martedì 15 dicembre 2009

Appuntamento fuori rotta: LA BIBLIOTECA dell'ANIMA

il Cerchio del Council
16 GENNAIO 2010
ORE 17.00
"LA BIBLIOTECA DELL'ANIMA"
a casa di Linda Iurato
ARIANO IRPINIO (AV)
Contrada San Tommaso, 19

info e conferme per la partecipazione (tutto aggratis):
lindaiurato@yahoo.it

nanosecondo54@alice.it

Ma che cosa è "La Biblioteca dell'Anima"?

La via del council (o biblioteca dell'anima) è una tradizione antica. In italia molte persone oggi praticano la via del council. La via del council o la via del cerchio può essere fatta risalire agli albori del mondo, a quella necessita degli uomini di riunirsi intorno ad un fuoco e parlare con il cuore e/o raccontarsi le loro storie. La Lega degli Irochesi (che ebbero una grande influenza sulla creazione di questa forma ed i nativi delle pianure e dei villaggi sud occidentali. La pratica tradizionale del council (il cerchio delle persone) è anche emersa in modalità contemporanee nella stessa Chiesa cattolica dei Nativi Americani. Anche una fonte autorevole come l'Iliade di Omero, contiene dei riferimenti ai cerchi ed al council.
Di recente, poi, abbiamo scoperto che lo spirito del council è molto presente anche nel mondo islamico. Nel giorno delle preghiere, si sceglie una persona che dovrà reggere il bastone e dovrà rappresentare colui che parla all'assemblea, come fece Maometto sulla montagna.
La nostra esplorazione della via del cerchio (council), attraverso i nostri appuntamenti fuori rotta, è stata però solo in parte ispirata dalle tradizioni dei nativi americani. Altre influenze derivano dalla saggezza degli incontri dei quaccheri, dalle riunioni familiari aperte e da molte tecniche contemporanee delle dinamiche di gruppo e di comunciazione non violenta che da qui hanno preso ispirazioni.

La Ojai Foundation e altre organizzazioni a livello internazionale, cercano di abbracciare le differenze culturali e onorare il sacro in tutte le tradizioni spirituali, incarnano l'essenza del council e sostengono questa pratica.ù
Uno dei testi che ha ispirato la nostra pratica è stato quello di Manitonquant "Ritorno alla Creazione" (Manitonquant significa Medicina Story "storia della medicina".
Quindi che i cerchi del council facciano bene alla salute lo sapevamo già da un pezzo e ci fà piacere che ora questa cosa la scoprono anche molti altri "specialisti della salute":
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2009/09/la-biblioteca-dellanima-diventa.html .
Certo nell’applicare il council a situazioni attuali abbiamo condiviso le preoccupazioni di molti, nativi americani e altri, sull'appropriazione di "cerimonie sacre" proprie di una cultura da parte di altre. Il nostro scopo è sempre stato quello di praticare una forma di council che "onori lo spirito" delle antiche cerimonie senza la pretesa di essere tradizionali.
Noi crediamo che le diverse forme di council appartengono a tutte le persone che si incontrano in un cerchio per accogliere la sfida di ascoltare e parlare dal cuore.
Le intenzioni (se volete regole) del cerchio del council sono molto semplici: parlare con il cuore; essere concisi; evitare citazioni; parlare di sé; non giudicare; non esprimere opinioni su quello che dicono o raccontano gli altri; non interrompere (se stessi e gli altri); la riservatezza (qualsiasi cosa viene detta nel cerchio deve restare nel cerchio). La funzione del facilitatore non è altra che quella di accompagnare il processo facendo rispettare le intenzioni e partecipando anch'egli al cerchio. Così seduti a terra in cerchio tutti sono maestri e la magia gentile si compie.

IL CERCHIO DEL DONO

Il dono verso gli altri (paesi o persone) è semplicemente il trasferimento di soldi, di risorse o di beni. Senza che ce ne rendessimo conto, nella nostra società pian piano l’idea di benessere collettivo, sociale, è diventata un’idea sempre più economica, lo stesso “mercato" del volontariato è oggi sfruttato a fin di lucro.

Lo stesso concetto di solidarietà, molto vicino al concetto di dono, si sta perdendo se non nel consumarsi come condizione di potere da esercitare nei confronti dei donati da parte del donatore. Questa esperienza l’ho consumata già tutta da tempo e solo grazie alla mia moto del tempo sono potuto fuggire "abbandonando.. me stesso".

