giovedì 17 maggio 2012

METTIAMOCI IN CERHIO: "LA FIABA DELLA NOSTRA VITA"

Nel nostro piccolo manuale “METTIAMOCI IN CERCHIO” proponiamo una nuova  ed a mia opinione molto bella modalità di council: “La Fiaba della nostra vita” che abbiamo “sperimentato” nel corso di questi anni di pratica de “la via cerchio”.

Una delle cose che accomuna tutti gli esseri  umani dovrebbe essere il rispetto per se stessi e per gli altri. Di cuore ce n’è uno solo. Il cuore parla allo stesso modo nel petto di tutti e racconta sempre storie fantastiche. Il problema forse però è che questa voce del cuore non la sta più ad ascoltare nessuno. La voce del cuore è la voce del cerchio (council).

La “medicina narrativa”, come accenniamo nel libro “METTIAMOCI IN CERCHIO”, ci dà nuovi “strumenti” per rii-costruire. La stessa PNL  (Programmazione Neuro Linguistica) attraverso la ri-scrittura della propria storia, ci suggerisce che ciò è possibile. Quale migliore struttura letterarie più bella come la fiaba (è sempre a lieto fine) può essere allora utilizzata a sostegno di ogni terapie. D’altronde anche Ippocrate sapeva che il miglior paziente del medico e colui che si prende cura di sé, o meglio è il corpo che si cura da solo con l’aiuto del medico.

Ora considerato che gli ultimi studi nel campo dei “conflitti biologici” (Dr. R. C. Hamer, Biologo B. Lipton, Candace Pert, Beneviste la memoria dell’acqua, solo per citarne alcuni) e che il DNA è riscrivibile se non addirittura teletrasportato (Montagné 2011) credo che la stessa parola per ognuno di noi se esce dal cuore può aiutare a guarire.

Come fare?

L’esperienza sul “campo” …ops nel “cerchio”, mi ha fatto comprendere come possa essere importante riscrivere il (mio) vissuto o come dice Lipton le nostre “false credenze” o meglio ancora “trascurare la malattia” gioiendo di me e delle (mie) infinite possibilità che ho di riscrivere la mia storia, nella bellezza “letteraria” di una fiaba, (a differenza delle favole è sempre a conclusione felice).  E, così mi appresto con questo post a descrivere e sintetizzare attraverso ventuno passaggi fondamentali, partendo proprio dallo schema delle Carte di Propp che ne raccoglie trentuno, il numero ideale per una struttura del racconto (fiaba della nostra vita) per guarire da tutte le nostre “false credenze”.

Con questo schema proprio delle Carte di Propp cerco di sviluppare tra parentesi e in estrema sintesi se volete, il significato o meglio i simboli del viaggio del “nostro eroe” e che la stessa malattia produce. Se saremo capaci di “trascriverla” con la voce del cuore e quindi con una conclusione felice, aiuteremo o meglio sosterremo il processo di guarigione che il nostro corpo di per se fa da solo con l’aiuto delle terapie mediche.


PROPOSTA DI SCHEMA DE “LA FIABA DELLA NOSTRA VITA” ED I SUOI SIMBOLI, (O MEGLIO COME DOVETE RISCRIVERE IL VOSTRO VISSUTO E PERCHE’):

1) allontanamento (la malattia allontana sempre chi ne è colpito dal proprio ambiente familiare);

2) divieto (all’eroe viene proibito di fare qualcosa, gli viene imposto un divieto. La stessa malattia impone dei divieti e degli obblighi che a volte non si sono disposti a vivere);

3) infrazione del divieto  (l’eroe non rispetta la proibizione, trasgredisce il divieto che gli era stato imposto, una nuova via, coscienti del fatto che noi siamo la via e la meta allo stesso tempo e che il tempo è circolare, il nostro futuro è il nostro passato.);

4) investigazione (la malattia cerca elementi utili per uccidere l’eroe);

5) delazione (la malattia riceve da qualcuno informazioni che gli servono per danneggiare l’eroe). In questo caso per informazioni utili si può intendere anche cosa si è vissuto prima della malattia – conflitti vari, ecc – scriverli tutti nella propria fiaba significa essere sinceri con se stessi, e ciò di per se non può fare che bene) ;

