L'unico modo per sostenerci con le vostre donazioni: C/C postale n. 3232889 intestato a: Associazione non profit in breve Comunità RNCD* (acronimo di: “Raduno Nazionale Clown Dottori”* )
N.B. Inserite sempre causale del versamento, ve ne saremo grati.
....PER LA PACE E LA
CONVIVENZA CIVILE:perché tutti abbiamo un sogno....
"Cervelli in onda” è il nome,
volutamente fantasioso, di un movimento di persone che intendono mettersi in
rete per progettare percorsi di collaborazione e integrazione tra più
professionalità e competenze, oltre che tra singoli e tra associazioni, sorto dal
desiderio di trovare modi per stanare il diffuso disagio individuale e sociale
sommerso. La nostra dunque non è l’ennesima associazione: tutti infatti vengono
riconosciuti nelle professionalità e nelle scelte di campo già fatte: tutti
(sia individui che associazioni) sono accolti, valorizzati e considerati parte
integrante e fondamentale di questa rete.
Tale gruppo è rigorosamente
apartitico ed è nato nella valle telesina nell’ambito del volontariato e
dell’impegno civico, frutto dell’esigenza di conoscersi, riconoscersi e creare
rete, per fare proposte fattive sul territorio,senza dunque delegare tutto il lavoro sociale ai professionisti del
settore: chiunque, anche singolo, voglia e cerchi di dare il suo contributo per
migliorare a qualsiasi livello la comunità dove vive, effettua in realtà lavoro
sociale, anche se di tipo aspecifico. Ogni persona anche nel proprio piccolo fa
volontariato ogni qual volta dà parte di sé (del proprio tempo, delle proprie
risorse e capacità) in maniera spontanea e gratuita, secondo un orientamento
solidaristico e volto alla tutela del bene comune.
Vogliamo dunque coinvolgervi in
un progetto ambizioso, in cui c’è bisogno delle forze e dei sogni di tutti.
Intendiamo vivere un primo
momento comunitario dal titolo:
“WE HAVE A DREAM”
a favore della costruzione della
pace e della convivenza civile.
Vi invitiamo ad unirvi a noi “in
una notte” di impegno concreto di riflessione, dirisposta alla crisi sociale, economica e
delle coscienzeche stiamo tutti
vivendo.
Ci incontreremo a Telese, in piazza Minieri
sabato 9 giugno 2012
dalle 21 fino
alle 2,00 di domenica 10.
Sarà una notte di testimonianza
non sfarzosa né chiassosa, anzi silenziosa, consapevole e attenta, un’occasione
per riflettere insieme e smuovere un campo di energie e di sognidi persone semplici che dal basso e senza
protagonismi intendono impegnarsi per costruire un mondo più giusto, più bello,
rispettoso verso tutte le creature, animate e inanimate, con cui condividiamo
il nostro esserci su questa Terra.
Vogliamo mettere insieme il
nostro essere risorsa, in una veglia che sia di presenza, attiva e fattiva
nelle nostre comunità, che vuole comunicare il desiderio di unire le forze, la
speranzosità realistica di chi si impegna nel proprio piccolo, e in prima persona,
senza deleghe e senza individualismi, ma con in cuore un sogno da condividere e
da realizzare con coscienziosità e metodi di pace, perché la via è la pace.
L’iniziativa conta sulla
massiccia partecipazione di tutte le Associazioni, Scuole e di CHIUNQUE ABBIA
IL “SUO SOGNO” e intende condividerlo!
Tutti i cittadini e tutte le
associazioni, comitati civici, ecc. costituiscono infatti una risorsa unica e
irripetibile del nostro territorio: vogliamo mettere in rete queste
risorse,in una sorta di laboratorio
permanente, in cui alla base ci siano principi qualil’accoglienza di ogni persona e/o
associazione, la gratuità,il confronto
e il dialogo basato sulla non violenza, l’umiltà di riconoscersi “parte di un
tutto”, senza protagonismi, l’impegno costante per la tutela dell’ambiente,
fisico e sociale in cui viviamo.