Il dono quindi rischia di “essere” anch’esso come ogni "prestazione di beni e servizi" che viene fatta senza semmai “garanzia” di avere una restituzione in cambio. Dono per ricevere?

La cosa è che il dono andrebbe pensato non come un oggetto che si scambia, ma come un rapporto, come qualcosa che crea legame sociale, come un movimento, una rivoluzione.

Ecco, io credo che nella parola “abbandonarsi” ci sia l’essenza del dono.

Il dono è la capacità del nostro essere di “abban-dona-rsi”.

Lasciarsi andare per non “ardere”.

Il dono quindi come movimento. Il dono come il nostro respiro, e come il respiro ci accompagna tutta la vita, stare nell’abban-dono del dono ci fa vivere ed essere come quando meditiamo e ci abbandoniamo nell'ascolto del nostro respiro, senza nessuna aspettativa.

Il dono può concedere al nostro essere qualcosa di cui il nostro essere non vuole aver bisogno: la profondità dell’invisibile: conoscere lo sconosciuto.

Il donare “non è” perché si dà. L’ego è, in quanto ritorna nel cerchio identicamente a sé.

Il donatore quindi “non è” perché è riuscito ad “abban-dona-rsi”, a separarsi, a rinunciare ad una sua parte, a mettersi in movimento, a superare i suoi confini e limiti, a mancare, a sparire, a restare sconosciuto, anonimo, in quanto è egli che si dona già senza nessuna aspettativa.

Se riflettete è proprio in questo suo movimento, in questo suo donarsi, che c’è la rinuncia all’esercizio del potere sui contenuti dell’apparire.

Lo stesso essere Clown è un dono che potete fare a voi stessi solo nell'abban-dono.

Il dono quindi come il Clown è un “nuovo orizzonte” dell’apparire e dell’essere “se”. Un "se"senza l'accento. Un "se" che non è semplice affermazione. Un "se" nel senso di un “sé” non statico, schematico, ma un "se" che congiunge, che va verso l’altro di “se” un "se" quindi in movimento, alla ricerca, in viaggio.

Il dono dell’essere nuovo, la nostra capacità di “abban-dona-rsi” (di non ardere vivi) è la rinuncia della nostra identità. Per questo il “donatore”.... “non è”.

Ma perché “abban-dona-rsi”?

L’essere “abban-dona-to” rende simili a “se” liberando il “sé”, cioè lasciandoci liberi di essere liberi, fuori dai confini e schemi e solo quando riusciremo a fare ciò ci rendiamo conto che la realtà può modificarsi. Se il pensiero è illusione e materia cambiando il pensiero cambiamo anche tutto ciò che è materia e realtà, altrimenti restiamo “ordinati” ed “imposti” agli schemi dell'attuale modello di società.

Il dono, il clown, quindi, come antidoto al nostro “essere qui” …. "verso un divenire"...."un rigenerare" per essere padri e madri di noi stessi.


Il “dono” nell’abban-dono come ultima verità del nostro essere?

Un "essere" uno "stato" nuovo, "in movimento", all’interno di un "cerchio", di Clown Scemani.

Nanos

P.S.
Ieri sera (15/dic.09) sono stato a Napoli in compagnia del mio "angelo custode" Mercurzio e della sua cherubina Edda. Il nostro scienziatissimo e giovane amico Renato Palmieri ci ha fatto comprendere come è possibile "quadrare il cerchio" attraverso il postulato di Archimede sulle spirali, trasformando in teorema il V postulato di Euclide. E' già cerchi e spirali alla base della vita sia spirituale, fisica e biologica. E, come tutto è interconnesso.

(se volete approfondire l'argomento)
http://www.girodivite.it/La-Quadratura-del-Cerchio-ed-il.html