6) tranello (la malattia cerca di ingannare la vittima per impossessarsi dei suoi beni o di lei stessa, l’eterno ritorno nelle false credenze, in questo caso riscrivere ciò attenendosi ai fatti e alle sensazioni del proprio vissuto ci fa attuare, attraverso la costruzione del personaggio fiabesco – sempre noi – un meccanismo di distanziamento – paradossale);

7) connivenza (la vittima si lascia convincere e cade nel tranello e si può aggravare, va in depressione non riesce ad affrontare la paura di affrontare i motivi che l’hanno potuta causare: in questo caso è importante fare un elenco ed una ricostruzione degli “incantesimi” che si sono subiti nel passato, abbastanza minuziosamente).

8) danneggiamento o mancanza (la malattia riesce a recare danno anche ad un familiare dell’eroe o ad un suo amico). Oppure mancanza: a uno dei familiari o degli amici manca qualcosa o viene desiderio di qualcosa. (Anche in questo caso bisogna essere sinceri con se stessi utilizzando la via del cuore.)

9) maledizione (l’eroe viene incaricato di rimediare alla mancanza o al danneggiamento). In questo caso prende atto delle “maledizioni” – anche qui fare un elenco di cosa è mancato nella vostra vita per sentirvi: accolti; gratificati, accettati e amati);

10) consenso dell’eroe (in ogni caso però l’eroe accetta e si impegna a riscrivere le sue relazioni evitando ogni danneggiamento o mancanza, anche proprie e quindi accetta di mettere “ordine negli amori”);

11) partenza dell’eroe (l’eroe parte per compiere la sua missione: guarire). In questo caso egli s’impegna nella definizione di Hellinger a mettere “ordine nei suoi amori” accettando e rispettando coloro – familiari e non).

12) l’eroe messo alla prova deve superare numerosi ostacoli (descrivere gli ostacoli tutti in maniera minuziosa di natura materiale e psicologici, in cambio della promessa di un dono che lui stesso farà “il perdono” e che lo aiuterà nell’impresa di guarire).

13) reazione dell’eroe (l’eroe affronta le prove e le supera). In questo caso anche se non vi sembra verosimile, l’obbligo nella ri-scrizione della fiaba della vostra vita deve essere positiva). In questo caso non ci si pone il problema della risoluzione di un possibile conflitto con questa o quella persona, ma solo la capacità di analisi e di riscrittura immaginaria della vostra realtà, anche se ciò vi potrà apparire non vero, fatelo lo stesso).

14) conseguimento del mezzo magico (solo cosi l’eroe s’impadronisce di un mezzo magico, la sua “magia gentile”. La “magia gentile” che egli stesso contiene e può produrre camminando nella bellezza della via del cuore).

15) trasferimento dell’eroe (l’eroe giunge, o viene condotto, nel luogo in cui dovrà compiere l’impresa). Descrivete il luogo più bello per voi, il vostro rifugio, il luogo, dove vi siete sentiti sempre immersi nella bellezza. Provate anche a sentirvi cosi immersi o come ogni cosa della natura che vi circonda: un fiore, un albero, un albero, una nuvola bianca che poi svanisce soffiata dal vento, una goccia di pioggia, ecc).

16) lotta tra eroe e malattia (scelto il vostro terreno di battaglia l’eroe si batte contro la sua malattia che avrà ricevuto un nome nel frattempo).

17) marchiatura dell’eroe. All’eroe è imposto un segno particolare, cioè un marchio (può trattarsi anche di un oggetto o un altro simbolo che ha valore nel rapporto con la sua malattia, la scelta qui è molto soggettiva e l’invito che faccio e pensarci bene a quale simbolo possa essere attribuito la vostra malattia, da cui potrà darvi ispirazione lo stesso nome che avrete trovato. Nominare la malattia, dargli anche una forma, di animale o altro è importante).

18) vittoria sull’antagonista (la malattia è vinta, provate a visualizzare prima come potete sconfiggere, anche con la vostra immaginazione la malattia). Studiate le soluzioni possibili in base hai vostri vissuti specifici);

19) rimozione della sciagura o mancanza iniziale (l’eroe raggiunge lo scopo per cui si era messo in viaggio).