Vi proponiamo inoltre, sin da
ora, di avviare una mappatura delle realtà associative e non, dei comitati
civici e quant’altro sia espressione, nella valle telesina, di gratuità e
spontaneità volte alla costruzione e alla tutela del bene comune.
L’idea è, appunto, di metterci in
rete, trovare spunti di lavoro insieme, così che ognuno apporti le proprie
risorse, in un’ottica di condivisione. Aspirazione ardua e impegnativa, ma si
ci può fare!
Chiediamo, dunque, di poter
interagire con voi … a partire dalle proposte già avviate (vedi serata “We have
a dreams”) o proponendo idee e aperture …. Da poter mettere in rete e da
condividere.
Sia come associazione che come
singoli vi chiediamo di inviarci, se si vuole, la propria adesione, essendo
“Cervelli in onda” lieto di incontrare e confrontarsi con tutti, inoltre
inviateci la scheda relativa alla propria attività di volontariato, ecc.,
indicando possibilmente:
•Nome
(singola personao associazione,
comitato, ecc.) •Descrizione
dell’attività di volontariato ed impegno civico svolti e ambito di riferimento
(es: sociale, ambiente, minori, anziani, ecc., con le relative attività) •Sede
(eventuale): •già
in rete con •recapiti
(tel. o cell., indirizzo e-mail)
(*) Le schede delle associazioni e delle singole persone che aderiranno,
avranno uno spazio on line su Vivitelese
Cari Amici, un incontro con la poesia, in ogni caso, è benefico.
Non parlo ovviamente della mia poesia semplice, modesta, che non aspira ambiziosamente alla celebrazione. Io sono uno dei tanti poeti sconosciutissimi:
(foto di Mario Perrotta)
di quelli che scrivono versi per un’intima confessione alla vita, per meglio scontare il tempo al presente, per trovare risposte alla verità. La poesia, si sa, è indispensabile e inesauribile e quando tocca le corde del cuore e dell’immaginazione si fa voce nel nostro io. Perciò, se ora una piccola eco di me risuona e risuonerà nella vostra anima posso essere più che contento, perché vuol dire che un pezzo della vostra anima è e sarà anche in me e che posso compiacermi di custodirla sempre.
A presto, Gaetano Calabrese – Poeta errante dell’Irpinia
Gaetano è un nostro carissimo amico, tempo fa ci regalò a noi clown una sua bellissima poesia che insieme alla fotografia di Mario Perrotta divenne "immagine simbolo" della nostra Comunità RNCD attraverso il depliant della nostra associazione:
I Clown, cercano nelle comete La luce delle stelle wowoow Orchestrano la nenia del cuore Solitario Non curante del tempo etereo Legato alla terrietà Cerchiata degli umori Ottenebrando Rigurgiti di dolori mai Estranei.
(poesia di Gaetano Calabrese)
Oggi ci ha fatto un altro dono, una piccola raccolta di poesie dialettali inedite che invito tutti a leggere perchè sono molto belle…….belli sono anche i disegni realizzati da lui e le immagini che le accompagnano. Anche questo è un viaggio immaginifico nel regno del tempo all’incontrario.
Lunedì 30 Aprile 2012, ore 17.30 Duemila e dodici: fine di un’era e di un mondo
Mercoledì 30 Maggio 2012, ore 17.30 Fisica unigravitazionale: inizio di un’era e di un mondo
dove?2012, ANNO UNIGRAVITAZIONALE
Sala Convegni
ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
Via Monte di Dio, 14
Palazzo Serra di Cassano
Napoli http://www.iisf.it/
Inquadramento nella storia della scienza moderna: Piergiorgio Fusco, fisico delle particelle presso l’Università di Bari, Relazione sul libro di Renato Palmieri “La fisica unigravitazionale e l’equazione cosmologica”, SCHERIA, Rivista dell’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI, anni XIV-XV, nn. 30-31, 2005-2006, pp. 45-50.