E, poi Renato in compagnia anche di altri scienziatissimi amici ci ha fatto comprendere l'essenza della "luce": il fotone. E, come l'universo è luce. Il fotone-gravitone perturba secondo una legge precisa (che è alla base dell'equazione cosmologica di Renato Palmieri) un "mezzo intermateriale", l' "etere" degli antichi, la cui esistenza viene negata dalla fisica contemporanea con un abbaglio grossolano nato dall'errata valutazione dell'esperimento Michelson-Morley ed è invece matematicamente provata da altri esperimenti e ragionamenti, a loro volta fraintesi dalla stessa fisica, che li stravolge per altre insostenibili letture, come quella relativistica. Alle origini dell'umanità, la telepatia doveva essere un fenomeno ricorrente, quando ancora l'evoluzione non aveva introdotto la diversificazione funzionale tra gli emisferi. Ma con l'insorgere della socialità culturale dell'uomo, essa diventava evidentemente insopportabile per la coscienza dell'individuo nei suoi rapporti con la comunità, perché lo rendeva moralmente indifeso e ne violava continuamente l'intimità e l'autonomia. L'istinto è allora intervenuto inconsapevolmente ed evolutivamente, specializzando le funzioni manuali e sensoriali tra le due parti del corpo, e per riflesso organico consequenziale tra i due emisferi. Il circuito aperto della telepatia veniva così gradualmente disattivato.
Il cerchio (del Council) è una delle forme geometriche che non contiene potere. Nei campi morfogentici di Sheldrake il cerchio resta una delle forme privileggiate perchè appartiene al sogno. Da qui la mia teoria personale che p
er modificare il "corpo della società" dove viviamo dobbiamo modificare prima il "corpo vitale" e vale a dire la consapevolezza individuale. La controprova dell'esistenza di ciò si ha nel mondo animale, dove l'assenza della coscienza morale ha lasciato più largo spazio alla telepatia - specie tra gli animali sociali come api, formiche, termiti - i quali, nell'inavvertenza della biologia corrente, se ne servono abitualmente. E, come la sua legge: "La fisica unigravitazionale" che molti chiamano "legge dell'attrazione" governa il sistema universo, non c'è niente che viene respinto, perchè in natura non esiste nessuna forza che respinge ma solo una forza che attrae.

lunedì 14 dicembre 2009

AMLETO E’ MORTO
Ultimi pensieri e riflessioni prima del trapasso del principe di Danimarca per il tramite di una sacerdotessa dell’anima

AMORE UMANO E AMORE SPIRITUALE

La gran parte degli esseri umani è particolarmente restia a parlare dei propri problemi relativi al rapporto di coppia, alla sessualità, all’amore (anche nel senso più ampio della parola stessa) e va avanti, giorno per giorno, facendo finta di niente e mantenendo in testa una grande confusione fra sesso, eros ed amore. Ma chi desidera perseguire seriamente una ricerca interiore, un cammino spirituale, prima o dopo è comunque costretto ad affrontare e chiarire anche questo aspetto della propria vita.
Mai come in questi ambiti ognuno di noi può parlare soltanto della propria personale esperienza diretta; ed è in questa luce che mi accingo a dare il mio contributo.

ANIME ANTICHE, GIOVANI ANIME

Entrando in questa vita, ciascuno di noi proviene da un lungo passato che conta molte vite e, assumendo di nuovo il suo compito su questa terra, porta con sé il proprio bagaglio di bene e di male. Livello evolutivo, capacità, sensibilità, vedute tra di noi, sono quindi molto diverse e a volte molto distanti. Non c’è alcun merito o demerito in questo: è solo un fatto oggettivo, una conseguenza logica e naturale.
Le anime più antiche sono più sagge e guarderanno con benevola comprensione ed affetto; cercheranno di aiutare quelle alle prime esperienze, meno mature, intemperanti, a volte piuttosto arroganti ed egocentriche, con poca o nulla propensione all’umiltà. Caratteristiche, queste, naturali in anime che sono ancora nei primi stadi dell’evoluzione.
Generalmente però, ciò che gli individui con maggiore esperienza e saggezza fanno e dicono, quasi mai viene accettato o compreso da chi non si trova allo stesso stadio di maturazione. Anzi, il più delle volte, queste persone (come Polonio o come lo stesso Amleto) sono aspramente criticate, derise, tacciate per visionarie, fuori di testa o fuori dal tempo. Se le anime giovani accettassero con umiltà gli insegnamenti impartiti da chi è più avanti di loro nel cammino, si dimostrerebbero sagge; ma sappiamo che la saggezza non è prerogativa dei giovani, tutt’altro! Che fare allora? Niente.