20) ritorno dell’eroe (l’eroe raggiunge lo scopo per cui si era messo in viaggio e ritorna).

21) l’eroe sopravvive alla persecuzione o all’inseguimento (arriva in incognito a casa. L’eroe arriva al punto di partenza senza farsi riconoscere. Conclusione felice ottiene il meritato premio: guarisce. Si sposa, ritrova i suoi cari, si libera da un incantesimo, ecc. e qualsiasi cosa può rappresentare per voi un lieto fine bellissimo amato, desiderato.)

La storia che cura è un possibile nuovo approccio alla presa in cura e all’ascolto delle persone ammalate. La stessa malattia non più vista solo come un male, ma come “un occasione della vita stessa” per confrontarsi con essa riscrivendo attraverso un dialogo interiore.

In PNL (Programmazione Neuro Linguistica) si definisce questo processo “riformulazione dell’immagine negativa”. Nella sostanza si entra nel dolore attraverso una porta diversa che è quella della speranza.

La malattia quindi è affrontata in un ambiente nuovo con una relazione persona – medico-paziente,  capace di narrarla e di riscriverla come un “evento sensato della natura” – come dice il Dr. Hamer – che in esso si produce ma che si può anche trasformare, comprendendo cosa significa per noi e per la nostra vita questo evento.

Quindi un “percorso di transito” che diventa esperienza di vita.

“La fiaba della nostra vita” introdotta nella via del cerchio, la via del cuore resta un “prendersi cura di sé” (Heidegger).

Questi strumenti insieme con altri possono diventare “sostegno” nella “presa in cura” della persona e proprio attraverso la “Fiaba della nostra Vita” il medico potrà leggere le motivazioni possibili a base della stessa malattia e di come lei potrebbe evolversi, completando così quel percorso di ascolto che gli manca. Non si cura l’organo se non si prende in cura la persona.

Da tempo provo a raccogliere testimonianze, semplicemente verbali e/o di esperienze dirette attraverso l’attività di volontariato come Clown Dottore, ma sempre più mi sono reso conto che il raccontarsi, e lo scrivere e/o invogliare a raccontarsi, attraverso non lo schema di un “diario clinico” ma attraverso lo schema della fiaba, nello stesso tempo contestualizza e rende partecipe il soggetto e lo aiuta a pensare in positivo, nella sostanza che ce la si può fare. Insomma, una “Re iscrizione delle credenze” come sostiene Bruce Lipton nel suo libro la “Biologia delle Credenze”

 In questo caso nell’esplorazione dei simboli e dei significati ci possiamo far aiutare (integrando) i sei passi del FOCUSING di Gendelin. Attraverso i sei passi della sensazione sentita,  un po’ come intervistare il corpo, siamo noi a parlare e rispondere ma è il nostro corpo a ri-scrivere la nostra fiaba. In alcuni casi li ho provati quando mi trovavo come Clown Dottore a fianco di persone adulte ammalate e mi sono reso conto, che è uno strumento di “ascolto interiore” potentissimo e che certamente portava sollievo e aiuta, inserito anche in comica terapia (ridere di se, nel paradosso), quest’approccio aiuta la persona a superare gli schemi mentali che la stessa malattia ha indotto (l’effetto e sempre prima della causa), avendo più coscienza e consapevolezza del proprio stato. Credo che questa modalità di ascolto possa diventare un mezzo potentissimo per sostenere un positivo processo di guarigione.

Insomma METTERSI IN CERCHIO in tutti gli ambienti e luoghi riformulerebbero gli stessi vissuti. Le parole come proteine, il verbale  come  il sentire la metafora della malattia stessa, e quindi più che curare la malattia ci si prenderebbe cura come persona.

Mi ero posto sempre il problema di raccogliere alcune testimonianze scritte ma chiaramente questa cosa cozza con le intenzioni che il cerchio impone e che resta la riservatezza sui vissuti.