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DNA Olopòiema
IL MANIFESTO
DELLA FISICA UNIGRAVITAZIONALE
PRIMI APPUNTI
Vi invitiamo a sottoscrivere il MANIFESTO. Inviate il vostro nome, cognome, luogo e data di nascita ai seguenti indirizzi di posta elettronica: repalmi@tin.it
Il clown va a cercare nel corpo un suono ed un gesto della precivilizzazione. Così il clown si mette un altra faccia per prendere le distanze da se stesso e ritornare a se stesso, come persona. Rende cosciente ragionevole il razionale e irragionevole l’irrazionale. Il clown ha coscienza di come guarda abitando gli occhi, il tono degli occhi fanno la differenza per essere clown.
Egli cosi può esplorare un luogo qualsiasi e trasformarlo in luogo straordinario meraviglioso piacevole anche se si tratta di un luogo triste come un ospedale. Egli fa entrare cosi dentro questo luogo attraverso lo sguardo dei suoi occhi che diventa il suo mondo. Un mondo che non esiste ricreandolo.
Egli cosi lascia fuori la porta le sensazioni tristi e se pure le ha, le vive, le testimonia, con occhi nuovi. Egli va in un luogo cosi piacevole meravigliosamente e straordinariamente piacevole e cosi può incontrare l’altro.
Il clown cosi resta trasparente e privo dai condizionamenti della “civilizzazione”. Come un primitivo (come un bambino) vede un autorità senza paura la imita, ne fa una caricatura di se stesso, a specchio. Egli è così, non l’altro. Il clown cosi coglie, lascia, la purezza del bambino divino e supera il suo limite con l’altro.
Il clown come specchio dell’animo umano.
“Un personaggio ha dei conflitti, delle passioni, una storia: al contrario, la maschera neutra (il clown) è in uno stato di equilibrio e di economia dei movimenti”. (Jacques Lecoq)
La maschera neutra è una maschera intera, che rappresenta un volto umano in uno stato di calma e silenzio, privo di espressione. Si tratta di una maschera referenziale, che serve per facilitare ad eliminare le altre maschere quelle che mettiamo tutti i giorni.
Il naso rosso permette di sentire lo stato di neutralità che precede l’azione: in questo stato di disponibilità, scoperta e recettività allo spazio che lo circonda, egli può guardare, sentire, toccare gli elementi della vita con la freschezza della prima volta.
Il gioco è la cosa più seria per un clown. Il naso rosso lo fa vivere nel presente, non ha memoria e non ha progetti, non ha conflitti: è pura azione, senza alcuna riflessione ma solo intenzioni. Non è più un individuo, ma l’uomo e/o donna interi, non più frammentati e cosi si confronta e supera i suoi limiti, egli diventa il mondo.
Una volta che il clown sente questo stato neutro, il suo corpo sarà disponibile, come una pagina bianca su cui potrà scriversi il dramma a venire.
A differenza di altri personaggi, che recitano una parte per il pubblico, il clown ha un contatto ed un rapporto diretto con il pubblico. Egli vive “con” o “sotto” gli occhi del pubblico. Non si fa il clown davanti ad un pubblico, ma con il pubblico.
Il clown quando entra, anche se non sembra nel senso che non è girato verso il pubblico con i propri occhi, entra in contatto con il pubblico. La sua azione è influenzata dal pubblico. Se il clown non considerasse le reazioni del pubblico si imprigionerebbe da solo. Ogni minima reazione, ogni minimo gesto, una risata, può essere spunto per far partire un’altra azione.
Più che il mondo animale si rifletta in lui , il clown scopre l’animale che è in lui, ed osserva l’effetto che fa diventato animale sul mondo – pubblico.
Il clown fa nel corpo una cosa straordinaria eccezionale e così anche la cosa più semplice, un gesto, un suono, bastano. Come se fosse la prima volta, incarna l’intensità maggiore ed un gesto ordinario si trasforma in straordinario.
Questa semplice comprensione fa la differenza tra clown e l’attore ed è cosi che il clown si “proclama ad alta voce...e nel far risuonare se stesso” ridiventa di nuovo persona dell’origine.
La parola “persona”,…significa in origine “maschera”.
Prendo spunto dalla definizione di persona come definita da San Tommasodesigna la realtà umana, il singolo individuo nella sua interezza.