Ciascuno dovrà proseguire sul proprio sentiero e riuscirà a comunicare profondamente soltanto con chi si trova allo stesso livello evolutivo. Seguirà i dettami della propria coscienza senza rendere conto a nessuno, non curandosi dei giudizi, degli attacchi e delle incomprensioni degli altri; facendo silenzio in sé per riuscire ad ascoltare sempre più la propria voce interiore, la propria anima.
Ogni cosa è giusta al momento giusto
Non c’è niente di giusto o sbagliato in sé: fare sesso sì, fare sesso no, amare un essere umano, amare soltanto il Divino ecc.
Ogni cosa è giusta rapportata al livello in cui siamo e questo lo sappiamo soltanto noi, all’interno della nostra coscienza, se siamo già capaci di non mentirci, di non prenderci in giro da soli, perché c’è anche questo da tenere presente. Siamo infatti bravissimi a giustificarci, a considerarci quello che in effetti non siamo ancora, ecc.
Gli esseri umani sono rimasti intrappolati in atteggiamenti schematici che hanno distorto il valore dell’amore. Un momento c’è amore, un attimo dopo quell’amore è diventato immensa sofferenza e dolore. Come se l’essere umano avesse perso il contatto con l’Unica fonte eterna di amore, prendendo momentaneamente sostegno da fonti effimere. Il risultato di questo fa sì che l’animo umano rimanga assetato di amore vero, anche solo di una goccia. Senza quell’amore l’essere umano continua a vagare disperato, cercando...

Come Amleto, appunto.
Infatti, specialmente quando si è giovani, si è acerbi, incompleti, alla ricerca di qualcuno o qualcosa che ci completi appunto, alla ricerca dell’altra metà della mela; pensiamo di trovarla in un lui o in una lei, che a sua volta è coinvolto o coinvolta nella stessa spasmodica ricerca dell’altra metà della mela. L’attaccamento che ne consegue è basato su qualcosa che è peritura e irreale; e genera sofferenza. La tendenza inoltre ad essere emotivamente dipendenti dagli altri rappresenta un grosso ostacolo nel processo di crescita personale.
Ma la vera completezza non la può dare un altro essere umano: bisogna trovarla, ritrovarla, riconoscerla, dentro noi stessi. E’ un lungo, e a volte doloroso, percorso ad ostacoli che facciamo dentro la propria anima: pieno di tranelli, sofferenze, rinunce, delusioni, illusioni. Abbiamo solo, e non sempre, una piccola luce che a sprazzi si accende e che ci fa intravedere il percorso che dobbiamo seguire, la meta che vogliamo raggiungere.

Essere o non essere… Te stesso/a

E ci vuole tanta costanza, tanto coraggio, tanta volontà e determinazione, una certezza incrollabile al di là della stessa evidenza. Hai tutto il mondo contro, la morale corrente, le tradizioni culturali, la tua stessa famiglia: ti sembra di impazzire o di essere invece l’unica persona savia in mezzo ad un mondo di pazzi.
Quando nella tua vita arriva il tuo momento di verità, ti guardi indietro e pensi a come eri prima, al peso che hai dato all’amore di un uomo o di una donna (per un uomo o per una donna), a quanto hai sofferto, lottato per conquistarlo/a, per mantenerlo/a e poi per abbandonarlo/a, a quanta energia hai dovuto impiegare. Rifletti sul fatto che forse non ne valeva la pena, ma questo lo sai col senno di poi. Mentre nei sei ancora coinvolto/a, mentre stai vivendo questo rapporto, ti sembra invece che tutto ruoti intorno a quella persona, che non esiste altro al mondo, sei proprio accecato/a, drogato/a direi. E questo non è un bene, è fuorviante, ti fa scendere a compromessi quotidiani che rallentano la tua evoluzione.
Quando è arrivato il momento giusto per te, quando trovi la forza di liberarti dai legami di gratificazione a breve termine e si accende in te il fuoco dell’amore spirituale, non ci sono più sforzi da fare, tutto avviene naturalmente. I rapporti sessuali, l’amore umano diventano acqua passata, non li rimpiangi, li getti alle spalle. Le priorità nella tua vita cambiano, si trasformano, dai peso e considerazione ad altre cose, sei appagato/a e soddisfatto/a non da un orgasmo ma dal sentirti finalmente completo/a e in pace con te stesso/a, ti senti abbracciato/a e amato/a dall’universo intero.
L’amore spirituale
L’amore spirituale può essere rivolto al proprio Paese, ad uno scopo, alla verità, alla giustizia, all’etica, alla gente, alla natura, al servizio e al Divino.
Quando prevale l’amore spirituale, animosità, odio, ira o gelosia non possono esistere. Nell’amore spirituale c’è armonia poiché questo sentimento automaticamente elimina la dipendenza e la tendenza a controllare gli altri, assicura gentilezza, premure e comprensione.
L’amore vero sgorga dall’anima ed ad essa si rivolge: vede gli altri come esseri spirituali, come anime. Ogni persona, interiormente completa e indipendente è capace di interagire con tutti ed è meno disturbata dalle circostanze avverse. Essa vede le nubi e le tempeste come opportunità per esercitare la propria forza e risorse interiori.
Il cammino sulla via della ricerca spirituale è solitamente solitario, a meno che…