Per questo custodisco sempre queste cose che ho raccolto nei cerchi nella mia “biblioteca dell’anima”.

martedì 8 maggio 2012

ASCEA MARINA 2012: UNO SGUARDO SUL MONDO

2010, 2011, 2012 è questo il terzo anno che vede la nostra associazione impegnata a collaborare con l’Associazione “Parco del Cilento” Centro Studi “M.Franciulli Battagliese” www.csmfb.it, per le proposte di esperienze formative rivolte a studenti di istituti liceali con indirizzo Pisco–Pedagogico, nella splendida cornice del Villaggio Le Palme www.villaggiolepalme.it  di Ascea Marina (SA).



Due le sessioni che si tengono quest’anno, la prima dal 22 al 26 aprile e la seconda dal 2 al 5 maggio dal titolo: “Animali e qualità della vita”.

Il programma della 1^ sessione si è concluso oggi ed ha visto impegnati oltre cento studenti. E' stato fitto di incontri studio con seminari: di musico terapia; riabilitazione equestre; incontri per l’integrazione dei soggetti con disabilità e seminari esperienziali sulla comico terapia.

alcune immagini della 1^ sessione 2012
http://www.csmfb.it/documenti/video/CorsoFormazione/18primasessione.mpg

Molto bella l’esperienza di incontro fatta dal clown Nanosecondo, Caramella e Allunata con circa 80 studenti provenite da città della Campania.

La 2^ sessione in programma dal 2 al 5 maggio è stata ancora più impegnativa per il numero di alunni e lezioni che hanno visto impegnate in contemporanea Clown Caramella e Allunata insime a Nanosecondo.  Anche quest’anno abbiamo ricevuto apprezzamenti sia dagli alunni che dai professori.

Qualcuno di loro mi ha chiesto ma che c’entrano i clown con la riabilitazione equestre?
Risposta facile, ho spiegato loro, tra l’altro, che: il clown più che aspettare che il mondo animale si rifletta in lui, scopre l’animale dentro di se, osservando poi l’effetto che ciò fa su di lui, ritornato "animale", nel mondo. Il clown in passato saliva anche sui cavali nel circo equestre e fu il primo a cadere offrendo al mondo (pubblico) anche il suo fallimento, le sue fragilità che divennero la sua forza. Quindi in particolare con i cavalli e con il circo equestre il clown ci va a nozze.


Il clown vivendo la sua “animalità” vive la sua condizione di “precivilizzazione” riconsiderando le reazioni del mondo (tutto), altrimenti si imprigionerebbe da solo.


Nel corso dell’esperienza sono stati diversi i momenti molto belli nel vedere, anche se abbozzati, nascere dei piccoli clown. Una ragazza diversamente abile (alle gambe) ha giocato ad essere un animale ”fuoristrada”. Si è scoperta a camminare sulla terra scoscesa meglio delle altre sue compagne, ridendo a crepapelle della sua migliore prestazione nel camminare per sentieri "sconnessi". Magico è stato quando invitando a muoversi nello spazio come una foglia che cade, un po’ tutti hanno trovato difficoltà perché non sapevano come si muove una foglia quando cade da un ramo, salvo poi girarsi a guardare una loro compagna che, recuperata una foglia nel giardino vicino, tenendola tra le  mani davanti a se ad una certa altezza la lasciava cadere imitandone il movimento, accompagnata in questo da un altro studente che alle sue spalle "la copiava" a sua volta. Oppure cogliere la fragilità dell’imbarazzo di scoprirsi timidi tanto da entrare fino a nascondersi nel sipario, oppure a fare fossi per terra con i piedi e così poter ridere di sé o meglio con “se”.

Così si resta trasparenti e privi di condizionamenti (maschere) della “civilizzazione” e come un “primitivo”, come un “bambino” imita il mondo senza più paure, facendo la caricatura di se stesso. Così come clown si crea sempre la solitudine, come tutti gli animali, e il loro mondo. Così il clown può cogliere la purezza del divino, e più che specchiarsi nel mondo diventa lui mondo.

