se ho fatto tardi?”
E, lui “non ti preoccupare mi sono divertito ad aspettarti!”

Non so dirvi se lui era stato al mio gioco. Non mi ha mai detto se mi avesse visto arrivare anche se in quel suo dire lessi la sua capacità di percezione della realtà ed ebbi la conferma della sua grandezza di Clown.

Ecco perchè spesso ripeto la frase detta tanti anni fa da un'altro grande Clown ...Walter Chiari.... "Clown lo si è tutti i giorni o non lo sì è" e così ho capito anche perchè quando esci sul palco della vita, come uomo e/o clown devi avere sempre un grande ideale se non gli dei ti uccidono. Lui questo ideale lo aveva sempre, anche adesso e per questo che lui non può morire.

In quel momento il suo alto ideale era: costruirsi la moto del tempo! Io credo che adesso ne abbia un'altro: la sta usando!

E, così finalmente salì in macchina, andammo a casa mia a Pontecagnano e gli costruii la sua moto del tempo. Passammo mezza giornata insieme. Mezza giornata che non ricordavo manco più e che oggi di botto mi è tornata vivissima, lucidata.

Il primo giro ce lo facemmo giù nel cortile del mio palazzo. La sera lo riaccompagni alla stazione aveva il treno alle 22.00 circa, lo vidi da lontano con i pezzi ormai assemblati. Lo vidi sorridente girarsi a salutarmi e ringranziare: "Grazie Nanos...adesso ho anch’io la moto". E, scomparve su per la scala che porta ai binari.

Il giorno dopo lo richiamai, mi disse che aveva perso il treno e fu costretto ad aspettarne un altro che partì alle 03,00 del mattino. Mi incazzai di brutto e gli dissi: "ma perchè non mi hai richiamato a casa o sul cellulare! Te ne venivi a dormire a casa mia? Mi sentivo anche in colpa per non essermi assicurato della sua partenza."

E, lui candidamente mi disse: “.. ma, non ti preoccupare Nanos sono stato in compagnia di altri amici, nella sala d’attesa della stazione di Salerno e gli ho spiegato come funziona la mia moto del tempo...”.

E, così anch'io stamattina in compagnia di Anna (la mia collega) e di questi ricordi, il mio viaggio in autobus da casa fino in ospedale è durato una vita. E, si per ogni clown 1 nanosecondo ho mille anni è lo stesso, per questo lui è immortale nel mio cuore.

Certo, diciamo sempre quando ci muore qualcuno a noi caro che se nè andato o che è morto un pezzo di noi.
Io, invece oggi, ho provato che non è così, esso vive attraverso noi. Oggi ho più consapevolezza di questo, anche perchè so dove lo posso ritrovare................uaooo! E, poi lo sanno tutti che gli angeli con il naso rosso sono immortali!

E, così il torrente è diventato un laghetto, sui miei occhiali da "vicino", che tengo appesi con un laccio al collo. E , mi sono speccchiato in questo laghetto ed ho visto "lontano". Mi salutava mentre correva in una goccia d'acqua con la sua moto del tempo. Come un fermo immagine ho pensato (chi sà perchè) ai culi di bottiglia, e mi sono messo a ridere da solo.
Eravamo arrivati davanti l'ospedale, siamo scesi con Anna.

E, così ho risposto al messaggio di Clown Tigrotta: Ma sei scema non lo sai ancora che gli angeli non muoiono mai…..!”.

Approposito, ora devo chiamare Mercurzio, il mio angelo custode, devo chiedergli se l’ha visto arrivare, così prima di accoglierlo, anche lui, si godesse come me l’attesa d’incontralo alla stazione: si sganascerà dal ridere!

State tranquilli Lui è andato solo alla ricerca dei colori e dell’armonia: alla ricerca del Meraviglioso Melograno per rigenerare il colore rosso; nel villaggio dei Sioux per prendere il colibrì, l’uccello magico che vive nella landa indiana, per far risplendere l’arancione ed infine, a Castel del Monte, dove è nascosto il prezioso Nautilus d’oro, dal quale sgorgherà di nuovo il colore giallo” e così con tutti questi colori potrà costruire tante altre moto del tempo, per tutti noi.

Enzix , che la bellezza ti circondi,
Nanos

mercoledì 2 settembre 2009

Clown Dottoressa Caramella

Una mattina sul presto arrivano al campo di Civita tre psicologhe vere, che facevano base al COM 4 (centro operativo mobile) di Pianola. Io ero già apparata da clown. Il capo campo, con aria solenne, me le presenta, non sapendo che anche io ero psicologa. Mi avvicino gongolando a braccia aperte "Ciao belle gnocche di colleghe!" Lo sguardo seguente tra loro e il capo campo era molto esplicito, un pò anche compassionevole.

Io sono stata proprio orgogliosa di essere (anche) clown!

In mattinata poi ho avuto il colpo di genio: visto che la piscina vera che la protezione civile aveva montato (su sollecitazione immaginifica della piscina immaginaria che avevamo creato noi clown il primo giorno) era paurosamente bucata in un punto, ho proposto di raccogliere tutte le sputazze e le rasche del campo in barattoli anche non sterili, che potessero servire all'uopo.

Dopo un pò ho compreso anche lo sguardo di commiserazione delle psicologhe vere.

Forse le psicologhe (overe) rasche, sputi, rutti e scoregge non li fanno mai?

Clown "Dottoressa" Caramella

fù Patagoschia