A meno che non si è talmente fortunati da incontrare un’altra anima, al tuo stesso stadio evolutivo. In questo caso la convivenza fra due persone può diventare un proficuo stimolo di crescita per entrambe e quest’unione può più agevolmente trascendere i rapporti sessuali ed arrivare ad un’unione mentale e spirituale, incredibilmente più appagante e coinvolgente di qualsiasi rapporto fisico.

(Tratto da uno scritto di alice-ki)

Tradito dallo zio e dalla madre, avvelenato non già dalla punta della spada quanto dal fiele generato da coloro che spacciatisi sempre per amici, l’hanno immotivatamente abbandonato credendolo folle (o peggio credendolo un mostro) mentre compiangevano Ofelia (almeno per i primi giorni, giusto il tempo di sentirsi a posto con la propria coscienza), Amleto arriva nell’aldilà sul dorso del Delfino che lo ha trasportato (per gli antichi greci i delfini erano considerati addirittura messaggeri di Apollo con la funzione di intermediari tra l’Olimpo e i mortali).

Prima di scomparire definitivamente lascia però un ultimo messaggio per chi ancora rimane in questo mondo:

per chi dice di provare sentimenti nobili e non conosce l’amore;

per chi può perdonare Caino ma non sa perdonare se stesso;

per chi vede il singolo errore altrui ma non riesce a vedere l’intera sua vita di sbagli;

per chi vuol giudicare dall’alto ma non riesce a vedere il giusto nemmeno dinanzi a sé;

per chi crede di conoscere la realtà dei fatti quando invece ne conosce solo l’ illusione.

Un consiglio che forse avrebbe potuto evitare, se messo in atto, la sua stessa fine:

“Non date retta alle dicerie dei becchini clown (esperti, proprio perché hanno questa duplice veste, nel comportarsi con sentimenti derivanti dagli insegnamenti del dio Giano); o ai consigli dei vari Guildenstern e Rosencrantz, falsi amici prezzolati, che hanno solo l’interesse di vedervi uscire di scena, possibilmente morti; o alle frasi farneticanti di Ofelia, impazzita, il cui amore non essendo più (o forse non essendolo mai stato) vero amore, rende irreali e illogiche le sue parole.

Per la prossima vita (sua e vostra), per la vostra accresciuta visione della realtà (o anche, più semplicemente, per il prossimo malcapitato che incontrerete), allora, ricordate:

Se dovete, parlate con Amleto anziché parlare di Amleto

DIETRO LA TENDOPOLI in mostra a Toronto-Canada

Dalla nostra inviata a Toronto via posta navale
Damiela Da Velletri


intervista TV (una delle due):




giovedì 10 dicembre 2009

INFLUENZIAMOCI COSì SENZA dolor (paura) ma con amore (?)

INFLUENZIAMOCI COSì SENZA: A , B, C, D, e E .....PEPPEREPEEE

Come volevasi dimostrare l'INFLUENZA A è stata una BUFALATA ALIVELLO MONDIALE, organizzata in grande stile (ricordate Obama che pubblicamente ha reso noto che lui stesso si sarebbe vaccinato ?).

Le risultanze scientifiche ed epidemiologiche parlano fortunatamente chiaro: SI E' TRATTATO DI UNA DELLE PANDEMIE PIU' BLANDE DELLA STORIA !

Molti di noi lo avevano preannunciato e diffuso "a piu' non posso" e probabilmente ciò ha validamente contribuito affinche' alla beffa non si aggiungesse il danno:

su 5.030.851 dosi di vaccino distribuito solo in Italia allo stato attuale solo 611.425 persone si sono vaccinate.

Ormai dal punto di vista finanziario i giochi sono stati fatti poichè i vaccini sono stati acquistati a spese nostre (calcolate un prezzo medio di 3 o 4 euro a dose e fatevi i conti).

Mentre la maggior parte degli "sgovernanti" del mondo fa finta di avere difficolta' a trovare RISPOSTE & RISORSE IDONEE per salvare il Pianeta da una probabile catastrofe ambientale, quantita' enormi di denaro vengono destinate a rimpinguare ulteriormente le casse delle Multinazionali del Farmaco.