“Personare” che dal latino significa “risuonare, far risuonare…proclamare ad alta voce” è un nome tratto dalle tragedie e nelle commedie dove gli attori si mettevano una maschera per rappresentare colui che avrebbe cantato o narrato gesta.
Il concetto di persona, in quanto singola, individuo, è estraneo al pensiero greco, che da più importanza e riconosce valore (alla persona) solo come all’universale, all’ideale, all’astratto, e considera l’individuo solo come momentanea fenomizzazione della specie.
Il concetto di persona quindi è una conquista del pensiero cristiano. Per Sant’Agostino ad esempio significa singolo, individuo, non designa più una maschera ma un uomo, un individuo una specie umana.
Io sono un clown non una maschera. In questo senso persona intera, un sussistere individuale nell’ordine dello spirito: “rationals, natura, individua, substantia…..”….”Un individuo che è indistinto in se stesso e distinto dagli altri.” (S. Tommaso)
Rido di me e delle mie parti ombre, che seguono il mio corpo e cosi sono il mondo.
"L’umorismo consiste nel sentimento del contrario, provocato dalla speciale attività della riflessione che non si cela, che non diventa, come ordinariamente nell’arte, una forma del sentimento, ma il suo contrario, pur seguendo passo passo il sentimento come l’ombra segue il corpo. L’artista ordinario bada al corpo solamente: l’umorista bada al corpo e all’ombra, com’essa ora s’allarghi ed ora s’intozzi, quasi a far le smorfie al corpo, che intanto non la calcola e non se ne cura."
(tratto da L'umorismo - L. Pirandello)
Qui introduco un'altra riflessione che in quanto persona il clown non è subordinato alla comunità, la quale trova invece proprio nella persona, nel clown, la ragione ultima del suo essere. La comunità infatti si costituisce affinché l’uomo nella libertà cresca e realizzi pienamente se stesso.In questo senso uno, nessuno, centomila e non più maschera, ma persona che si realizza nella relazione.
Affinché questi “incontri” riescano vi è bisogno di un equilibrio fra limite e superamento del limite, fra protezione e apertura di “se”.
In questo senso il “se” che scrivo sempre è un "se" senza accento, e quindi “congiunzione” un andare verso......abbandonando il "sè" delle maschere che la comunità, la società ci ha dato di mettere. Insomma fra il delimitarsi ed il donarsi “Io sono…” perché riconoscendo i miei confini e i miei limiti, accetto il "fallimento" (uno degli obiettivi del clown è il “fallimento”!) ma è proprio qui che misurati i miei limiti ed i miei confini li posso superare.
Solo in questo caso posso tornare a superarli quando mi avvicino all’altro, lo incontro (specchiandomi), per toccarlo ma senza toccarlo, e forse chi sa in questo incontro sperimentare così un istante di unione, (un nanosecondo o mille anni, per il clown è la stessa cosa) per diventare tutt’uno con l’altro, per vivere l’amore e sorridere di me con lui e il mondo.
In questo senso l’incontro del clown con l’altro accade sempre al confine. Io sono ….io devo camminare e arrivare al mio confine, sino al punto massimo che mi è possibile, per avvicinarmi all’altro. Quando l’incontro riesce, i confini non sono più rigidi e separativi ma diventano fluidi, ed allora che, sul confine e superando il confine, avviene quel diventare uno.
L’incontro, però non è un qualcosa di statico ma un evento pulsante che si accompagna ad un gesto ad un suono ad un espressività emozionale del corpo insomma arricchito dall’esperienza nel qui ed ora, semplicemente e senza altro di più. E’ un esperienza fatta sul confine. C’è un'altra persona (clown) che tengo davanti a me, e gli vado incontro. Li posso essere felice, li proprio sul confine, io sono! E, posso prendere contatto con l’altro e “risuonare, e far risuonare” me in lui e lui in me. Un suono un semplice gesto, e tutto!
“NO! ….NO!... ................... NO!....NO!”
In questo dialogo di risonanze, si propone di accettare un no! Per riscoprire così i propri limiti e ripristinare il senso di fiducia: provate a esercitarvi solo con il NO.