Infine, ci siamo chiesti: ma quanto a questi ragazzi/e oggi manca lo sguardo sul mondo?

nel frattempo potete vedere voi alcune immagini della 2^ sessione di maggio 2012
http://www.csmfb.it/documenti/video/CorsoFormazione/18secondasessione.mpg

sabato 28 aprile 2012

CI SIAMO MESSI IN CERCHIO...


Venerdì 27 aprile ore 20 libreria masone viale dei rettori – benevento c’è stata la presentazione “normale” di un libro?

“Mettiamoci in cerchio”

E non è forse l’ora di una nuova riprogettazione sociale degli spazi relazionali? Questo libro intende dare un contributo concreto in questa direzione.
Un assaggio di lettura cliccando qui.

Insomma più che un libro da presentare é un esperienza da vivere insieme. Più che un libro da spiegare é un libro da provare, è come un vestito su misura, e così ci siamo messi in cerchio.
Il cerchio è finito tardi e alcuni hanno deciso di passare la notte in libreria…….i soliti clown…..hanno spento la candela e hanno fatto ninna nonna tutti insieme accovacciati…..ah ah ah!

Foto di Camillo Fragnito
(per gentile concessione)

Fonte
http://clownanosecondo.wordpress.com/2012/04/28/2637/

lunedì 9 aprile 2012

CONFERENZA 5 LEGGI BIOLOGICHE


La conferenza del Dr. Pasquale Aiese si è tenuta
a Napoli il 28 Marzo 2012 alle ore 18,00 nella sala del Circolo Nautico Posilipo.
Il Dr.Pasquale Aiese è componente del
Comitato Scientifico dell'Associazione ALBA Nuova Medicina
www.albanm.com
Gruppo Facebook:
https://www.facebook.com/#!/groups/5leggibiologihce/

mercoledì 4 aprile 2012

L'ATTESA.........



Li sul monte c’ero anch’io ed ho visto angeli
che aspettavano che tornasse…….






buona resurrezione, per tutti chiaramente!








giovedì 29 marzo 2012

"IL DNA SI TELETRASPORTA"

Anni fa lessi il bellissimo libro di Igor Sibaldi Il Codice Segreto del Vangelo di San Giovanni che consiglio tutti di leggere.




Il risultato è sconvolgente: riportato nella sua forma originaria da Igor Sibaldi (traducendo letteralmente senza diverse interpretazioni), il Vangelo di Giovanni ci offre una religione completamente nuova, senza autorità, senza rituali, senza il peccato e la paura.

Non parla di «vita eterna» ma della dimensione reale dell'eternità, da vivere qui ed ora.

Il «Figlio di Dio» è una nuova fase evolutiva della coscienza umana. “Io sono…….Dio” (?) o “meglio una parte di esso….” gli stessi “miracoli” sono "racconti" o "RACCONTARSI" e/o al tempo stesso metodi di terapia e guarigione?

Il corpo è l’anima e lo spirito se ne prende cura,... ma come?

Sembra, inviando messaggi via etere, ma ciò è possibile solo se noi ci mettiamo in “ascolto”. Come dice il nostro carissimo amico e scienziatissimo Renato Palmieri: "nell'universo non c'è repulsione ma solo attrazione" perchè noi siamo attratti da ciò che ci fà evolvere, sempre e comunque.
LA FISICA UNIGRAVITAZIONALE: IL FOTONE
http://renatopalmieri.com/il-sistema-unigravitazionale/sezione-6-descriviamo-la-soglia-infinitesima-delluniverso-fisico-premessa/cap-6-1-il-fotone/

In questo senso “aiutati che di dio t’aiuta”. Ciò significa come sostiene il Dr. Hamer attraverso le sue 5 Leggi Biologiche , che la stessa “malattia” è un processo sensato ed evolutivo della natura, che il miracolo è parte di noi, e sta nel connettersi a queste energia attraverso l’ascolto.

In questo senso la stessa “medicina narrativa”, l’esperienza del cerchio – council – nella tradizione dei Nativi d’America rappresenta quel “percorso di transito” evolutivo delle nostre coscienze, a cui possiamo accedere e ”tele trasmette” il senso: del non giudizio, dell’accetazione di se stessi per cosi come si è, e delle possibilità di “comunicare” cambiamenti.