Tutto ciò può e deve rappresentare un potente stimolo per proseguire la strada intrapresa per una presa in cura di tutte le malattie del mondo ed oggi con l'aiuto degli ASINI e di tanti Clown Dottori possiamo costruire comunità più a Misura d'Uomo e non a misura delle Multinazionali e delle Eco-Mafie.

ASINI & CLOWN ...nella storia

Vi potrà sembrare un’eresia quella che adesso vi racconto, stiamo pure sotto natale, ma è storia, anzi no, archeologia delle sapienze. Già nel 2000 a.c. nell’antico Egitto il dio Set (cattivo) entra in una città sulla soma di un asino. Set (il cattivo) poi fece uccidere suo fratello Osiride (buono). Forse per questo che alcuni dei sono rappresentati con la testa d’asino ed altri con la testa del sole. La vita e la morte, il bene e il male. L’asino nella sostanza rappresenta l’unità tra il terreno e lo spirituale. Poi Iside vendicò la morte dell’amato con il figlio Horus.

"Asino d'oro" è il titolo con cui Sant'Agostino lo indicò nel "De civitate Dei" anche se non si sa bene se l'aggettivo "aureus" sia stato coniato in riferimento alle doti eccezionali dell'asino, oppure alla qualità artistica del romanzoo a doti morali insite nella storia del protagonista. Insomma l’asino con capacità di "metamorfosi". E, si gioie e dolori per l'asino perché alla fine è stato considerato quasi sempre con poca dignità, utile quando c'è da lavorare; ignorante, testardo, umile, si accontenta di poco per mangiare, e nonostante tutto rimane accanto all'uomo, incurante del fatto che quest'ultimo ne ha fatto il simbolo della “sua ignoranza”. L’asino era anche messaggero di morte. La stessa divinità che vi si sedeva sopra o si metteva inginocchiata prima o poi era destinata a morire; i Greci poi lo collegavano a Saturno, in relazione con la materia, la terra, l'isolamento, la fine delle cose; godeva di venerazione perché considerato coraggioso e lo attribuivano anche al dio Marte e a Dioniso.

E, già Dionisio! Dunque, proviamo a capire meglio. L'asino potrebbe essere -simbolicamente parlando- la metafora impiegata per indicare la materia grezza, la terra, la cacca, la paglia, tutto ciò che deve subire un graduale processo di trasformazione affinché si possa 'trasformare', ovvero portare ad un livello di conoscenza, coscienza, superiore. Insomma rappresenta esso stesso la capacità di trasformare le cose anche quelle che ci sembrano inutili e dannose. In poche parole, l'asino è l'allegoria di una “maschera” per qualcosa che attende di essere portato in superficie, che giace nascosto come i minerali nelle viscere della terra, come la sapienza celata, come il nostro fuoco interiore.

Una delle più antiche raffigurazioni del Cristo, nell’arte cristiana, riproduce una figura umana con testa d’asino, crocefissa. Gli studiosi sono rimasti interdetti: Segno di schermo? O parodia. San Francesco giullare di Dio, prescriveva ai suoi seguaci di essere come gli asini. L’asino è presente nella vita di Gesù nella fuga dall’Egitto ed al momento del trionfo a Gerusalemme. Eppure l’asino è l’animale più sacrificato, più bastonato, più bistrattato tra gli animali. Non è forse un capro espiatorio? Egli rappresenta la festa, la gioia, la comprensione del passato e la nostra comica negazione del futuro o meglio di un futuro che non si è capaci di trasformare. In un antico rituale sacro l’asino diventava protagonista di feste al “rovescio”. Vestito con paramenti sacri veniva portato in processione davanti all’altare e adorato come un papa. Ecco in questo caso l’asino rappresenta anche il rovescio. Il satiro, l’incapacità dell’uomo di ridere di se e della sua ignoranza e quindi l’attribuisce all’asino.

Ecco è proprio qui che l’asino si sposa con la figura del Clown. L'Asino (d'Oro), deve fare un viaggio ai limiti del mondo. Un Viaggio avventuroso, fatto di peripezie, cadute, botte, ubriacature. Un viaggio dove è costretto a superare svariate prove per giungere alla riconquista di se stesso e trasmutarsi anche lui, come l’asino, con l'aiuto della sapienza, in un essere gioioso e felice nonostante tutte le fatiche della vita.

L’Asino, come il Clown, ha un tasso di aggressività nullo, è un testimone naturale della cultura della pace e del rispetto della natura. Una natura che oggi rischia di non essere altro che qualsiasi "ordine" imposto dall'uomo.

