venerdì 3 settembre 2010

Il Clown, il Filosofo e gli Angeli

Il clown è stato variamente descritto e definito. Il filosofo viceversa, non come semplice espositore di filosofie eterogenee, è un argomento sempre vergine e pieno di incognite e di pericoli.
Il clown più che un linguaggio è una esperienza trasformativa e pretende con la leggerezza del sorriso trasformare ogni attività ed inattività al di là degli atti e delle performance che mette in opera .

Vuole tramutare prima di tutto la sua vita interiore una volta scoperto questa aria rarefatta di leggerezza nel respiro d’alta montagna. E in questa profonda metamorfosi intima e totale egli pretende di estirpare ogni identificazione con la sua persona sociale e storica arrivando a non riconoscersi nell’individuo che sembra essere (maschera) - nato da certi genitori in certa data, con suo carico di conoscenze, esperienze e ricordi, e si identifica con l’essere in quanto tale.

Potrebbe paradossalmente ed a buon ragione, gridare a tutti con un sorriso a 120 gradi “sono figlio del cielo e della terra …. sono figlio del sole e della luna”….. “sono della stessa sostanza dei sogni”.





IL FILOSOFO CLOWN

L’uomo normale può anche essere “uno, nessuno, centomila” sul palcoscenico del suo mondo reale il clown aspira allo zero assoluto come via di perfezionamento sempre più alto ed eccelso senza la pretesa e obiettivo di insegnare o raggiungere nessuna dottrina.

Il clown non è mai un individuo isolato ha bisogno degli altri e aspira ad essere amato ed accettato dalle comunità civili e politiche senza la pretesa di indicare modelli ma con la libertà di non esserne ingabbiato.
Il suo è un particolare modo di fare esercizi di esperienza degli altri, malati bisognosi di cure mediche, cittadini di cure politiche, persone di cure d’amore … con un modo diverso e nuovo di guardare e vivere il mondo, gli uomini e le cose.

E’ un modo di “entrare nei panni degli altri” con stupore ,disponibilità e meraviglia sia si tratta degli indiani d’America, di un bambino triste, di un sindaco distratto, di un assessore disponibile o di una mosca che si posa silenziosa e fastidiosa sulla nostra mano.
Cercando solo di pensare, vivere per approssimare ogni uomo all’altro uomo e a tutti gli esseri viventi. In questo gioco di specchi il clown e il filosofo amano confrontarsi e confondersi agli occhi degli altri. Questo e il gioco gioioso che ad Apice bella e ridente cittadina delle colline verdi di Benevento abbiamo impiantato in una serata dal tramonto luminoso e terso di fine agosto.


I CLOWN , IL FILOSOFO & gli ANGELI

E, così che il Clown Nanosecondo, il “filosofo” Mercuzio a volte anche LUI un pò Angelo e tutti gli altri angeli: il Sindaco ...anzi Sindachessa, l’Assessore, il Medico dell’emergenza e quello che si prende cura in ospedale di noi tutti quando ne abbiamo bisogno ……. e poi Mecala, Carmella, Ndruccio, Supply, Bette, Trombele, Scimmietta e tutti i clown del firmamento che si prendono cura, ma soprattutto tante belle facce sorridenti e di bambini e adulti aperti al gioco, alla bellezza e alla leggerezza del vivere nello spirito del “clown” hanno realizzato tutti insieme un cerchio di giochi, dove come tante gocce d’acqua tutti hanno brillato in trasparenza, conservando ognuno dentro di sé con riserbo e generosità per il giorno dopo un pizzico di nostalgia.

Una serata miliare, educativa e fondativa per la nostra giovane associazione. Un nuovo appuntamento è già in programma ad Apice per il 14 settembre sempre alle ore 20,00 in piazza Papa Giovanni XXIII, per raccontare una nuova storia d'amore.

Le nostre sono tutte processioni d'ammore.


Prof. Mauro Orlando
Presidente Onorario Comunità RNCD

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