Noi siamo fatti per il 70% d’acqua che è un ottimo conduttore di energie, ed in questo senso ci vengono in aiuto i recenti studi del premio Nobel della medicina Luc Montagnè, confermati anche da un’altro ricercatore Salernitano, il Professore Giuseppe Vitiello (Docente di Fisica all’Universita di Salerno), anche attraverso i suoi studi sulle forme matematiche dei frattali. Gli stessi esperimenti sui cristalli d'acqua di Masaru Emoto si confermerebbe alla "luce" di questi nuovi test sperimentali di Luc Montagné.

La meraviglia delle meraviglie e che ci ritroviamo sempre più a riceve conferme oggi sui cambiamenti epocali che attraverso un nuovo paradigma nel XXI secolo si sta manifestando, e la storia parte da molto lontano.

Nelle stesse culture orientali, una particolare quella dei SUFI ci riporta in considerazione la forma della cassa toracica, come la "casa" e anche una delle forme primordiale della natura che anche facendo a metà una mela (senza bisogno di farcela cadere in testa, come dice il mio amichissimo Renato Palmieri) potete ritrovare.


In questo caso vi riconsiglio ancora la visione di questo bellissimo film-documentario:
THRIVE
http://www.youtube.com/watch?v=ZGK4PO_TOeE&feature=player_embedded

“E’ dunque possibile un feedback tra DNA e strutture a valle, in forza della ‘waves genomics’ di Gariaev. In linea con le scoperte della SBQ, già l’esperimento di Lory prova l’esistenza del quantum entanglement in biologia e la trasmissione a distanza dell’Energia-Informazione: una parallela coesistenza di realtà locale e non-locale nei sistemi biologici in forza di un DNA antenna in grado di ricevere, memorizzare, trasformare e trasmettere segnali quantistici mediante i geni. Si tratta ora di fare un ulteriore passo in avanti e scoprire quali effetti produce la trasmissione di informazione dal DNA alle strutture a valle, e viceversa. “
(Studio pubblicato su altri siti: vedi link di approfondimenti)


Qui riporto integralmente un comunicato stampa(*) del:
TEAM ITALIANO E FRANCESE, NUOVA SCOPERTA DELLA FISICA: L’ACQUA VIENE “INFORMATA” DAI PRINCIPI ATTIVI IN ESSA DILUITI. SI RIACCENDE IL DIBATTITO SULL’OMEOPATIA

"La prestigiosa rivista scientifica Journal of Physics ha pubblicato il lavoro di ricerca “DNA, waves and water” condotto sull’asse Italia – Francia dal Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier e dal fisico Emilio Del Giudice. Nuove prospettive sul funzionamento dei medicinali omeopatici e omotossicologici Milano, 22/07/2011 - Una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, Journal of Physic, ha pubblicato il lavoro di ricerca condotto da due gruppi di lavoro distinti, il primo francese coordinato dal Prof. Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina, con i tecnici e biologi Lavallè e Aissa, e il secondo tutto italiano coordinato dal fisico Prof. Emilio Del Giudice, (IIB, International Institute for Biophotonics, Neuss, Germany) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White HB, Milano).

Montagnier ha scoperto che alcune sequenze di DNA possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del DNA stesso. Questo significa innanzitutto che si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà “informativa” dell’acqua biologica presente nel corpo umano:
malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi “letti” e decifrati.

Possibili sviluppi di tale scoperta potrebbero quindi essere sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie. I segnali elettromagnetici presenti nell’acqua infatti sono riconducibili alla presenza o meno di una sua “memoria”, intervenendo sulla quale si prospettano ampie possibilità di trattamento e di terapia, con la prospettiva di cambiare di fatto la vita a molti pazienti, costretti all’assunzione di indispensabili farmaci salvavita che a volte recano però con sé il rischio di pesanti effetti collaterali.