Ecco proprio una metamorfosi deve compiere, lo stesso Clown per cambiare la nostra “natura” materiale in spirituale. Così come l'Asino che rappresenta l'unità tra il terreno e lo sprituale anche il Clown potrà sedersi in soma ad un asino ed entrare anche lui gioioso in città, pur avendo coscienza che farà una brutta fine.

mercoledì 9 dicembre 2009

ASINI & CLOWN ......telespengono la luminosa



Agenzia ANSIA
Da Ponte Valentino Clown Caramella



Buonasera. Grandi ragli di asini ieri alla passeggiata in difesa del territorio, in compagnia di Rosy e figlie, mancava tra gli altri la Bindi, impegnata con gli strascichi dei bagordi del NO B DAY. Notevole il dispiegamento di forze dell’ordine, a contenere la folla inferocita.

Ma veniamo ai nostri, da segnalare l’affabilità con cui l’Assessore Castiello si è dato ai media locali, nonché alla nostra TELESPENGONO LA LUMINOSA, una TVClownesca, una delle poche non prezzolate dal famoso cavaliere. Il mio raglio libero, come diceva il buon Lucio.

Il nostro Assessore, incalzato dalle nostre domande, sull’impossibilità di conciliare l’eccessiva illuminazione illuminante della Luminosa, in periodi dove è altresì quasi d’obbligo iniziare ad attuare una decrescita, orbene, dicevamo, il Nostro giungeva ad ammettere che preferisce un Pil lungo a uno corto…..ossia, un Pil alto anziché basso, ossia…come dire, un Pil che cresce anziché che decresce.

Era a fagiolo, a questo punto, la considerazione un po’ scontata da parte del compare della sottoscritta giornalista, Clown Nanosecondo, il quale, tallonando a zona l’Assessore, lo rimbrottava sui noti fatti testè accaduti su scala nazionale, ovverossia sull’ultima tendenza fashion degli assessori, che è quella di fare..come dire…sesso a tutte le ore.

Il Castiello sorvolava con eleganza sulle provocazioni, non lesinando qualche accenno di risata, e la giornalista qui presente in tele trasmissione anche via satellita in diretta e in differenziata seriamente (per modo di dire) riportava l’attenzione sul discorso anzitempo iniziato, ossia sulla decrescita, chiedendo espressamente all’Assessore quale fosse il numero di scarpe portato ai piedi.

Prontissima la risposta del Nostro assessorissimo: 42, e a quel punto la Dottofessa Clown Nanatena, molto sconfinata nel suo sapere senza confini, suggeriva all’assessore di provare ad accorciare il piede fino almeno a 40, per saggiare su se stesso l’importanza della decrescita, in quanto avrebbe consumato meno suola, meno pellame, e in buona sostanza la sua complessiva impronta ecologica sarebbe diminuita sensibilmente, facendo anche meno vittime tra le formiche ed i vermetti.

L’abbronzato Assessore ha infine declamato, che, quando sarà tutto finito e ci sarà la vittoria contro la Luminosa, ci farà a tutti la festa invitandoci nel suo Castiello.

Con nonscialans il Caro Assessore si è poi dileguato, salutando primariamente ad ampi gesti comunitari, profondendo varie ragioni a sussidio della sua impossibilità a prendere parte alla camminata, per precedenti impegni presi. Abbiamo saputo da informatori infiltrati, che era atteso dai suoceri a pranzo, e che questa usanza in uso a Benevento nei dì di festa risulta essere testè per molti invalidante, inquantocchè di impedimento, spesso e volentieri, a ben altri impegni o svaghi.

Anche l’infaticabile Campolongo ce lo ha confermato, provato sulla propria pelle. L’allegra brigata si è poi portata lungo le vie interponderabili dello scibile umano, lì dove il vento muta, le foglie tacciono, il cor s’acquieta.

Registi inconfutabili di tale marcia sderenante, sciancoliante, sbullonante, sfravecante, sono stati i noti nomi dell’ecologismo solidale beneventano, tali Zio Bacco, Zio Tullio e Zio Marcello.