Un’ipotesi di ricerca simile venne percorsa due decenni fa dal ricercatore francese Benveniste: la scarsità di evidenze scientifiche a suffragio della sua teoria ne causarono all’epoca l’isolamento dalla comunità scientifica, ma dopo molti anni quelle ipotesi tornano inaspettatamente di attualità. E’ opportuno anche ricordare che la medicina omeopatica e omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite: la ricerca di Montagnier, Del Giudice e Vitello indica la strada per arrivare a una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico ed omotossicologico, e pare creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici senza effetti collaterali, che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze presenti in essa a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, ma – grazie all’alta diluzione del principio attivo - sono privi di effetti collaterali.

In relazione alla pubblicazione del lavoro “DNA, waves and water”, il Prof. Giuseppe Vitiello (Professore di Fisica dell’Università di Salerno) ha dichiarato: “Il dato molto importante da sottolineare è che una rivista ufficiale di fisica come il Journal of Physics ha pubblicato per la prima volta una ricerca che normalmente sarebbe di competenza di un Journal di biologia o medicina. Un passo ulteriore a dimostrazione che la moderna fisica quantistica può dare un contributo fondamentale alle ricerche mediche di frontiera”.

Riferimento del paper: 5th International Workshop DICE2010, IOP Publishing “DNA waves and water” - L.
Montagnier, J. Aissa, E. Del Giudice, C. Lavallee, A. Tedeschi and G. Vitello - Journal of Physics: Conference Series 306 (2011) 012007 doi : 10.1088/1742-6596/306/1/012007.

Fonti:
(*) Comunicato Stampa - Ufficio Stampa AIOT: Glebb & Metzger Fabio De Carli 338‐3642542 011‐5618236
fdecarli@glebb‐metzger.it
La pubblicazione sul Journal of Physics è liberamente scaricabile dal sito ufficiale della rivista:
http://iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007

Link argomenti correlati:
http://www.mednat.org/spirito/pensiero_crea.htm
http://www.mednat.org/cure_natur/omeopatia_lancet.htm
http://www.mednat.org/cure_natur/DNA_antenna.htm
http://www.mednat.org/cure_natur/DNA.htm
http://www.sisbq.org/genomicaondulatoria.html
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.it/2010/05/la-memoria-dellacqua.html
http://www.youtube.com/watch?v=ZGK4PO_TOeE&feature=player_embeddedBibliografia
http://renatopalmieri.com/

http://www.acquainformata.eu/archivio/luc-montagnier-premio-alla-carriera-in-medicina-dalla-prestigiosa-scuola-medica-salernitana/

Bibliografia:
Biologica delle Credenze – B. Lipton
Il Codice Segreto del vangelo di San Giovanni – Igor Sibaldi


"L' anima è ciò che è in ognuno di Voi, si è staccata da Dio e deve ritornare a ...
Quando voi dite che ci sono intorno a voi delle energie negative, sono dentro di Voi, ....

Quella è la strada che il loro Maestro ha scelto per purificare la loro Anima."
(Brani tratti da Vangeli apocrifi)



sabato 24 marzo 2012

AIUTIAMO DIO, LUI DA SOLO NON CE LA FA'!


"Bisogna avere ancora il caos dentro di sé per generare una stella danzante »
(Cosi parlò Zaratrusta, Nientz)

(Foto di Salvatore Di Vilio)
Il Clown Misterister, celebra la figura dell'uomo folle (La gaia scienza - Nietz), si, anche Lui se ne va in giro in pieno giorno con una lanterna accesa, e sottovoce, invece di urlare chiede ……. “dov’è il mondo?”, attirandosi anche lui lo scherno dei passanti.

Anche Lui alla richiesta di spiegazioni, afferma che il mondo non c’è più e con esso forse anche Dio (Lui?) “E’ morto?” Ma, possibile che nessuno ci crede più veramente. Ma, anche Lui nell'atto stesso di compiere questa affermazione si trova di fronte allo scetticismo e all'indifferenza, quando non alla derisione. Anche Lui, si proprio Lui, si definisce come il "testimone" di un omicidio compiuto dall'intera Umanità. E allora si chiede anche Lui: "Vengo troppo presto?", ;...."...forse che oggi gli uomini non sono ancora pronti ad accettare questo cambiamento epocale. I valori tradizionali sono sempre più pallidi, sempre più estranei alla co-scienza, nel mentre nuovi valori, quelli della gioiosa accettazione della vita e della fedeltà alla terra, sono ancora al di là dell'orizzonte: "Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino" (?)