Ci sono state due mete riflessive sul modello di società futura se solida liquida o lievitata. Alla fine si è optata per una società gassosa fatta tutte di bollicine di sapone, color arcobaleno.
L’entrata in Benevento è stata a dir poco trionfole. L'ingresso da sotto l’Arco di Trionfo di Traiano è stata un susseguirsi di emozioni indimenticabili. Ci hanno pure telefonato dalla Questura, perchè non sapevano se dovevamo passare da sotto l'arco o da sopra. Alla fine considerato che gli asini avevano difficoltà a volare per sopra il corte di asini e clown con tutta la compagnia ci è passato di lato.

Una signora guardia con cui ho avuto modo di interloquire, allorquando ho comunicato loro che avevo una zia in polizia, Lei mi ha chiesto quanto tempo fa? 40 anni fa, io andavo ancora all’asilo.

Dunque, dicevamo, l’entrata a fianco l’arco di trionfo di Traiano ha avuto un che di messianico, di profetico, e cosi Nanosecondo ha potuto esaurire il suo desiderio e all’urlo della folla che accompagnava il lento di Rosy e Nanosecondo, che incuranti e sprezzanti verso il podio improvvisamente acquisito, continuavano la vita e la filosofia di sempre. Loro si veri maestri della decrescita e della riconciliazione con la madre terra.

Finanche le cacche sparse qua e là ci ricordavano la nostra natura terrena, la nostra nascita tra muchi, sangue, pagliericcio talvolta, appunto, come dire…pieni di merda, e ci supportavano in questo percorso faticoso di attenti e consapevoli testimoni del nostro tempo, dove non si può e non si deve sentenziare dall’alto dei propri privilegi, ma scendere nella nuda cacca e sporcarsi le mani. E, si come fanno gli Asini e i Clown.
La sottoscritta medesima inviata specialissima giornalista molto free e lence, nel tentativo inoltre di agganciare quante più persone, stavolta, per far loro firmare la petizione (che non era, come ipotizzato da Clown Scimmietta, una lezione di peti ma una cosa serissima e difficilissima da attuare, vista la riluttanza, ormai risaputa, a farsi coinvolgere da parte del pubblico beneventano), incappava in tre rampolli della Benevento bene, lui giovane trentenne a cui i soldi non erano purtroppo serviti per conservare i capelli, e loro, due bellissime signorine imbellettate e griffate.

Ordunque, il giovane, all’invito di andare a firmare, risponde con fare deciso (fare inscritto nel DNA grazie a generazioni e generazioni di abitudine al potere) a dimostrare la fine che aveva ormai fatto la locandina sulle notizie della Luminosa: tale locandina giaceva inerte tra le sue mani, ormai ridotta a mille pezzettini. La sottoscritta svitata speciale e giornalista, lasciando per un attimo cadere lo scopino microfono della propria emittente, chiede con grazia se almeno l’avrebbe riciclata, o viepiù buttata nel sacco nero.

Lo scopino per un attimo si torceva da solo nelle mani, volendo ritornare all’uso originale. Tant’è.

Non paga, l’indefessa giornalista, memore delle lezioni dell’esimio Daniele detto il Tufo e dell’encomiabile Gabriele detto il Corona, ricordava a chicche e sia l’impatto impattoso e impattante, anche fuorviante e inasprente, della centrale de quo. Spiccavano per veemenza due signori favorevoli, di cui uno in particolare si accendeva tutto per smontare una ad una le tesi sostenute dalle associazioni.

Lì la giornalista ha spostato abilmente l’oggetto del contendere su ben altre fonti energetiche: ha tirato fuori l’orgasmometro, famoso oggetto pluripunta, flessibile, metallico, mobile, che all’uopo serve per massaggiare il cranio o la capaccia (testa) che dir si voglia, e con esso si diffonde una sensazione di benessere, dovuta alla cascata di betaendorfine (che ricordiamo essere oppiacei endogeni), che inondavano oltremisura il soggetto ricevente, il quale si è poi detto soddisfatto, appagato, felice, invitando lo stesso consorte a procurarsene uno, perchè almeno cosi avrebbero acceso di luce coccolante naturale le loro serate.

E per finire un ringraziamento generale a tutti coloro che pedissequamente e formichinamente si stanno battendo e si batteranno e si sono battuti ed anche fin qui sbattuti per gli oltre sei kilometri di marcia da Ponte valentina a Benevento per testimoniare la loro voglia di costruire una comunità più a misura di Clown di uomo (intero), di terra e di asino.

Pare che tra Rosy e Nanos sia nato del tenero...l'immagine rubata al gossip attraverso i nostri infiltrati ....lo confermerebbe.

Da Ponte Valentino è tutto.
la vostra svitata speciale Clown Caramella