“Vivo nella mia propria casa
Mai ho imitato qualcuno
E – derido qualsiasi maestro
Che non si derida da sé”
Sopra la porta di casa mia- R. W.Emerson)

Ecco nonostante tutto…. “…se non sapremo offrire al mondo impoverito un nuovo senso delle cose, attinto ai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione – allora non basterà. …forse allora sulla base di una comune e onesta ricerca di chiarezza su questi oscuri avvenimenti, la vita sbandata potrà di nuovo fare un cauto passo avanti”. (
Etty Hillesum, dalle Lettere)

“Gradualmente prende coscienza del fatto che "non sono mai le circostanze esteriori, è sempre il sentimento interiore [...] che dà a queste circostanze un'apparenza triste o minacciosa": in altre parole, a farci soffrire sarebbero le nostre "idee stereotipate su questa vita" che formano il nostro ‘io', "questo io tanto ristretto, coi suoi desideri che cercano solo la loro limitata soddisfazione [e che] va strappato via, va spento. [...] Dobbiamo nel nostro intimo liberarci di tutto, di ogni idea esistente, parola d'ordine, sicurezza; dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.".
dal DIARIO di Etty Hillesum)

«A volte vorrei rifugiarmi con tutto quel che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare»…… «Si deve diventare un'altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade. Si deve semplicemente essere»…….«Le cose devono poter essere chiamate per nome, e se non reggono a questa prova non hanno il diritto di esistere»
dal Diario di Etty Hillesum)

Insomma più che chiedere aiuto al mondo, come sosteneva la stessa Etty Hellisum, credo che dobbiamo prendere sul serio l'invito anche di Clown Miserister e DOBBIAMO AIUTARE DIO, PERCHE’ DA SOLO NON CE LA FA’!

Questo di aiutare Dio è un filone che percorre la tradizione ebraica e che è esploso, in un certo senso,con la Shoà.

Shoà è il termine alternativo a Olocausto, proposto per primo da Wiesel che in seguito se n’è pentito. Infatti «olocausto» è un sacrificio offerto dai sacerdoti a Dio, mentre l’uccisione degli ebrei, non è un’offerta a Dio né le SS erano sacerdoti, quindi oggi si preferisce Shoà, che in ebraico significa «catastrofe»

La cosa che più ho apprezzato e condiviso, quando ho letto per la prima volta il "DIARIO" di Etty Hellisum (lo tengo in camera sulla scrivania, e spesso torno a leggerne qualche pagina, come adesso…) è stato il fatto che la sua religiosità, pure se contesa tra le due diverse teologie: ebraismo e cristianesimo; ha un ritmo religioso o meglio "spirituale" tutto suo.

Etty si rivolge a Dio come se stessa.

Ci sono alcuni passi del suo “DIARIO” che in questo senso sono significativi:

“In me non c’è un poeta, in me c’è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poesia” (Diario, p- 230)......oppure come …. "..... Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi” (Diario, p.169).

Si Etty parla a se stessa come a Dio. Quel suo "DIO PERSONALE" tanto ripudiato da Einstein “Io non credo in un Dio personale e non ho mai negato questo fatto, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare.”… relegando tutto alla scienza e non comprendendo che si tratta di “CO-SCIENZA”.

Beh anch’io come Misterister ho bisogno di cercare il mio mondo all’interno di me e come Elly spesso mi ritrovo a parlare con me stesso come se....: IO SONO …DIO!

Beh, almeno ci provo......(parola di Nanos Enzo)

Per approfondire vi consiglio la visione di questo
film documentario:



“Si trasformi l'Inno alla Gioia di Beethoven in un quadro e non si rimanga indietro con l'immaginazione, quando i milioni si prosternano rabbrividendo nella polvere: così ci si potrà avvicinare al Dionisiaco. [...] Ai colpi di scalpello dell'artista cosmico dionisiaco risuona il grido dei misteri eleusini: "Vi prosternate milioni? Senti il creatore, mondo?"
(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)

Fonti
http://www.nostreradici.it/Etty-credo.htm